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Stranieri e cittadinanza: poca attenzione ai veri problemi, troppa a irragionevoli timori

– Sono lieto di essere stato invitato ad intervenire nel dibattito in corso in tema di “cittadinanza breve”, nato intorno alla proposta bipartisan Granata-Sarubbi di riforma dell’attuale normativa sulla cittadinanza.

Mi occupo ormai da decenni professionalmente di immigrazione e cittadinanza e non per tale motivo sono “di sinistra” . Negli anni ’70 a Roma andavo in un liceo “rosso” con in tasca “Il Borghese” e il “Candido” e non avevo paura allora di professare le mie idee politiche e tanto meno l’ho adesso, anche a costo di essere considerato “di sinistra” da chi si limita a ragionare “per slogan” e non comprende l’evoluzione della società e l’importanza di un giusto accoglimento degli immigrati, che non devono essere classificati a priori come “di sinistra” o come islamici fanatici.

Non desidero addentrarmi in tecnicismi procedurali relativi alla cittadinanza, ma limitarmi ad alcune considerazioni di natura generale:

a) attualmente la discrezionalità della Pubblica Amministrazione in tema di riconoscimento/concessione della cittadinanza è troppo elevato, ed il grado di trasparenza delle procedure è molto approssimativo. Ciò rende possibile il verificarsi di episodi di vera e propria corruzione e/o di “malagestione” delle pratiche amministrative. In conseguenza di ciò, persone che effettivamente meritano il riconoscimento della cittadinanza sono “messe in coda” rispetto a persone “con entrature” maggiori.

b) l’accorciamento del periodo di anni di regolare residenza in Italia necessario per poter richiedere la cittadinanza per residenza ha senso se contemporaneamente si facilita l’integrazione socio-economica degli immigrati. Se già oggi la maggior parte dei respingimenti delle istanze di naturalizzazione deriva dallo scarso reddito conseguito negli ultimi tre anni dalla presentazione della domanda, vi è il concreto rischio che tale percentuale di respingimento dell’istanza aumenti in proporzione alla riduzione degli anni di residenza regolare. Pertanto è opportuno attuare azioni volte, ad esempio, a facilitare l’auto-imprenditorialità degli immigrati, per dimezzare i tempi medi per “mettersi in proprio” in maniera non precaria da parte di un immigrato. Attualmente tali tempi si aggirano sui 10 anni, troppi.

c) ritengo che sia ormai inevitabile introdurre  lo jus soli in Italia, con accorgimenti procedurali tali da evitare guai per persone provenienti da stati che non riconoscono la doppia nazionalità. Quindi deve essere comunque mantenuto un margine di scelta individuale/diritto all’opzione non necessariamente al conseguimento dei 18 anni, ma anche prima, ad esempio al raggiungimento dei 16 anni, un’età dove si raggiunge un sufficiente grado di maturazione e capacità di scelta autonoma.

d) l’istituto del riconoscimento della cittadinanza per “meriti speciali” dovrebbe essere usato anche oltre ai classici campioni sportivi, per permettere, ad esempio, la concessione della cittadinanza ad un certo numero di “cervelli” stranieri che tanto mancano alla nostra economia.

e) ritengo che siano eccessivamente enfatizzati i pericoli di “islamizzazione” dei gangli vitali della nostra società a conseguenza della concessione della nostra cittadinanza a cittadini di fede islamica (senza limiti di sorta come invece avviene negli USA dove non è possibile per un “naturalizzato” divenire presidente). Ritengo, al contrario, che le particolari caratteristiche del popolo italiano siano in grado di far nascere in Italia un movimento di pensiero islamico moderato. Movimento in grado di opporsi, con maggiore efficacia rispetto alla pura forza militare, al vortice  del fanatismo/martirio superficialmente indicato nei mass media nell’etichetta di Islam. Vortice nel quale, ad esempio, pare sia implicato meno del  5% della popolazione del Pakistan, che conta più di 180 milioni di persone.


Autore: Giovanni Papperini

Giovanni Papperini. Laureato in legge, libero professionista, 57 anni, esperto di corporate immigration e relocation, vive e lavora nel quartiere “Talenti” a Roma e, come titolare dello Studio Papperini Relocation ( www.studiopapperini.com ) e Presidente del Ciiaq ( info@ciiaq.org - Comitato italiano immigrazione altamente qualificata), si occupa di attrarre talenti da ogni parte del mondo in Italia, aiutandoli a superare gli ostacoli della burocrazia e ad integrarsi nella realtà del Paese.  Ha “attratto” dall’Austria anche la moglie, con cui ha avuto due gemelli.

17 Responses to “Stranieri e cittadinanza: poca attenzione ai veri problemi, troppa a irragionevoli timori”

  1. bill ha detto:

    Manca un punto importante in questo discorso: di quali immigrati stiamo parlando? Perchè il problema che spesso si “bypassa” è quello della forte presenza di immigrati clandestini, dovuta al fatto che almeno per due decenni non si è semplicemente preso in considerazione il problema dell’immigrazione. Vuoi per una diffusa mentalità da terzomondisti straccioni, vuoi per l’incapacità di leggere, e prevenire, determinate situazioni e loro possibili evoluzioni, il risultato oggi è questo.
    Il mio parere è che fino a che non cali, e non di poco, la presenza di cittadini stranieri che stanno clandestinamente nel nostro paese sia molto difficile affrontare serenamente le altre questioni.
    Il primo passo, giustissimo, la ha fatto il governo: porre un fermo all’arrivo di nuovi clandestini. Certo, è sicuramente doloroso vedere le carrette del mare stipate di gente, ma uno stop era doveroso darlo (e da parecchio tempo).
    Resta ancora però parecchio da fare in casa, e non si tratta di banalità: lotta alla criminalità (miccro e organizzata, che sfrutta un mare di gente), ripristino di un minimo di ordine in tante zone in cui la forte presenza di clandestini provoca grosse tensioni sociali, etc etc.
    Oltretutto, io non vedo colossali differenze fra 16 o 18 anni, nè mi pare si prenda in considerazione il fatto che parecchi stranieri (regolari) desiderino passare legittimamente una parte della loro vita in Italia per poi tornare al loro paese natale (nel qual caso la cittadinanza breve è assolutamente inutile).
    Chiudo dicendo che una corrente musulmana moderata che nasca in italia mi sembra un bell’ auspicio, ma anche un sogno alquanto pericoloso. Sarebbe già abbastanza che intanto i vari imam predicassero in italiano, e che certe situazioni fossero sotto stretto controllo. Perchè è verissimo che non tutti i musulmani sono terroristi, ma è altrettanto verissimo che tutti i terroristi sono musulmani..E se il 5% di 180 milioni significa 900.000 persone che hanno a che fare in vario modo col terrorismo islamista, c’è da sperare che la percentuale in Italia sia ben più bassa..

  2. Giovanni Papperini ha detto:

    Ho letto il primo commento e desidero replicare con varie considerazioni, la più ovvia è che “magari” fosse vera la considerazione del commentatore: “..Perchè è verissimo che non tutti i musulmani sono terroristi, ma è altrettanto verissimo che tutti i terroristi sono musulmani” , purtroppo le “teste matte”, i pazzi suicidi albergano in tutte le religioni ed anche gli agnostici e gli atei non per questo sono immuni dal diventare potenziali terroristi.
    Gli attentati ed i falliti attentati, le immagini trasmesse alla tv di gruppi più o meno numerosi di fanatici islamici (sunniti e sciiti) che gridano a squarciagola contro “l’Occidente” e la “Cristianità” ed inneggiano ad azioni terroristiche, i genitori che sgozzano le figlie che desiderano vivere all’occidentale, ecc. Ecco sono tutti fattori che sconcertano, che creano gravi preoccupazioni nella popolazione…che fanno riemergere paure nei confronti di istinti bestiali dell’uomo che si credevano sopiti dal “progresso” ed invece…
    Ora l’errore di impostazione di fondo è attribuire tale ferocia, tale sfregio per la vita umana, all’Islam in quanto tale. L’Islam ha fatto “miracoli” per “civilizzare” popolazioni veramente feroci, ma di una ferocia inaudita.
    Vedi ad esempio cosa erano capaci di fare popolazioni africane, probabilmente animiste, ancora alla fine del del XIX secolo: vedi “Enciclopedia tascabile 1930” R. Bemporand & F. Editori- Firenze 1930: “Antropofogia”.E mica solo popolazioni africane e non solo nel XIX secolo si sono macchiate di delitti atroci: vedi http://archiviostorico.corriere.it/1993/maggio/26/cannibali_fra_noi_co_0_93052612651.shtml

    Purtroppo dobbiamo ammettere che ancora adesso, nel terzo millennio dell’Era cristiana, in varie parti del mondo, anche in quello cd. “civilizzato”, emergono periodicamente istinti bestiali ( mi scuso con gli animali e gli animalisti per il termine, non è riferito certamente agli animali in quanto tali) ancestrali dell’umanità che si credevano retaggio della più remota antichità. E tali istinti bestiali non sono una “esclusiva” dei fanatici di ispirazione islamica, nè sono necessarimente importati dall’esterno, tramite flussi immigratori, sono spesso di natura “endogena”.

    Capita che episodi di cronaca nera riportino a galla istinti bestiali ancestrali dell’umanità che si credavano retaggio della più remota antichità.
    Mi riferisco ad episodi di Cannibalismo ( vedi “Avvenire” del 10 gennaio 2010: “L’orrore dell’Uganda: allarme sacrifici umani”), di pedopornografia infantile estremamente violenta e racappricciante, completo assoggetamento psichico a “santoni” megalomani e criminali, ecc.
    Tali regressioni dell’umanità sono, in parte, contrastati da interventi repressivi dello stato, tuttavia trovano il loro contrasto principale nelle religioni moderne, che nei millennii hanno “assorbito” e reso innocue pulsioni ancestrali incapsulandole in riti stilizzati o sublimandoli.
    Tale “assorbimento” e contrasto religioso/istituzionale mostra tuttavia dei segni di inefficacia, e questo si rileva sia da episodi di cronaca criminale spiccia, sia da ben più gravi avvenimenti che esulano dalla mera cronaca: stragi rituali, terrorismo internazionale, movimenti pseudo/religiosi di natura criminale, ecc.
    Ora un conto è la “normale” disgressione ( il sesso sfrenato tra adulti consenzienti, l’uso abbondante di alcool e di eccitanti in contesti particolari come le feste, il fumo, ecc.) ed un conto è la totale regressione umana al di là di ogni limite ( stupri ed altre violenze a sfondo sessuale, cannibalismo, ecc).ogni religione ufficiale ha dei suoi metodi, più o meno efficaci, per contrastare tali eccessi regressivi dell’umanità, una cooperazione al riguardo tra religioni diverse, tra regimi laici differenti ecc penso sia opportuno per un contrasto più efficace.
    Ogni religione ha nel suo ambito di riferimento ideale sacche di regressione ancestrale con connotati criminali. Le religioni cristiane, ad esempio , hanno dovuto registrare in tempi recenti veri e propri genocidi come quelli avvenuti in Ruanda/Burundi ad opera di esaltati “cristiani”. Suicidi di massa di intere comunità di vaga ispirazione cristiana. Strane commistioni tra religiosità formale e criminalità organizzata mafiosa ( vedi “Bibbia” di Provenzano).Fanatici indù in India hanno assalito moschee islamiche ed hanno assassinato politici illuminati.
    Assassini di politici ebrei considerati “traditori” è avvenuta per responsabilità di esaltati fondamentalisti (vedi assassinio di Rabin).
    Deve ammettersi che l’Islam ha saputo in tempi storici relativamente ridotti “civilizzare’ popolazioni estremamente selvagge, feroci. Tale “civilizzazione’ non è stata pero’ sempre completa . Ancora oggi barbari costumi preislamici, come le mutilazioni genitali femminili, sono ampliamente diffuse in stati ufficialmente islamici. I tagliatori di teste sono una triste realtà come lo sono i kamikaze privi di ogni ritegno nel massacro indiscriminato degli “infedeli”.
    Dobbiamo essere uniti nel contrastare tali istinti bestiali ancestrali, non fare lo “scaricabarile” su gli altri, sui “diversi”, per religione, colore della pelle, ecc.Vi ricordate un film ambientanto ai tempi della Guerra di Secessione Americana. Il protagonista, nordista, non ha esitato un attimo a consegnare dei volgari banditi di strada che vestivano i panni di “nordisti” al locale rappresentante della legge, sudista. Gli islamici moderati non sono “nemici”, al massimo sono “avversari” da contrastare con l’arma del dialogo, della riaffermazione della nostra “identità cristiana” ecc. I veri nemici da contrastare con ogni mezzo sono i fanatici sanguinari, i pazzi criminali, qualunque “mantella” rivestano siano islamici o “cristiani” o “senza dio”.

    Giovanni Papperini

  3. Silvana Bononcini ha detto:

    Bella risposta!

    E’ faticoso ragionare….

  4. Polìscor ha detto:

    Un conto sono le buone intenzioni, altra è la realtà della gente comune. Già l’italiano medio diffida del vicino di casa, figuriamoci se è islamico. Perché è di islam che ci tocca parlare, non stiamo scegliendo noi chi entra nel nostro Paese: di animisti, cristiani o confuciani non è che se ne vedano molti.
    Non c’è bisogno che l’islamico porti l’esplosivo attorno alla vita per essere un pericolo, basta che porti la sua cultura medievale e, soprattutto, la sua intrinseca commistione stato-religione che lo rende definitivamente diverso da noi. E questo lo fanno tutti.
    No, non si può fare affidamento su un’autogestione dell’integrazione in Italia, men che meno affidata ad una sorta di senso di colpa indotto a causa dell’esistenza di un pazzo cannibale belga o di un pedofilo austriaco: servono REGOLE FERREE (che in Italia non erano mai servite, quindi non ci sono), e non c’è neanche bisogno di scervellarsi più di tanto, basta guardare a quelle nazioni (come la Francia) che il problema lo affrontano già da decenni. Magari, imparando anche dai loro errori (ed in questo l’Inghilterra è fonte inesauribile).

  5. bill ha detto:

    No, non è faticoso affatto ragionare , basta ascoltare e leggere.
    Infatti, io non ho niente per cui polemizzare sulla risposta di Pepperini.
    Non mi sembra di avere affermato che delinquenti, maniaci, pazzi e stragisti siano solo musulmani. Nè tantomeno rivendico a bandiere spiegate una presunta immacolatezza del cristianesimo rispetto all’islam, piuttosto che una congenita “innocenza” di un italiano rispetto ad un magrebino.
    Ho solo preso in esame il fenomeno, mi pareva chiaro, del terrorismo islamista. Fenomeno che tanti illuminati (non lo dico riferendomi a qualcuno in particolare), a cominciare dai media, tendono neppure a minimizzare, ma addirittura a rimuovere. Solo che ogni tanto, spesso, è la realtà a bussare alla porta: forse qualcuno ha già rimosso New York, Londra, Madrid, Van Gogh (e se volete continuo..), magari qualcun altro li giudica incidenti di percorso. Io no.
    Ora, non mi sembra di avere proposto di fare diventare l’Italia una grande Guantanamo ma solo di monitorare situazioni che, sono i fatti e non io a parlare, si sono dimostrate pericolose.
    E’ altresì un dato di fatto che esistono tanti delinquenti fra gli italiani e fra gli immigrati non islamici. Come lo è che la popolazione carceraria ha una sua precisa composizione, a mio avviso non casuale. Ma è vero o no che non esistono organizzazioni terroristiche, che so, rumene, ed organizzazioni islamiste sì? E allora ho solo sostenuto che questo fenomeno va attentamente monitorato. Aggiungo che, a differenza di tanti, mi auguro vivamente che l’Italia non diventi come l’Olanda. Detto fra noi, considerare ineluttabile l’arrivo di milioni di persone dagli usi e costumi parecchio diversi dai nostri è anche un bel modo di fregarsene di quello che succede fuori dall’uscio di casa: o preferiamo ad esempio che l’Africa continui ad essere l’immondezzaio che è diventata? Poi ci mettiamo una bella mano sulla coscienza mandando al macero un sacco di soldi in “aiuti” che non aiutano nessuno, e siccome siamo tanto buoni, rimediamo facendo venire qua masse di disperati.. Trovare un modo vagamente intelligente per aiutare quei paesi a crescere, paesi in cui ci sono risorse naturali che potrebbero farne il continente più ricco del mondo, no? E’ razzismo, xenofobia, chiusura verso il diverso? No, affatto: è l’auspicio che fenomeni di grande portata come questi si possano governare intelligentemente senza che si snaturino paesi (i loro e i nostri), usanze, storie. Mi sembra un’ovvietà, altro che ragionare..

  6. Gionata Pacor ha detto:

    Una piccola nota: il 5% di 180 milioni è 9 milioni, e non 900.000. E se in tutto il mondo c’è più di 1 miliardo di islamici, prendendo per buona la percentuale del 5% si parla di 50 milioni di integralisti. In Italia ci sono circa 700.000 islamici. Gli estremisti sarebbero “solo” 35.000? (Si stima che i brigatisti rossi fossero un migliaio…)

    In secondo luogo, è vero che la “bestialità” dell’uomo si è espressa in tante diverse occasioni, e che i protagonisti sono stati di tutte le religioni, anche quella cristiana (non dimentichiamo l’olocausto!).
    D’altra parte in questo momento l’islam desta tante preoccupazioni perché ci sono alcune sue correnti che teorizzano un governo teocratico globale e che combattono attivamente in tal senso a livello internazionale. Per gli integralisti islamici la religione è inseparabile dalla politica, è un elemento sul quale si fonda la lotta per il potere. Non a caso Carlo Panella ha intitolato un suo libro “fascismo islamico”.
    In tema di immigrazione islamica la questione è: come si può fare in modo che in Italia nasca un “pensiero islamico moderato” e non nasca o non venga importato (anche) un pensiero islamico estremista e fascista? Mi sembra impossibile dare sicurezze in tal senso e quindi, nel dubbio, la richiesta di bloccare l’immigrazione islamica è del tutto comprensibile.

  7. bill ha detto:

    Non penso che si debba bloccare l’immigrazione dai paesi islamici. Penso che si debbano tenere controllati i luoghi di ritrovo, le associazioni, le moschee, i siti internet etc etc. Non sto dicendo di chiuderli, ma di tenere alta la soglia del controllo. Cosa che in qualche misura ritengo si stia già facendo.
    Ma questo è un particolare di un discorso più generale, e cioè l’immigrazione tout court.
    Specifico: non sono contro l’immigrazione, sono contro l’immigrazione clandestina. Vista la sua proporzione, finchè non verrà portata a livelli fisiologici ogni discorso aperturista mi sembra prematuro, e soprattutto non prioritario.

  8. Giovanni Papperini ha detto:

    Caro Bill,

    anch’io sono per mentalità, per “principio” ecc assolutamente contrario all’immigrazione clandestina ed irregolare, desidero solo puntualizzare alcuni punti:

    a) occorre fare una netta distinzione tra il concetto giuridico di “clandestino” e quello di “irregolare”. Clandestino è quella persona che entra di nascosto, e di proposito, nel territorio nazionale senza transitare tramite i normali valichi di frontiera. Irregolare è la persona che entra regolarmente in Italia ( con o in esenzione di visto turistico) e si trattiene sul territorio oltre il dovuto, oltre il possibile, senza mantenere i requisiti che aveva per i primi giorni o mesi di permanenza regolare.
    b) La maggior parte delle persone immigrate che sono presenti attualmente in Italia in maniera non legale sono “irregolari” e non clandestine.
    c) I clandestini che arrivano tramite i “barconi” creano un grande stato di apprensione nell’opinione pubblica, ma sono numericamente in numero irrilevante rispetto agli “irregolari”.
    d) La categoria della persone straniere “irregolari” è multiforme. La causa della “irregolarità” non è riconducibile sempre e comunque al libero arbitrio dello straniero. In molti casi deriva da disfunzioni più o meno gravi della nostra Pubblica Amministrazione ( rilascio dei permessi dopo molti mesi, invece che i regolamentari 20 gg; perdita di pratiche, incongruenze normative, ecc)
    e) Politiche di natura semplicemente repressiva della immigrazione clandestina ed irregolare hanno dimostrato gravi lacune e limiti fin dagli anni ’80 ( inizio dei primi fenomeni di immigrazione di massa in Italia) con qualsiasi governo si sia succeduto dal 1980 in poi. Il numero delle “sanatorie” di regolarizzazione degli stranieri è talmente numeroso che non lo ricordo a memoria neppure io ( sanatoria del ’81, dell’87, del 90, del 2002 ecc, ecc.)
    f) Politiche di natura “liberista” appaiono più consone a contenere le conseguenze più negative dell’immigrazione irregolare e clandestina ( vedi il mio commento all’articolo di Stefano Magni Rosarno, vittime dello statalismo selvaggio

    Giovanni Papperini

  9. bill ha detto:

    Sì, sono d’accordo e sulle disfunzioni dello stato e sulle politiche liberiste.
    Ok per la distinzione fra irregolari e clandestini; credo anche però, ma non ho statistiche a riguardo, che molti rimangano irregolari di propria iniziativa. Io non sostengo certo che siano dei delinquenti, ma è evidente da un lato che il lavoro manca per tutti, e dall’altro che viene offerto loro solo lavoro in nero e sottopagato. E neppure questo può bastare. Anche in questo caso, le responsabilità sono molteplici: il sistema fiscale strangolatorio, la furbizia di certi “imprenditori”, dei sindacati che paiono vivere nel mezozoico, il fatto che venendo da una vita di stenti si accetti di tutto etc etc.
    Fatto sta che siamo alle solite: per decenni di politica lassista e latitante (le sanatorie da questo derivano), si hanno leggi e normative che non vengono rispettate da nessuno.
    Fare un reset perfetto è impossibile in breve tempo, per cui bissogna, a mio avviso, lavorare in tutte le direzioni.Ma
    la prima è la riforma dello stato, del suo ordinamento fiscale, dell’organizzazione dei rapporti di lavoro e così via.
    In assenza di questo dubito che cittadinanza breve e iniziative simili possano produrre, adesso, alcun miglioramento. Dico questo non dogmaticamente, ma considerando quelle che secondo me sono le priorità su cui concentrarsi e fare pressione oggi. Ho l’impressione che ci sia chi svii l’attenzione da quello che davvero, e da tanto tempo, è stato promesso ed ancora è da cominciare su problemi sicuramente importanti, ma che non possiamo risolvere isolandoli dal contesto generale. E questo mi fa pensare a giochetti di posizionamento di politici e partitocrati, pronti a cambiare strumentalmente argomenti domattina. senza, ovviamente, concludere nulla. Diffidente? Sì.

  10. Erio ha detto:

    Interessante articolo di Giovanni Papperini al quale vorrei fare una domanda per capire meglio: questi musulmani moderati che non fanno attentati che secondo lei vanno valorizzati e stimolati sono rappresentati da organizzazioni come l’Ucoii ed altre ad essa collegate come Alleanza Islamica e i Giovani Musulmani d’Italia? I centri islamici in Italia sono gestiti essenzialmente da loro, ed anche in Europa e negli Stati Uniti le associazioni principali si rifanno come l’Ucoii all’ideologia dei Fratelli Musulmani e fanno riferimento a personaggi come Yusuf Al Qaradawi e Tariq Ramadan. E’ su di loro che bisogna puntare? La ringrazio.

  11. Giovanni Papperini ha detto:

    Imporre ad una persona che ragiona con la propria testa e non segue “dogmi” prestabiliti “terzomondialisti” o “universalisti” di accettare tout court l’immigrazione come valore assoluto equivale a costringere un persona intollerante al lattosio a bere litri di latte. Gridandogli “..non fare lo schizzinoso razzista di m.rda…bevi!!”
    E’ naturale che così non va. Così come l’intollerante al lattosio potrà tranquillamente ricominciare a bere il latte , una volta che sia stato trattato per separare le molecole di glucosio e galattosio, cosi per la persona che ragiona con la propria testa sarà possibile accostarsi alla realtà dell’immigrazione, quando le sarà stata spiegata analiticamente. Quando tale realtà sarà ‘scissa” in tante distinte “molecole”. A questo punto ognuno avrà modo di “scegliersi” le molecole che vuole, escludendo quelle “particolarmete indigeste” .
    Come ho cominciato con la distinzione tra “irregolare’ e ‘ clandestino” posso continuare in un’operazione di “reingenierizzazione” dell’immigrazione.
    Quanto alla ormai classica obiezione “vi sono altre priorità adesso in Italia rispetto all’immigrazione, rispetto all’integrazione, rispetto alla ‘cittadinanza breve. Ebbene rimarrete sorpresi dalla quantità delle “molecole” assolutamente prioritarie per rilancio complessivo della nazione che vi si appaleseranno dopo la “scissione atomica”.

    Giovanni Papperini

  12. Giovanni Papperini ha detto:

    Caro Erio,

    Pur non essendo propriamente un “islamista” cercherò di rispondere alla Tua domanda.

    Negli USA esistono associazioni islamiche che denunciano pubblicamente ogni “infiltrazione” di esaltati fanatici che hanno intenti antiamericani ed antioccidentali in generale. Vedi, ad esempio http://www.aifdemocracy.org

    Come ogni forma di “mafia” anche le organizzazioni mafiose-terroristiche, come l’organizzazione terroristica islamica Al Qaeda, sono fenomeni che hanno avuto una loro precisa origine storica e che avranno anche una fine. E l’Islam avrà tutto di guadagnato da questa fine. Negli anni ’70 , ’80 e inizio ’90 i terroristi della ala Provisionals dell’IRA irlandese, pare assodato che ricevessero finanziamenti da ambienti cattolici USA ( vedi: http://archiviostorico.corriere.it/1992/marzo/12/bombe_quotidiane_co_0_92031216945.shtml) , certamente al di fuori da ogni comandamento cristiano e per compiere azioni blasfeme per la vera Chiesa. Ci sono voluti decenni, ma alla fine i finanziamenti si sono interrotti. Privi di mezzi finanziari ed isolati dai loro stessi confratelli, stufi dei massacri di innocenti, finalmente i terroristi dell’IRA hanno deposto le armi e ci sono stati gli accordi di pace nell’Ulster.

    Per comprendere la realtà multiforme dell’Islam suggerisco a tutti di vedere il film “In nome di Dio” vedi riferimenti

    http://archiviostorico.corriere.it/2007/agosto/27/Pakistan_coda_per_film_colpito_co_9_070827004.shtml

    Io l’ho visto su invito dell’Associazione Together Italia-Pakistan.

    Concludo che, a livello personale, ho conosciuto per motivi di lavoro un certo numero di persone di religione islamica. Tutte assolutamente non fanatiche e con le quali ho potuto tranquillamente discutere di tutto senza nessun problema.

    Giovanni Papperini

  13. bill ha detto:

    Io mi scuso anticipatamente per la logorrea, ma vorrei ribadire una cosa. E cioè che sicuramente, tramite “scissione atomica”, possiamo vedere mille priorità. Però, visti i meccanismi lenti, lentissimi, che regolano la politica di questo paese, sarebbe a mio avviso meglio affrontare le cose seguendo un’agenda, in modo magari di portarne a termine qualcuna. Perchè vedo che la politica italiana tende ad occuparsi dell’universo mondo, mentre un comune cittadino esce e trova strade indecenti, l’alta velocità realizzata in tempi biblici e a costi superiori del 400% rispetto ai concorrenti europei, paga tasse da usura, impiega 15 anni per avere una sentenza civile etc etc (ho scritto solo le prime due stupidaggini che mi sono saltate in mente..).
    Aggiungo che capisco che chi si occupa a livello professionale di determinati problemi li consideri prioritari, e non sto certo dicendo che non siano importanti.
    Nello specifico un problema c’è: i diritti civili di cui spesso si parla, sia che si parli degli immigrati che piuttosto che di fecondazione artificiale o altro, coinvolgono un determinato numero di persone; le questioni della riforma fiscale e di riforma dello stato in senso liberale coinvolgono tutti, nessuno escluso.
    E coprendono di riflesso un approccio diverso alle diverse tematiche, compresa la realizzazione di altre normative.

  14. Giovanni Papperini ha detto:

    Bill , con me almeno, “sfonda una porta aperta” quando scrive che la politica dovrebbe occuparsi dei gravi problemi nazionali prima di occuparsi dell'”universo mondo”.
    C’è solo un “piccolo” particolare che non ha considerato: se siamo ridotti a queste condizioni è perché le “elites” che sono ( e sono state dal dopoguerra) al potere in Italia continuano ad essere (nella loro stragrande maggioranza, non intendo riferirmi certamente ai Riformatori Liberali) estremamente chiuse e provinciali . “Magari” lo fossero solo nei confronti degli “immigrati” ( in questo contesto mi riferisco non alla massa degli immigrati, ma ad un numero ristrettissimo di persone di altissima qualificazione e capacità: scienziati, investitori esteri, imprenditori ecc.), con la, più o meno valida/vera giustificazione della tutela della “italianità”, del pericolo “Islam” ecc. Potremo lavorarci su, convincere l’opinione pubblica che non ha importanza il passaporto di comanda in FIAT o in qualche altra grande azienda italiana, basta che sia un bravo imprenditore. No il guaio è che, nella loro meschinità, chiudono le porte in faccia ai nostri migliori, italianissimi, talenti, alle nostre migliori menti, costrette all’esilio (più o meno dorato) nei campus o nei laboratori esteri, perché in Italia i “baroni” non permettono loro di avere uno spazio adeguato.Vedi recensione libro di Carboni: http://archiviostorico.corriere.it/2005/giugno/13/Elite_fortissime_nella_ricerca_Del_ce_0_050613030.shtml

    Giovanni Papperini

  15. Luca Cesana ha detto:

    condivido l’ottimo testo, con particolare simpatia per l’incipit su destra-sinistra slogan e tifoserie!
    @ Gionata,francamente, non condivido la tua conclusione
    – nel merito perchè ritengo ogni generalizzazione, soprattutto se in negativo, sbagliata
    – tralasci di suggerire attraverso quali strumenti vorresti “bloccare l’immigrazione islamica”?
    – che significa poi riferirsi agli islamici in modo tanto generico?
    parli delle persone provenienti da Paesi islamici? Immagino di no, io sono nato in un Pease cattolico (calma, so che in Occidente esiste la separazione Stato-Chiesa, grazie) e cattolico non sono;
    respingiamo anche i laici se vengono da Paesi islamici? E i dissidenti? E i moderati?

  16. INIZIATIVA!!! REFERENDUM EUROPEO ADESSO!! CON UN MILIONE DI CIFRE DA VARI PAESI MEMBRI DEL UNIONE EUROPEA!! (TRATTATO DI LISBONA)
    CONTRO L INVASIONE DI UN MILIONE EXTRACOMUNITARI IN GRECIA
    Il nuovo governo greco-americano gli da il diritto di voto e di essere eletti. SONO GIA PRONTE LE NUOVE MINORANZE ETNICHE!!
    comunica l’ iniziativa tra tutti gli europei!!

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