Il tetto del 30% di alunni stranieri per classe è un’idea ragionevole e per nulla razzista

Francamente non riusciamo né a comprendere né a giustificare il linciaggio morale che Francesco Merlo oggi su Repubblica riserva all’atto di indirizzo, con cui il Ministro Gelmini fissa il limite del 30% per gli alunni stranieri nelle classi delle scuole italiane, lasciando comunque un ampio margine di autonomia agli uffici scolastici regionali e prevedendo che il “tetto” non includa alunni stranieri (come la gran parte di quelli nati in Italia, e non solo) che dispongano di adeguate competenze linguistiche , cioè, nella sostanza, che all’atto dell’iscrizione già comprendano e parlino correntemente l’italiano.

Il provvedimento serve ad impedire la formazione di “classi ghetto” (spesso anche mono-etniche e mono-linguistiche: tutti cinesi, o tutti arabi…), a scongiurare il fallimento didattico, cui va incontro una classe dove lo svolgimento dei programmi scolastici  sia interamente subordinato  all’alfabetizzazione primaria degli studenti stranieri, e ad arginare l’effetto di divisione delle classi lungo frontiere linguistico-nazionali. Tutto ciò, peraltro, pregiudicherebbe l’opera di socializzazione secondaria, con cui la scuola educa alla convivenza civile e alla cittadinanza.

Come si fa ragionevolmente a sostenere che ad ispirare la Gelmini sia lo stesso

“spasmo mentale dei fascio-futuristi che contro l´incremento demografico proponevano la guerra come igiene del mondo. Così la Gelmini propone le quote di sbarramento del trenta per cento come igiene del mondo della scuola”.

Perché sarebbe più “integrante” una scuola che riflettesse, nella composizione delle classi, la mappa dei ghetti urbani in cui, per ragioni in parte inevitabili e in parte dovute all’inerzia degli amministratori locali, si sono raggruppati gli immigrati stranieri, spesso in “enclave nazionali”? Non è meglio, molto meglio, della scuola “dei rumeni”, e di quella “degli arabi”, e di quella “dei cinesi”, un sistema scolastico che non scarichi solo su alcune scuole e su alcune classi il peso dell’integrazione, fino a disintegrarle ed a renderle inservibili come luoghi di formazione e di apprendimento?

Quanti, nella Lega e non solo, strizzano l’occhio alla canaglia razzista sono però d’accordo con questa proposta e usano anche questo argomento nella loro campagna “anti-immigrati”. E allora? Questo è al massimo un motivo per vigilare affinché una buona idea non sia utilizzata per una cattiva causa.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

34 Responses to “Il tetto del 30% di alunni stranieri per classe è un’idea ragionevole e per nulla razzista”

  1. Andrea ha detto:

    Parole sacrosante. L’idea della Gelmini mi pare semplicemente di buon senso. Bambini che non sanno l’italiano come fanno ad integrarsi se non hanno qualche loro coetaneo con cui confrontarsi e da cui apprendere, magari anche attraverso i momenti di gioco? Essere contro questa proposta come spiega l’essere contro alla proposta delle classi di inserimento separate per stranieri, proposta fatta qualche mese fa? Credo che questa politica di contrapposizione a qualsiasi iniziativa del governo non aiuti. Serve un dialogo vero sul tema dell’immigrazione. Premetto che non sono sempre d’accordo sulle politiche del centro destra, ma bollare qualsiasi iniziativa come razzista e xenofoba rischia di cancellare le differenza tra proposte come questa e altre, sulle quali, è vero, pesa una certa ombra di razzismo.

  2. Fabio ha detto:

    Francesco Merlo o è stupido, oppure è in malafede. Tutta la sua argomentazione è puro fumo e retorica (i cittadini del mondo etc…). Anche l’esempio della Svizzera è ridicolo (parla della scuola + costosa al mondo, in cui vanno solo figli di multimilionari: sfido che l’integrazione è facile in quel contesto).
    Quello che mi sconvolge è che molte persone pensano ancora che Repubblica sia un quotidiano per persone intelligenti. di sicuro, se lo è, non lo è per simili articoli.

  3. leonardo signorini ha detto:

    condivido l’articolo di Carmelo puntuale come sempre!
    in Toscana e nella zona fiorentina empolese la questione scuola è articolata..i livelli di politicizzazione da sinistra radicale nelle scuole anche materne e elementari è altissimo..cooptazioni dirette da p(PD arte dei partiti locali (PD e RC)..dei rappresentanti di classe primarie e secondarie..tre settimane di sciopero consecutive contro gelmini di fatto tra ott-nov e dic 2009 da parte del pd e rifondazione ..sindacati….dove vivo io a Montelupo la giunta comunale è sostenuta da Pd Rc e Comunisti italiani!!..qui la Gelmini è amatissima!!..ho provato in assemblea pubblica a difendere le riforme della Gelmini..ovviamente ho preso del fascista senza se e senza ma..spero che il centrodestra voglia lavorare per un candidato alle regionali toscane..credibile ( e non scontro tra Totaro..Verdini..Matteoli..Migliori..Amato..)e che cominci a pensare con idee di governo locale in alternativa vera al potere PD..PS:le riforme che auspica Guzzetta qui le vedo molto difficili..

  4. Luca Cesana ha detto:

    Condivido la tua tesi, Carmelo.
    Detto questo Francesco Merlo non è nè stupido nè in malafede.
    Resta una delle migliori penne del non entusiasmante panorama giornalistico italiano; scrive benissimo e usa lo strumento della ragione piuttosto che la clava prediletta da diversi suoi colleghi (mi verrebbe in mente un Feltri ma sarà un caso).
    Poi si può ovviamente dissentire da alcune sue opinioni e, nello specifico, la penso come te.
    Piccola chiosa sulla Toscana: Marco Taradash!

  5. Fabio ha detto:

    x Luca: io leggo raramente Merlo,quindi non mi pronuncio sulla sua carriera, ma in questo specifico articolo mi sembra che lo strumento della ragione non sia stato molto usato. Manca proprio di buonsenso, è desolante…

  6. Nicolo' ha detto:

    In se’ non sarebbe un’idea stupida se in più venissero messi in campo altri strumenti per l’integrazione dei ragazzi. La scuola è la migliore fucina che abbiamo, ma non può fare tutto da sola, con i mezzi sempre più scarsi che si ritrova

  7. Alessandro Cascone ha detto:

    Diceva Lino Banfi: “una parola è poco, due sono troppe”

    occhio alla data dell’articolo:
    http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/41651/

  8. Gionata Pacor ha detto:

    Il bello è che all’occasione hanno attaccato la Gelmini anche quando si parlava di “classi ponte”, ossia di classi composte solo da stranieri, nelle quali si sarebbero tenuti corsi intensivi di italiano. Insomma… qualsiasi cosa dica la Gelmini si trovano gli argomenti per darle della fascista.
    Se Merlo pensa di saper fare meglio, si proponga come ministro della scuola. Vediamo se qualcuno lo prenderà in considerazione.

  9. Claudio Saragozza ha detto:

    Merlo,mente sapendo di mentire. Per chi ha dei figli e conosce da vicino la nostra scuola pubblica,non può che applaudire la Gelimini.
    Non conosco se Merlo abbia dei figli e se si,dove questi studino,ma so benissimo che chi difende in pubblico la scuola pubblica multiculturale e selvaggia,stile sezione CGIL come l’ha ridotta la sinistra,mandano poi in privato, i loro figli a studiare dalle tanto odiate suore Orsoline o in prestigiose scuole private tedesche,inglesi e svizzere. Parlo di Santoro,Rutelli,e compagniaccia varia.
    Io che non credo nella bontà della scuola pubblica,e che non ho il loro portafoglio invece sono costretto a mandare mia figlia si in una scuola privata,pagando una retta mensile di 200 euro,ma con una beffa e un danno:primo alleggerisco lo Stato dallo spendere soldi per mia figlia, e secondo pago di tasca mia per dare quello che lo Stato facendomi pagare le tasse,prometteva e mi garantiva di dare.
    Non dimentichiamoci poi il livello culturale del corpo insegnante ormai ridotto a militanti politici e non dimentichiamoci che l’inserimento dei non autoctoni nelle classi senza un’adeguata preformazione e preparazione ,livella,appiattisce e rallenta l’istruzione dei nostri figli. Checché Merlo o quei piccoli borghesi della Repubblica ne dicano.

  10. Luca Cesana ha detto:

    @Fabio, personalmente ho sempre letto i pezzi di Merlo fin quando scriveva sul Corriere, ora no, non comprando Reubblica…
    dico solo che è uno dei milgliori giornalisti italiani e mi riferisco allo stile più che ai contenuti (su quel fronte direi che Toni Capuozzo è imbattibile);
    francamente trovo fastidioso trasformare la contrarietà a una tesi in un giudizio sprezzante sull’autore; per es. dare di piccolo borghese a Merlo mi pare gratuito e inutile: perchè bisogna sempre ridurre in caciara qualunque discussione?
    questa progressiva decadenza del dibattito politico da bar sport è il peggior effetto del nostro bipolarismo immaturo in cui non ci sono avversario che si legittimano reciporocamente ma nemici da abbattere e demonizzare
    da una parte e dall’altra

  11. Alessandro Fanchin ha detto:

    Sono d’accordissimo con il ministro Gelmini. Intervengo però sul dibattito su Merlo: come lo studio del passato negli ultimi decenni insegna, uno dei capisaldi della “sinistra”, che deriva direttamente da Lenin, è l’idea per cui la verità non esiste, esiste solo quello che conviene dire. In questo clima di scontro non sulle idee politiche ma sul fatto che un governo, pur eletto, non sia degno di governare, non conviene a nessuno dei portabandiera dell’opposizione dire che un ministro de Governo Berlusconi ha fatto una cosa giusta (per di più qualcosa che non era stata dibattua fino ai consigli di quartiere).

  12. Carmelo Palma ha detto:

    Sono d’accordo con Luca. Non mi piace l’idea che denunciando il linciaggio della Gelmini da parte di Merlo si passi al linciaggio di Merlo, che non lo merita. Anche io, come Luca, penso sia in genere un ottimo giornalista, in questo caso sviato dal sospetto e dal pregiudizio.

  13. Alessandro Fanchin ha detto:

    Leggo ora il commento di Carmelo Palma. Condivido. Non conosco Merlo, dato che non leggo La Repubblica. Immagino però che il SOSPETTO ed il PREGIUDIZIO aiutino a non essere obiettivi.

  14. Fabio ha detto:

    @ Luca e Carmelo: in effetti avete ragione, più che altro perchè sono talmente pochi gli spazi su internet in cui il dibattito non tende a degenerare in litigata da bar sport, che è un peccato rischiare di rovinarli con giudizi di tipo personale. Quindi mi scuso per i termini che ho usato su Merlo. Fermo restando che il suo articolo mi sembra un’accozzaglia di stereotipi e di mezze verità…
    p.s. pienamente d’accordo su Capuozzo! :-)

  15. Alessandro Fanchin ha detto:

    Ho postato due commenti critici ma senza esagerare verso Merlo. Non mi sembrava di avere detto nulla di offensivo, anzi si tratta di commenti forse più ragionati di altri che vedo pubblicati. Mi dispiace che siano stati censurati.

    Era la prima volta che scrivevo qui.

  16. Euro Perozzi ha detto:

    Anche io sono rimasto basito nell’osservare alcuni commenti sulla regola del 30%. C’era, forse sabato, anche sul corriere una vignetta scorretta. La sensazione che ci sia una pulsione anti-gelmini non ragionata è netta. E’ giusto sollevare l’argomento. Occorre insistere. Perchè il limite del 30% è razzista? voglio vedere chi si arrampica meglio sui vetri?

  17. Alessandro Cascone ha detto:

    “Perchè il limite del 30% è razzista?”

    COSTITUZIONE ITALIANA

    art. 2
    La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”

    art. 10
    L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute (…)

    art. 34
    La scuola è aperta a tutti

    CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UNIONE EUROPEA
    (2000/C 364/01)

    Articolo 14
    Diritto all’istruzione

    1. Ogni individuo ha diritto all’istruzione e all’accesso alla formazione professionale e continua.

    Può bastare come motivazione ??

  18. Luigi Calabrese ha detto:

    @Alessandro: solo tu vedi l’attinenza di ciò che citi con una disposizione di indirizzo organizzativo e didattico: da quando evitare la Babele per salvaguardare la didattica è razzista?
    Basta applicare la regola dell’opposto al provvedimento del ministro per rendersi conto dell’assurdità delle obiezioni: CLASSI PER SOLI STRANIERI!
    Allora, che grida di “RAZZISMO” sentiremmo?
    In queste occasioni, la cosa migliore in Italia sembra non occuparsi delle cose, abbandonarle al caso e lasciarle degenerare, invece che decidere e organizzarle..
    Col provvedimento, la scuola resta aperta a tutti, il provvedimento non limita alcun diritto individuale, ma limita d è rivolto all’organizzazione delle strutture scolastiche nel formare le sezioni in funzione della conoscenza della lingua. Infatti non si applica agli stranieri nati in Italia e prevede eccezioni basate sulla conoscenza linguistica.

  19. Alessandro Cascone ha detto:

    @ Luigi Calabrese

    DOMANDA: cosa succederà a quei studenti stranieri che trovandosi fuori da quel 30% non troveranno classi disponibili “a portata di mano” accettabile per persone con limitate possibilità economiche e organizzative (in un paese con servizi sociali limitati e insufficienti) perchè la stessa Gelmini ha tagliato l’anno scorso decine di migliaia di maestri e migliaia di classi ?

    PS: integrazione da tener presente per l’eventuale risposta..

    art. 3 Cost
    “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

    E’ COMPITO DELLA REPUBBLICA RIMUOVERE GLI OSTACOLI DI ORDINE ECONOMICO E SOCIALE, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

  20. Alessandro Cascone ha detto:

    ..dimenticavo, qualcuno ha sollevato anche questioni di illegittimità anche per le disposizioni di indirizzo organizzativo e didattico ai sensi dell’art. 33 Cost.

    http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=P7IY5

  21. Alessandro Cascone ha detto:

    per finire se veramente si vuole “occuparsi delle cose, abbandonarle al caso e lasciarle degenerare, invece che decidere e organizzarle..” si istituiscano corsi aggiuntivi a quelli già esistenti esclusivamente di lingua italiana per stranieri. IUl vantaggio è triplice: si evita di fornire tanta manodopera a costi miseri alla malavita (vedi Rosarno), si da lavoro a tanti maestri italiani e si creano fututi cittadini che possono contribuire a dare ricchezza all’economia italiana.
    Così facendo si prendono tre piccioni con una fava, anche se due di questi piccioni sono stranieri ;-)

  22. Fabio ha detto:

    x Alessandro Cascone: ti invito a considerare la situazione attuale. Se in una classe ci sono il 90% degli alunni stranieri è PROVATO (parla con i docenti, o cercati i test) che l’apprendimento ne risente. Per ovvi motivi, primo tra tutti quello linguistico, ma anche culturali (ad es. i cinesi appena arrivati spesso non fanno i compiti a casa perchè devono aiutare i genitori nelle loro attività, etc.). Ora, sappiamo bene che se l’apprendimento alle elementari o alle medie è carente, le speranze di frequentare con successo le superiori calano drasticamente, per non parlare dell’università. Secondo me dare contro alla proposta della Gelmini significa favorire il razzismo: perchè mantenendo queste classi ghetto impedisci ai figli degli immigrati di integrarsi, e anche di tentare la scalata sociale attraverso lo studio!! Significa incatenarli, a vita, alla classe sociale e al lavoro dei genitori! Non è incredibilmente illiberale questo genere di status quo? Ed è proprio quello che è successo, per dire, in Francia nelle Banlieues…

  23. Alessandro Cascone ha detto:

    Fabio, poniti una domanda:
    Cosa significa, da un punto di vista demografico, che in una scuola ho il 90% di alunni stranieri (tenendo conto che per ogni alunno ci sono almeno “altri” due adulti) ?

  24. Fabio ha detto:

    ovviamente, significa che siamo di fronte ad un ghetto o ad un potenziale ghetto. Ma proprio per questo la norma della Gelmini assume legittimità: poi è ovvio che ci vorrà una copertura finanziaria, ma francamente questo mi sembra il problema minore. Sulla tua proposta, mi sembra valida, ma ricorda molto le “classi di inserimento”, che qualche mese fa il PD indicò come “abiette”!! allora, ammettiamo che c’è un pregiudizio ideologico sulle proposte PDL-Lega? Possibile che siano tutte razziste, in qualunque senso esse vadano??

  25. Alessandro Cascone ha detto:

    ghetto s.m. estens., area urbana in cui vivono MINORANZE socialmente o razzialmente emarginate

    (tratto dal Dizionario Italiano a cura di Tullio De Mauro)

    DOMANDA n. 2
    secondo te il 90% di alunni stranieri, per ognuno dei quali come scrivevo ci sono almeno due adulti, è una MINORANZA ??

  26. Fabio ha detto:

    non capisco la tua domanda: nelle scuole del ghetto di Varsavia quale era la percentuale di alunni di stirpe ebraica? probabilmente 80-90%. Neanche quello era un ghetto quindi?

  27. Alessandro Cascone ha detto:

    Fabio, il problema non è un quartiere di una grossa città dove se non rientri in quel 30% basta che esci dal quartiere e trovi, SEMPRE IN CITTA’, un altra scuola che non ha raggiunto la quota 30. Il problema sono le piccole città che finiscono alla fine del quartiere e che costringerebbero la famiglia del bambino straniero a cercare anche a diverse decine di km (nella migliore delle ipotesi) un’altra scuola dove non si sia raggiunta la quota del 30%.
    Ma è tanto difficile capire il problema ?

  28. Fabio ha detto:

    Giusto, il problema del trasporto è reale, anche se secondo me non così grave come lo dipingi. Riconosco però che esiste. Il punto è che qui però usciamo dalla tematica del razzismo, visto che è un problema che hanno già dovuto affrontare parecchie famiglie italiane abitanti nelle zone di montagna che hanno visto, negli ultimi 10-15 anni, la chiusura/accorpamento di una marea di piccole scuole. E lo stesso vale per certe zone di pianura a bassa densità abitativa (alto ferrarese/rovigotto, etc.). Quindi, se vogliamo parlare di problemi pratici come questo mi sta bene, ma non parliamo, ripeto, di razzismo o discriminazione. Anzi, se questo provvedimento non dovesse passare per i motivi (pur giustissimi) da te esposti sarebbe una discriminazione verso quelle famiglie italiane che hanno dovuto sobbarcarsi l’onere di una scuola disagiata (tra l’altro, si tratta spesso di famiglie a basso reddito, abitanti in zone depresse).

  29. Alessandro Cascone ha detto:

    il problema non è solo il trasporto inteso come “mezzo” ma anche per quello che comporta, primo tra tutti il tempo necessario per accompagnare il figlio a scuola dovendo marcare un cartellino e non avendo nessuno che ti puo’ dare una mano. Chi come me ha figli piccoli, tra cui uno in età scolare, sa cosa significa, ed io il cartellino non lo devo timbrare, facendo un lavoro autonomo. Gestire una famiglia, soprattutto senza aiuto nè dello Stato (vedi paesi del nord europa) nè della famiglia e/o babysitter varie il decreto Gelmini diventa razzista perchè crea differenze pratiche e concrete e le crea solo ad una parte sociale. Francamente non credo che la Gelmini abbia una cultura razzista ma DI FATTO, con il suo decreto, si comporta da tale. Non ne faccio una questione di posizione politica nè tantomeno di pregiudizio verso una persona (la Gelmini) anche se non la stimo. Spero di aver chiarito il mio pensiero.

  30. Alessandro Cascone ha detto:

    come sempre dimentico…l’età avanza..

    sulla questione famiglie italiane che vivono condizioni disagiate, tipo per quelle che vivono in montagna, condivido ma ti faccio osservare che proprio la Gelmini con la riduzione delle classi e dei docenti per l’anno 2009-2010 ha contribuito non poco se non a crearlo il problema in quanto parzialmente già esistente sicuramente ha contribuito ad aggravarlo.

  31. Alessandro Fanchin ha detto:

    Caro Alessandro Cascone, mi sembra che tu veda la realtà con uno specchio deformato… un po’ come quelli che dicevano che il Muro di Berlino serviva a contenere l’imperialismo del Mondo Occidentale (cioè anche tu ed io). Mi scuso per il paragone che può essere trovato sgradevole, ma è solo per farmi capire. Tra l’altro, perché tu hai la foto? Posso mettere anche la mia?

    Tornando alla nostra discussione, mi sembra che tu non veda una cose che per me è di una ovvietà abbacinante:

    Lo SCOPO per cui la norma Gelmini è stata scritta è quello di IMPEDIRE che si creino delle classi ghetto per volere delle Direzioni Didattiche, sotto la spinta dei genitori “bene”. Parlo per esperienza diretta. I genitori “bene” infatti arrivano senza problemi a fare delle offerte in denaro per le migliori cause, purché poi la Direzione Didattica inserisca i figli nella classe desiderata. Questo è il modo con cui si formano le classi ghetto! Lo so perché potrei far parte della classe di genitori “bene”, ma per mia fortuna sono tra quelli con cultura liberale (a volte anche Radicalmente liberale).

    La norma di indirizzo Gelmini permetterà alle Direzioni in buona fede di avere una scusa per evitare questo, e impedirà a quelle in malafede di fare il danno.

    E’ ovvio che le scuole in cui la norma non potrà essere applicata, applicheranno lo spirito della norma stessa. Voglio dire che in scuole in cui la percentuale di extracomunitari sia superiore al 30% in media, magari faranno delle classi in modo che gli extracomunitari per classe siano al massimo il 45%, eccetera.

    La norma NON è stata scrita certamente affinché un bambino possa essere allontanato da una certa scuola. Sono pronto a scommetterci una cena all’Harry’s Bar, a spese mie. A Venezia, a Primavera.

    Tutto questa discussione si sarebbe evitata se anche qui come nei paesi anglosassoni (e in tutte le aziende), si scrivesse il MOTIVO per cui si scrve una certa norma, prima di scrivere la norma in dettaglio. In questo modo non si cercherebbe più di interpretare la norma, ma la sua interpretazione sarebbe subito chiara.

  32. francesco zaffuto ha detto:

    La nota sul tetto al 30% di stranieri in una singola classe del Ministro Gelmini, nei fatti è firmata da uno dei suoi primi dirigenti il dott. Mario G. Dutto, già direttore scolastico della regione Lombardia. La nota è ben articolata per l’applicazione del tetto e ci sono anche margini di flessibilità per la sua applicazione. Era necessaria una assunzione di responsabilità del ministero su questo problema e c’è stata. In settembre 2009 si rilevavano in alcune scuole di Roma e di Milano esistevano situazioni di questo tipo: alla Lombardo Radice di Milano 93 iscritti stranieri su 96 (solo tre italiani), alla Carlo Pisacane di Roma 178 iscritti stranieri su 184 (solo sei italiani). Un fenomeno di questo genere non si può considerare un buon fenomeno di integrazione. Il problema sono invece i corsi di alfabetizzazione: si fa riferimento alla cosiddetta quota di flessibilità dell’autonomia scolastica del 20%, ai progetti mirati, ai moduli, a iniziative pomeridiane, ed anche a corsi propedeutici nei periodi giugno/luglio/settembre. Nei fatti tutta l’esperienza del dott. Dutto è stata messa in campo per dire che bastano le sole risorse che la scuola ha in questo momento e che non ci saranno altre risorse finanziarie aggiuntive. A questo punto non si capisce come si può fare il miracolo. Alla fine pare che il carico se lo debbono assumere gli insegnanti. Ma gli insegnanti il carico se lo erano già assunto e non potranno fare nuovi miracoli.
    francesco zaffuto http://www.lacrisi2009.com

  33. Alessandro Cascone ha detto:

    è interessante notare che le scuole prese a riferimento, almeno come riportato da Francesco Zaffuto, sono in due delle più grosse città italiane: Roma e Milano. Chi ha la pazienza di rileggere i miei post precedenti a questo, Alessandro Fanchin in primis, capirà non solo le ragioni del mio dissenso e quanto questo sia tutt’altro che campato in aria ma anche perchè non mi è mai capitato di pensare che il Muro di Berlino serviva a contenere l’imperialismo del Mondo Occidentale

  34. Alessandro Fanchin ha detto:

    Ok il muro di berlino era solo per fare un esempio di visione deformata. Vedo che hai cambiato la tua foto, e vedo però anche che non hai scritto una parola sulla tesi da me sostenuta, caro omonimo!

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