La chiusura di Ryanair: le motivazioni della guerra in corso – AUDIO

– Di Andrea Giuricin da Chicago Blog GRUPPO FACEBOOK – L’Ente Nazionale ha fatto un “bellissimo regalo” di Natale a milioni di viaggiatori italiani. A partire dal 23 Gennaio 2010 la prima compagnia aerea low cost in Italia e in Europa, Ryanair, che trasporta oltre 65 milioni di passeggeri l’anno chiuderà temporaneamente le rotte domestiche italiane. È bene precisare che le rotte europee non saranno chiuse.
Questa decisione commerciale deriva dal fatto che la compagnia accetta sui propri voli i passeggeri che abbiano come documento d’identificazione solo la carta d’identità o il passaporto. Altri documenti, quale la patente o i permessi di caccia non sono accettati. Tutto questo è in contrasto con la decisione del TAR del 17 dicembre che afferma che i passeggeri sulle tratte domestiche possono viaggiare con qualunque documento permesso dalla legge e per questo l’ENAC vuole obbligare il vettore low cost ad accettare tutti i passeggeri.
È chiaro che la decisione dell’ENAC si basa su una sentenza legislativa. Il problema della compagnia irlandese è che ha sviluppato un software per il check-in online nel quale è possibile inserire solo uno dei due documenti prima citati.
Tuttavia un passeggero Ryanair nel momento in cui decide di viaggiare con questa compagnia accetta dichiaratamente di presentare solo i documenti richiesti dal vettore stesso. È il cliente che clicca per accettare queste condizioni nel momento del check-in online.
Un viaggiatore è libero di viaggiare con una qualunque altra compagnia e comunque è sempre al corrente che Ryanair non accetta documenti diversi dalla carta d’identità e passaporti. L’ENAC vuole imporre una misura che sfavorisce Ryanair, ma è chiaro che la decisione della compagnia non inficia sulla libertà di viaggiare dei cittadini italiani. Questi dovrebbero essere tutti muniti di un documento d’identità e accettano di viaggiare a determinate condizioni su un volo del vettore.
Il conflitto tra Enac e il vettore irlandese sull’identificazione del viaggiatore è di lunga data ed è solo l’ultimo in ordine di tempo.
L’Enac negli ultimi anni non si è proprio comportato come regolatore indipendente. Il presidente dell’Ente ha più volte agito per cercare di limitare la concorrenza delle compagnie low cost per favorire il vettore nazionale, Alitalia. La chiusura di Ciampino è solo un esempio, ma anche il piano degli aeroporti, serve a regolare in modo che le low cost abbiano maggiori difficoltà ad entrare nel mercato italiano.
Ma quale è il significato di questa ultima mossa dell’Enac e perché è tanto importante per Alitalia? Il vettore nazionale ha puntato su un modello di business completamente diverso da tutte le grandi compagnie internazionali con una focalizzazione sul mercato domestico.
Ryanair ed Easyjet, grazie alla loro efficienza, stanno “rubando” sempre maggiori quote di mercato non solo sulle tratte europee, ma anche sul mercato interno italiano. E qui nascono le maggiori difficoltà di Alitalia, che per 2009 segnerà perdite operative (non nette, che saranno superiori) probabilmente sopra i 300 milioni di euro. La concorrenza sul mercato interno delle low cost non permette di attuare il piano di rilancio del vettore nazionale e non è un caso dunque che si stia facendo di tutto (politica ed Enac) per limitare la competizione.
La domanda da porsi è questa: ma non è forse meglio favorire la concorrenza per il benessere di tutti i viaggiatori che favorire una sola compagnia con regolamenti, leggi e piani poco intelligenti?


8 Responses to “La chiusura di Ryanair: le motivazioni della guerra in corso – AUDIO”

  1. piccadilly ha detto:

    Il pastrocchio alitalia! Credo che abbia fatto storcere il naso a un bel po’ di gente e non solo a elettori di centro destra. Un esempio fra i tanti di come il corporativismo e i sindacati distruggano ricchezza e benessere.

  2. Il caso dimostra ad abundantiam come il sistema Italia sia ormai inemendabile. Giolitti sosteneva le tesi secondo la quale le leggi si interpretano per gli amici e si applicano per i nemici. Agnelli e Berlusconi docunt. Il secondo non poteva non sapere, il primo era per definizione un cittadino al di sopra di ogni sospetto. Se fosse stato fatto per il pianeta FIAT lo stesso sforzo investigativo messo in atto per Fininvest la gentile Signora Margherita non avrebbe dovuto far causa ai parenti per l’accertamento della vera consistenza dell’asse ereditario. Omnia munda mundis…
    La legge vigente nella Repubblica impone che si debba accettare per valido riconoscimento della identità quello derivante dalla esibizione di una serie di documenti e non solo quello derivante dalla esibizione di passaporto e carta di identità. Male ha fatto Ryanair a prestare il fianco a questo micidiale siluro che l’ENAC le ha inviato. Si è trattato di un atto di superbia tipicamente anglosassone (gli irlandesi sono atipici, è vero, ma sempre anglofoni) pensare che in casa d’altri si possa fare a proprio piacimento. Le leggi, anche le più inique,se vigono debbono essere rispettate. E, se le si ritiene inique, ci si deve adoperare con tutto sé stesso per cambiarle, mezzi leciti permettendo.
    Ciò non toglie che il pastrocchio pluriennale Alitalia ci darà problemi ancora per chi sà quanto tempo e spese.
    E’ vero, ad esempio, che potremmo servirci di altri vetori ma quanto ci costerà in più?
    Mi piacerebbe calcolare a valori attuali quanto sia costato al contribuente, nel tempo, il calderone Alitalia….hassi a rifar – avrebbe detto Leopardi – ma’l tempo manca.

  3. rettifico: vettori per vetori. Grazie

  4. Credo il problema sia da far risalire, in realtà, al software adottato da Ryanair per i check-in on line. Per soddisfare le richieste dell’Enac, la compagnia dovrebbe ridisegnare tutti i suoi siti europei, la qual cosa, mi pare davvero una richista esosa.
    In realtà, se ci fosse, da parte italiana, una reale volontà di risolvere la crisi, basterebbe accettare le regole di Ryanair, per quanto riguarda la vendita di biglietti on line, ed imporsi solamente negli eventuali, residui, check-in tradizionali.
    Si tenga presente che la carta d’identità è, comunque, un documento obbligatorio per legge, in Italia…

  5. sergio ha detto:

    allibito! la ryanair è l’unico modo che ho di vedere la mia ragazza a bergamo….lei lavora e io studio e di sicuro non abbiamo soldi da buttare per andare con alitalia…pazzesco! E poi non capisco dove sia il problema, obbligate i passeggeri a portare la carta d’identità

  6. James ha detto:

    Sono un felice e assiduo cliente di Ryanair sia per le tratte nazionali sia per quelle internazionali. Questa cosa mi costerà dei soldi, anche se per fortuna continuerò a volare a Londra con Ryanair non potrò più farlo per recarmi a Bari, e sarò costretto all’Alitalia (il treno ci mette troppo).

    Però vorrei capire cosa ha frullato in testa a Ryanair. Sapeva benissimo, quando ha sviluppato il software, che la legge italiana impone (sì, impone) di accettare anche altri documenti identificativi.

    La legge italiana è dunque più permissiva della policy di Ryanair, e questo a noi liberali dovrebbe, per una volta, piacere, no?

    Easyjet, poi, durante la procedura di check-in online non chiede alcun documento. Perché Ryanair dovrebbe?

    Credo che non sia né complicato né troppo costoso, per Ryanair, eliminare direttamente dal software la digitazione del proprio documento (se proprio Ryanair non vuole implementare gli altri documenti). Questa soluzione è sicuramente possibile (Easyjet la fa!) e dunque mi aspetto che Ryanair faccia esattamente questo.

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  1. […] di Ryanair continuano ad essere nel mirino delle autorità italiane. Già lo scorso dicembre il vettore low cost irlandese aveva minacciato di abbandonare l’Italia a causa delle ordinanze dell’Enac che gli imponevano di accettare forme di identificazione […]