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Regionali: respinti ricorsi Polverini e Formigoni

– Secondo quanto anticipato dall’Agenzia Giornalistica Italia la Corte d’Appello di Roma avrebbe respinto il ricorso presentato del Popolo della Libertà. La Lista quindi sarebbe esclusa dalla prossime elezioni regionali nella provincia di Roma mentre sarà presente nelle altre province. E’ la  seconda sconfitta per il partito di Berlusconi dopo la decisione della Corte d’appello di Milano che nel primo pomeriggio aveva respinto  il ricorso della Lista Forìmigoni alla regione Lombardia.


2 Responses to “Regionali: respinti ricorsi Polverini e Formigoni”

  1. ugo scrive:

    Omniroma-REGIONALI, PETROCCHI (PDL): “DECRETO MONTINO ILLEGITTIMO”

    (OMNIROMA) Roma, 01 mar – “Formalismo per formalismo, il decreto
    presidenziale n. 17 del 26 gennaio 2010, pubblicato sul
    Bollettino Regionale il 6 febbraio, con cui il vicepresidente
    della Giunta del Lazio Esterino Montino ha convocato le elezioni
    regionali, è di dubbia legittimità, poiché in base allo Statuto
    regionale ed alla legge regionale n. 2 del 2005 (art. 5) doveva
    essere firmato dal presidente Marrazzo (dimissionario come
    d’altronde lo stesso Montino e la Giunta) ma cui spettano in
    prorogatio i suoi poteri fino all’insediamento del successore in
    base all’art. 45.4 dello Statuto”. Lo afferma, in un comunicato,
    il vice presidente vicario del Consiglio Provinciale di Roma
    Francesco Petrocchi. “Se in un primo tempo Marrazzo e Montino
    hanno traccheggiato con la storia del certificato medico che
    prevedeva un’indisposizione temporanea – prosegue – poi, come
    risulta dal decreto di scioglimento del Consiglio regionale
    Astorre firmato il 28 ottobre 2009, l’atto che ha provocato lo
    scioglimento del Consiglio regionale sono state le dimissioni
    volontarie di Marrazzo, a seguito dello scandalo di Via Gradoli.
    Proprio in caso di dimissioni volontarie lo Statuto prescrive
    che la Presidenza della Giunta continui a spettare al presidente
    dimissionario. E solo per le sedute di Giunta – ma la firma del
    decreto di indizione delle elezioni è un atto monocratico e non
    collegiale del presidente, e dunque non è un atto della Giunta –
    lo Statuto prevede che il vicepresidente possa sostituire il
    presidente per assenza o impedimento temporaneo. Invece un
    potere presidenziale ‘proprio’ e non delegabile quale
    l’indizione delle elezioni non poteva essere esercitato dal
    Vicepresidente se non per un grave e permanente impedimento
    quale un’acclarata incapacità di intendere e volere, come
    accadde nel caso della supplenza nei confronti del presidente
    della Repubblica Antonio Segni. Se il dubbio di legittimità qui
    sollevato fosse fondato, l’atto firmato da Montino sarebbe
    viziato per ‘incompetenza relativa’, e dunque sarebbe
    annullabile davanti al giudice amministrativo, col che sarebbero
    rinviate le elezioni regionali del Lazio. Spero che non si debba
    arrivare a tanto e che il ricorso attualmente pendente avverso
    il perpetrato impedimento della presentazione delle liste
    regionali Pdl nella circoscrizione provinciale di Roma, unito
    all’appello, che pare ascoltato, rivolto al presidente
    Napolitano, consentano di assicurare lo svolgimento regolare
    delle elezioni del Lazio nel 2010 con la presenza anche dei
    candidati del Pdl, evitando così l’ulteriore inasprimento della
    situazione politica e istituzionale”.
    red

    011943 mar 10

  2. Luca Cesana scrive:

    Ma capperi avessero il pudore di dire “abbiamo fatto una colossale figura di merda”, punto e basta.
    Altro che tirare in ballo il Capo dello Stato o giocare alle demi-vierge della “democrazia a rischio” (Cicchito) o, peggio, le farneticanti minacce del Ministro La Russ(i)a “siamo pronti a tutto”
    tutto che???

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