Dagli abissi della storia sovietica, un appello agli amici europei di Putin

– Ieri Repubblica ha pubblicato un appello rivolto ai leader politici europei che “annunciano con orgoglio una nuova era di cooperazione con la Russia”. In primo luogo il Presidente del Consiglio italiano Berlusconi e il Presidente francese Sarkozy.

E’ un testo disperato, sottoscritto da una serie di oppositori senza peso né seguito reale nella politica russa e da alcuni tra i più prestigiosi dissidenti dell’era Breznev ancora in vita (Elena Bonner-Sakharov, Vladimir Boukovsky, Leonid Plyushch e pochi altri), che denunciano il nuovo incubo sovietico di una Russia non più comunista  e registrano come nelle capitali europee gli amici più cari di Vladimir Putin non siano le quinte colonne del nazionalismo russo o, come accadeva per i partiti comunisti dell’Europa atlantica, i “dipendenti esteri” del potere moscovita, ma leader politici di fede occidentale e di storia liberale. Un incubo nell’incubo, insomma.

Mentre la piattaforma satellitare europea Eutelsat censura per conto di Mosca i canali di opposizione che trasmettono in lingua russa, il canale anglofono Russia Today, di stretta osservanza putiniana, potrà liberamente “invadere” l’Occidente. Mentre Putin lavora, all’interno e all’esterno, con il bastone della censura e della violenza militare e poliziesca e la carota della “ragionevolezza” condizionata, l’Europa se ne sta muta e amichevole a guardare questo paese che è passato dal comunismo alla mafia economica, senza passare per il capitalismo di mercato, e dall’internazionalismo rosso al nazionalismo peggiore della sua storia pre-comunista, senza passare per una vera democrazia politica.

E’ un testo che va letto con attenzione, fosse solo per capire quanto poco c’entra con l’attualità politica europea e per dolersene.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

One Response to “Dagli abissi della storia sovietica, un appello agli amici europei di Putin”

  1. Andrea ha detto:

    Il problema non è solo italiano, ma in Italia c’è una aggravante. Il nostro Premier vanta l’amicizia personale di Putin. Capisco che tra capi di “governi del fare” ci si intenda, però c’è un limite dettato da una certa idea liberale di democrazia, di cui Berlusconi è a conoscenza, credo. Ma questo caso passerà in secondo piano nella vita politica del nostro paese, bollato come un tentativo di attaccare il nostro Presidente del Consiglio utilizzando qualche comunista russo. Un altro complotto insomma. Tra l’altro chiudo con una piccola riflessione: in Gran Bretagna una commissione sta giudicando il governo Blair per la guerra in Iraq. Ai tempi il nostro Silvio vantava di essere ai “piani alti” di quella decisione. I casi sono due: o non è così importante come crede nelle questioni internazionali, oppure anche in Italia qualcuno potrebbe muoversi per conoscere cosa realmente sapesse Berlusconi sull’Iraq. Ma probabilmente anche la commissione per Blair è composta da complottisti comunisti e giustizialisti, come no…

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