La rottamazione di Morgan

Sarò cinico e insensibile, ma la Morgan-story non mi commuove. Mi disgusta questa commedia sulla tragedia, questo pessimo reality di una realtà già di suo ostinatamente cattiva, questo sfruttamento mediatico e politico di un uomo alla deriva, che il giorno prima fa professione di “maledettismo” e il giorno dopo va a pentirsi in pubblico, col 28% di share, alla presenza di ministri ed ex ministri della Repubblica, Meloni e Turco e del ministro della TV pubblica, Bruno Vespa.

Di questa vicenda Morgan è forse quello che ha più colpe (di debolezza, dissolutezza, autolesionismo), ma meno responsabilità, perché lui fa la Tv, ma non è un domatore, bensì una bestia del circo mediatico.

La droga è una cosa seria e terribilmente cattiva. Uscirne è ancora più serio e difficile, oltre che straordinariamente buono. Gli antiproibizionisti ritengono (a ragione, per chi scrive) che il costo di questa esperienza sia così pesante che, in vista del dopo e a garanzia del durante, non occorra aggiungervi il sovrapprezzo proibizionista, per cui le droghe – spinte da una legge criminogena –  “drogano” tutto e tutti, anche chi non le consuma, e ai costi umani e morali si aggiungono quelli civili, economici, criminali e politici.

I proibizionisti invece ritengono (a torto, per chi scrive) che senza la deterrenza penale verrebbe meno un incentivo a salvarsi, sia per chi è già infognato, sia per chi rischia di infognarsi e che la legalizzazione finirebbe per accrescere il fatturato di quanti vendono la droga e la schiavitù di quanti la comprano.

Che la si guardi con occhi proibizionisti o antiproibizionisti, c’è però qualcosa di insopportabilmente falso nella “rottamazione” di Morgan, che entra vecchio e esce nuovo dal lavacro televisivo, che si butta via come testimone della droga e si ricicla come protagonista dell’anti-droga, con l’identico narcisismo e la stessa spudoratezza.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

5 Responses to “La rottamazione di Morgan”

  1. Luca Cesana ha detto:

    scarosanto, Carmelo, sacrosanto; l’insopportabile pesantezza dell’ipocrisia…

  2. Luca Cesana ha detto:

    insostenibile, non insopportabile, sorry

  3. roberto ha detto:

    Scusi sig. Carmelo, perchè non viene mai invitato nei talk show? Perchè mi devo sempre sorbire i soliti personaggi (anche due volte al giorno)? Perchè non c’è in Italia un conduttore di talk show serio ed imparziale?

  4. bagnascus ha detto:

    ottimo un bel colpo al “benpensantismo” di sinistra alla Palombelli..

  5. Alberto Taramelli ha detto:

    Palma fa bene a dire quanto ha detto. Facciamo male noi a perdere tempo con cose tipo Morgan-NON story. E ancor peggio che queste NON story occupino spazi di televisioni e giornali che paghiamo, creando culture devianti per i nostri giovani. Abbiamo editori e giornalisti davvero incapaci di far progredire la cultura e la nazione. Anzi….

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