– Quando lo scorso mese di Aprile ho partecipato al Geneva Summit for Human Rights ho incontrato molti giovani iraniani, con alcuni sono rimasto in contatto. Ma, in questi “giorni d’Iran”, nessuno è raggiungibile su Skype. Messenger funziona a stento. Non parliamo del telefono.
Dice  Farah Diba, moglie dell’ultimo shah di Persia: “Quello che oggi colpisce profondamente è assistere al coraggio degli iraniani, degli uomini, delle donne,  soprattutto di molti giovani. Il coraggio di scendere in piazza, di manifestare, pacificamente il proprio dissenso nonostante i pericoli, le continue minacce. Ne sono convinta, saranno loro a cambiare il paese”.

Guardando all’Italia, la generazione affetta di “apatia politica” di cui faccio parte, di cui facciamo parte, non è in grado di affrontare i propri dubbi ed i propri problemi con uguale serietà e coraggio.
Io provo gratitudine di fronte al coraggio di questi ragazzi d’Iran. E sinceramente un po’ mi vergogno.