– Ieri Repubblica ha pubblicato un appello rivolto ai leader politici europei che “annunciano con orgoglio una nuova era di cooperazione con la Russia”. In primo luogo il Presidente del Consiglio italiano Berlusconi e il Presidente francese Sarkozy.

E’ un testo disperato, sottoscritto da una serie di oppositori senza peso né seguito reale nella politica russa e da alcuni tra i più prestigiosi dissidenti dell’era Breznev ancora in vita (Elena Bonner-Sakharov, Vladimir Boukovsky, Leonid Plyushch e pochi altri), che denunciano il nuovo incubo sovietico di una Russia non più comunista  e registrano come nelle capitali europee gli amici più cari di Vladimir Putin non siano le quinte colonne del nazionalismo russo o, come accadeva per i partiti comunisti dell’Europa atlantica, i “dipendenti esteri” del potere moscovita, ma leader politici di fede occidentale e di storia liberale. Un incubo nell’incubo, insomma.

Mentre la piattaforma satellitare europea Eutelsat censura per conto di Mosca i canali di opposizione che trasmettono in lingua russa, il canale anglofono Russia Today, di stretta osservanza putiniana, potrà liberamente “invadere” l’Occidente. Mentre Putin lavora, all’interno e all’esterno, con il bastone della censura e della violenza militare e poliziesca e la carota della “ragionevolezza” condizionata, l’Europa se ne sta muta e amichevole a guardare questo paese che è passato dal comunismo alla mafia economica, senza passare per il capitalismo di mercato, e dall’internazionalismo rosso al nazionalismo peggiore della sua storia pre-comunista, senza passare per una vera democrazia politica.

E’ un testo che va letto con attenzione, fosse solo per capire quanto poco c’entra con l’attualità politica europea e per dolersene.