A Rosarno non è solo l’immigrazione, ma l’Italia a essere illegale – AUDIO

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl

A Rosarno non è solo l’immigrazione, ma l’Italia a essere illegale. I fatti di Rosarno parlano di una schiavitù tollerata e visibile, dello sfruttamento criminale del lavoro da parte della criminalità organizzata, padrona delle istituzioni locali e dell’economia legale, di una situazione di degrado e di vera e propria schiavitù documentata, per anni, da organizzazioni umanitarie come Médecins Sans Frontières e  testate giornalistiche nazionali e internazionali, a partire dalla BBC.
Gli africani di Rosarno sono lavoratori, irregolari ma lavoratori. Se vogliamo le buone arance di Calabria allora dobbiamo trovare il modo di assicurare che la manodopera, pur a basso costo, sia fatta di lavoratori regolari e non di schiavi, sapendo che, in ogni caso, saranno per la gran parte stranieri.
Il meno che si possa dire, dunque, è che sono del tutto pretestuose e strumentali le polemiche sulla cittadinanza per gli stranieri o sulla necessità (che è reale) di adeguare gli ingressi di lavoratori immigrati alle esigenze del sistema produttivo italiano.

Fonte Radioradicale.it Licenza 2.5 Ita


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

2 Responses to “A Rosarno non è solo l’immigrazione, ma l’Italia a essere illegale – AUDIO”

  1. Alessandro Cascone ha detto:

    chi è deputato (e non solo per titolo) a fare gli interessi del nostro paese, della nostra nazione, deve cominciare ad avere il coraggio di dire quello che la gente oggi soprattutto (in periodo di crisi) non vuol sentirsi dire e spiegare chiaramente che gli stranieri in Italia devono essere accettati non solo per motivi umanitari, avendo come paese un grosso debito con il mondo in fatto di emigrazione (quasi 4 milioni soltanto nel periodo 1881-1911), ma anche per motivi di politica economica dato che non pochi settori della nostra economia, agricoltura in primis, oggi sopravvivono esclusivamente grazie al lavoro dei cosiddetti “stranieri”. Che poi vorrei sapere oggi straniero chi è: chi ha una cittadinanza diversa o chi ha una mente diversamente abile.

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