Nucleare: Della Vedova, No ‘Sindrome Nimby’ sui siti, serve senso di responsabilità nazionale

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del PdL

Era più che prevedibile che con l’approssimarsi delle elezioni regionali i Verdi e le forze politiche ideologicamente anti-nucleariste soffiassero sul fuoco della paura, iniziassero a stilare e diffondere gli elenchi dei possibili siti e chiamassero i candidati governatori allo scontro in nome degli interessi delle comunità locali.
Nondimeno, io ritengo che tutti i candidati presidenti del centro-destra sapranno affrontare il tema con trasparenza e senso di responsabilità nazionale. La sindrome Nimby (Not in my back yard) è contagiosa, l’ambientalismo irrazionale è una eccellente risorsa propagandistica, ma penso che all’interno della maggioranza di governo si troverà il modo per evitare che il voto di marzo segni l’inizio di uno scontro Stato-Regioni sul tema del nucleare. Le esigenze energetiche e serie ragioni di compatibilità ecologica consigliano di infrangere il tabù nucleare.

Roma, 19 gennaio 2010


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

3 Responses to “Nucleare: Della Vedova, No ‘Sindrome Nimby’ sui siti, serve senso di responsabilità nazionale”

  1. Antonio ha detto:

    Non è questione di ambientalismo irrazionale: il problema delle scorie radioattive è noto e non è discutibile (ne’ ‘irrazionale’).
    Le poche scorie provenienti dalle centrali italiane dismesse sono state inviate in Francia qualche anno fa per essere ‘vetrificate’ (con un elevato costo economico per noi) dopo di che ci verranno restituite (con un elevato costo ambientale sempre per noi).
    In tutto il mondo gli scienziati ammettono che non esistono siti sufficientemente sicuri. Nemmeno nelle miniere di salgemma che anni fa si ritenevano sicure.
    Tutto questo non è ambientalismo irrazionale ma è la realtà che ci deve far scartare il nucleare.

  2. Ale ha detto:

    Al titolo rispondo che…
    1) Il senso di responsabilità nazionale dovrebbero averlo i promotori di questo scellerato ritorno al nucleare, che se dedicassero le stesse energie, velocità e caparbietà nell’attuazione di un piano energetico nazionale piu’ democratico, moderno e condiviso da tutti incentrato sul risparmio energetico e le fonti veramente pulite e rinnovabili,ecco che si eviterebbero le spaccature sociali, si eviterebbero i grandi affari/appalti per pochi e i grandi costi per la collettivita’, si eviterebbero di usare i soli pubblici per le compensazioni (ovvero per comprare il consenso) barattando la salute della gente e l’incubo del nucleare.
    2) Si parla di sindrome Nimby (Not in my back yard) a sproposito, come se la gente fosse improvvisamente impazzita. Semplicemente, chi ha convissuto a pochi chilometri da una centrale elettronucleare ha visto e toccato con mano i problemi che porta prima durante e dopo.
    Le promesse non sono state mantenute, incidenti piccoli e meno piccoli si sono succeduti. L’incubo si concludera’ quando la centrale sara’ completamente dismessa. Per questo chi allora era favorevole, come me, ora dice NO. …Altro che sindrome Nimby.

  3. Luca Cesana ha detto:

    personalmente non sono né contro né pro la costruzione di centrali nucleari in Italia; ritengo necessario uno studio serio sul rapporto costi-benefici e decidere in base allo stesso;
    quanto alla sindrome Nimby, se l’inutile micro-comune in cui vivo (malgrate) fosse ritenuto tecnicmente adeguato ad ospitare una centrale, per me possono inziare a costruirla da domani

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