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Burqa: Della Vedova, Le donne musulmane vanno liberate dal burqa, non punite per il burqa

– Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl

Il no per legge al burqa non va invocato in nome della laicità dello stato o della subordinazione della libertà religiosa a malintese ragioni di ordine pubblico. Il burqa è inaccettabile e va vietato perché, in uno stato di diritto fondato sull’uguaglianza giuridica dei cittadini, non è ammissibile né sul piano simbolico né sul piano pratico un abbigliamento che comporta la “cancellazione” simbolica del corpo delle donne e della loro identità civile.Ma le donne musulmane vanno liberate dal burqa, non punite per il burqa. In Italia ha senso fare una legge per contendere le donne al maschilismo islamista, non per imporre il carcere alle donne che ne sono vittime, come propone il Carroccio.


4 Responses to “Burqa: Della Vedova, Le donne musulmane vanno liberate dal burqa, non punite per il burqa”

  1. yahya pallavicini ha detto:

    Ringrazio l’On Della Vedova per la prospettiva con la quale affronta la questione della dignità delle donne e della dignità della religione, evitando ogni confusione e strumentalizzazione. Sarebbe opportuno condividere un confronto su questi temi che mi permetto di proporre per i prossimi seminari di Libertiamo.
    Imam Yahya Pallavicini
    Vice Presidente, Comunità Religiosa Islamica (COREIS) Italiana
    Ambrogino d’oro 2008

  2. andrea ha detto:

    ..peccato che al vero destino di “quelle” donne non ci pensa nessuno. complimenti.

    http://ilpensieroselvaggio.blogspot.com/2010/01/molestie-di-stato-perche-il-no-al-burqa.html

  3. Claudio ha detto:

    Sono d’accordo che il burqa vada vietato e che prevedere la galera per le donne che lo portano sia a dir poco eccessivo, tuttavia credo che la ragione principale per cui debba essere vietato sia la tutela della sicurezza pubblica, penso che non abbia senso riempire le città di telecamere se poi permettiamo alla gente di andare in giro completamente coperta e penso altresì che in uno stato laico non si debbano ammettere eccezioni per motivi religiosi.

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