Musso non ha votato il processo breve e ha spiegato molto bene il perché

Nel breve intervento con cui ha motivato il “non voto” al disegno di legge sul cosiddetto processo breve, pensiamo che il senatore Enrico Musso abbia detto cose molto serie. Della sua scelta, dentro e fuori il Pdl, si rischia di discutere (o più probabilmente di non discutere) come di una dissociazione politica e di una renitenza alla leva “antigiustizialista”. Eppure, se ne dovrebbe parlare prendendo per buone, se non le sue intenzioni, perlomeno le sue parole, che non concedono nulla a un’interpretazione malevola.

Berlusconi non è un imputato come gli altri e non potrebbe esserlo neppure se volesse. Attorno alla sua figura e alla sua storia, solo in parte personale, si è catalizzato, fino ad esplodere, uno scontro di cui nessuna persona in buona fede, oggi, può pretendere una soluzione “giudiziaria”, né nel senso della colpevolezza, né dell’innocenza.

Ma le leggi che lo riguardano e lo interessano, secondo un’agenda che è forse nascosta ma non inconfessata, devono essere leggi come le altre, che non si possono giudicare solo in base alle conseguenze che comportano per Berlusconi. Tra le emergenze di una politica scandita da un interminabile calendario di udienze e i rimedi con cui il legislatore appronta la legittima difesa delle istituzioni deve esistere una relazione esplicita e reale, dichiarata e perciò responsabile. Ed è davvero complicato sostenere che questo sia avvenuto nella legge sul cosiddetto processo breve che, in termini sistemici, non abbrevia alcunché, e manca clamorosamente l’obiettivo primo, ma assolve scrupolosamente all’obiettivo “secondo”, di chiudere i processi del premier.

Quando Musso mette in discussione il rapporto troppo disinvolto tra fini e mezzi, ci sembra che renda un buon servizio di intelligenza e di lealtà a quanti vogliono sciogliere il nodo, che ancora impicca la politica all’albero della giustizia.

*** Questa è la trascrizione dell’intervento del senatore Enrico Musso in sede di dichiarazione di voto finale sul disegno di legge: GASPARRI ed altri. – “Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi, in attuazione dell’articolo 111 della Costituzione e dell’articolo 6 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali”.

“Signor Presidente, devo questa sofferta dichiarazione di voto prima di tutto agli elettori, ma certamente anche al mio Gruppo e ai colleghi della maggioranza, cui sono legato da amicizia e vicinanza politica, che non metto certamente in dubbio. La devo al presidente Gasparri e al vice presidente Quagliariello, che sono stati anche molto pazienti nella interlocuzione con me su tale questione. La devo al presidente del Consiglio Berlusconi, cui devo la mia candidatura e, stante la legge elettorale, di fatto la mia presenza qui. Voglio anche che sia evitata ogni possibile strumentalizzazione.
Credo molto francamente che la maggioranza abbia fatto un errore grave, che è quello di non ammettere pubblicamente che c’erano due obiettivi: quello, condiviso da tutti qui dentro, della ragionevole, certa e breve durata dei processi, e quello, che è diventato una specie di agenda nascosta, della tutela del presidente Berlusconi.
Credo però che l’opposizione abbia fatto l’errore di non ammettere che la tutela del Presidente del Consiglio e dell’Esecutivo dalle persecuzioni della magistratura non è un problema solo di questo Presidente del Consiglio, ma del Paese, atteso che tre delle ultime cinque legislature si sono concluse anticipatamente per via giudiziaria.
Credo anche che non abbia ammesso che la lunghezza eccessiva dei processi in questo Paese non è frutto soltanto dalla mancanza di risorse, ma anche della scarsa produttività delle risorse esistenti.
Allora, sulla base di tutto ciò e anche in considerazione del fatto che tecnicamente mi pare che il provvedimento produca degli effetti diversi dagli obiettivi, preannuncio, non volendo votare contro e per evitare strumentalizzazioni, la mia astensione. Quindi, non parteciperò alla votazione.”

Qui l’intero resoconto stenografico della seduta n. 316 del 20/01/2010.
Qui il video della seduta sul canale del Senato.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

21 Responses to “Musso non ha votato il processo breve e ha spiegato molto bene il perché”

  1. Maralai ha detto:

    ma non propone alternative; uno così va mandato a cagare.
    M

  2. Carmelo Palma ha detto:

    @Maralai: apprezzo sempre la misura, la tua in particolare. Comunque se guardi un po’ di articoli di oggi e le due interviste che il Sen. Musso ha rilasciato, su Unità e Corriere della Sera, capisci che Musso propone, anzi rivendica, ciò che già è all’ordine del giorno (legittimo impedimento e immunità costituzionale). Non stai parlando di Travaglio, quindi stai calmo. Se poi pretendevi che in 60 secondi di dichiarazione di voto in dissenso si mettesse a sintetizzare le alternative al processo breve, beh…

  3. Gionata Pacor ha detto:

    Caro Carmelo,
    la guerra tra esecutivo e giudiziario sta facendo le sue vittime: da un lato è a rischio la democrazia, dall’altro è a rischio la giustizia.
    Visto che entrambe sono moribonde, tanto vale che muoia la giustizia in modo che la democrazia la possa riformare e la faccia rinascere.
    Per questo per me Musso ha sbagliato.
    Si dice sempre che avere giustizia dopo 15 anni è come non avere giustizia. O no?

  4. Carmelo Palma ha detto:

    @Gionata: una tagliola indiscriminata e rigida alla durata dei processi sarebbe una misura discutibile, ma, per l’appunto, non discriminatoria e quindi difendibile sul piano dell’equità se non su quello degli effetti (per me anche su quello degli effetti, visto che sono un “garantista ideologico”, senza però dimenticare che clienti della “giustizia” sono anche le vittime, e non solo gli imputati)…
    Ma non stiamo parlando di una legge siffatta, purtroppo.
    Che poi la “democrazia”, come disinvolto esercizio della legislazione, sia in grado di resusciatare la giustizia… proprio non lo penso. Anzi penso più o meno il contrario.

  5. Andrea B ha detto:

    Il senatore Musso è certamente una persona capace.
    Ho avuto modo di conoscerlo ed apprezzarlo come docente in ben tre corsi alla facoltà di Economia a Genova, dove è professore ordinario di Economia dei Trasporti ( nel 2000, assai prima di ogni suo impegno politico… una persona, insomma, che ha già una sua professione e con successi più che lusinghieri).

    Personalmente ritengo che sia l’emblema di quella che dovrebbe essere la classe dirigente italiana: preparata, dinamica, “english speaking” ed in grado di ottenere incarichi di responabilità entro i quarant’anni di età.

    Da esordiente assoluto ha quasi portato alla vittoria il PDL nella “fedelmente rossa” Genova e nel suo partito ha spesso assunto posizioni controcorrente su temi quali la Moschea ed il problema della prostituzione nel centro storico di Genova, proponendo soluzioni come quelle adottate ad Anversa ed Amsterdam.

    Credo che qualche posizione espressa ultimamente dal centro-destra gli abbia fatto venire dei “mal di pancia”… sensazione condivisa dai veri liberali che sono rimasti nel PDL…

  6. Silvana Bononcini ha detto:

    Beh…. almeno ha il coraggio delle proprie convizioni!

  7. alce ha detto:

    @ Andrea B – quando si gioca si sta alle regole e quando si deve governare il paese una regola non scritta è che si discute quanto si vuole o è possibile ma poi si vota secondo ‘l’ordine di scuderia’ – il Governo Prodi è caduto (e meno male che è caduto!) per colpa di uno come Musso…. ! anzi Musso è pure peggio perchè non è stato eletto dal popolo come Mastella ma dal partito – se il Parlamento fosse frequentato da tanti cani sciolti incapaci di sopportare il “mal di pancia” andrebbe rinominato ad ogni votazione e questo non è possibile – se domani Musso tornerà a sedersi nei banchi della maggioranza dovrà ringraziare quelli che non si sono comportati come lui e se invece vorrà essere coerente se ne tornerà a casetta sua e farà felice molta gente!

  8. Luca Cesana ha detto:

    non ci sono cazzi (pardon): Musso ha ragione da vendere;
    alcune leggi definite “ad personam” probabilmente lo erano, nel senso che la motivazione in base alla quale sono state avanzate erano, appunto, ad personam;
    nel contempo erano, alcune almeno, norme sacrosante e valide erga omnes (un esempio su tutti: la non impugnablità delle sentenze di assoluzione da parte della pubblica accusa)
    questa mi è sembrata da subito una norma che vale per tutti quelli con un nome chi inizia per “Sil” e un cognome che finisce per “coni”

  9. Maralai ha detto:

    caro Palma, a volte ho la sensazione che molti “liberali” non riescano neppure a percepire la durezza dello scontro politico; ieri sera abbiamo rivisto Forlani con la bava, incalzato da di pietro, mentre il presidente del tribunale rivolgersi allo stesso Forlani nel modo più sprezzante:”se non ricorda adesso gli rinfrescherà la memoria il pm”; abbiamo visto la testimonianza di craxi. Non abbiamo visto stretto dal p.m. Occhetto e neppure D’Alema. Poi abbiamo rivisto i pubblici ministeri dispiegati da santoro terrorizzare i cittadini così come furono terrorizzati da o.s. scalfaro per bocciare il famoso referendum sulla riforma costituzionale, ove evocava ritorni al periodo di erode in caso di vittoria dei si. E l’Italia perse l’occasione di una riforma, condivisa anche da tutti i più qualificati editorialisti italiani oltre che dall’allora Polo che, assieme alla Lega, l’aveva voluta ed approvata; abbiamo presente Mannino; del Turco, un pastore di Orune, massacrati ma poi assolti. E noi tutti a cacciare soldi per i danni della giustizia. Ieri ho pubblicato nel mio blog il confino della Leonardi in Mastella e mi sono preso delle “romanzine” pepate dagli avversari; Tocqueville non ha pubblicato il mio post dove un liberale davanti a scenari da confino (provvedimento che ricorda qualche cosa del passato) dovrebbe insorgere. Il pdl fa un passo avanti sulle riforme, per la decenza del diritto e della stessa giustizia ma poi ne fa mezzo indietro grazie anche alla sconcertante posizione politica non solo dell’opposizione ma anche degli “alleati” come i Musso. Cristo, neppure la vicenda Mannino ha indotto l’Udc di astenersi! Ma cosa ci deve ancora fare la “giustizia” in Italia per farci aprire bene gli occhi? L’opposizione è prigioniera di di pietro e di travaglio; Bersani s’è ridotto ad assecondare i di pietristi, nella forma e nella sostanza. Resta Berlusconi; che ci piaccia o no è l’unica speranza di portare l’Italia fuori da questa palude del giustizialismo e dalle tenaglie del comunismo travestito. Berlusconi ha bisogno di sostegno, in campo economico sulle riforme del fisco per cui tremonti va incalzato quotidianamente anche dai vari Martino; Berlusconi ha bisogno di chi ha capito il senso della posta in gioco e non delle bambinate di chi si finge liberale soltanto perchè impaurito dalla piazza. Ed a voi tutti di questo sito, visto che io scrivo a gratis, chiedo; avete cancellato il mio link (Maralai) dalla finestra degli “associati” di Libertiamo senza darmene una spiegazione, posto che io abbia fatto contro di voi qualche cosa sgradevole. Io ho fatto altrettanto al mio blog cancellando il vs. Poi ho anche chiesto a b. Della Vedova le ragioni di questa azione e ancora non mi è stata data risposta. C’è stata una coincidenza su dei post contro le posizioni di Fini, ma forse ho solo pensato male, senza fare peccato. Io, siccome non sono “vendicativo” rivengo a commentare. Così come non è stata data risposta alla mia domanda sul suo (di della vedova) articolo pienamente condiviso dell’altro giorno ove sosteneva (giustamente) che abbassare le tasse non solo si può, ma si deve; avevo chiesto: perché non hai neppure accennato all’esigenze di operare i tagli drastici sui costi della politica, sul numero dei parlamentari, dei consiglieri regionali e così via, per cui io sono convinto che senza questi tagli nessuna riforma sulle tasse potrà avere successo . Lo avrei pubblicato nel mio blog, che grazie al mio impegno e a molti che mi seguono, mi contrastano, mi insultano ma anche mi apprezzano, va forte.
    M
    http://www.maralai.ilcannocchiale.it

  10. Francesco ha detto:

    Personalmente considero la magistratura una lobby coccolata, protetta, ipergarantita e privilegiata. Quando qualche tempo fa una signora che fa il magistrato, a riposo per motivi di malattia, fu scoperta mentre scorazzava il mondo in barca a vela, pubblicando le sue sue avventure su internet, fu licenziata? No, fu assegnata ad altra sede. Dicono di non avere risorse economiche per far funzionare la giustizia, ma lo spreco di risorse è sotto gli occhi di tutti … Pur tuttavia il sistema giudiziario non va distrutto, va sicuramente ridimensionato, regolamentato. Regolamentare non significa minare l’autonomia della magistratura. Però ridurre il problema della magistratura ad un’idea di nomenklatura che sarebbe asservita ad una ideologia comunista mimetizzata è un’evidente travisamento della realtà. Pur nella necessità di realizzare un sistema giudiziario moderno, garantista, efficace ed efficiente, non vedete al momento altre priorità più urgenti? Disoccupazione, tassazione elevata, quoziente familiare, degrado, diritto allo studio e alle pari opportunità, ammodernamento della pubblica amministrazione, ambiente e chi più ne ha più ne metta …
    Per finire e per quanto mi riguarda trovo dignitosa e condivisibile la posizione del senatore Musso, il quale ha posto un problema che è stato dai più travisato: ma si deve guardare il dito o la luna?

  11. Giordano Masini ha detto:

    Una domanda. Vorrei sapere, sinceramente, quale vantaggio può avere la giustizia (e i suoi utenti) se i processi, invece di non finire (mai) non finiscono (perché vengono interrotti d’ufficio). Non è una domanda polemica, vorrei veramente capire. Si dice che così i magistrati farebbero le cose più in fretta. E perché mai? Qualcuno toccherebbe i loro stipendi o le loro carriere? E chi paga le spese di un processo interrotto? La parte lesa? Lo Stato?
    Io non mi chiedo perché proposte alternative non vengano da Musso. Mi chiedo perché non vengano dalla maggioranza, che ha i numeri per fare ciò che vuole (se vuole).

  12. Andrea B ha detto:

    @ Alce: “quando si gioca si sta alle regole e quando si deve governare il paese una regola non scritta è che si discute quanto si vuole o è possibile ma poi si vota secondo ‘l’ordine di scuderia’” Evidentemente abbiamo idee un po’ diverse circa il funzionamento di una democrazia parlamentare.
    Perdonami, ma il centralismo democratico stile vecchio PCI non mi piaceva prima e non mi riesce di farmelo piacere nemmeno adesso.
    Ultimamente, comunque, nel PDL sembra che debba valere la regola del “tutti zitti, allineati e coperti” e per chi non la segue c’è pronta l’ accusa di essere un “compagno” … situazione invero molto squallida.
    Tra l’ altro, l’ attuale sistema elettore è si una porcata, ma cosa è stato fatto per cambiarlo ?
    Troppo comodo fregarsene e poi tirare fuori lo spauracchio del “non sei stato eletto dal popolo” per i parlamentari dissidenti.

    ——

    @ Maralai: ebbene si, noi liberali non ci accorgeremmo “della durezza dello scontro”, ma sinceramente, parlo per me, nè Craxi, né Forlani con la bava alla bocca mi fanno molta pena.
    Togliamo di mezzo un equivoco: lo scandalo di Tangentopoli è stata la sostanziale impunità che venne garantita ai vertici del PCI/PDS, ma non il fatto che corrotti e corruttori venissero incriminati; quella semmai fu una salutare ripulita al sistema, altrimenti saremmo ancora nella prima repubblica in tutto e per tutto.

    Ma in ogni caso, francamente, si deve ammettere siamo ancora al ’94 o poco più: aspetto ancora di vedere una vera rivoluzione liberale in Italia, mentre da anni vedo solo tanti provvedimenti che – se non vanno in direzione contraria – hanno al massimo il respiro corto … semplici “pezze” poco efficaci, ancorchè sospette, come questa legge sul processo breve.

  13. Gionata Pacor ha detto:

    Carmelo, quello che volevo dire è che se il Parlamento fa il Lodo Alfano e la magistratura glie lo boccia perché la legge deve essere uguale per tutti, allora si ha un dilemma: o si lascia che i magistrati decidano chi è il presidente del consiglio con il principio di Bertoldo (li sbattono in galera finché non ne eleggiamo uno che piace a loro) oppure si fa una legge uguale per tutti, e i magistrati non devono poter indagare nessuno, quindi nemmeno il premier.
    Se la vittima (collaterale) è la giustizia la colpa non è solo di chi fa la legge sul processo breve, ma anche dei giudici, che usano quei processi pendenti come uno scudo umano per non cedere le proprie “armi politiche non convenzionali”.
    Sarà una banalizzazione, ma per me la guerra tra potere giudiziario e potere esecutivo ci ha spinto a questi estremi. Per me nonostante tutto è meglio che il premier lo scelgano gli elettori e spero proprio che questo o il prossimo premier facciano le riforme necessarie perché la magistratura si metta a fare i processi invece di fare i “grandi elettori”.

  14. alce ha detto:

    @ Andrea B – “l’ attuale sistema elettore è si una porcata” è il meno peggio che siamo riusciti ad inventarsi – tu (tutti) quando nell’urna deleghi un altro a portare avanti le tue idee in verità tu non lo conosci neanche quello li, anche se fosse tuo fratello ti accorgeresti che poi si comporterà come vuole lui, nel suo interesse e non nel tuo (questo è il motivo su cui la democrazia si regge); invece gli esperti, per questo scelti, valutano molto meglio di te chi conviene al partito che venga eletto, non ti pare (devianze a parte)? –
    Musso è un ipocrita e così tutti quelli che continuano a fare la danza della morte intorno al povero Berlusconi; diciamoci la verità qui il diritto non c’entra niente, apertis verbis, è un gioco al massacro, da una parte si vuole a tutti i costi processare Berlusconi con una sentenza già scritta nell’animo di tutti questi e dall’altra lo si vuole impedire anche a tutti i costi, con il risultato che il Parlamento è condizionato su questo tema e comunque vada a finire non ci avrà guadagnato nessuno!

  15. Carmelo Palma ha detto:

    @Maralai: Ti faccio un esempio: L’Occidentale è un bel magazine on line di centro-destra, a cui molti di noi hanno collaborato e collaborano, e ci è anche accaduto di scambiarci qualche pezzo. Ma non è iscritto per questo tra i nostri “amici”. Il che non vuole dire che la testata di Loquenzi ci faccia schifo, nè che non facendola “amica” la si voglia “censurare”. Semplicemente propone una linea rispettabilissimamente diversa e a volte opposta alla nostra su molti temi, non marginali. dell’agenda politico-istituzionale. E far finta di essere politicamente amiconi, non sarebbe serio. Chiaro?

  16. Andrea B ha detto:

    @ Alce: riporto la tua affermazione circa l’ attuale sistema elettorale: “invece gli esperti, per questo scelti, valutano molto meglio di te chi conviene al partito che venga eletto, non ti pare ?” e mi limito ad osservare che ricorda molto una risposta ricevuta da un amico cinese, circa la non necessità della democrazia in Cina, in quanto ci sono già le strutture del partito (comunista cinese) a valutare ed a decidere chi è in grado di assumere posizioni dirigenziali, a partire dal comitato di quartiere su su fino al comitato centrale a Pechino…

  17. Alessandro Cascone ha detto:

    Musso è davvero pericoloso per il centrosinistra….troppo intelligente e dotato di buon senso, per fortuna che nel PdL gli danno tutti addosso :-D

  18. gobettiano ha detto:

    Continuo a trovare inacettabile la pretesa della ricerca di impunità ed irresponsabilità che da 14 aanni impegna il partito del PdC e gli alleati. Trovo inaccewttabile che chiunque non si lasci proceessare a suon di leggi.
    Il processo breve è una follia per molti motivi. Il primo è che pretendere di attribuire una durata fissa ad un processo è concettualmente ed operativamente assurdo. La seconda è che l’incidenza della norma sui processi in essere è stata risibilmente indicata nell’1% mentendo spudoratamente. La terza è che l’intento primo della norma è la salvezza del PdC. Se la smettessimo di giocare con le parole, faremmo opera davvero ecomiabile

  19. alce ha detto:

    @ Andrea B. – a me pare che l’accostamento della mia riposta a quello che succede in Cina non c’azzecchi per niente xkè la democrazia comunista è di per se una contraddizione nell’accezione stessa, qualcosa di simile casomai è il cattocomunismo all’italiana in cui il problema maggiore era se durante il corteo funebre il crocefisso dovesse stare davanti le bandiere rosse comuniste o viceversa, xkè una certa cultura italiana conciliava votare comunista e celebrare tutti i sacramenti – un’appendice al discorso riguardo la scelta del candidato alle elezioni, sul quale argomento mi piace insistere, va pure considerato che in 60 anni di storia repubblicana quasi nessuno metteva il voto di preferenza e le liste venivano cmq ‘preparate’ dal partito e alla fine della fiera l’eletto era sempre il capolista ! Adesso qualcuno si è svegliato con fantasie revansciste magari per cavalcare una discussione. Diverso è il discorso di chi vorrebbe farla la corsa, magari è pure un ultimo arrivato, semisconosciuto con qualche illusione o peggio un mestierante saltapicchio! che vuole portare una casacca già confezionata oppure trovare un lavoro.

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