Dalla Cina buone notizie. La crescita continua e Internet sta scappando di mano ai mandarini del PCC

– Ieri sono arrivate due buone notizie dalla Cina. Entrambe in grado di farci guardare in modo più ottimistico allo sviluppo del gigante asiatico e al contributo che la crescita economica potrà fornire all’evoluzione politica e civile di un paese ancora rigidamente “comandato”, più che governato, dal mandarinato oligarchico del Partito Comunista Cinese.

Prima notizia. La crescita dell’economia nel quarto trimestre 2009 ha segnato un progresso del 10,7% . Il poderoso piano di stimoli fiscali ha funzionato e la politica dei cambi opportunistica ha continuato a far crescere vigorosamente un Paese, che, malgrado gli squilibri, è sopravvissuto brillantemente alla crisi internazionale. Tra quanti pensavano che la crescita dell’economia cinese avrebbe aggravato la crisi europea e mondiale (anche a causa dell’artificiale indebolimento valutario) e quanti ritenevano che avrebbe potuto arginarla, i fatti sembrano al momento dare più ragioni ai secondi che ai primi.

Seconda notizia. La polemica sulla società dell’informazione e sulla libertà della rete internet, apertasi per la ribellione di Google e rinfocolata dalle dichiarazioni del segretario di Stato americano Hillary Clinton non trova orecchie disponibili nell’establishment cinese, ma trova uno spazio politico obiettivo e tutt’altro che marginale nel rapporto tra autorità cinesi e partner internazionali.

Prima Pechino dettava le condizioni e le grandi compagnie, a partire da Google, o prendevano o lasciavano. Oggi, le cose si vanno facendo più complicate. Le compagnie americane hanno bisogno di entrare nel mercato più vasto e promettente del prossimo futuro, ma anche la Cina sembra avere capito che la rete e le sue potenzialità sono troppo grandi per essere governate autarchicamente da una “compagnia di bandiera”, sensibile alle esigenze politiche della censura e di controllo politico delle informazioni.

Su questi temi, la confusione sotto il cielo cinese inizia ad essere grande e quindi, come direbbe Mao, la situazione è eccellente. Dopo le parole della Clinton, le puntuali e risentite reazioni di Pechino “all’ingerenza statunitense” andavano messe nel conto, ma non mi sembrano il dato più interessante e rilevante della vicenda.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

4 Responses to “Dalla Cina buone notizie. La crescita continua e Internet sta scappando di mano ai mandarini del PCC”

  1. Carmelo Palma ha detto:

    Abbiamo un’eccessiva tolleranza per i troll, una resistenza socratica alla calunnia, ma non abbiamo tempo (facendo tutti, chi più chi meno, anche altro) di passare il tempo a bonificare i commenti – che non sono una discarica di frustrazione, ma un luogo di discussione – dalla monnezza che chiunque decide di gettarvi…
    Io poi, grazie ad una regolamentazione burocratico-ordinistica che dispero che vedere abolita nella legislatura in corso, sono pure legalmente responsabile delle cose che ciascuno scrive chez nous , e non posso passare ogni minuto del mio tempo a vedere se qualche pazzo ha fatto i suoi bisogni nello spazio della mia “responsabilità legale”.
    Quindi, le persecuzioni e i pedinamenti on line non sono né graditi né accettati, meno che mai rispetto a Mario, che ha pure la creanza di rispondere.
    Questo è un luogo per discutere, se si vuole, non per denunciare la malvagità o la disonestà degli autori. Se uno ne è convinto, giri alla larga, e basta, e non perda tempo a inventare nick name ogni volta diversi.

  2. DM ha detto:

    Bravo Carmelo. Certe persone pensano che “libertà” sia una parola dove infilare tutto quello che gli passa per la testa.

    “non posso passare ogni minuto del mio tempo a vedere se qualche pazzo ha fatto i suoi bisogni nello spazio della mia “responsabilità legale”.”

    capolavoro :))

  3. assolutamente d’accordo con DM: buono l’articolo, perfetta la rispota al provocatore

  4. Niccolò Zanotelli ha detto:

    Ma non vi viene il dubbio che se la Cina socialista resiste come niente fosse alla crisi del capitalismo, anzi cresce, forse è proprio per merito della guida del PCC, orientato – checché ne dica la vulgata – alla conservazione di un’economia socialista, quindi alternativa al modello capitalista occidentale? (N.B. Giusto per chi nutrisse qualche dubbio: nel 2008 tra le 500 imprese che operano in Cina e che rappresentano circa l’84% dell’intero prodotto nazionale lordo, ben 349 – quasi tre quarti del totale – vengono controllate e possedute integralmente/prevalentemente dallo stato; in Cina vige la proprietà collettiva del suolo; il potere pubblico ha via via accumulato un “tesorone” pari a quasi 2000 miliardi di dollari alla fine del 2008, equivalente a più della metà del prodotto interno lordo nell’anno in esame, da impiegare nella redistribuzione e nel finanziamento delle infrastrutture e dei servizi; negli ultimi sette anni è cresciuto vertiginosamente il peso specifico della spesa pubblica sul PNL cinese, ruolo e funzione ancora aumentata sensibilmente dal gigantesco “New Deal” varato dalle autorità statali agli inizi di novembre del 2008; il settore cooperativo, rurale ed urbano, rimane di maggioranza e quindi fortemente radicato e diffuso).

    Dunque proprio non capisco il ragionamento dell’autore che dovrebbe sintetizzarsi in questi termini: la Cina socialista resiste alla crisi a differenza dell’occidente capitalista. Di conseguenza speriamo che questa vittoria spinga la Cina socialista vicente, a seguire l’esempio l’occidente capitalista perdente. Uno strano sillogismo questo . . .

    Insomma, l’articolo mi sembra il solito giro di chiacchiere condito dalla solita retorica anticinese, e dalla solita presunzione di superiorità del nostro modello, anche di fronte all’evidenza della sconfitta dello stesso.

    Infine, i cinesi sono contentissimi del loro governo, perchè anno dopo stanno sempre meglio e hanno la certezza, quella che noi non abbiamo, che staranno ancora meglio nel futuro.

    E poi le prediche degli Usa dei Guantanamo e dei sequestri a scopo di tortura, dei finanziamenti ai golpe e delle guerre ideologiche di “pace”, lasciano proprio il tempo che trovano.

    Niccolò Zanotelli

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