Asilo politico negli USA per una famiglia di ‘homeschoolers’

– Una coppia di coniugi tedeschi, trasferitasi nel 2008 in Tenneessee per consentire ai propri figli di ricevere un’istruzione domestica sostitutiva della scuola dell’obbligo (il cosiddetto homeschooling è vietato in Germania), i cui programmi a giudizio degli interessati contrasterebbero con i valori della loro confessione cristiano-evangelica, ha ricevuto l’asilo politico negli Stati Uniti.
La decisione del giudice dell’immigrazione di Memphis, Lawrence Burman, è di quelle capaci di sollevare un vespaio di polemiche e critiche, in Germania e negli Stati Uniti.

Nell’ottobre del 2006, dopo aver ignorato ripetuti ordini di mandare i propri figli a scuola, la polizia tedesca fece irruzione nella  casa di Uwe Romeike e di sua moglie e portò coercitivamente i figli a scuola. Secondo la costituzione tedesca, infatti, gli studenti in età di obbligo scolastico sono tenuti a frequentare istituti pubblici o privati riconosciuti. Quando, nel novembre del 2007, la Corte d’Appello tedesca stabilì la possibilità di togliere l’affidamento ai genitori che si rifiutassero di ottemperare all’obbligo, Uwe Romeike decise di lasciare la Germania per gli Stati Uniti.

Il console generale tedesco ad Atlanta, Lutz Gorgens, pur senza commentare direttamente la decisione del giudice, ha sottolineato pubblicamente come il sistema educativo tedesco assicuri un’ampia libertà di scelta “tra scuole pubbliche, scuole private e scuole religiose, incluse quelle con percorsi di studi alternativi modello Waldorf o Montessori”. A rappresentare i Romeike in giudizio è stato Mike Donnelly, avvocato della Home School Legal Defense Association, un’organizzazione di tutela dei diritti delle famiglie che scelgono l’homeschooling: “Spero che la decisione possa influenza l’opinione pubblica in Germania”.


Autore: Simona Nazzaro

Nata a Roma nel 1980. Laureata in Scienze della Comunicazione, a La Sapienza, ha curato le campagne politiche e di comunicazione dell’Associazione Luca Coscioni. Collabora con diversi settimanali e quotidiani. La sua grande passione è il basket, e da anni concilia questa con il lavoro: conduce infatti una trasmissione radiofonica di approfondimento sportivo.

One Response to “Asilo politico negli USA per una famiglia di ‘homeschoolers’”

  1. Erika scrive:

    Sono al corrente di questa vicenda e spero che in Italia non avvegano mai episodi di questo tipo. Le famiglie che scelgono di fare Homeschooling sono in aumento anche qui, per aiutarle ho aperto un blog http://www.controscuola.it
    Erika mamma di 3 homeschoolers

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