– Caro Direttore,

invece di parlare dell’odio su Facebook o di censura sui social network, sarebbe il caso che gli alleati leghisti guardassero ai mostri che stanno crescendo nel loro partito. Quanto dichiarato giovedì scorso da un giovane leghista alla trasmissione Annozero – “Italia agli italiani fuori ebrei ed africani” – o le iniziative xenofobe del “bianco Natale” sono purtroppo la punta di un iceberg ben più imponente. Come italiano di religione ebraica, avente genitori di origini africane, pretendo che dichiarazioni di questo tipo siano punite – anzitutto politicamente – nel più severo dei modi. Gli immigrati, così come gli appartenenti a religioni diverse da quella dominante e le persone con diversi orientamenti sessuali in genere, rischiano di pagare sulla loro pelle le conseguenze di una politica della disintegrazione.

Da convinto sostenitore della coalizione di centrodestra sento il dovere di gridare il mio “basta”! Si torni ad essere responsabili se non si vuole lasciare in eredità a questo paese una popolazione di persone rabbiose. Gli esponenti leghisti spieghino ai cittadini che la maggior parte dei musulmani non sono terroristi, che la maggior parte dei rumeni non sono ladri, che la maggior parte degli ebrei sono cittadini italiani da secoli(se non da millenni) e che la maggior parte dei gay sono brave persone. I deputati ed i senatori leghisti spieghino alle frange ignoranti del loro elettorato che la mancanza di giustizia o di certezza della pena è dovuta principalmente al deficit di certezza del diritto.
Spesso, quando si mettono a confronto la realtà nostrana con quella di alcuni paesi musulmani si usa dire “prova a farlo nel loro paese e vedi cosa ti fanno”. Dal punto di vista normativo non siamo sicuramente a quel livello, ma politicamente a me pare che si vada sempre più affermando un’intolleranza paragonabile a quella del “loro paese”.

Dalle colonne di Libertiamo.it, chiedo ai miei amici ebrei e a quelli africani di non odiare l’Italia sull’onda dello sdegno suscitato dalle parole di questo pezzo “schifoso” d’Italia. Invito i miei amici musulmani a lavorare insieme a forme di integrazione e migliore convivenza, lasciando fuori dal dibattito italiano le questioni di politica estera. Ai miei amici italiani chiedo invece di esprimere la loro indignazione di fronte ad affermazioni di questo tipo. Infine, alla politica chiedo maggiore responsabilità di quella mostrata fino ad ora: il Parlamento ed il Governo lavorino sulla certezza del diritto più che sull’incertezza del cittadino italiano e di quello immigrato.

Ovviamente, l’impegno politico per l’integrazione e l’accoglienza di chi vuol vivere in Italia nel rispetto della legge e dei valori costituzionali cammina di pari passo con la necessaria intransigenza nei confronti del fondamentalismo, che quegli stessi valori costituzionali considera come carta straccia e che, da laico, considero la base della convivenza tra cittadini di diverse fedi religiose. E quindi, mi piacerebbe chiedere sia agli alleati leghisti che agli “islamici d’Italia”: siete disponibili a firmare congiuntamente la Costituzione della Repubblica Italiana?