E’ il Giornale o ‘Scherzi a parte’? – AUDIO

– Se fossi un leghista doc acquisterei tutte le mattine il Giornale per cominciare bene la giornata. Farei il tifo per una testata che quotidianamente alimenta ad arte lo scontro interno al mio vero concorrente elettorale, ancorché alleato, cioè il PdL; e che scontro! Quello tra Berlusconi e Fini. Che poi, per attaccare il Presidente della Camera, si inventino di sana pianta paralleli con la gestione immobiliare di Di Pietro, che manco la Padania si sognerebbe…..al massimo mi convincerà che non è più necessario acquistare il quotidiano lumbard.Non sulla Padania, del resto, ma sul Giornale, infatti, capita di leggere in prima pagina a nove colonne “Fermiamo gli immigrati islamici”: se questo è il problema, cioè fermare non i terroristi e gli integralisti, ma gli immigrati di fede islamica, allora ci sono Borghezio e la Lega; chi altro se no?

Non solo, leggere che sul principale quotidiano del centrodestra si chiede di “mandare a quel paese” il Presidente della Camera per le sue posizioni sull’immigrazione mi manderebbe in brodo di giuggiole: se nel centrodestra italiano non può avere cittadinanza una visione dell’immigrazione liberale e moderata, consona a quella dei grandi partiti del PPE e diversa da quella leghista, allora prima o poi in molti elettori di centro-destra finiranno per votare direttamente la Lega di Bossi, o no?

Vedendo infine che il Giornale accetta senza fare un plissé che il nord produttivo vada alla Lega con le prossime elezioni regionali – salvo l’eccezione del formigoniano Formigoni– mentre spara a palle incatenate sull’innovativa candidatura pidiellina della Polverini, rea di intelligenza con il nemico finiano, penserei che questi del PdL giocano a sfasciarsi e che in futuro il centrodestra sarà del Bossi e di quel simpaticone del Calderoli.

Tutto questo, se fossi leghista….
Ma siccome sono un deputato del Popolo della Libertà che sostiene Berlusconi da tempi non sospetti (quelli che vedevano il Cavaliere destinato a sicura sconfitta) e che crede nella costruzione di un forte partito europeo e riformatore nel solco delle grandi forze del Partito Popolare Europeo, al mattino leggo il Giornale e mi chiedo se siamo su “Scherzi a parte”.

Fonte Radioradicale.it Licenza 2.5 Ita


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

55 Responses to “E’ il Giornale o ‘Scherzi a parte’? – AUDIO”

  1. Eh già nemmeno io condivido la linea del Giornale, non credo sia utile in realtà.
    Che tristezza però per un Veneto come me aver visto che nemmeno l’ala meno filo-leghista del Pdl ha fatto molto per evitare la svendita della mia Regione alla Lega Nord….

  2. luciano ha detto:

    lo scontro nel pdl è uno scontro tra bande: da un lato si preferiscono candidare leghisti perchè più fedeli, dall’altro l’ala che si dice liberal-liberista sostiene una sindacalista per rafforzare le proprie posizioni e le proprie truppe nel partito.
    io preferirei delle correnti che si distinguessero sulle idee e su basi programmatiche diverse.

  3. Giuseppe Pezzotti ha detto:

    Il comportamento di Feltri è ormai incommentabile. Legista al nord, vetero democristiano al centro-sud (territorio di cui chiaramente al direttore poco importa). Il Giornale è un foglio nel quale si rispecchia bene la massaia di Seregno o di qualche sperduto anfratto della bergamasca, per il resto c’è poco da dire. Le ultime uscite sul Presidente Fini, su Renata Polverini (ma da quando Feltri tira la volata al partito di Casini? Ha sentito puzza di bruciato al Giornale e spera in un ingaggio al Messaggero?), e sulla crisi che non c’è tranne che per gli sfaticati denunciano chiaramente lo stato di difficoltà. Il suo continuo soffiare sul fuoco dell’islam è un altro rpoblema. E in tutto questo la proprietà sta facendo una figura pessima: da’ l’idea di essere sotto schiaffo o sotto ricatto, forse proprio dei falchi interni al partito, il PDL, che come colonnelli si trova Gasparri e Cicchitto… La letterina della controfigura di Marcorè per il nuovo anno ci parla di taglio di rappresentanza spacciato per parlamento funzionale, che insieme alla legge elettorale “porcata” mi farebbe volentieri prendere in considerazione un eremo dove chiudermi finché quest’incubo non fosse passato.

  4. Angelo ha detto:

    Benedetto caro, va bene tutto e in politica spesso – e purtroppo – i posizionamenti debbono schiacciare le convinzioni. Ma che tu mi difenda la Polverini… una che scrive del “fallimento” del thatcherismo, che si dichiara socialista, che propugna il corporativismo (anche) delle quote rosa… E che, ricordiamo, se vince andrà a governare una regione che per via del deficit sanitario è OBBLIGATA a tagli dolorosi nel settore – e a proposito, con un governatore del Pdl Sacconi sarà intransigente come lo è stato con Marrazzo? – ecco, che tu difenda Renata è, scusami, poco serio.

  5. bill ha detto:

    Chiedo scusa, ma siamo liberali e liberisti, o stiamo diventando qualcos’altro?
    Nessuno pretende che una sindacalista non faccia il suo lavoro, e cioè difendere le istanze di chi rappresenta, solo che un piccolo particolare va rilevato. E cioè, che quelle istanze si difendono con il libero mercato, con una rivisitazione del welfare che abbia poco a che fare con l’assistenzialismo, con una riduzione delle aliquote fiscali (per tutti, non solo per i dipendenti).
    Tutto ciò, nel profilo politico della Polverini, c’è? Perchè io, mi scuserete, non me ne sono proprio accorto, ed anzi ho sentito diversi luoghi comuni sul capitalismo, tanto tanto cattivo..
    Se poi l’innovazione sta nel fatto che sia una donna, è l’ennesimo luogo comune che anche se non ripetiamo noi, magari, va bene lo stesso.
    Quanto all’immigrazione, adesso vorrei che qualcuno, lo dico senza ironia, mi spiegasse l’urgenza di accorciare i tempi che occorrono ad un lavoratore straniero per ottenere la cittadinanza italiana.
    Dal punto di vista della tutela sociale, la cittadinanza è inutile.
    Per i figli di immigrati nati in Italia, ottenere la cittadinanza italiana a 18 anni combacia con la possibilità di voto.
    Ora, siete sicuri che i lavoratori stranieri non vedano l’ora di votare per il parlamento italiano, e che soffrano terribilmente per questa attesa? Ma soprattutto, siete così sicuri che sia un problema urgentissimo, per il quale valga la pena affrontare oggi, adesso, lunghe quanto evitabili tensioni nella maggioranza?
    Sapete bene che non è così, mentre sento un silenzio assordante da parte di tutti, e pure vostra, sulla riforma fiscale, che è la prima delle riforme. POI si potrà discutere di altre mille cose.
    Poi, sfottete pure la lega (senza la quale ve ne stareste buoni buoni all’opposizione), ma mentre in tutto il globo si intensificano i controlli alle frontiere, fare finta che l’immigrazione dai paesi islamici non sia un qualcosa da monitorare con particolare attenzione, francamente, mi sembra un pò fuori dal mondo. Purtroppo, viviamo in questo mondo, e non nel paese delle meraviglie.
    Di solito, per integrarsi, bisogna volerlo in due. E la cittadinanza non risolve questo problema: in Francia ed in Inghilterra spesso e volentieri i protagonisti di azioni violente, connotate politicamente, sono figli e nipoti di immigrati, e con tanto di cittadinanza.

  6. Carmelo Palma ha detto:

    Lo dico qui, e avremo modo di discuterne. Ma attaccare la Polverini (che è meno scontata di come la si vorrebbe fare apparire) per un deficit di cultura e di proposta politica liberale sarebbe coerente e rispettabile se si sottoponesse ad un uguale esame qualunque candidato governatore. Sarebbe un bel gioco e non durerebbe poco. Se questa “radiografia” intransigente riguarda invece solo la Polverini e non Cota o Zaia, non si chiama critica politica, ma gioco delle tre carte.

  7. Angelo ha detto:

    Riguarda tutti, Carmelo. Ma a parte che la Poverini mi pare pure peggio della media, resta che ognuno di noi vota in una sola regione. Io proprio nel Lazio: e di Feltri mi frega poco ma la Polverini non la voto neanche se mi pagano

  8. Alessandro ha detto:

    SI Zaia non sopravviverebbe a un esame del sangue liberal-liberista. Certo. Ma non è questo il punto. Il punto è che La Polverini farebbe andare in tilt gli emorilevatori! Dai, una brava donna per carità, ma una sindacalista di zero cultura economica, zero contatto con l’imprenditoria, zero di tutto. Quindi il commento giusto sarebbe: che sfiga! costretti come sono i liberal liberisti ad aggrapparsi a Fini nel PDL si devono sorbire anche la Polverini. Che poi sull’immigrazione Fini abbia alcune (non tutte) le ragioni non vuol dire che questo lo assolve dal compito di fare i conti col mercato. Qualcosa di vagamente positivo lo si intravede (con buona volontà) nel suo libro, ma ci vuole chiarezza, altrimenti avremo un Philippe Seguin (per chi se lo ricorda) qualsiasi. Siamo d’accordo, il Giornale è illeggibile, ma bisogna uscire con proposte politiche liberiste in economia a tutto spiano e i pur condivisibili articoli che si leggono su Libertiamo non sono sufficienti. Auguri.

  9. alfercap ha detto:

    Politicanti sinistroidi in accattonaggio di voti da pescare tra gli invasori, preti che hanno tradito la vera fede, imprenditori che vogliono lavoratori in nero da sfruttare, la Coop che vuole nuovi clienti….etc. etc.
    Io non voglio avere nulla a che spartire con costoro, meglio cento volte un Borghezio o un Calderoli (di un Fini per esempio).
    Ah, dimenticavo: a proposito di dialogo e convivenza tra cristiani e islamici in Danimarca hanno tentatao ancora di ammazzare l’autore delle famose vignette su Maometto.

  10. Andrea B ha detto:

    In ogni caso oggi su “Il Giornale” Veneziani dice che è colpa di Fini se la Lega supererà il PDL.

    Francamente non capisco il motivo di tanta preoccupazione ( se non uno spunto qualunque per dare addosso a Fini) in quanto il PDL è già molto leghista nei contenuti.
    Da partito laico, liberale e moderno siamo finiti al Dio (a volte celtico, a volte no), Patria (ma la piccola patria, l’ “heimat” delle valli lombarde) e Famiglia ( ovviamente solo quella tradizionale e possibilmente con coniuge non straniero).

  11. Nicola R ha detto:

    Vi prego, da liberale-liberista-libertario (di quelli che fecero parte dei Riformatori Liberali, per intenderci), non posso leggere la difesa a prescindere della Polverini. In questo caso (e in pochissimi altri) sto con Feltri. E non mi interessa se il direttore del Giornale la attacca perchè finiana. Le accuse mosse alla sindacalista sono vere, purtroppo.
    Non ci è mai interessato il motivo per cui si sostengono principi liberali: perchè mai ora dovremmo fare una distinzione per Feltri?
    Se porta avanti i nostri ideali, ben venga anche lui. Anche se solo a intermittenza. E’ lo stesso principio che vi spinge a stare vicini a Fini, no?

  12. vittorio ha detto:

    Francamente mi delude molto questo intervento di Della vedova. Il punto è che la Polverini è una socialista e si definisce pure anti liberista. Presentarla come candidata in un partito come il PdL mi sembra un vero insulto alla base elettorale. Chi l’ha proposta (Fini) dimostra un bel po’ di incoerenza, per non dire altro. La mia impressione è che la Polverini è stata candidata alla regione Lazio per opportunità politica dei finiani. E c’è anche qualcuno che pensa molto peggio di questo con riferimento alla sanità laziale. Questa difesa di Della Vedova mi lascia basito. Ma avete sentito che cosa pensa la Polverini? Ma andiamo. E’ improponibile. Non si può essere liberisti quando fa comodo e a fasi alterne. A ogni persona con idee liberiste la Polverini dovrebbe far venire il mal distomaco. Questo è il punto. E meno male che c’è Feltri, uno dei pochi che ricorda il rispetto verso gli elettori.

  13. roberto ha detto:

    Rispondo a Bill che dove la Lega ha governato ha fatto male e si è attribuita meriti non suoi.
    Per quanto riguarda l’immigrazione in Francia la presenza di cittadini stranieri è dovuta più a un passato coloniale che non a politiche d’immigrazione.

  14. roberto ha detto:

    Non capisco gli attacchi alla Polverini e non a Cota o Zaia? Non saranno diventati liberali anche loro!?
    Inoltre ricordo che in passato anche Feltri attaccava Berlusconi.

  15. bill ha detto:

    Roberto: la Lega avrà fatto male, ma intanto dove governa ha percentuali bulgare. Sono tutti scemi, gli elettori di quelle lande?
    Non sono per caso le zone a più intensa presenza di pmi e partite iva? Tutti socialisti? Io non sono leghista, non mi piace l’antimeridionalismo a prescindere ed altre beceraggini. Non mi piace la partitocrazia, che si presenta con la stessa facciaccia sotto le diverse bandierine, quella leghista compresa. Questo però non mi fa condannare a morte un movimento che, con tutti i suoi difetti, è stato il primo a capire il profondo malessere di una fetta d’Italia, la più produttiva, presa per i fondelli e per la tasche per decenni. Che poi, ancora, la si voglia mettere su sciocchezze patriottiche o pseudocostituzionali, piuttosto che cianciare di razzismo ( ci nsi faccia un bel giretto i n qualche periferia, e poi si reciti un bel mea culpa per quello che NON si è fatto negli ultimi vent’anni, piuttosto) significa che non si è capito niente di niente.
    Aggiungo che, personalmente, mi auguro che davvero il federalismo, nonostante i vari Fini, Casini e compagnia cantante ci provino a fermarlo, vada finalmente in onda. Invece di predicare la bontà universale e il bon ton istituzionale, pensino ad abolire le province (per questo potrebbe polemizzare con la lega..), e ad abbassare le cifre che i partiti, i loro in testa, ci fregano impunemente. E, se lo volessero mai capire dalla via che non hanno speso una parola in proposito, glielo dico alzando il tono, A FARE LA RIFORMA FISCALE. Il resto sono chiacchierette.
    Comunque, mille volte meglio i leghisti che qualche cialtrone postdemocristiano e/o postcomunista, con le loro ridicole nostalgie di quella autentica schifezza postfascista e corporativa che è stata la prima repubblica (e che fa di tutto per resistere anche nella seconda, purtroppo riuscendovi).
    In secondo luogo, so bene da dove vengono gli stranieri che risiedono in Francia. E infatti, nonostante diversi benefici che hanno avuto proprio per il passato colonialista, una bella fetta dei loro figli e dei loro nipoti detestano il paese in cui vivono.
    C’è qualcosa che possa far pensare che da noi si avrà uno sbocco diverso? Perchè siamo più buoni e belli dei francesi? Perchè, dando loro la cittadinanza in cinque anni (cosa fra l’altro possibilissima in un diverso contesto storico, magari a terrorismo debellato), si pensa di ottenere oggi qualcosa di importante?
    @ Carmelo Palma:
    sicuro che di liberali e liberisti ce ne è pochi in circolazione. La Polverini, ahimè, non lo è neanche in parte infinitesimale. Allora vorrei capire: cos’ha di diverso, e di migliore, rispetto ai vari statalisti in circolazione? E perchè mai avrebbe caratteristiche innovative, quando invece rappresenta il sindacalismo più vecchio, quello che fa accordi erga omnes rappresentando percentuali irrisorie di lavoratori? Ergo: chi la voterà, lo farà perchè dall’altra parte c’è il nulla sottovuoto spinto. Che poi si pretenda pure un entusiastico “alleluia”, beh, mi sembra eccessivo.
    PS: Guardate che la stessa stizza mi prende quando sento le sciocchezze di un De Benedetti, che vuole tassare le “rendite” per detassare il “lavoro” (povero ciccio..). Ho l’idea che la Polverini sia di quella pessima scuola.

  16. Giordano Masini ha detto:

    Il PdL è (o dovrebbe essere) un partito a vocazione maggioritaria.
    E, come dimostra la politica del governo, la componente liberale deve fare ancora (purtroppo) molta strada. Da questo non si può prescindere quando si discutono le candidature. Allora, come metodo, va detto che nel Lazio è stata scelta comunque la candidatura più forte (almeno sulla carta). Si può dire lo stesso in Veneto?

  17. Marco Maiocco ha detto:

    Bill, gli elettore della lega non sono tutti scemi (ci mancherebbe), sono però culturalmente rozzi, con un orizzonte che non va oltre quello del paesino e della fabbrichetta, che sta su solo evadendo le tasse… Vuoto pneumatico addizionato di latente (?) fascismo

  18. vittorio ha detto:

    Sinceramente mi sembra risibile parlare di Zaia per giustificare la Polverini. Primo Zaia è un candidato della Lega e rispecchia quel partito. Inoltre mi sembra naturale che vi sia un’alternanza con la Lega visto che localmente questa ha una percentuale di elettori quasi pari a quella del PdL (e fra l’altro si corre il richio che essa diventi primo partito in Veneto, non già per Zaia, ma per quel “liberalismo” sinistroide e da salotto di alcuni). La Polverini invece è una socialista, antiliberista. Fa parte di quella casta sindacale che ha messo in ginocchio l’Italia con la spesa pubblica ed è l’emblema di quello che il liberismo economico dovrebbe combattere. Zaia è compatibilissimo con l’elettorato di centro destra. La Polverini invece è compatibile al massimo con Rifondazione Comunista. Quello che veramente mi sorprende è che i cosiddetti liberali-liberisti del PDL facciano sentire la loro voce per piaggeria verso Fini piuttosto che per contestare la Polverini stessa. A questo punto penso che sia ora di fare chiarezza. Nel PdL ci sono sì liberisti ed è quanto mai necessaria la loro presenza. Ma libertiamo non mi sembra li possa rappresentare.

  19. vittorio ha detto:

    E tanto meno Fini.

  20. bill ha detto:

    Marco: io penso che l’elettorato leghista sia un qualcosa di composito, cosa peraltro comune a tutti i partiti. Perciò, senz’altro ci sono elementi culturalmente rozzi, così come ci sono persone in gamba. Maroni per me è uno dei migliori ministri, lo fu anche nell’altro quinquiennio, e non mi pare una persona rozza. Detto poi fra parentesi, io ringrazio vivamente chi pensa alla sua fabbrichetta..
    Ma guardate che il paese è quello che è: se ascoltate il grosso dei militanti del PdL o dell’UdC, pensate di trovarvi di fronte a dei fini pensatori? Oppure, provate ad ascoltare i militanti, o anche solo i simpatizzanti della sinistra: anche lì trovate un mare di insulsaggine, e persone invece (poche, eh) interessanti (non penso che uno Iachino sia un minus habens..). Non oso pensare ad uno che vota Di Pietro..
    Ora, quello che mi sfugge è questa improvvisa infatuazione per Fini, nel momento in cui sta giocando una partita affatto chiara, basata su provocazioni alquanto discutibili. Non è che, oltretutto smentendo la sua attività politica ultravenennale e senza neanche dire che si era sbagliato, basti dirsi a favore della ricerca sulle staminali piuttosto che contrario all’attuale legge sul fine vita perchè, olè, si sia diventati liberali (e liberisti..). Sdraiarsi poi sulle tematiche dei progressisti sulla cittadinanza breve, senza spiegare neanche perchè se non buttarla su luoghi comuni tipo razzismo (tutto da verificare), e su una mentalità pseudo-aperta fatta di banalità spacciate per verità incontrovertibili (ma stabilito da chi e quando?), io lo trovo solo conformista.
    Parliamoci chiaro: il centrodestra ha senso se davvero si pone come alternativa reale alla situazione esistente. Non basta gestire bene le emergenze (terremoto, immondizia), nè tenere a bada i conti pubblici durante la crisi. Tutto bene, ma ci vuole altro. E quest’altro non sono i pacs, non è una legge sul fine vita ( è una scemenza, voluta da Englaro: era molto meglio non avere alcuna legge), non lo è nemmeno una pillola abortiva: è creare uno stato leggero, buttarlo fuori dal ruolo di attore economico, abbassare le tasse, attuare il federalismo, tagliare drasticamente il moloch della spesa pubblica, privatizzare a man bassa. Riformare la struttura dello stato: lo vogliamo fare, o dobbiamo aspettare ancora un decennio di mossette e di ridicole imbronciature dei vari partitocrati?
    Se ciò non succede, e io penso che la componente di AN giochi un ruolo da protagonista nel frenare sempre e comunque, ti saluto PdL. E sarebbe un disastro, non per il PdL che ho votato ma che è uno strumento e non il fine, per cui me ne frega fino ad un certo punto, ma per il paese.

  21. roberto ha detto:

    Attanzione la lega è forte perchè sa raccogliere lo scontento, ma alla prova dei fatti si dimostra peggio degli altri. Per quanto riguarda gli stranieri è proprio la Lega che ci tiene a mantenerli perchè sa che in questo modo ha sempre un punto dove appoggiarsi dal momento che non ha in realtà un programma politico serio.
    Ma scusate perchè è un male fare una politica basata sul sociale? E quanti veri liberisti ci sono oggi? Meglio una Poverini che un finto liberista.

  22. bill ha detto:

    Infatti: ci vorrebero dei veri liberisti. Di politiche “sociali” se ne sono viste fin troppe, con un solo risultato: uno stato sperperone e sempre più esoso (e ficcanaso), e le tasche di tutti sempre più vuote. Tanto per dire, solo in Italia si va in pensione ad un’età ridicola (col risultato che chi ci andrà fra qualche anno non vedrà una lira): ci vuole molto a farla finita con queste buffonate? Sarebbe ora di finirla per davvero ma rimarrà, mi sa, un pio desiderio.

  23. federico ha detto:

    La Polverini è indifendibile. E non è un caso se un furbastro come Feltri nella sua campagna ha pretestuosamente usato la candidatura della sindacalista più statalista d’Italia proprio per attaccare Fini. Ma quest’ultimo deve decidere: o diventa davvero un liberale (magari all’acqua di rose, ma un liberale), e allora la Polverini la lascia perdere, oppure resta quello che è da decenni: né carne né pesce, un politico di professione fin dai tempi di Almirante, Rauti & i berretti verdi.
    Ma in questo caso allora è bene che i liberali liberisti libertari si muovano da soli e lo lascino al suo FarePassato.

  24. vittorio ha detto:

    Da quello che dici, caro Roberto, mi sembra chiaro che tu abbia idee socialiste. Forse sei magari un sindacalista. In teoria nulla di male, tuttavia il fatto che tu chieda a dei liberisti di votare per la Polverini con argomentazioni tanto ridicole la dice lunga sull’assurdità di tutta la situazione. La Polverini è ingiustificabile per un discorso di rispetto verso gli elettori di centro destra. Perchè una cosa è sicura: gli ex elettori di Forza Italia non vogliono farsi rappresentare da una sindacalista che si definisce socialista e antiliberista. Magari questa candidatura potrebbe anche essere vincente, perchè potrebbe attrarre anche voti di sinistra (scommetto che i vari sindacalisti dalla cgil alla cisl alla uil a naturalmente l’ugl, voteranno trasversalmente tutti per la collega, voti che invece normalmente andrebbero a sinistra). Ma per gli ex forzisti sarebbe una vittoria di Pirro. Perchè la Polverini porterebbe poi avanti una politica in antitesi con quella liberista. Cosa farà costei con la sanità romana fallimentare? Probabilmente la Polverini sarà la degna continuatrice del governo vergognoso di Storace, all’insegna del “sociale” e degli stipendi d’oro degli statali, tutti promossi a posizioni dirigenziali, il “sociale” probabilmente come piace a Roberto. Peccato poi che il conto venga pagato da tutto il resto della società.

  25. bruno capelli ha detto:

    Io non conosco bene le idee della Polverini quindi non so come
    inquadrarla politicamente,pero’da un po’di tempo gli attacchi del
    giornale a chi parla fuori del gregge(in primis fini)mi sembrano
    attacchi gratuiti e volgari.la lega lasciamola perdere di liberale
    non ha niente(detto da uno che del 96 gli aveva dato il voto)

  26. Alessandro Cascone ha detto:

    e si sentì la sinistra cantare: “meno male che Il Giornale c’è” :-D

  27. roberto ha detto:

    Rispondo a Vittorio: ma quale sindacalista o socialista, semmai sono uno che si tiene informato e non parla per frasi fatte.
    In ultimo vorrei aggiungere che le politiche liberali potrebbero essere fatte benissimo dalla Lega, solo che di liberale da quel partito non ho mai sentito nessuna proposta. Invece è molto più statalista di quello che vuol far credere.

  28. Andrea Ruini ha detto:

    Non capisco questo accanimento contro la Polverini. Si è dichiarata socialista, ma lo hanno fatto anche Brunetta e Sacconi: e senza creare particolare scandalo. E poi non mi piace questa ricerca della “purezza” liberale, che se portata alle sue logiche conseguenze dovrebbe portare a riconoscere che in Italia non c’è nessun liberale puro al cento per cento. Una volta sul un blog ho citato Smith: mi hanno risposto alcuni interventi secondo cui Smith non era abbastanza liberale, e citavano Hayek; poi altri hanno sostenuto che anche Hayek non era un liberale “puro” ecc ecc. Dobbiamo intenderci bene: vogliamo rifare un partitino liberale dell’uno per cento, o anche meno, o cercare di fare politica? E dobbiamo farla con le forze che sono in campo, non con entità immaginarie e fantastiche. Infine: il programma della Polverini non è ancora uscito (mi sembra). E allora perchè fare processi alle intenzioni, attacchi personali e gratuiti?

  29. vittorio ha detto:

    La Polverini è una sindacalista e il socialismo della Polverini è quello di Rifondazione. Le ricette della Polverini sono Patrimoniali e spesa pubblica. La differenza fra la Polverini e Brunetta è un abisso. A Brunetta forse piacerà definirsi socialista ma bisogna vedere cosa si intende. Comunque la Polverini è la faccia deteriore. Qui non è questione di purismo liberista. Qui la questione è il rispetto verso gli elettori. La Polverini, gli immobili di AN, le fondazioni ossequiose e leccapiedi sono segnali di un degrado dell’area finiana inquietante. E io sono un elettore di forza Italia dall’inizio, e liberista convinto. Non certo come l’amico Roberto che si chiede “Ma scusate perchè è un male fare una politica basata sul sociale? E quanti veri liberisti ci sono oggi? Meglio una Poverini che un finto liberista.” Sono gli interventi come quello di Roberto che lasciano l’amaro in bocca perchè fanno vedere che razza di gente sostiene veramente la Polverini.

  30. Andrea B ha detto:

    X Vittorio

    Sei elettore di forza italia dall’ inizio e convinto liberista … e ti senti a tuo agio nel PDL di oggi ?

    In ogni caso sulla Polverini ti posso dar ragione, ma certi riferimenti su immobili e fondazioni ossequiose, scusami tanto, mi suonano di chi si fa imboccare dal “feltrismo” … credo che almeno noi del centro-dx non dovremmo finire con il cervello all’ ammasso ad affermare che la nostra corrente ha sempre ragione, ma sforzarsi di essere obiettivi.
    Anche se poi si sa…. ragionare per slogan (ad esempio Fini traditore e compagno) è sempre più facile ed appagante.

  31. vittorio ha detto:

    Non ho alcuna difficoltà ad ammettere che mi piacerebbe che in campo economico i governi di Berlusconi fossero stati più liberisti. Sarebbe il caso di essere più coraggiosi, liberalizzare settori chiusi alla concorrenza e tagliare decisamente la spesa pubblica anche a costo di tagliare servizi e dare spazio alla libera impresa (e non sussidiata). Preferirei più coraggio. Ma certo mi sento più a mio agio nel cdx piuttosto che in una sinistra ingabbiata dagli interessi particolari di sindacati e gruppi contigui. Tu poi dici che mi sto facendo ingabbiare dal “feltrismo”. Può essere in fondo io chi sono? Sono un elettore che sente quello che si dice, che legge qualche notizia, che riceve impressioni. Io non posso dire con certezza che Fini agisca con malizia. Tuttavia c’ è l’impressione. Cosa deve pensare una persona che vede Fini avvicinarsi ai liberisti di Della Vedova e che poi sponsorizza la Polverini che è agli antipodi per cultura politica? Sembra una scelta dettata dalla fedeltà dell’interessata verso lo sponsor, ma è una scelta che non mi pare proprio in sintonia con l’elettorato. Poi il discorso che la Polverini possa vincere perchè attrae i voti della sinistra è abbastanza assurdo. Magari vince, ma poi? Un candidato dovrebbe avere almeno una certa affinità con la base elettorale dello schieramento per cui si presenta, non con quella degli avversari! E poi con la sanità romana la Polverini che farà? Cosa dobbiamo pensare poi di questa storia sugli immobili ex AN? E poi non mi si dica che in FareFuturo per esempio non c’è piaggeria (almeno in alcune cose che letto). Non so anche qui magari mi sbaglio, scambio l’entusiasmo di alcuni verso Fini per ossequio. Ma perchè poi libertiamo risopre la Polverini solo per difendere Fini e non già per contestare fin dall’inizio tale candidatura? Sono tante cose, tanti segnali che danno l’impressione che quel gruppo indicato come i finiani stia muovendosi in una direzione che non mi piace. Quella direzione si chiama clientelismo. Anche qui le analogie con D’alema si sprecano. Per quanto mi riguarda parlare di Fini traditore e compagno è una cosa risibile. Ma il possibile clientelismo e il suo modus operandi è molto peggio del tradimento. Il clientelismo è quello che produce il tradimento e la frattura verso l’elettorato. L’elettorato e i suoi voti diventano un mezzo per portare avanti i fini della clientela. Tutte impressioni sbagliate? Può essere. Comunque guardate che non è Feltri quello che alimenta i dubbi dell’elettorato. Certo magari Feltri porta all’attenzione certi fatti polemizzando e vendendo copie. Ma i dubbi ci sono anche senza Feltri. Se non ci fosse Feltri salterebbe fuori qualcun altro. E francamente non mi sembra un male che qualcuno abbia il coraggio di criticare. Qualcuno almeno rompe quell’intollerabile omogeneità culturale e invadenza di una cultura sindacal socialista corporativa diffusa nella società italiana a tutti i livelli e di cui la stessa confindustria è beneficiaria e strumentale al tempo stesso. All’ultima festa del PdL Feltri è stato acclamato dalla base, Fini è stato invece fischiato. I motivi ci sono e non sono sicuro siano tutti riconducibili ad impressioni sbagliate.

  32. J1nz0 ha detto:

    @Andrea Ruini:

    Io credo sia bene distinguere ciò che si vuole fare da ciò che si può fare, se però questo implica che uno debba supportare un candidato che fa esattamente ciò che NON si vuole fare, allora è inutile prenderci in giro: è meglio ammettere che si è deciso di partecipare ai classici meccanismi della partitocrazia italiana.

    Per quanto riguarda la Polverini, concordo anch’io con la maggioranza dei commentatori: è insostenibile. Se il PdL non fosse una caserma e fosse simile al GOP, credo in questo caso sarebbe corretto fare quello che ha fatto Ron Paul alle scorse presidenziali americane: di fronte alla candidatura di McCain, ha “endorsato” un candidato terzista. Emma Bonino potrebbe fare al caso nostro questa volta.

  33. roberto ha detto:

    Rispondo di nuovo a Vittorio: io non sostengo nessuno, sammai mi pongo delle domande e faccio delle osservazioni. Dico inoltre che è stato eletto presidente della regione Lazio anche Storace che tanto liberale poi non è. Per il resto concordo con Andrea Ruini.

  34. bill ha detto:

    Alcune considerazioni:
    1)Il PdL è un partito composito, dentro al quale oltre ad una componenete (drammaticamente minoritaria) liberale-liberista convivono ex-socialisti, ex-democristiani (che si rifanno alla dottrina sociale della Chiesa), la componente di AN (che oltre a rifarsi alla dottrina sociale della Chiesa vorrebbe, generalizzando, uno stato “forte”), la destra-destra di Storace (la Destra Sociale) etc etc.
    2)E’ un dato di fatto che la “rivoluzione liberale”, promessa fin dal 94, per tutta una serie di ragioni non si è mai vista neppure col binocolo.
    3)Gli esponenti liberali più importanti, penso ad un Antonio Martino, sono adesso in panchina. E mi pare siano più che giustamente in un evidente stato di prostrazione
    4)La politica economica di Tremonti, se da un lato non ha speso cifre folli (magari perchè non ci sono i danè..), ha da tempo i toni di una rivincita della politica sul cosiddetto “mercatismo”: una lettura cioè totalmente sbagliata della crisi finanziaria e di cosa l’abbia generata (ovvero, proprio la politica..).
    Stante la situazione a dir poco, per un liberale-liberista, deprimente, quali sono gli argomenti su cui fare pressione, ed allo stesso tempo condivisi dalla stragrande maggioranza dell’elettorato di centrodestra?
    A mio avviso: riforma fiscale, riforma federalista, riforma della giustizia, taglio della spesa pubblica, riforma pensionistica (che è un corollario).
    Se tutto questo non si fa (ma in tutti questi anni uno straccio di progetto a riguardo i nostri eroi l’avranno fatto o no?), impaludarsi su argomenti come la cittadinanza breve per gli immigrati, piuttosto che in discussioni retoriche sulla separazione dei poteri che di fatto sono una difesa di privilegi corporativi (ricordate a Fini che il Falcone che lui cita ogni quarto d’ora era favorevole alla separazione delle carriere..), e tantopiù su unioni di fatto, fecondazione artificiale etc etc (temi su cui è giusto lasciare libertà di coscienza invece che assumere posizioni di partito che portano a stupide divisioni con i cattolici, che non sono tutti “adulti” alla Prodi)) non porta a nulla.
    Io penso che Fini non sia diventato di sinistra, ma che semplicemente stia giocando una partita di potere perchè pensa che Berlusconi stia per terminare la sua avventura politica. Il suo problema è che non si sa per fare che, e con chi. Nel frattempo, anche oggi se ne è uscito con la solfa delle “regole condivise”, ben sapendo che a sinistra di uno stato più liberale, tranne poche eccezioni, non ne vogliono sapere. In compenso, mai una parola sul fisco, sulllo scandalo dell’iperfinanziamento dei partiti, sulla stupidità delle ritualità sindacali..niente che faccia intravedere una qualche volontà di cambiamento del sistema. Nel quale, da quando è presidente della camera, lui svolazza leggiadro, tra un tappeto e l’altro, e prendendosi anche dannatamente sul serio come “uomo delle istituzioni”. Peccato che quelle istituzioni vadano cambiate radicalmente.
    Feltri esagererà, ma Fini non è stato eletto per questo.
    In compenso, continuo a non capire la sintonia fra Della Vedova e Fini. Sarò tardo io..

  35. bruno capelli ha detto:

    scusate visto che in questi ultimi 15 anni ne’a sinistra(ulivo prima
    partito democratico adesso)ne’a destra(forza italia,AN prima,pdl
    adesso)le idee liberali-liberiste non sono state accolte non sarebbe
    ora di mandare a quel paese questa casta politica e fondare un
    partito liberale-liberista e libetario?con tutti gli uomini e donne
    che si stanno(secondo me la maggioranza del paese)e portare avanti
    finalmente idee di modalizzare in chiave liberale l’italia.certo
    avete perfettamente ragione quando dite che stare del PD e una cosa
    impossibile essendo un partito senza idee,che ha come alleato un
    giustizialista come di pietro.pero’anche il PDL non e’ messo meglio
    avendo un presidente del consiglio amico di putin non la persona piu’
    democratica del mondo,avendo un ministro dell’economia che un giorno
    si l’altro pure parla male del libero mercato,che il suo credo e
    dio,stato e famiglia concezione non proprio liberale,poi del pdl c’e’
    un partito razzista come la lega che invece di fare una politica di
    accoglienza per gli stranieri li vuole mandare via tutti.poi c’e’
    anche la ricordare la legge vergogna fatta del pdl in questa
    legistratura cioe’ quello sul testamento biologico fatta su misura
    per far contenta la chiesa senza lasciar un minimo spazio alla
    volonta’ dei pazienti.
    voglio dire un’ultima cosa su feltri,va bene la critica e ci
    mancherebbe altro,ma usa metodi alquanto discuttibili,come l’attacco
    prima a boffo dicendo che aveva un codanna per molestie,poi smettita
    2 mesi dopo,poi a fini parlando di storie a luci rosse questo secondo
    me non e’ giornalismo e spazzatura.

  36. bill ha detto:

    Le critiche a Fini sono ben più pesanti, e secondo me fondatissime, che una storiella a luci rosse. D’altronde, se ieri Granata prospettava nuovi scenari politici che portino ad un superamento della dicotomia destra-sinistra (andatelo a dire alla sinistra, invece di fare fuffa..), io sarei dell’idea che questi signori si accomodassero da qualche altra parte, e poi si andasse ad elezioni.
    Chissà, magari anche agli ottusi come me riuscirebbe di capire cosa caspita vogliono: che forma di stato, che sistema fiscale (insisto!), cosa pensino del libero mercato (ma Fini sa che cos’è?) che tipo di welfare etc etc, invece che starnazzare stupidamente di accoglienza (se mi trovate un paese più accogliente dell’Italia, vi dico bravi; in compenso, meglio la Lampedusa di adesso che la schifezza di prima)), di riforme condivise (ottimo metodo per fare immobilismo, che è il proposito di chi vede futuri scenari e future poltrone), di leggi sul fine vita (lo volete capire che era meglio non fare alcuna legge, mania dei sinistri di regolamentare pure il respiro, e lasciare che in determinati momenti fossero i familiari a comportarsi come credono meglio, o bisogna fare dei disegni..), e così via.
    In quanto al partito dei liberali, sarebbe l’ennesimo partituncolo: c’è già quello di Guzzanti, e regolarmente non andrà da nessuna parte.
    Allora, bisognerebbe avere la forza di proporsi come movimento di opinione, e farsi valere laddove si ha più possibilità di essere ascoltati, ovvero nel centrodestra. Cosa che fino ad oggi evidentemente non è riuscita.
    Vedete, secondo me ci sono cose che, nell’apparente superficialità, sono più importanti, perchè indicano in che direzione questo stato padrone e ladro si sta muovendo. Ad esmpio, nella finanziaria è previsto che per ricorrere contro una contravvenzione si paghi una tassa di un importo che varia da 30 a 70 euro (mi pare), che rende oneroso e quindi inutile il ricorso. Ecco, evitare prese in giro di questo tipo da questi statalisti burocrati deficienti a me pare più impellente, e di molto, della cittadinanza breve.
    Certo, finchè si continua a polemizzare sul niente, si incide poco..

  37. bruno capelli ha detto:

    mi son scordato di dire che il PDL non ha fatto niente(anzi e contro)
    i dico,i matrimoni gay,la pillola ru486 tutte cose liberali,e chiedo
    come si puo’ stare insieme a una come eugenia roccella oppure
    maurizio lupi per non parlare della lega o di tremonti.

  38. bruno capelli ha detto:

    bill hai perfettamente ragione quando critichi fini a livello
    politico,anch’io come te vorrei fare le stesse domande a lui(visto
    la sua storia politica)vorrei capire una volta per tutte se fini
    dice quelle cose perche’pensa veramente quello che dice,oppure lo fa
    per opportunismo politico,vorrei capire quel’e’il vero fini?quello
    della legge bossi-fini(gli stranieri dopo 6 mesi senza lavoro devono
    andare a casa)oppure quello che dice:e uno stronzo chi insulta gli
    stranieri.pero’vedi feltri a fatto di peggio non ha criticato il
    fini politico,ma ha tirato fuori cose personali di fini che con la
    politica non c’entrono niente,infatti io ho fatto anche l’esempio di
    boffo che dopo un mese di campagna contro di lui del giornale e
    risultato non aver nessun condanna a suo carico.

  39. Andrea B ha detto:

    Noto che all’interno della componente “laica-liberale-liberista” del PDL si sta registrando una crescente attenzione verso le posizioni espresse da Fini, nella speranza che determinate istanze definibili liberali per comodità di discorso, vengano maggiormente ascoltate all’ interno del partito.
    In ogni caso, se certe recenti prese di posizione di Fini su argomenti quali la laicità delle istituzioni, il rispetto dei diritti degli individui tutti, stranieri compresi e la bio-politica vanno in una certa direzione a noi gradita, non so se altrettanto si possa dire sui temi economici … su questo punto la candidatura della Polverini è francamente una delusione.

  40. bruno capelli ha detto:

    andrea se io fossi un elettore del lazio(sono di parma)voterei tutta
    la vita emma bonino come presidente.
    io non sono del PDL ma neanche di sinistra,adesso del bene e del male
    voto RADICALI,mi piacerebbe che si fosse un partito LIBERALE,
    LIBERISTA E LIBERTARIO in italia,pero’ adesso come adesso l’unica
    forza che porta avanti le mie idee e quella di pannella ripeto del
    bene e del male.io alle elezioni del 2008 ho votato PDL,pero’dopo la
    legge vergogna sul testamento biologico di chiaro stampo clericale
    ho deciso di non votare piu’PDL.

  41. bill ha detto:

    Beh, io non voglio fare l’avvocato di Feltri, che peraltro reputo un otimo giornalista. Ha sicuramente sbagliato con Boffo e lo ha, a differenza di tante grandi firme (e piccoli uomini) nostrame, ammesso scrivendolo nero su bianco.
    Sulle questioni inerenti alla bioetica, io non alzerei bandiere e non canterei inni per la pillola del giorno dopo o sul considerare l’idratazione un diritto piuttosto che un accanimento terapeutico: semplicemente non penso che definirsi liberale implichi l’adesione d’ufficio a posizioni precostituite ed indiscutibili sui temi etici. Ergo, personalmente preferisco che un partito lasci libertà di coscienza su questi temi piuttosto che assumere una posizione univoca.
    Su tutto il resto, Fini è latitante. Ufficialmente, perchè se uno ci pensa vede nella sua azione una tattica da partitocrate e da politico-politicante, roba da salotti lontanissima dalla gente.
    E trovo l’insistere su temi non prioritari (la cittadinanza breve è esattamente questo: roba da salotti e lontana dalla gente)) serva da paravento per altri disegni. Il problema è che tutta la retorica istituzionale, se ne convinca Della Vedova, appare a tanta gente, ed io ne faccio parte, fuffa che più fuffa non si può. I salamelecchi fra Napolitano e Fini li trovo irritanti, e pure questi strumentali in chiave anti-cav. Poverino: scambiando petardi per bombe atomiche, dimostra per l’ennesima volta di non saper capire la situazione politica (il PdL e il predellino per lui erano le comiche finali: aveva capiti tutto, no?)
    Poi aggiungo una cosa. Io mi rispecchio in una famosa frase di Reagam: “lo stato non è la soluzione dei problemi, lo stato è il problema”. Fini questo non lo penserà mai: lui è l’uomo delle istituzioni (una volta era anti-sistema. ma questa è un’altra storia..), e oltretutto il sebatoio elettorale di AN è in gran parte frai dipendenti pubblici.. Secondo me è riuscito a peggiorare nel tempo, e non era facile.

  42. Andrea B ha detto:

    X Bruno:

    beh… il mal di pancia su questioni etiche la “Casa delle libertà” era riuscita a farmelo venire già ai tempi della legge sulla procreazione assistita e relativo referendum.
    Su quella vicenda ricordo sempre volentieri la posizione di Martino, che, di fronte a qualcuno (Fini compreso) che comunque già si distingueva dicendo di votare 3 si, aggiungeva che anche al quarto referendum (quello sulla fecondazione eterologa) si doveva votare per l’ abrogazione: se non era reato la fecondazione eterologa per via “naturale” (per rapporto adulterino insomma), non si capiva come mai invece dovesse essere proibita quella “in vitro”.

    X Bill:

    Da liberale non canto inni pro aborto o pro eutanasia, ma alzo una sola bandiera: quella di lasciare l’ individuo libero di decidere ( se prendere o meno la pillola del giorno dopo, cosa scrivere nel suo testamento biologico etc etc)
    Sulle questioni etiche il governo sta andando verso l’ esatto contrario del lasciare decidere alle coscienze dei cittadini: mettere i bastoni tra le ruote alla ru486, lasciare che i farmacisti possano non darti la pillola del giorno dopo anche dietro una ricetta medica, regolamentare ferreamente questioni di natura medico scientifica come l’idratazione, ne sono dei chiari esempi.

    Poi, cambiando campo, francamente anch’ io non mi aspetto da Fini grandi entusiasmi verso politiche liberiste ed anti stataliste.

    Ma alla fine una croce sulla scheda bisogna pur metterla …

  43. bruno capelli ha detto:

    andrea ha scritto
    Da liberale non canto inni pro aborto o pro eutanasia, ma alzo una sola bandiera: quella di lasciare l’ individuo libero di decidere ( se prendere o meno la pillola del giorno dopo, cosa scrivere nel suo testamento biologico etc etc)

    ESATTO,prorio come dovrebbe essere

  44. vittorio ha detto:

    Io mi definisco liberista ed evito l’aggettivo liberale perchè lo trovo un po’ ambiguo. Il fatto è che a me interessano principalmente i temi economici e auspico maggior liberismo economico, meno tasse, meno stato. Tendenzialmente sui temi etici mi va benissimo che le persone possano essere libere di scegliere. Ma sinceramente non è per questo che voto PDL. E guardate che la maggior parte degli elettori della ex Forza Italia vota PDL non certo per dare la cittadinanza breve agli immigrati. Vota PDL per avere minori tasse. Vota PDL in opposizione ad una sinistra che come unico suo programma sembra avere quello di tassare il risparmio della gente. Vota PDL perchè è stufa dei giochetti alla Prodi che finiscono per ingrassare sindacalisti e confindustria a spese dei cittadini. Questo è quello che spinge il voto verso il PdL. Il liberismo economico può rispondere a queste esigenze riducendo la presenza statale, liberando risorse e restituendole ai cittadini sotto forma di minori tasse. Per questo il liberismo economico è essenziale e cruciale per soddisfare le aspettative degli stessi elettori. E per questo motivo i liberisti di Della Vedova potenzialmente potrebbero rivendicare una leadership del partito. Ma temi come la cittadinanza breve agli immigrati sembrano agli occhi della gente quasi una presa in giro.

  45. Andrea B ha detto:

    x Vittrio
    Beh ..le tasche sono l’ argomento più importante e che tocca tutti , ma poi magari un giorno scopri che devi andare all’ estero per accedere a determinate tecniche di procreazione assistita; che un tuo parente stretto è ridotto come un vegetale detro un letto d’ ospedale e tu non puoi far niente anche se lui, quando aveva ancora un barlume di lucidità ti aveva implorato di “lasciarlo andare” se le cose si fossero aggravate; che tu e la tua fidanzata nel week end avete girato tutti i pronto soccorso della città perchè tutti i medici illeggittimamente ti hanno negato la “pillola del giorno dopo”; che a tua moglie extra-comunitaria hanno stracciato la domanda di cittadinanza – regolarmente presentata con la vecchia legge – perchè un ministro legista ha emanato una circolare che ti obbliga comunque a rifare tutto daccapo, perdendo altri anni ( altro che cittadinanza breve) ed altri soldi… ah visto che poi sempre di soldi si parla, anche se l’ argomento non è l’ irap o l’ acconto iva ?

  46. vittorio ha detto:

    x andrea
    Guarda ho detto che personalmente sono aperto anche alle altre istanze. Ma secondo me l’importante è l’economia e il fisco, che sono alla fine quelle cose su cui si giocano (o si perdono) i grandi numeri del consenso. Per il resto si tratta di vedere anche quello che si può fare e di usare un po’ di buon senso. il che è anche quello che diceva Bill, mi pare.

  47. bill ha detto:

    Concordo pienamente con quello che scrive Vittorio.
    Io voto PdL nella speranza, perchè di certezze non ne ho, che dia forma ad uno stato più leggero, che non pretenda di intervenire nella vita economica del paese, che faccia molte meno cose (tanto farà male anche quelle..), che costi molto meno e smetta di considerare i suoi cittadini come sudditi a cui rubare i propri guadagni e risparmi, che metta in un angolo le corporazioni parassite. Per stato, ovviamente, intendo pure tutte le autorità locali.
    In quanto a testamento biologico, pillola del giorno dopo etc etc: sono questioni di etica personale. Anch’io sono per lasciare libertà di scelta alle persone. Finchè questa non leda i diritti di altre persone. Ad esempio mi pare sia questo il punto, per aborto e pratiche relative: se il feto sia da considersi persona o no. Ed è un problemuccio che non si risolve in due chiacchiere. Quindi, non me ne frega niente della posizione ufficiale di un partito, che anzi su questi temi non dovrebbe assumere (se è un partito a vocazione maggioritaria, perchè di un partito di opinione non me ne frega niente).
    Sulla legge sul testamento biologico, io ribadisco la mia convinzione che sia stato un errore il solo pensare di farla. Ma so anche che è la sinistra che l’ha voluta, nella sua smania di dettare regole comportamentali all’universo mondo, e che il centrodestra non sa esimersi dal seguirla. Era meglio, nonostante come la pensi Englaro (che non stimo affatto: aveva detto che la sua era una storia solo personale, e zacchete, eccolo candidato..), la situazione precedente. E sulla procreazione assistita, posso raccontare di persone che sì sono andate all’estero, senza poi fare figli ma ottenendone gravi conseguenze dal punto di vista ormonale. Mi ripeto: sono cose un pò complesse, e la verità non sta solo da una parte.
    E aggiungo comunque che questa è solo la mia visione personale, con oltretutto poche certezze, non pretendo che un partito la faccia sua (ci dovrebbero essere milioni di partiti..).
    Una cosa è un partito, una cosa un movimento d’opinione.
    Voglio la riforma dello stato e la riforma fiscale, che è la madre del cambiamento; della pillola del giorno dopo, allo stato attuale, mi importa molto, ma molto meno. Sono convinto che se non si parte da questo, il resto sia tutto completamente inutile. Altrimenti, votate radicale (per poi ritrovarvi con Prodi al governo..).
    Ed infatti, io la Bonino non la voterei mai e poi mai.

  48. Marco Maiocco ha detto:

    Signori, le vostre chiacchere stanno a zero. Da una parte Bonino, dall’altra Polverini. Vediamo dove votano i liberali….

  49. Andrea B ha detto:

    Bene, le questioni etiche a quanto pare passano in secondo piano, perchè interessano si, ma fino ad un certo punto; perchè vorrei un partito che non assuma posizioni in campo etico, ma quando le assume ( ed in senso restrittivo) mi va bene ugualmente perche in fondo “che me frega” ( finche non mi toccano ).

    “Accontentiamoci” allora delle riforme in campo economico … ma quando arrivano ?
    Perchè non so cosa ne pensiate voi, ma è dal 1994 che aspetto di vedere l’Italia rovesciata come un calzino, la delegificazione, lo “stato leggero”, la sussidiarità, l’abolizione dell’ Irap, le due aliquote ( 23% e 33% ) e tante altre belle cose …

  50. bill ha detto:

    1)Io voglio vedere un liberale che vota Bonino, la quale andrà nella lista dei tassatori per antonomasia, coi quali ha entusiasticamente governato., mentre Pannella fa un bel remember di Saddam (una scemenza assoluta).. Diciamo che bisognerebbe astenersi, và.
    2)Sì, le questioni etiche sono in secondo piano. Ma non perchè non siano importanti, ma perchè queste si devono affrontare comunque. Le affrontano in tutto il mondo, anche dove c’è un sistema dittatoriale.
    Non sono queste che portano cambiamenti rispetto allo status quo.
    3)Vorrei per fare un esempio ricordare che la legge vigente sull’aborto nacque non perchè abortire è bello, ma per porre rimedio ad uno sterminio di madri e nascituri dovuto alla pratica clandestina dello stesso. Un rimedio ad una situazione diffusa, non il riconoscimento di un insopprimibile diritto.
    Non ritengo l’aborto, e pure la pillola del giorno dopo ,una grande conquista di libertà per il motivo che non sono affatto convinto che un feto, e addirittura un embrione, siano una “cosa” che non ci riguarda, che possiamo gettare da qualche parte e manipolare a nostro piacimento. E questo lo penso io, che non sono affatto un cattolico praticante. Come si vede, sono argomenti assai dirimenti. Ergo, non è che non me ne frega di questi argomenti perchè non mi toccano: ma non la penso neppure come la Ravera (mi pare sia stata lei), che disse che con l’aborto in fondo ci si liberasse di un “ricciolo di carne”. Queste cazzate le faccio dire ad una comunista.
    3)Quando arrivano le riforme economiche? Fosse per Fini, ma mica solo per lui, mai. Fosse per il cav, ieri. Ieri infatti ha detto che nel 2010 si lavorerà alla riforma fiscale con l’obiettivo di abbassare le tasse, ed oggi Bonaiuti ha detto che mica intendeva di abbassarle nel 2010. Quindi, ai posteri l’ardua sentenza..Dico solo che se non lo faranno, e visto che gli altrinon vedono l’ora di aumentarle, il PdL perde la sua principale ragione di esistenza, e questo paese sarà destinato ad un completo disastro.

  51. Angelo ha detto:

    La Polverini nonl’avrei votata comunque. Ora che c’è la Bonino, posso non andare al mare quel giorno

  52. bill ha detto:

    In compenso, basta leggere Rossi cosa ha scritto su Farefuturo per dire che lì sono a Zelig. Nel senso di trasformismo ridicolo.

  53. bill ha detto:

    E’ meglio se ci vai, al mare. Perchè per ritrovarti come governatore una inutilissima cariatide che per cercare un minimo di attenzione è pronta a governare col partito dei tassatori, con il quale ha partecipato irresponsabilmente al peggiore governo che si sia mai visto nel dopoguerra, non vale la pena rinunciare ad un meritato relax.

  54. Angelo ha detto:

    Bill, io non voglio polemizzare: ma a parte l’abisso che c’è tra la Polverini e la Bonino, vorrei ricordare che i Radicali sono dovuti andare per non sparire coi tassatori perché scaricati da Berlusconi. Il quale lo ha fatto perché ha deciso che Fi prima, il Pdl poi, difendano i principi non negoziabili della Chiesa. Quando purtroppo i principi non negoziabili dei liberali comportano che mai la volontà della Chiesa diventi legge.

  55. bagnascus ha detto:

    una domanda :perchè la candidatura della Polverini è definita innovativa ? E ‘ innovativo dare al centrodestra una fisionomia di “destra sociale” E ì la Polverini l’espressione della trasfigurazione liberale di Fini ?

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