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Polverini, un ottimo acquisto per il Pdl, una brutta perdita per l’Ugl

– In un bel film di altri tempi (Tutti a casa), il protagonista, interpretato da un grande Alberto Sordi, è un ufficiale italiano dislocato sul fronte orientale che si trova coinvolto nella tragedia nazionale dell’8 settembre 1943. Ignaro dell’intervenuto armistizio, vedendo che i tedeschi attaccano e distruggono una postazione dell’esercito italiano, telefona al comando di reggimento annunciando che i tedeschi si sono alleati con gli americani.

Probabilmente un marziano redivivo (ricordiamo quello evocato da Ennio Flaiano), inviato sulla Terra per studiare i nostri comportamenti politici, dopo essersi a lungo documentato prima di partire, scriverebbe ai suoi superiori sostenendo che da noi la sinistra è diventata la destra e viceversa. Infatti, Emma Bonino si è battuta contro tutti i tabernacoli che la sinistra ha difeso e difende strenuamente. Ha cercato di abolire l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, di innalzare l’età pensionabile delle lavoratrici, di togliere di mezzo i patronati sindacali e quant’ altro ascrivibile alla più limpida cultura liberista.

Renata Polverini, sia pure con garbo ed intelligenza, è sempre stata su posizioni opposte. A dire la verità maggiormente imbarazzata dovrebbe essere la sinistra, perché il centro destra da tempo non si fa mancare nulla quanto a posizioni “popolari” e ha abbandonato da un pezzo le tensioni neoliberiste in economia. Il match elettorale nel Lazio si annuncia, peraltro avvincente, perché la “guerra di dame” che si sta preparando metterà in campo due personalità interessanti e capaci. Di Emma Bonino non c’è molto da dire. Ha bene operato in tutti gli incarichi che ha svolto. E’ stata un’ottima commissaria europea, un buon ministro, una valida vice presidente del Senato. Quando le fu dato modo di dirigere una campagna elettorale per le europee ottenne un risultato eccezionale per le liste radicali.

Ma anche Renata Polverini ha molte frecce nel proprio arco. Candidando Renata Polverini alla presidenza della Regione Lazio, il PdL ha vinto innanzi tutto un’importante sfida con se stesso. Un partito contemporaneamente monarchico ed anarchico (sono parole di Silvio Berlusconi) riesce a liberarsi della caricatura che ne fanno gli avversari e dimostra di saper valorizzare (e quindi di non temere) una personalità dotata di un  profilo autonomo e di una propria statura politica. Renata è diventata (prima donna nel Dopoguerra) segretaria generale della Cisnal, quando ancora questa organizzazione (a suo modo “storica”) era discriminata in ogni sede e in ogni modo.

Pur essendo riconosciuta come organizzazione rappresentativa, per decenni la Cisnal non era ammessa ai tavoli delle trattative ed era costretta a sottoscrivere – senza poter dire beo neppure con le controparti datoriali – quanto le consorelle maggiori e accreditate avevano negoziato. I colleghi di Cgil, Cisl e Uil rifiutavano qualunque contatto con quelli del “sindacato neofascista”. Oggi l’Ugl (è questo il nuovo nome) è entrata a far parte del club dei sindacati con “voce in capitolo”, abilitati a sedersi intorno al tavolone di Palazzo Chigi insieme alle altre parti sociali.

Non c’è dubbio: questo “nuovo corso”, intrapreso sotto la direzione di Renata Polverini, non è tutto merito suo. Essa però ha saputo sfruttare al meglio le opportunità che le sono state offerte dalle circostanze. Dalla svolta di Gianfranco Fini, innanzi tutto, e dallo “sdoganamento” del Movimento sociale. Un contributo importante è venuto dalla televisione, che ha spalancato le porte dei talk show a Renata (anche perché la sua bravura rendeva bene sul piano dell’audience). E in Italia non esiste una legittimazione più significativa dell’andare in televisione. Ma Renata è stata molto abile nel muoversi anche sullo scacchiere sindacale. La sua Ugl non è mai apparsa arrendevole nei confronti dei governi di centro destra. Con questa linea di condotta si è conquistata la benevolenza  della Cgil. Nello stesso tempo, tutte le volte che l’organizzazione di Epifani sceglieva la via dell’isolamento e rompeva con tutti gli interlocutori, l’Ugl si trasformava in un alleato prezioso ed importante degli altri sindacati e delle associazioni imprenditoriali, nel momento in cui essi decidevano di procedere ugualmente nel negoziato e nella stipula dell’accordo.

Uscita la Polverini, l’Ugl rischia di ritornare tra le quinte. Non tanto perché riprenderà vigore il regime di apartheid nei suoi confronti, quanto piuttosto perché nell’organizzazione non vi è nessuno che possa sostituirla adeguatamente. Sarebbe ora, dunque, di cominciare a porsi un problema politico: perché non trovare il modo di promuovere la costituzione – anche con misure di carattere organizzativo, ancorché graduali – di un polo sindacale moderato che tenga insieme l’Ugl e i sindacati autonomi ? Certo, un sindacato siffatto sarebbe chiamato a fare il suo mestiere, in piena autonomia. Ma perché il centro destra – a partire dal sindacato – non si pone il problema di avere dei riferimenti sociali con i quali intessere “incontri ravvicinati di terzo tipo” ?


Autore: Giuliano Cazzola

Nato a Bologna nel 1941. Laureato in Giurisprudenza, esperto di questioni relative a diritto del lavoro, welfare e previdenza, è stato dirigente generale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Insegna Diritto della Sicurezza Sociale presso l’Università di Bologna. Ha scritto, tra l’altro, per Il Sole 24 Ore, Il Giornale, Quotidiano Nazionale e Avvenire e collaborato con le riviste Economy, Il Mulino e Liberal. È stato deputato per il Pdl nella XVI Legislatura. Per le elezioni 2013, ha aderito alla piattaforma di Scelta Civica - Con Monti per l'Italia.

26 Responses to “Polverini, un ottimo acquisto per il Pdl, una brutta perdita per l’Ugl”

  1. genovese ha detto:

    D’accordo se il PDL è un partito “anarchico” la candidatuta della Polverini ci può stare. rest ail fatto che avere una liberista per il centro sinistra e una espressione di una destra antiliberista pe r il centro destra non può che ingenerare confusione nello schieramento politico che cosa accomuna BDV e la Polverini ? Stare in un unico contenitore a questo punto non solo laici e cattoolici ma anche persone con idee così diverse in campo economico sociale ?

  2. Antonluca Cuoco ha detto:

    I quote Mancia:
    che senso ha, per la destra, vincere le elezioni per poi ritrovarsi con un governatore di sinistra (o che vuole attuare politiche di sinistra, che poi è la stessa cosa)? È arrivato il momento, anche da noi, di un moto di ribellione dal basso come quello che ha impedito la vittoria della “rino” Dede Scozzafava a NY-23. Anche a costo di perdere un elezione.

  3. Gionata Pacor ha detto:

    Non mi pare che la Bonino sia questa gran liberista. Ha portato avanti le idee liberiste dei radicali nel periodo 1994-2004 perché i radicali hanno avuto un periodo liberista con Della Vedova. Quado se n’è andato lui sono tornati ad essere di sinistra e a dire assieme a Boselli “scuola pubblica, scuola pubblica, scuola pubblica!”.
    Quanto al PDL, è un partito socialista. I liberisti in Parlamento si contano sulle dita di una mano.
    Infine, riguardo ai sindacati: al centrodestra non serve un sindacato dei lavoratori, ma un sindacato dei contribuenti.

  4. sergio ha detto:

    l’articolo di Cazzola è assolutamente equilibrato e condivisibile. Polverini è una risorsa importante per il centrodestra del Lazio.

  5. Marco Maiocco ha detto:

    Bravi bravi, votatevi la ex fascista e sindacalista Polverini, e lasciate la fiaccola della libertà a chi la porta dal quaranta anni…

    Inoltre, non so se ve ne siete accorti, sta emergendo che la Polverini ha manipolato le cifre del tesseramento dell’UGL che appare essere una pura creazione della sua fantasia, visto che di tesserati ne ha veramente pochini.

    Ma come vi potete fidare di una tipa simile?

  6. seltsam ha detto:

    Personalmente ritengo che la Polverini sia un insulto verso l’elettorato di centro destra. I sindacalisti rappresentano la quintessenza del socialismo clientelare. Da anni essi non rappresentano più neppure i lavoratori. Sono occupati solo ad accumulare privilegi e favori personali. Vogliamo parlare per esempio del cuneo fiscale di Prodi? La sinistra lo promise in campagna elettorale ai lavoratori fra gli applausi deli sindacati. Naturalmente Prodi dopo aver vinto le elezioni lo concesse tutto alla confindustria. I sindacati allora dissero qualcosa? Assolutamente no, erano impegnati ad incassare la gestione del TFR per i loro fondi pensione. Per dire qualcosa avrebbero dovuto sputare la gustosa salsiccia. Ci dobbiamo quindi sorprendere se in Italia i salari sono i più bassi di Europa? Ci dobbiamo sorprendere se i sindacalisti, Polverini inclusa, chiedono a gran voce che si aumentino le tasse sul risparmio delle famiglie, al solo scopo di procurare vantaggi fiscali ai loro fondi pensione? Francamente mi sorprende e mi amareggia questa difesa della Polverini da parte di Cazzola. La Polverini figurerebbe meglio nelle liste di Rifondazione. E il fatto che raccolga il voto corporativo di sindacalisti delle varie formazioni che normalmente voterebbero PD o i comunisti non è un motivo valido per proporre ad un elettorato liberista un candidato che è agli antipodi. Caro Cazzola, forse non ti sei reso conto che Berlusconi ha vinto le elezioni proprio in opposizione alla politica fatta da Prodi, dai sindacati e dalla confindustria. Proporre una candidatura come la Polverini costituisce un intollerabile insulto verso cittadini che sono stanchi delle laide prese in giro frutto della concertazione corporativa. Io ho sempre votato centro destra, ma davvero mi auguro che la Polverini perda.

  7. nicknamemadero ha detto:

    Non so se la candidatura della Polverini sia la migliore possibile da parte del Pdl. Di certo trovo certa campagna di violento ostracismo nei suoi confronti del tutto pretestuosa e fuori luogo, neanche la Polverini fosse il peggior candidato mai proposto dal Pdl per una qualsiasi elezione. E la cosa è quantomeno sospetta. Se non indicativa.

  8. seltsam ha detto:

    Caro madero, quella che tu definisci una “campagna ostracista” è il disgusto spontaneo di alcuni elettori per la scelta di una sindacalista dichiaratamente socialista e antiliberista. Ciò è indicativo solo del fatto che non si può semplicemente nominare arrogantemente qualunque candidato faccia comodo, in completa indipendenza dall’elettorato.

  9. Andrea de Liberato ha detto:

    La Polverini sarà pure un buon acquisto, Adriano Tilgher (nuova entrata del centrodestra polveriniano) lo è molto, ma molto meno.

  10. fb ha detto:

    piuttosto che lasciarci fuorviare da polemiche sterili, parliamo di programmi, di cosa andrebbe fatto per la regione lazio e più in generale per il paese. dire che occorre sostenere le famiglie e difendere i posti di lavoro, non significa certo essere assistenzialisti. berlusconi e tremonti hanno sempre detto che nessuno sarà lasciato indietro; ebbene questo è un concetto che richiama la dottrina sociale della chiesa e che è alla base del pdl. formigoni in lombardia lo ha applicato bene; anche polverini riuscirà a farlo nel lazio

  11. J1nz0 ha detto:

    No, certo, la Bonino non è una grande liberista. E’ contraddittoria sotto diversi aspetti e sostenitrice di un liberalismo che presenta giusto qualche decina di eccezioni rispetto al liberalismo effettivo. Renata Polverini al contrario è una oppositrice del liberismo a tutti gli effetti, ha un’impostazione fondata sulla spesa pubblica, sui bonus famiglia, sulla assistenza economica alle imprese che offrono occupazione. Diciamoci la verità: se fosse stata a sinistra qualunque liberale del cdx la avrebbe attaccata senza esitazione.
    Temo che alle regionali del Lazio la soluzione più liberale sia il voto disgiunto: Bonino presidente e candidati di centrodestra per il consiglio regionale.

  12. sergio ha detto:

    non credo che il voto disgiunto sia una strategia. per chi è di centrodestra è molto meglio votare polverini presidente e scegliere un candidato consigliere bravo e preparato come sicuramente ce ne saranno nelle liste che saranno presentate. è decisamente meglio così..

  13. J1nz0 ha detto:

    No, lo escludo: Polverini presidente mai. Le politiche svuotaportafogli, i bonus famiglia pagati dai single e i privilegi per le imprese che occupano inutilmente la gente sono politiche sinistrate da avversare, non da sostenere. Chi è di centrodestra a mio parere non può votare sindacalisti, paldini degli operai, antimercatisti, anti-liberisti, anti-innalzamento dell’età pensionabile, ecc… Io voto disgiunto: un bel voto di protesta contro questa candidatura reazionaria.

    Comunque quello che dice Andrea De Liberato è vero: pare che nelle liste ci sarà anche Adriano Tilgher. Dall’altra parte invece gli estremisti di sinistra stanno attaccando la candidatura della Bonino… Insomma questo fatto qualcosa pur vorrà dire. O no?

  14. Francesco Giachini ha detto:

    Sergio, mi fa impressione leggere “per chi è di centro destra”.
    Che diavolo significa essere di centro destra?
    Se si è liberali si vota il candidato più liberale che si ha a disposizione senza se e senza ma. Se devo scegliere tra due candidati simili, posso anche usare una logica di schieramento, ma per un liberale votare una sindacalista (che falsificava i dati dei proprio sindacato per una questione di poltrone) quando si potrebbe votare una vera liberale mi pare un tale contro senso che dovrebbe far dubitare se si è realmente liberali o se si è scambiata questa definizione per qualcos’altro. Nella coalizione che sosterrà la Bonino ci saranno forse anche i comunisti, ma nella coalizione che sostiene la polverini non mancheranno i fascisti gli stessi che hanno così disastrato la sanità laziale. Non capita quasi mai nel nostro paese, per un liberale poter votare un altro liberale in un ruolo tanto importante; farsi sfuggire l’occasione per una logica di schiramento è stupido e controproducente.
    Se la Bonino vince anche il PDL capirà che deve dare spazio e affidarsi alle idee liberali, cosa che fa sempre di meno a dispetto del nome.

  15. seltsam ha detto:

    Premetto che a me la Polverini non piace per nulla. Tutto sommato penso che la Bonino come persona sia sicuramente migliore e non mi dispiacerebbe affatto che vincesse se non altro per ribadire una questione di principio sulla scelta dei candidati. Tuttavia sulla questione liberalismo c’è un po’ di confusione. Ci sono liberali che sposano il liberismo economico (meno stato e meno tasse) e ci sono “liberali” (con le idee un po’ confuse, a mio parere) che sposano il socialismo. A sinistra ho l’impressione che questa ambiguità ogni tanto faccia comodo. Poichè la Bonino sembra trovarsi a suo agio in una coalizione col PD, non credo che dia molta importanza al liberismo. Quindi non è vero che da una parte c’è la Polverini antiliberista e dall’altra una Bonino liberista. Al massimo potremmo dire che c’è una Polverini antiliberista e una Bonino che non si preoccupa granchè della questione.

  16. fb ha detto:

    senza offesa per nessuno ma non credo all’equazione bonino uguale liberismo. e poi, se pure fosse liberale, cosa potrebbe fare con una coalizione con Pd e altri partiti che si richiamano al conflitto di classe mettendo in dubbio lo stesso diritto di proprietà. l’unica misura di “libertà” potrebbe alla fine essere soltanto quella di autorizzare la vendita della Ru486 in farmacia

  17. Pietro M. ha detto:

    Come mio solito, probabilmente mi asterrò o annullerò la scheda. Però sono tentato di votare Bonino, se diventerà la candidata. Di certo non voterò la Polverini, che non rappresenta nulla di liberale, e anzi rappresenta la totale negazione delle idee liberali. Il centrodestra è una causa persa, inutile illudersi di poterlo rendere liberale.

  18. Umberto ha detto:

    La Polverini è una grande donna, è stata un’ottima sindacalista e sarà una grande innovatrice della politica italiana.

  19. seltsam ha detto:

    Certo e io sono un pinguino.

  20. bagnascus ha detto:

    ma è proprio necessario votare un candidato ? in molto paesi democatici l’astensionismo è alto.. non ci piace la Polverini antiliberista.. non accettiamo la coalizione della Bonino.. è un reato “andare al mare ?”

  21. Domenico Sabadini ha detto:

    Questo ragionamento Mi pare un tentativo di nascondere le pecche della Polverini sostenendo che ormai il PdL non è più liberale e quindi che lei sarebbe sdoganata. L’unico punto che si potrebbe fare è che la Polverini è una buona scelta tattica, ma si presume che l’Italia sia irrimediabilmente socialista, che non sia possibile farci nulla e che quindi sia meglio fare i peronisti. Viene da piangere.

  22. fb ha detto:

    e se l’italia fosse invece sociale e avesse bisogno di solidarietà fra le classi sociali nonchè di partecipazione nel mondo del lavoro? perchè una azienda funziona se imprenditore e lavoratore remano verso la stessa parte e non se il primo tratta i dipendenti come fossero numeri o cose e se il secondo biocotta nel nome della lotta di classe…

  23. seltsam ha detto:

    Questi sono discorsi ridicoli e da trasformisti. Il liberismo non va a caccia di voti trasformandosi in socialismo. Non escludo che anche nel PdL ci siano politici che passano da posizioni di estrema destra a posizioni liberali e liberiste per poi trasformarsi in socialisti per puro opportunismo. Ma si dovrebbe almeno avere la decenza di non essere così trasparenti come l’amico fb. Che poi gli italiani amino il socialismo, non credo proprio. Semmai il contrario. Quanti amano i sindacalisti? Quanti amano il PD e le sue proposte tassa e spendi? Ormai neanche in fabbrica questa gente raccoglie più i voti.

  24. filipporiccio ha detto:

    Il “centrodestra” ormai non ha più niente non solo di liberista, ma nemmeno di liberale. Infatti candidano una sindacalista, rinunciano apertamente anche solo a cercare di ridurre le tasse, provano in continuazione a “regolamentare” la libera espressione su Internet. Per un liberale quindi non si tratta più di “fare muro” contro una sinistra antiliberale, il che avrebbe potuto giustificare un voto a un candidato scomodo. Si tratta invece di scegliere la soluzione “meno antiliberale”, e questa soluzione non è detto che corrisponda sempre al voto al Popolo della Libertà (vigilata). In alternativa al cercare di limitare i danni, il cittadino potrà rassegnarsi alla realtà e dare il voto al sostenitore della propria casta o corporazione. In ogni caso le leggi saranno sempre più restrittive e la spesa pubblica sempre più fuori controllo: tanto vale votare per cercare di indirizzarle nella direzione che più conviene, come ai tempi della vera partitocrazia social-democristiana che evidentemente in molti rimpiangono.

  25. J1nz0 ha detto:

    ATTENZIONE, colpo di scena Polverini: forse ho giudicato troppo velocemente.

    Leggete queste dichiarazioni della Polverini, le ho prese dal suo filo diretto. Le giudico incredibili:

    Non intendo chiudere ospedali o tagliare posti letto. E’ sugli sprechi che si deve intervenire, innanzitutto sui costi della politica e della burocrazia. Uno dei primi interventi della nostra attività di governo sarà la diminuzione graduale delle Asl, fino a dimezzarle. Ci sono poi organismi e strutture elefantiache che non hanno alcuna funzionalità e vanno quindi rimosse. In merito credo si debba istituire un organo indipendente di controllo della spesa, ma non a consuntivo, quando cioè non c’è più la possibilità di tornare indietro. La spesa va controllata alla fonte.. 30.01.2010

    Le piccole e medie imprese rappresentano la ricchezza della nostra regione, da salvaguardare e valorizzare, e stiamo studiando misure di sgravio fiscale per sostenerle. Occorre inoltre fare in modo che le grandi multinazionali restino nel Lazio, e continuino a produrre, anche a beneficio delle piccole aziende.27.01.2010

    Di fronte ad una Bonino alleata con Di Pietro e con relitti comunisti, che ne dite?

  26. filipporiccio ha detto:

    @J1nz0:
    Bene! Speriamo che queste dichiarazioni (se dovesse vincere la Polverini) vengano seguite da fatti, a differenza di quello che è sempre successo negli ultimi 16 anni. Ma non illudiamoci, ormai in politica si sostengono tutte le posizioni contemporaneamente, anche quelle in contraddizione tra di loro, e poi quando si ottiene il potere si fa quello che si vuole…

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