– In Massachusetts, il Mugello del Partito Democratico, hanno vinto i Repubblicani, con un candidato semi-sconosciuto, Scott Brown, in quello che era il collegio senatoriale di Ted Kennedy. E tutto questo avveniva nel giorno in cui Obama festeggiava il suo primo anniversario alla Casa Bianca.

I Democratici, formalmente, hanno accettato la sconfitta: Barack Obama stesso ha telefonato a Brown per complimentarsi. Ma politicamente stanno reagendo nel peggiore dei modi, mostrando tutta la loro mentalità dirigista. Fa sempre impressione constatare come l’ala liberal del Partito Democratico, quella che dovrebbe essere la parte più progressista dello spettro politico americano, sia la più autoritaria. Ma poi, se andiamo a vedere le loro origini storiche e filosofiche (a partire dai socialisti del decennio rosso di Roosevelt) possiamo vedere che sono sempre stati autoritari: loro agiscono per il bene del popolo, non sempre attraverso il popolo stesso. Perché è questo il carattere della reazione di Barack Obama, Nancy Pelosi e del portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs alla sconfitta nel Massachusetts.

Questa, infatti, non è solo e non è tanto una battuta d’arresto locale, ma è una sconfitta della riforma sanitaria: fu Ted Kennedy (per il cui seggio, lasciato vacante dopo la sua morte in agosto, si correva in queste elezioni) a promuovere e sponsorizzare la riforma; è il seggio in Senato in palio in queste elezioni che garantiva ai Democratici una maggioranza di 60 voti a prova di ostruzionismo; tutta la campagna nel Massachusetts, compreso il discorso di Barack Obama, era incentrata sulla riforma sanitaria. Il Massachusetts non è neppure il primo segnale lanciato dall’opinione pubblica contro la Obamacare. E’ il primo segnale elettorale, ma nei mesi scorsi, dall’estate in poi, tutti i sondaggi mostrano come la maggioranza degli americani sia contraria.

Sostanzialmente, la riforma della sanità costa tanto e non è mai bello aumentare il debito pubblico e/o le tasse (anche se Obama nega che si debbano alzare) in un periodo di crisi economica. E poi, evidentemente, agli americani basta e avanza il sistema privato attuale, fondato su assicurazioni non obbligatorie. Il motivo del malcontento sulla sanità statunitense, oggi come oggi, è dovuto ai prezzi alti dei premi assicurativi. Rendendo obbligatorie le assicurazioni, come vuole Obama, i prezzi potrebbero addirittura salire, nessuno garantisce che scendano.

Ebbene, come reagiscono i Democratici dopo la sconfitta del loro disegno di riforma? Affermando di andare avanti a tutti i costi e rimproverando al popolo di essere ignorante. Nancy Pelosi: “La riforma sarà portata a termine, in un modo o nell’altro”. Robert Gibbs: “L’opinione pubblica ignora i benefici di questa riforma”. Fonti dalla Casa Bianca affermavano ieri che Obama avrebbe risposto a questa battuta d’arresto con “un round da combattimento”. Quindi: se ti bocciano la riforma, la tua legge è buona, è la gente che non la capisce ed è la gente (e non la legge) che va corretta.

Se queste sono le conseguenze delle elezioni nel Massachusetts per i Democratici, quali lezioni hanno appreso i Repubblicani? Per quali motivi i vincitori credono di avere vinto? Scott Brown, oltre ad apparire bene (era stato fotografato nudo su Cosmopolitan non tantissimo tempo fa), si presenta come un uomo del popolo. Contrariamente all’ex procuratrice generale Martha Coakley, che invece è una figura di apparato, contestata per alcuni casi giudiziari controversi, bollata come “grigia” anche dagli stessi commentatori liberal. Anche questo riflette un trend: il Partito Repubblicano è sempre più quello di operai, idraulici, sciampiste, fattori e piccoli imprenditori contrariamente a un Partito Democratico di attori, artisti, intellettuali, professori e burocrati.

I Repubblicani hanno puntato sul loro carattere popolare e hanno vinto anche in una roccaforte del Partito Democratico, in uno stato dove non ottenevano un seggio al Senato sin dal 1972. Ma non solo. Hanno smussato la loro destra religiosa. Nella convention pre-elettorale Scott Brown ha invitato Rudolph Giuliani, sindaco di New York, pro-matrimoni gay in uno stato, come il Massachusetts, in cui i gay hanno la loro piccola roccaforte a Cape Cod. Nella stessa convention, invece, non si sono neppure palesati Mitt Romney e John McCain, troppo conservatori sulla famiglia.

La destra religiosa è in declino: il 71% degli americani, rivela un sondaggio, non vuole nemmeno vedere Sarah Palin in corsa per la Casa Bianca. Sulle idee economiche, invece, il voto nel Massachusetts è la prova che gli americani sono ancora “conservatori”: oltre a concentrare la sua campagna contro la riforma della sanità, Scott Brown, d’estate, aveva partecipato al suo bravo “Tea Party” (la protesta anti-fiscale) locale e nell’ultima settimana ha fatto campagna contro la nuova tassa sulle banche voluta da Obama. Dal Massachusetts i Repubblicani potrebbero sintetizzare il loro futuro candidato: meno conservatore sulle libertà personali, più conservatore su quelle economiche. In sintesi: più vicino al libertarismo.