Interrogazione parlamentare sul caso Ryanair: inviateci le vostre opinioni

Interrogazione parlamentare sul caso Ryanair: inviateci le vostre opinioni

-Pubblichiamo il testo dell’interrogazione parlamentare sulla vicenda Ryanair-Enac che Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl e presidente di Libertiamo, depositerà alla ripresa dei lavori della Camera dei Deputati. All’interrogazione allegheremo tutti i commenti, le osservazioni, le opinioni che vorrete mandarci, sia come commento all’articolo che scrivendo all’indirizzo b.dellavedova[at]libertiamo.it.

Sarà una valanga di carta? Lo speriamo davvero, auspichiamo che ci arrivino centinaia di risposte, fossero anche di poche parole: inviando al Ministro dei Trasporti tutte le vostre testimonianze, daremo un segnale di quale sia il vero “sentimento” dei consumatori rispetto all’ipotesi che Ryanair interrompa i propri voli interni all’Italia.

Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

Premesso che:

Con ordinanza del 17 dicembre 2009, la Terza Sezione Ter del Tar del Lazio ha bocciato la richiesta di sospensiva, avanzata dalla società Ryanair, delle disposizioni dell’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) con le quali si chiedeva ai direttori di aeroporti di attivare, relativamente ai voli nazionali, le iniziative opportune per imporre alle compagnie aeree l’obbligo di accettare, all’atto del riscontro tra il nominativo sul biglietto e il documento di identità previsto dalle procedure di sicurezza, tutti i documenti equipollenti alla carta d’identità o al passaporto;

tali documenti sono quelli identificati dall’articolo 35, comma 2, del DPR n. 445/2000 (“Sono equipollenti alla carta di identità il passaporto, la patente di guida, la patente nautica, il libretto di pensione, il patentino di abilitazione alla conduzione di impianti termici, il porto d’armi, le tessere di riconoscimento, purché munite di fotografia e di timbro o di altra segnatura equivalente, rilasciate da un’amministrazione dello Stato”);

per i voli interni all’Unione Europea e verso i Paesi sottoscrittori di accordi bilaterali con l’UE, vige per il viaggiatore l’obbligo di fornire quali documenti per l’identificazione unicamente la carta d’identità o il passaporto;

a seguito della decisione del Tar, Ryanair ha diramato una comunicazione alla stampa con la quale ha annunciato la sospensione delle rotte domestiche (in partenza da Alghero, Bari, Bologna, Brindisi, Cagliari, Bergamo, Pescara, Pisa, Roma Ciampino e Trapani), a partire dal 23 gennaio 2010, con le seguenti motivazioni: “Da quando Ryanair opera con il check-in online al 100%, è obbligatorio per la sicurezza di tutti i voli Ryanair, che tutti i passeggeri di Ryanair acconsentano al momento della prenotazione, di presentare o il passaporto o la carta di identità al gate d’imbarco prima di salire a bordo del proprio volo. (…) L’ordinanza dell’ENAC minaccia di arrestare il personale dell’handling, se si rifiuta di far viaggiare i passeggeri con forme di identificazione non consentite comprese patenti di guida, badge lavorativi o licenze di pesca italiane. Dal momento che queste altre forme di identificazione non hanno soddisfatto gli standard internazionali di sicurezza, il solo risultato delle ordinanze dell’ENAC sarà quello di ridurre la sicurezza dei passeggeri di Ryanair e dei voli sulle rotte domestiche italiane”;

Coerentemente con il modello di business della compagnia irlandese, fortemente orientato al contenimento dei costi, è plausibile ritenere che Ryanair abbia implementato un’unica procedura standard, valevole per tutti i voli europei (inclusi quelli domestici italiani) per l’acquisto del biglietto e l’identificazione del viaggiatore, e informata ai più rigidi criteri di sicurezza nei voli adottati in Europa dopo l’11 settembre 2001, tanto più che l’assenza di un check-in “fisico” contribuisce a rendere difficile l’identificazione attraverso documenti diversi da quelli – carta d’identità o passaporto – inseriti dal viaggiatore al momento dell’acquisto telematico del titolo di viaggio;

per quanto detto sopra, l’obbligo di accettare documenti diversi dalla carta d’identità e dal passaporto, per quanto sicuramente indirizzato a favorire il consumatore, nel caso di Ryanair o di altre compagnie aeree si tradurrebbe in un aggravio di costi di struttura ed in un contestuale incremento dei prezzi dei biglietti, a svantaggio dei viaggiatori, soprattutto di coloro che hanno potuto scegliere l’aereo come mezzo di trasporto proprio in virtù dell’ingresso nel settore delle cosiddette compagnie low cost;

più in generale, l’obbligo di accettare documenti equipollenti alla carta d’identità e al passaporto rischierebbe di trasformarsi in uno svantaggio competitivo per le imprese operanti su tratte diffuse omogeneamente su scala continentale;

la richiesta esplicita di Ryanair ai propri clienti di recarsi all’imbarco muniti esclusivamente di carta d’identità o passaporto, che la compagnia avanza al momento dell’acquisto telematico del titolo di viaggio, può essere considerata parte del contenuto del contratto, perché la limitazione dei documenti d’identità a quelli previsti su base comunitaria consente il contenimento dei costi operativi e quindi del prezzo;

tale clausola contrattuale non può essere ritenuta né gravosa (per i documenti in oggetto, di cui ogni cittadino dispone) né vessatoria per il consumatore (tanto più che l’eventuale vessazione andrebbe fatta valere in giudizio dal consumatore e non da atto regolamentare dell’Enac);

l’annuncio di Ryanair ha provocato forti preoccupazioni tra i viaggiatori italiani, come dimostrano le forme di mobilitazione spontanea promosse in questi giorni, in particolare su Facebook e nelle città che ospitano gli aeroporti serviti dal vettore irlandese, e come il sottoscritto cerca di testimoniare con il materiale allegato alla presente interrogazione;

si chiede di sapere:

se la questione sia già allo studio degli uffici competenti del Ministero;

se non ritenga opportuno ed urgente un intervento di conciliazione tra le parti coinvolte nella vicenda, per evitare una diatriba dalle conseguenze estremamente dannose per i viaggiatori;

se non ritenga necessaria una valutazione comparata della normativa dei diversi paesi dell’Unione Europea in materia di documenti d’identificazione dei passeggeri di voli nazionali, al fine di promuovere –anche attraverso un intervento nei confronti dell’Enac – la maggiore omogeneità possibile.

DELLA VEDOVA

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Inserito da:

Piercamillo Falasca - che ha inserito 159 articoli in Libertiamo.it.

Nato a Sarno nel 1980, laureato in Economia alla Bocconi, è fellow dell’Istituto Bruno Leoni, per il quale si occupa di fisco, politiche di apertura del mercato e di Mezzogiorno. È stato tra gli ideatori di Epistemes.org. E’ vicepresidente dell’associazione Libertiamo. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri).

102 Responses to “Interrogazione parlamentare sul caso Ryanair: inviateci le vostre opinioni”

  1. blic scrive:

    Qualche considerazione:
    1) la legge italiana (35 comma 2 DPR 445 del 2000) testualmente considera documenti d’identità la patente di guida, il passaporto (che di per sè non sarebbe un documento d’identità) e tutti i documenti con foto rilasciati dallo Stato. Chi non considera documento d’identità la patente in base ad una sua opinione o per sentito dire semplicemente viola la legge e rifiutandola, se pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio, compie un’omissione di atti d’ufficio. E tanto basterebbe.
    2) perchè mai sarebbe più facile contraffare una patente piuttosto che una carta d’identità controllata distrattamente all’imbarco?
    3) e, ancora prima, perchè ryanair non accetta neanche le tessere BT (le tessere d’identità che spettano a forze di polizia e militari rilasciati di prefetture, questure e comandi militari)?
    4) non è vero che accettare questi documenti incrementerebbe i costi. Costa così tanto aggiungere un post “altri documenti” nella procedura di check in on line?
    5) di licenze di pesca e badge lavorativi si parla solo nel comunicato Ryanair per enfatizzare gli animi dei viaggiatori. Le licenze di pesca e i badge (come un tesserino di un dipendente telecom) non sono documenti d’identità e infatti non sono contemplate dalla legge ne imposte dall’enac.
    6) se ryanair offre determinati tariffe non lo fa per beneficenza ma perchè ottiene un profitto come qualsiasi altra azienda. E’ pretestuoso danneggiare i passeggeri per una polemica inconsistente. Se ci sono altre ragioni di scontro con l’enac sarebbe bene metterle sul tappeto apertamente e e non a danno dei passeggeri.
    7) come riportato sul sito Enac, da alcune segnalazioni non smentite da ryanair risulta che, in mancanza della carta d’identità, i passeggeri sono stati imbarcati comunque pagando una penale. E’ una questione di sicurezza o solo di penali?

  2. eugenio pascucci scrive:

    Ryanair pensa solo a incrementare i guadagni. Cosa ci sia sotto un rifiuto del genere non si sa. Anche perchè non si capisce come il variare di un documento di identita possa far aumentare i costi.
    Se questa è una ordinananza del TAR e quindi equivalente ad una legge dello Stato Italiano RYANAIR si DEVE ADEGUARE.
    Personalmente mi sono imbattuto nei metodi a dir poco intimidatori della suddetta compagnia per non essere riuscito a pagare su internet una tariffa per il bagaglio da stiva. In conseguenza di ciò ho rischiato di non partire e non ho avuto alcuna assistenza da parte di Ryanair. Per cui Rayannair CON ME HA CHIUSO.

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