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Emendamento di Virgilio su idratazione non cambia nulla, norma rimane incostituzionale

Biotestamento: Della Vedova, Emendamento su idratazione non cambia nulla, norma rimane incostituzionale
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del PdL
Va dato atto all’On. Di Virgilio di cercare di migliorare il testo sul fine vita, ma l’emendamento proposto dal relatore su idratazione e alimentazione artificiale, approvato oggi in Commissione Affari sociali, non cambia in nulla la disciplina prevista dal testo Calabrò.
La norma è in sé del tutto pleonastica, perché quando una qualunque cura non può essere “assimilata” dal paziente non solo può, ma deve essere interrotta, configurando altrimenti un caso di scuola di accanimento terapeutico, a cui qualunque medico si deve sottrarre oggi e si dovrà sottrarre domani, quale che sia la legge sul fine vita che verrà votata. Rispetto all’idratazione e all’alimentazione, come a qualunque altro trattamento, si pone un problema di consenso quando la cura è almeno teoricamente proporzionata rispetto ad una finalità terapeutica, ma, nondimeno, non può essere imposta contro la volontà di chi viene ad essa sottoposto.
Infine l’emendamento, che conferma l’esclusione dalle Dat di idratazione e alimentazione artificiale, con ciò rendendo questo passaggio normativo fragilissimo e esposto all’elevato rischio di incostituzionalità, non affronta però il nodo cruciale della responsabilità della decisione rispetto ai pazienti incapaci, non riconoscendo alcun valore alle Dat e non prevedendo nessun ruolo né per i medici, né per i familiari, né per i rappresentanti legali dei pazienti.
Roma, 23 febbraio 2010
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del PdL
Va dato atto all’On. Di Virgilio di cercare di migliorare il testo sul fine vita, ma l’emendamento proposto dal relatore su idratazione e alimentazione artificiale, approvato oggi in Commissione Affari sociali, non cambia in nulla la disciplina prevista dal testo Calabrò.
La norma è in sé del tutto pleonastica, perché quando una qualunque cura non può essere “assimilata” dal paziente non solo può, ma deve essere interrotta, configurando altrimenti un caso di scuola di accanimento terapeutico, a cui qualunque medico si deve sottrarre oggi e si dovrà sottrarre domani, quale che sia la legge sul fine vita che verrà votata. Rispetto all’idratazione e all’alimentazione, come a qualunque altro trattamento, si pone un problema di consenso quando la cura è almeno teoricamente proporzionata rispetto ad una finalità terapeutica, ma, nondimeno, non può essere imposta contro la volontà di chi viene ad essa sottoposto.
Infine l’emendamento, che conferma l’esclusione dalle Dat di idratazione e alimentazione artificiale, con ciò rendendo questo passaggio normativo fragilissimo e esposto all’elevato rischio di incostituzionalità, non affronta però il nodo cruciale della responsabilità della decisione rispetto ai pazienti incapaci, non riconoscendo alcun valore alle Dat e non prevedendo nessun ruolo né per i medici, né per i familiari, né per i rappresentanti legali dei pazienti.
Roma, 23 febbraio 2010

Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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