Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl

Dopo le proteste degli Stati Uniti, della presidenza svedese dell’UE, e dell’Alto commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite penso che i paesi europei debbano reagire alla condanna di Liu Xiaobo . La condanna colpisce il più noto dissidente politico cinese, ma non riguarda solo lui. Non reprime solo il promotore dell’appello di Charta 08, che riecheggia i contenuti dell’iniziativa di Charta 77, con cui i dissidenti cecoslovacchi auspicarono inutilmente, tre decenni fa, la modernizzazione politica del regime comunista. Esige anche l’isolamento della dissidenza cinese da parte dei paesi liberi, e di quelli europei in primo luogo.

Penso che l’Italia e gli altri grandi paesi europei abbiano il dovere e l’interesse a rispondere a questo ordine disobbedendovi. Ritengo necessaria un’iniziativa del Ministero degli esteri italiano, che, in coerenza con quanto detto dai rappresentanti del Dipartimento di stato americano, ribadisca a chiare lettere che una sentenza di questo tipo non è discutibile esercizio di “giustizia”, ma pura repressione politica.