Berlusconi e le tasse, movimento senza spostamento – AUDIO

– Giusto il tempo di riassaporare il profumo del ’94, e già siamo a sentire qualcosa che somiglia lontanamente all’odore del ’96 e poi del 2006.

L’Italia ha fatto ampia esperienza di una coalizione, quella del centro-sinistra prodiano, post-prodiano e neo-prodiano, che, nelle sue figure migliori, interpretava il rigore di bilancio in termini immobilistici (il debito è alto, la spesa pubblica non si può toccare, quindi le tasse neppure) e solo nelle peggiori teorizzava la  “vendetta fiscale”.

Un “centro-sinistra due”, anche se nominalmente berlusconiano e tremontiano, potrà governare – appunto – in modo più responsabile, facendo in modo che la spesa non scappi e la tassazione non sia costretta ad inseguirla, ma non sarà per questo più riformatore né porterà quel cambiamento che da un quindicennio il Cavaliere va predicando.

Non basta non alzare le tasse, visto che la pressione fiscale può crescere in rapporto al Pil, anche se non aumentano le aliquote. A conti fatti, anche se a fronte di un minore gettito, il 2009 potrebbe essersi chiuso peggio del 2008, con un dato superiore al 43%. E non basta, anche se al momento funziona, rifugiarsi in corner sostenendo che le tasse possono scendere quando le cose vanno bene, ma non quando vanno male: che è argomento di non pregevole valore “scientifico” (vogliamo una tassazione rigidamente prociclica?) e di disarmata impotenza politica.

Dopo avere sostenuto per un quindicennio, con enfasi sincera, che sulla questione fiscale si giocava la più importante questione civile che il Paese avrebbe dovuto affrontare, il centro-destra ha scelto di navigare in acque più tranquille. E’ una scelta comprensibile, che la crisi internazionale non ha necessitato, ma reso politicamente più digeribile ad un elettorato a cui gli tsunami finanziari hanno fatto riscoprire il gusto dello stato forte.

Ma una discussione sulle tasse fatta di finte e controfinte, di veroniche e di passaggi in orizzontale è meno, molto meno, di quello che si poteva sperare e, perfino, che ci si poteva attendere, malgrado il pieno dei consensi e il vuoto di alternativa non sia il migliore incentivo alle riforme per una coalizione saldamente al potere.

La riforma istituzionale più importante, quella per ristabilire un effettivo equilibrio di poteri tra stato e società, passa dalle tasse.  E dalle tasse passa anche il “rialzarsi” di quell’Italia che un mix di tassazione punitiva e di spesa pubblica invasiva ha fatto pericolosamente piegare. Il Pdl non può oggi far finta di non averlo mai detto o, perfino, di non averlo mai pensato.

Di seguito, un’intervista sul tema fatta da Radio Radicale a Benedetto Della Vedova.

Fonte Radioradicale.it Licenza 2.5 Ita


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

35 Responses to “Berlusconi e le tasse, movimento senza spostamento – AUDIO”

  1. bill ha detto:

    Perfettamente d’accordo.

  2. Silvana Bononcini ha detto:

    Come si fà a non esser d’accordo?

  3. Marco Maiocco ha detto:

    Io però onestamente non capisco come una persona vagamente liberale possa militare in un partito come il PdL. Giuro che se qualcuno mi indica una qualche iniziativa (vera, non un annuncio da smentire dopo due giorni) riconoscerò di avere sbagliato.

  4. seltsam ha detto:

    Non sono eccessivamente d’accordo con l’intervento. Una delle caratteristiche di Prodi non è stato l’immobilismo in tema fiscale. In effetti una delle poche cose che la sinistra ha fatto nel suo ultimo governo è concedere il cuneo fiscale a confindustria (cinque miliardi l’anno ricorrenti). Per finanziare questo sforzo ha rimaneggiato la fiscalità aggravando il carico fiscale sui cittadini. Benchè i sindacati hanno fatto passare sotto silenzio la cosa, la gente non ha mancato di accorgersene, mandando nell’abisso il già non grande consenso di Prodi. Berlusconi ha vinto perchè gli italiani hanno preferito un governo che non faccia trucchi e che non alzi le tasse. Infatti la campagna elettorale del centro destra è stata una delle più morigerate che si siano mai viste. L’unica cosa su cui Berlusconi e Tremonti si sono veramente impegnati è a non alzare le tasse. E con questo solo hanno ottenuto una maggioranza schiacciante. Il centro destra a questo punto potrebbe anche permettersi l’immobilismo. Quello che invece non si può permettere è di fare una riforma che abbassi le tasse da una parte per alzarle dall’altra. Certo sarebbe un bel regalo agli italiani una riforma fiscale che abbassi le aliquote soltanto tagliando la spesa pubblica. Ma sarebbe una cosa aggiuntiva. In ogni caso tagliare la spesa non è facile. Tuttavia se il governo ha quest’atteggiamento, trovo che la cosa sia molto positiva. E se un rinvio serve ad evitare una riforma truccata al modo di Prodi e della sinistra, allora ben venga un rinvio.

  5. Carmelo Palma ha detto:

    Sì, in effetti ha promesso di tenere la pressione fiscale al 43% del Pil, come no.

  6. seltsam ha detto:

    Caro Palma, mi sembra che il tuo sarcasmo sia un po’ demagogico. E’ chiaro che il cdx NON ha promesso di mantenere la pressione fiscale al 43%. Però mi ricordo bene che nell’ultima campagna elettorale sia Tremonti che Berlusconi si sono ben guardati dal promettere una riduzione del carico fiscale. L’unica cosa che è stata promessa è che la pressione fiscale non sarebbe aumentata. Tu dov’eri allora? Poi è chiaro che se il governo riesce ad abbassare le tasse con tagli di spesa tanto meglio. Ma non è una cosa che si può fare su due piedi, o mi sbaglio? A meno che, caro Palma, tu non preferisca tagliare le aliquote irpef e ires, tassando il risparmio delle famiglie. Forse, caro Palma, la tua polemica potrebbe essere più utile se si indirizzasse verso le fonti di spesa che affliggono lo stato italiano, piuttosto che pretendere una riforma che si limita a spostare il carico fiscale. Le riforme non sono buone in sè. Se vengono fatte male, allora è meglio che neppure si facciano. Strano che tu non riesca a capire questa posizione abbastanza banale.

  7. Andrea de Liberato ha detto:

    @Marco Maiocco:
    A parer mio, Libertiamo cova, fin dalla sua nascita (ma ancora da prima, dalla nascita dei Riformatori Liberali) una vocazione irriducibilmente “maggioritaria”, non vagheggia né una FDP italiana, né tantomeno (e in questo caso gli do assolutamente ragione) uno pseudo-partitino identitario, con consensi elettorali da “prefisso telefonico”. I partiti a vocazione maggioritaria in Italia sono due, a chi si dovrebbe rivolgere Libertiamo? Al PD??

  8. Sono sempre ben stimolato nel leggere le note dell’Autore. E mi permetto di elogiarne la chiarezza e l’incisività.
    In merito non potrei far altro che ripetere ciò che scrissi a commento del “2010” di Mario Seminerio.
    Non è possibile toccar nulla, pena far danni seri, nel quadro attuale. E’ possibile toccar tutto solo se si ridisegna la Funzione Pubblica nella sua integralità ed in tutte le sue parti, con ciò entrando nel merito della quantità e della qualità della spesa. solo ciò a ben vedere appare non ciclico od anticiclico.
    Il resto è solo tatticismo preelettorale di bassa bottega (e riscoperta tremontiana della radice socialista da cui il Ministro proviene).

  9. bill ha detto:

    Sì, però una cosa da dire c’è. E cioè che se la riforma fiscale è stata il vessillo non del PdL, ma di FI sì, allora è possibile che in tutti questi anni, sia di governo che di opposizione, non si sia studiato il modo e approntata un’agenda di interventi per da un lato abbassare le aliquote, e dall’altro tagliare la spesa pubblica? Ma cos’è, i politici e i loro tecnici non sono capaci di lavorare per obiettivi? Quando c’è da beccare i rimborsi elettorali però sono zelantissimi: riescono a prendere quattro volte quello che hanno speso! Immagino che su scandali come questi Fini e il Cav non abbiano molto da polemizzare (figuriamoci l’opposizione: deve sistemare un numero enorme di galoppini e trombati..).
    Quando l’altro giorno ho letto che Calderoli non riuscirà a mandare a casa neanche uno di quelle migliaia di dipendenti pubblici inutili e fancazzisti che aveva individuato, beh, mi chiedo quando mai non Berlusconi, ma chiunque riuscirà mai a fare qualcosa di vero, concreto e strutturale.

  10. seltsam ha detto:

    Il problema è che il centro destra non è mai stato capace di andare contro i centri della spesa e in particolare contro i sindacati. Si è limitato ad una politica di non aggressione per non suscitare conflitti. Ma se si vuole veramente ridurre la spesa corrente, il conflitto prima o poi sarà inevitabile. Il vero ostacolo alle politiche liberiste sono dei sindacati che sono diventati troppo potenti e che hanno completamente snaturato la loro funzione. L’ideale dei sindacalisti è una società quanto più socialista possibile: alte tasse, alta spesa sociale, scarse libertà economiche, industrie a basso valore aggiunto con un’ampia forze lavoro scarsamente qualificata. E’ assolutamente necessario ridimensionare sia i sindacati che la confindustria e riportarli alla dimensione di associazioni di categoria settoriali, più o meno come negli Stati Uniti. Il fatto è che ci si deve rendere conto che sia confindustria, sia i sindacati devono essere considerati interlocutori estremamente marginali. L’unico vero interlocutore di un governo devono essere i cittadini, non associazioni la cui rappresentanza è risibile. La cosa è complicata dal fatto che il centro destra è pieno di colombe buoniste che spesso hanno trascorsi socialisti. E a ciò si aggiungono gli interessi particolari degli alleati: la Lega non vuole eliminare le province, ma nel passato c’erano anche l’UDC e AN che hanno sempre mantenuto profili molto morbidi nei confronti della spesa per favorire i loro presunti bacini elettorali. Bisognerebbe che il centro destra desse più spazio ai liberisti. Ma anche così facendo le cose sarebbero ancora tutte in salita.

  11. DM ha detto:

    E’ stato bello finché è durato. Ovvero niente, una promessa che fluttua dal ’94, spolverata e mai seriamente presa in considerazione. Next!

  12. Carmelo Palma ha detto:

    @ seltsam. Vatti a vedere cosa il “programma ufficiale” del Pdl diceva di volere realizzare in forma graduale e progressiva sull’Irap, sul rapporto pressione fiscale-Pil, sulla tassazione delle famiglie e del lavoro…Vatti a vedere sopratutto quella che era chiamata “equazione del benessere”. E’ una lettura interessante, che non mi smentisce, temo.

    http://www.ilpopolodellaliberta.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf

  13. seltsam ha detto:

    Caro Palma, grazie per avere fornito il programma 2008 del PdL. E’ vero che in queste è prevista una riduzione delle tasse sia per le aziende che per i lavoratori. Però nella prima pagina viene chiaramente indicato che gli obiettivi programmatici sono subordinati dalla loro fattibilità economica. E con un affermazione evidenziata in rosso si dice che “IN OGNI CASO NON METTEREMO MAI LE MANI NELLE TASCHE DEI CITTADINI”. Poste queste premesse tutte le rimanenti dichiarazioni non direi che sono da considerare promesse. Ma nella migliore delle ipotesi si possono considerare buone intenzioni. E’ chiaro che possono realizzarsi solo se si decidono tagli di spesa proprio per l’unica vera promessa contenuta nel programma. Lasciami ripeterLa perchè ha un che di fascinoso: “IN OGNI CASO NON METTEREMO MAI LE MANI NELLE TASCHE DEI CITTADINI”. Praticamente il programma del PdL conferma quanto stavo dicendo, caro Palma. Come vedi il messaggio mediatico che è passato a semplici elettori come me rispecchia abbastanza bene il contenuto effettivo del tuo programma. E gli elettori hanno votato in base al messaggio mediatico da loro percepito. Quasi nessuno legge il programma. E francamente viste le clausole dello stesso, non mi sembra che valga la pena andare oltre la prima pagina. Vedi caro amico, sembra incredibile ma il centro destra ha stravinto in forza di quell’unica frasetta: “IN OGNI CASO NON METTEREMO MAI LE MANI NELLE TASCHE DEI CITTADINI”. Comunque complimenti a chi ha scritto il programma.

  14. Alessandro Cascone ha detto:

    seltsam scrive
    Poste queste premesse tutte le rimanenti dichiarazioni non direi che sono da considerare promesse. Ma nella migliore delle ipotesi si possono considerare buone intenzioni.

    tranquillo seltsam, lo hanno capito gran parte degli italiani: sia quelli che Belusconi non lo hanno mai votato sia una parte (grande ?) di quelli che lo hanno votato, e da un po’ comincio a sospettare che lo stanno cominciando a capire anche un certo numero di alleati, interni e esterni al PdL anche se si continua a rimanere insieme, d’altronde, come ripeteva Rino Formica, “la politica è sangue e merda”, anche se da almeno tre lustri a questa parte la proporzione tra le due componeneti sembra fortemente sbilanciata sulla seconda, a destra quanto a sinistra.
    D’altronde come spesso rimarcano i mastini (e i bassotti) di Berlusconi gli italiani non sono stupidi. Ogni cosa a suo tempo.

  15. Carmen ha detto:

    Ma scusate, il fatto di voler ridurre l’aliquota irpef vi sembra poco? E’ chiaro che ci vuole una copertura finanziaria adeguata, queste non sono “clausole”. La “clausola” di ogni intento politico è la sua fattibilità in rapporto alla situazione di fatto. Intanto si sta cercando di razionalizzare la spesa pubblica, pur tra tante resistenze, e quindi di creare i presupposti per un’autentica politica di riforme nel nostro paese, ciò che in genere il centro-sinistra propugna solo a chiacchiere. Ma in ogni caso stiamo parlando di una cosa che non si fa certo con uno schioccar di dita. Va detto inoltre che c’è stata una crisi economica internazionale, secondo voi questo poteva mai predisporre a una politica lampo di diminuzione delle tasse? In Spagna per via della crisi c’è una disoccupazione quasi del 20% e a Zapatero nessuno dice nulla, mentre qui in Italia ci si lamenta del fatto che Berlusconi non abbia fatto i miracoli.

  16. Alessandro Cascone ha detto:

    Seltsam scrive: “Lasciami ripeterLa perchè ha un che di fascinoso: “IN OGNI CASO NON METTEREMO MAI LE MANI NELLE TASCHE DEI CITTADINI”.”

    http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/01/15/news/tassa_pc_telefonini-1953830/

    ehi, ma lo fate apposta tu e Benedetto Della Vedova ? come dite una cosa relativamente al programma di Governo esce la notizia dell’esatto suo contrario !!
    Ho capito, la regola aurea vale anche per quella “fascinosa frase: “non direi che sono da considerare promesse. Ma nella migliore delle ipotesi si possono considerare buone intenzioni.”.
    Il PdL è effettivamente il partito dell’amore, perchè sa di poter contare su un amore infinitamente grande del suo elettorato, fatto di semplici elettori (e non solo) anche quando quest’ultimo si vede preso per i fondelli, quotidianamente. :-D

  17. Alessandro Caforio ha detto:

    @ Alessandro Cascone: per motivi imprecisati legati al quanto/come scrivi i tuoi commenti finiscono costantemente nello spam dove una pietosa manina, la mia, li recupera. Dobbiamo affrontare e risolvere questo problema altrimenti prima o poi griderai alla censura…

  18. Alessandro Cascone ha detto:

    presumo che il “come” scrivo sia associato ai link che inserisco e che il “quanto” sia riferito alla quantità dei post inseriti.
    Mi affido alla clemenza tua e degli altri di libertiamo e mi atterrò a quanto disporrai avendo capito, con piacere, che liberali lo siete nella sostanza e non solo a parole :-)

  19. Alessandro Caforio ha detto:

    @ Alessandro: solo per dirti che, in teoria, sei un utente verificato e i tuoi commenti non sono moderati. Nella realtà finisci nello spam. Con un po’ di attenzione, secondo me, risolviamo. Prova a evitare i commenti “in serie” cioè a breve distanza di tempo. Se la cosa può esserti di conforto ti dico che non sei il primo e che gli altri “casi” sono stati tutti risolti ( Una 44 Magnum per l’ispettore Caforio ). :-)

  20. Andrea ha detto:

    Mi sa tanto che la scusa della crisi economica sia stata una fortuna per il governo, altrimenti come spiegare il non abbassamento delle tasse? Perchè io sono convinto che anche senza crisi il fisco non si sarebbe toccato. Ma tanto c’erano i lunghissimi 18 mesi di governo Prodi su cui scaricare la responsabilità dei conti italiani a pezzi…
    Il centrodestra, e parlo più ai suoi elettori, si prenda le proprie responsabilità. Non si può continuare a far propaganda e basta, si dica che è una mezza delusione e si riparta da qui. Lo so che è difficile non farsi ammaliare da Capezzone e Bonaiuti, ma un pò di senso critico talvolta è necessario. Come sulla giustizia, ma questa è un’altra storia.

  21. seltsam ha detto:

    Caro Cascone e caro Andrea, non vedo cosa abbiate da recriminare. I vincoli che il programma del centro destra si è posto sono estremamente positivi proprio da un punto di vista liberista. Il fatto di condizionare le proposte elettorali alla fattibilità economica e il fatto di fare l’unica vera promessa incondizionata che “in ogni caso non metteremo mai le mani nelle tasche dei cittadini”, garantisce programmaticamente che il governo potrà operare solo in modo virtuoso e cioè tagliando la spesa o recuperando gettito dall’evasione. Questo è già un passo avanti gigantesco rispetto ai governi della sinistra del tassa e spendi. Vorrei per esempio ricordare al caro Cascone e al caro Andrea fra l’altro la triste esperienza del governo Prodi. Prendete una delle poche cose realizzate da quest’ultimo: il cuneo fiscale. Prodi e compagni lo promisero in campagna elettorale ai lavoratori fra gli applausi entusiasti della triade sindacale e della stessa confindustria. Dopo aver vinto le elezioni Prodi diede invece questi soldi a confindustria e per finanziare l’operazione aumentò il prelievo fiscale sui cittadini. Naturalmente i sindacati confederali allora non dissero nulla, perchè stavano incassando la gestione del TFR per i loro fondi pensione. Tuttavia i cittadini si accorsero comunque della porcheria compiuta ai loro danni. C’è allora da sorprendersi poi se il cdx raccoglie ampi consensi semplicemente promettendo che non alzerà mai in ogni caso le tasse? Caro Cascone e caro andrea, finora gli unici veri elettori che meritano pienamente la patente di fessi sono proprio quelli della sinistra.

  22. Alessandro Cascone ha detto:

    seltsam, quando scrivi il governo potrà operare solo in modo virtuoso, hai sbagliato aggettivo: non virtuoso ma virtuale !

    Relativamente poi al cuneo fiscale di Prodi, secondo te promesso ai lavoratori e dato a Confindustria, bhè, è proprio il caso di dire che ognuno ha le sue realtà virtuali e questo perfettamente in sintonia a quanto sopra messo in premessa, ma il mondo reale, soprattutto quello che si basa sull’economia reale e la sua analisi, fatta di dati e risultati, è altra cosa dal mondo virtuale fatto di proclami e strategie di marketing elettorale (che stranamente continuano fino alle elezioni successive), anche se presuppone, almeno su certe argomentazioni, conoscenze non da semplice elettore.

    Chi si occupa di economia sa fin troppo bene che invocare la riduzione del cuneo fiscale senza specificare altro parla o per ignoranza o per sport perché è necessario specificare quale sarà il nuovo rapporto tra i due fattori che costituiscono lo stesso cuneo: trattenute ai lavoratori e oneri a carico dell’azienda. Non solo, ma bisogna anche associare a tale valore un’analisi qualitativa dei risultati ottenuti con la spesa pubblica finanziata dal gettito fiscale del cuneo stesso, in caso contrario parliamo solo di aria fritta.

    L’impatto della finanziaria 2007 (quello della passata legislatura di Prodi) sulla riduzione del cuneo fiscale fu stimato del 5% di cui il 3% a favore delle imprese (agendo sull’IRAP e su un’addizionale diversificato tra Nord e Sud) e il 2% a favore dei lavoratori.
    Tale politica economica, visto il debito pubblico calcolato al 2006, ha nella pratica consentito nel 2008 un aumento del cuneo fiscale (calcolato in percentuale sul costo totale del lavoro) rispetto al 2006, di appena l’1,3% passando da un 45,2% nel 2006 al 46,5% nel 2008, a differenza di una Germania che nello stesso periodo è rimasta al 50,2% e di una Francia che nello stesso periodo lo ha ridotto dal 50,2% al 49,3%. Inutile ricordare che sia Germania che Francia avevano (e hanno) un debito pubblico di gran lunga inferiore al nostro.

    Per maggiori ragguagli consiglio i seguenti link:
    http://www.oecd.org/document/6/0,3343,en_2649_34533_42714758_1_1_1_1,00.html#table_01
    http://www.nens.it/_public-file/cuneo_fiscale.pdf

    In pratica quello che oggi alcuni del PdL (non Tremonti che ne ha riconosciuto il valore) si permettono di sbandierare come un proprio successo e buttare fango sulla finanziaria di Prodi del 2008 devono molto alle manovre del precedente governo proprio relativamente al cuneo fiscale oltre che alle manovre sul debito pubblico.

    Consiglio, anche se ovviamnete di parte, il seguente link:
    http://www.stefanofassina.it/My_own%5Cunita_040109.pdf

  23. seltsam ha detto:

    Carissimo Cascone, è un grande piacere poter parlare con un vero cultore della scienza sociale. E mi permetto anche di rimanere ammirato per il delizioso sfoggio di sindacalese, vero e proprio latinorum dei giorni nostri. Prezioso Cascone, non posso che dichiararmi sconfitto, un povero elettore come me non può certo argomentare con Lei. In effetti leggendo le sue sagge affermazioni, mi viene persino da chiedermi cosa stia dicendo: a tanto ammonta la mia ignoranza. Credo che sia ora assolutamente indubbio che l’operazione “cuneo fiscale” effettuata dal buon Prodi di concerto con gli integerrimi sindacati è stata di grande beneficio alle tasche dei cittadini. La cosa che sorprende e lascia indignati è come i cittadini non se ne siano accorti e non siano stati riconoscenti verso i nobili esponenti dell’illuminata sinistra italiana. Sicuramente non è vero, come ho affermato prima, che 5 milardi di euro ricorrenti sono stati concessi a confindustria come sgravi fiscali de facto. Sicuramente non è vero, quanto da me riportato, che per finanziare l’operazione il buon Prodi incrementò le tasse ai cittadini comuni. E sicuramente sarà anche falso che in concomitanza a tutto ciò i fondi pensione dei sindacati hanno incassato la gestione del TFR. E certamente quei sindacati di base che hanno inopportunamente e erroneamente criticato il sereno governo della sinistra con argomentazioni ignobili non dissimili dalle mie sono sicuramente agenti della destra reazionaria. In realtà il buon Prodi ha ridotto le tasse a tutti e oltre a questo è anche riuscito ad incrementare la spesa sociale e a ridimensionare significativamente il debito. Ma questo è stato possibile solo grazie alla generosa e disinteressata collaborazione dei sindacati confederali legitimmati nell’autorevolezza dall’amore e dall’ammirazione delle classi lavoratrici del nostro paese. Quanto meglio sarebbe per tutti noi se i sindacalisti fossero sempre riveriti ed ascoltati con deferenza! Caro compagno Cascone ti ringrazio davvero per avermi corretto con indulgenza. Ora aspetto con impazienza il momento in cui il governo delle sinistre e dei sindacati tornerà ad illuminare la vita di tutti noi.

  24. Alessandro Cascone ha detto:

    seltsam, ma questo è amore !!

    E certamente quei sindacati di base che hanno inopportunamente e erroneamente criticato il sereno governo della sinistra

    seltsam, però deciditi, i sindacati ti piacciono o no ? perchè non è che li puoi criticare come hai fatto nel thread sulla Polverini o “usare” per corroborare le tue teorie a seconda della convenienza del momento. Capisco che seltsam in tedesco significa “strano”, ma tu sei troppo “seltsam” :-D
    E poi scusa io da “compagno”, come tu mi definisci, preferisco riferirmi per ovvie assonanze agli elogi del “compagno” Tremonti d’altronde nel PdL, a quanto pare, c’è ne sta più di uno, giudizio, (seppur con frecciatina), condiviso a suo tempo dallo stesso Benedetto Della Vedova riconoscendone indirettamente un ruolo “di continuità” nel conservare un impianto liberista che ha retto per sessant’anni

    http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=KST98

    Seltsam, il nemico rosso è ovunque, non solo sulla più alta poltrona di Montecitorio ;-)

  25. Alessandro Cascone ha detto:

    Esimio Seltsam, mi consenta di postarle un’articolo che possa (si spera) contribuire a chiarire la querelle sorta tra di noi in modo da consentire ai “veri” semplici elettori (tra i quali mi onoro di annoverarmi) in che termini realmente stava il problema del cuneo fiscale di Prodi almeno da parte CGIL:

    http://www.tfrnewscgil.it/Magazine/004/16.htm

    sperando di averle fatta cosa gradita la saluto prostrando il mio capo al suo cospetto

  26. seltsam ha detto:

    No caro compagno Cascone è amore straordinario, ma io non devo decidermi su nulla. Per quanto mi consta non c’è nulla di più ripugnante dei nostrani sindacalisti ideologizzati. Ma quello che veramente fa schifo è la trasformazione dei sindacati confederali in centri di potere economico e corporativo. Ormai costoro badano soltanto ai loro interessi particolari, usando la loro presunta funzione di rappresentanza come gettone di scambio ai vari tavoli cui siedono. Così per esempio non esitano a chiedere che si tassi il risparmio pur di avvantaggiare fiscalmente i loro fondi pensione. Non esitano a chiudere gli occhi e a tacere sulle prese in giro del PD pur di incassare la gestione del TFR. L’altra sera a Porta a Porta ho sentito che Bonanni sarebbe disposto a concedere a Tremonti anche l’incremento dell’iva purchè si alzino le aliquote sulle attività finanziarie dei cittadini comuni. Ahh il buon Bonanni diceva che tassare i consumi è giusto perchè i poveri ne beneficiano, in quanto sono i ricchi che consumano di più. Che mirabile ipocrisia, quella dei nostri sindacalisti! Ma, caro Cascone, purtroppo per i tuoi amici i sindacati di base sono fuori dai giochi di potere dei confederali e quindi quando il tuo Prodi e il tuo PD si cimentano nelle loro porcate fiscali con la collaborazione della triade, correte il rischio che quelli di base si dissocino dal coro. Come è successo nel caso del cuneo fiscale. Caro compagno Cascone, il problema più grosso dell’Italia sono i sindacati che ormai hanno completamente snaturato la loro funzione. E’ ora di finirla di considerare i sindacalisti come degli interlocutori del governo. Il governo è stato eletto dai cittadini e non c’è nessuna necessità di parlare con enti autoreferenziali che interpretano a loro uso e consumo le esigenze della gente.

  27. bill ha detto:

    Io dico solo un paio di cose.
    Certamente la delusione del mancato calo delle aliquote è forte, ancor di più qundo ti viene detto chiaramente in faccia che per adesso non se ne parla proprio.
    Ma io non sono affatto sicuro, anzi sono convinto del contrario, che il problema sia Berlusconi. Il problema non è un “antipolitico naturale” come il cav, ma tutto il teatrino dei professionisti della polica da cui è, per forza di cose, contornato. Della sinistra, per carità di patria, non parlo: quella è la parte del magna magna partitocratico, tutta pane , partito, poltrone, sedie e strapuntini, da un ministro fino alla cassiera di un’ipercoop.
    Ma è ovvio che in un partito del 35-40% ci siano fatti speculari (sono solo un pò più cialtroni, meno professionali dei sinistri nella spartizione scientifica della torta).
    Per cui a) la personalizzazione del problema è un giochetto inutile: lasciatelo ai sinistri
    b) se l’alternativa sarebbe un Fini qualsiasi, dalla padella si cade dritti dritti nella brace b2)i politicanti alla Fini, oggi tutto tessera e distintivo, nell’attuale “palazzo” ci svolazzano felici c)e chi le abbassa le tasse: Fini, Casini, Bersani? Ma cosa pensate, che i “semplici elettori” siano davvero degli stupidi? d)in un paese normale, a questo giro uno come me non dovrebbe recarsi a votare. C’è solo un problema: io i Visco, i Di Pietro, i Franceschini, le Bindi e compagnia cantante non li voglio vedere neppure in cartolina, figurarsi ministri in un obbrobbrio di governo. Per cui voterò comunque, e gli scambi di amorosi sensi fra Fini e l’opposizione sono solo il ronzio di una noiosissima zanzara. Perchè non si impunta, assieme al suo amico Granata, sul discorso tasse e per un federalismo efficace, invece di girare con un pennacchio in testa ed atteggiarsi a difensore di queste (decrepite) istituzioni?

  28. Alessandro Cascone ha detto:

    @ Bill

    ottime le osservazioni in premessa e rilancio sui punti in discussione:

    a) condivido, visto che il “giochetto” vede due giocatori (sinistri e destri) entrambi abili e ad armi pari
    b) ma di Fini ce ne è uno solo, difficile (per questione di attributi) trovarne un Finbi qualsiasi
    b2) non mi sembra che Fini sia tutto tessera e partito visto che fa il bastian contrario all’interno del suo partito
    c) gli elettori non sono stupidi ma solo affamati, molto
    d) condivido ma poi che facciamo ? emigriamo ?

    Occhio alle zanzare, sono anni che diventano sempre più pericolose e soprattutto le si ritrova anche in autunno inoltrato ;-)

  29. seltsam ha detto:

    Il punto è che i soldi per abbassare le tasse si devono prima trovare. Visti i vincoli (assolutamente condivisibili) del programma stesso, questi devono saltare fuori o come tagli di spesa o come maggior gettito derivante per esempio dal recupero dell’evasione. E comunque non si tratta solo di Fini e Casini. Anche la Lega che pure è in molti casi da apprezzare non può sottrarsi a questo discorso. Se è vero che le province consumano tutte quelle risorse che si dice consumino (10 e più miliardi l’anno?) allora andrebbero abolite. C’è Baldassari che propone delle spese da tagliare. Bene che lo si faccia provare. Magari con l’avvertenza, per venire incontro a Tremonti, di verificare prima i reali risparmi di spesa prima di gettarsi nella riduzione delle aliquote. Per questo dicevo che la polemica sarebbe meglio indirizzata se spronasse il governo verso tagli di spesa, piuttosto che verso una riforma che ora come ora non si sa come finanziare se non con un semplice spostamento del carico fiscale.

  30. Federico Raffaelli ha detto:

    In realtà non si devono trovare i soldi per abbassare le tasse.
    Si devono abbassare le tasse…per rendere liberi i consumatori/cittadini/imprenditori/lavoratori.
    Quindi, per il medesimo motivo, occorre razionalizzare la spesa pubblica nei settori dove lo Stato non c’entra nulla o è appena il caso che si faccia da parte. Occorre giustizia sociale, e questo sarebbe il passo fondamentale. Ecco perchè LA CRISI NON C’ENTRA NIENTE, ANZI…, proprio la crisi dovrebbe spingere verso una politica più liberale che favorisca lo slancio economico. Obama promette una tassa sulle banche che sono state aiutate dal governo federale a non fallire: ma questo balzello graverà sui consumatori un’altra volta e non consentirà di ridurre i benefici che continuano a riservarsi i manager di questi colossi. Le tasse sono lo strumento per colpire il più debole o il più indifeso. Punto.
    Questo ce lo hanno insegnato, tra l’altro, i programmi di Berlusconi, dal 1994 fino alla nascita del PDL.
    L’On. Martino, però, non si vede più tanto, mentre siamo circondati da rappresentanti della spesa di estrazione socialista o della destra sociale.
    Anche oggi diversi commentatori politici invitano Berlusconi a riflettere tra ciò che promette di fare e ciò che lo spingono a non fare. Il Giornale, prima di Fini, dovrebbe attaccare chi non consente di mantenere le promesse fatte agli elettori. Sicuro che la Lega o Tremonti non c’entrino?
    D’altro canto non è con Visco o con l’UDC che le lobby della spesa troverebbero la loro fine, anzi..
    Ma piuttosto che disperare, il liberale combatte..

  31. Maralai ha detto:

    condivido pienamente il tuo scritto – ma non solo questo visto che ci troviamo quasi sempre sulla stessa lunghezza d’onda- ed anzi propongo di costituire un movimento all’interno del Pdl per incalzare gli amici del governo e della maggioranza di avviare subito il confronto (od anche senza confronto) la riforma del sistema fiscale. Oggi ho scritto un post al mio blog, dove scrivo che non me la sento di contestare Epifani sull’idea dello sciopero generale per affrontare un tema più che caro a molti di noi del pdl, e comunque all’intero elettorato che lo sostiene. Non mi va l’idea che possiamo essere scavalcati sul ns cavallo di battaglia a sinistra!!NON L’ACCETTO!!! Ho però, caro Carmelo, una domanda di porre anche a te; perchè non si parla più di tagliare le spese dello stato, che sono non più sostenibili, sui costi della politica, della sua burocrazia, sul numero eccessivo di parlamentari e consiglieri regionali unitamente alle loro retribuzioni? Ho posto la domanda anche a Benedetto della Vedova ma non ho ancora ottenuta risposta. La tua risposta la “girerò” anche al mio blog, salva la cortesia di visitarlo e commentarlo.
    grazie.
    Maralai
    (marionanni)

  32. Carmelo Palma ha detto:

    @Maralai: sulla ragione per cui siano, nel breve periodo, più profittevoli le non riforme che le riforme, cioè più i mancati tagli di spesa che i tagli fiscali, ci sarebbe da discutere per ore.
    Ad occhio, penso che ciò dipenda da un problema di “rappresentanza degli interessi”, e dal fatto che quanti avrebbero vantaggio dalla riforma non sono organizzati e politicamente influenti quanto quelli che dalla riforma non avrebbero da guadagnare, ma da perdere.
    Per intendersi, e per fare un esempio, gli addetti dell’industria manifatturiera sono meno, ma più influenti, dei “precari” e “sotto-occupati”, e quindi toccare la cassa integrazione è politicamente più complicato che riformare gli ammortizzatori sociali.
    Allo stesso modo, i “grandi elettori” di qualunque maggioranza preferiscono avere aiuti e benefici diretti e indiretti, piuttosto che meno tasse. E’ un problema che va affrontato con gli strumenti e le categorie della sociologia politica.

  33. Alessandro Cascone ha detto:

    è impressionante la velocità con la quale si cambia idea (proponimenti ?) continuamente in casa PdL:

    http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=PIKSM

    DOMANDA: ma una valutazione di politica economica anche sulla corta distanza, appurato che la media e lunga è impresa ardua a prescindere da chi la propone, non si riesce proprio a farla ?? :-D

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