– Tra le tante oscurità, il Novecento mantiene vivi ancora oggi i suoi raggi di sole. Seppur accesi dentro una storia umana fatta di cieche ideologie, guerre mondiali e atroci destini. Sono questi raggi di luce, però, che hanno permesso al sole di non spegnersi. Bisogna imparare a liberare la memoria e a diffonderla. Dentro di noi.

I raggi di cui parlo, infatti, sono rappresentati da persone in carne ed ossa, che filtrano nelle feritoie delle notti più buie per illuminare la memoria: così da renderla una forza viva nel presente e trasformandola in un monito per il futuro.
Oggi è il Giorno della Memoria. In questa giornata di occhi spalancati sul dolore e aperti allo sguardo della speranza, il nostro pensiero va al Rabbino Emerito di Roma, Elio Toaff. Un uomo che, con la sua esistenza, incarna per tutti un raggio di speranza che dal passato arriva fino ai nostri giorni e resiste con la durata di un esempio che si proietta verso l’avvenire. Questa forza morale andrebbe riconosciuta.

E’ da molto tempo, ormai, che da più parti si auspica la nomina di Elio Toaff come senatore a vita della Repubblica. E’ necessario, anche per le nuove generazioni, veder riconoscere l’importante laticlavio a una personalità di così alto spessore morale e umano. Perché sarebbe un gesto che avrebbe la forza dell’esempio e si scriverebbe, inoltre, una bella pagina civile e politica.

I tratti biografici del professor Toaff ci aiutano a ricordare il percorso di un uomo, immerso nella quotidiana conquista di una propria forza morale, in grado di sostenere il peso dei tempi e delle responsabilità. Inoltre, la vita e l’esempio di Elio Toaff rafforzano i motivi e le ragioni di un tale riconoscimento.

Nato a Livorno il 30 aprile 1915, si è formato presso il Collegio Rabbinico della sua città natale sotto la guida del padre, Alfredo Toaff, rabbino della città, e ha studiato Giurisprudenza presso l’Università di Pisa, dove si è laureato nel 1938, malgrado l’entrata in vigore delle leggi razziali.
In quegli anni, riuscì più volte a scampare ai nazisti e si salvò dalla morte, oltre che dalle deportazioni unendo, di volta in volta, l’inventiva alla fortuna. Entrò, quindi, nella Resistenza italiana combattendo sui monti e vedendo con i propri occhi le atrocità ai danni di civili inermi. Le esperienze di quegli anni lo segnarono assai profondamente. Dopo la guerra fu Rabbino a Venezia e insegnò anche lingua e lettere ebraiche presso l’Università Ca’ Foscari. Nel 1951 divenne Rabbino capo di Roma, una carica che ha mantenuto fino all’8 ottobre 2001.

Elio Toaff è considerato, insieme a Giovanni Paolo II, l’uomo della speranza e della ricostruzione. Non a caso, entrambi vengono indicati come gli uomini del dialogo, nel senso più alto e nobile del termine. Per Toaff il rispetto è il primo presupposto per qualsiasi dialogo e, di conseguenza, il dialogo tra le religioni è sempre stato considerato fondamentale dall’ex-Rabbino che ha trascorso l’intera esistenza nel tentativo, spesso riuscito, di ricercare percorsi di pace.

Non è certo un caso, insomma, che Elio Toaff sia una delle sole tre persone viventi, con Stanislao Dziwisz e a Joseph Ratzinger, nominate nel testamento spirituale di Giovanni Paolo II. Ma a chi non bastassero i pochi elementi di questo mio breve articolo suggerisco di leggere l’autobiografia di Toaff, edita da Mondadori, intitolata Perfidi giudei, fratelli maggiori (Mondadori – 1987).