Un anno e mezzo fa il Governo avanzava le prime proposte per il ritorno al nucleare. La prima milestone è stata posata a luglio scorso, con l’approvazione di una delega che ora il Governo si appresta ad esercitare per disciplinare, entro il termine fissato per il 15 febbraio prossimo, l’iter di individuazione dei siti nucleari e di autorizzazione degli impianti.

Dalle informazioni disponibili, lo schema di decreto legislativo conferma la volontà del Governo di procedere con cautela, per far salvi gli interessi pubblici coinvolti e comporre i difficili equilibri politici, che già negli ultimi mesi si sono rivelati faticosi, anche in seno all’esecutivo, come dimostra il caso dell’Agenzia di Sicurezza Nucleare, dal principio contesa tra Ministero dello sviluppo economico e Ministero dell’ambiente.

A gennaio le commissioni parlamentari e la Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti Locali) si troveranno in parallelo ad esaminare un decreto, che, nel riavviare la “macchina del nucleare”, individua e appronta strumenti utili a creare consenso o almeno a mitigare il dissenso nei territori su cui insisteranno gli impianti.

Il primo pilastro della costruzione normativa è la concertazione tra Governo centrale da un lato e Regioni ed enti locali dall’altro. Il primo banco di prova è la predisposizione della strategia nucleare del Governo. A seguire, il doppio passaggio individuazione dei siti – autorizzazione. Gli enti locali e le Regioni sono chiamati ad esprimere pareri e osservazioni a distanza di tempo e in sedi diverse sulle medesime questioni: è così privilegiato il dialogo costante tra centro e periferia, anche a scapito della semplificazione delle procedure.

Il favor dimostrato per il metodo concertativi si ripercuote nei tempi del procedimento. Possiamo, infatti, stimare che i primi decreti autorizzativi potrebbero essere rilasciati nella primavera 2013, praticamente allo scadere dell’attuale legislatura.
Il secondo pilastro è la concessione di benefici a persone, imprese e enti locali. Le compensazioni hanno raddoppiato il loro valore, pari a 3000 euro per MW sino a 1600 MW di potenza installata, maggiorata del 20% per potenze superiori e a 0,4 euro per MWh di elettricità prodotta e immessa in rete.

Ma la vera grande novità è rappresentata dalla destinazione del 60% delle compensazioni direttamente a imprese e persone, mediante riduzioni di imposte; un riconoscimento parziale al fatto che sono i privati proprietari a subire un pregiudizio patrimoniale, dato non tanto dai rischi per la salute, superabili dalle moderne tecniche e dagli standard impiegati, quanto per il rischio percepito, che può causare un deprezzamento degli immobili circostanti l’impianto.

Il terzo pilastro è la trasparenza e la diffusione delle informazioni sulle attività nucleari, mediante una campagna di informazione nazionale e il lavoro di monitoraggio e raccolta di dati di comitati istituiti all’uopo nelle regioni che ospiteranno gli impianti nucleari.

Al fine di neutralizzare le forti spinte nimby contrarie al nucleare, quindi, è stata sacrificata la snellezza dell’iter che porta dalla predisposizione di una strategia nazionale all’autorizzazione della singola centrale. L’iter è spezzato laddove la certificazione del sito precede l’avvio dell’iter di autorizzazione dell’impianto e questo rende ancora più articolato e lungo il cammino di ritorno al nucleare.

La sfida che il Governo ha di fronte è chiara: se la macchina messa a punto funziona nei suoi ingranaggi, il tempo speso in carte, accordi, pareri e intese potrà dirsi speso bene e per la fine della legislatura avremo i primi provvedimenti di autorizzazione. Altrimenti, occorrerà ripensare gli equilibri instaurati, magari comprimendo e sintetizzando le fasi concertative, per privilegiare il dialogo diretto con le popolazioni e i privati cittadini. Va, infatti, ribadito con forza il loro status e ruolo di destinatari delle compensazioni e di elettori, che con il loro voto possono consapevolmente influenzare le amministrazioni locali, anche in senso anti-nimby (o pimby: please in my back yard).