Sacconi apre all’indennità di disoccupazione. Libertiamo applaude

– ”Gli ammortizzatori sociali dovranno essere su base assicurativa mentre in questa fase interveniamo a prescindere dai versamenti assicurativi”. Lo ha dichiarato Maurizio Sacconi a Vicenza, al termine di un convegno della Uil . Per il ministro del welfare, ”nell’agenda del governo c’è l’idea di completare le riforme del lavoro con l’intuizione di Marco Biagi di redigere un moderno statuto dei lavori che costituisce la sede opportuna anche per razionalizzare il nostro sistema di ammortizzatori sociali’‘. In poche parole, una riforma dello statuto dei lavoratori da realizzare ”dopo le elezioni regionali, quando ragionevolmente il nostro Paese, avrà tre anni senza interruzioni elettorali”, confidando nel superamento di quelle “condizioni di emergenza nelle quali oggi utilizziamo gli ammortizzatori non solo in deroga di ciò che ora abbiamo ma anche in deroga di quello che un domani potremo avere”.

In passato, quando Sacconi sembrava elogiare non “in deroga”, ma “in sé” l’attuale modello di ammortizzatori sociali, Libertiamo ha severamente criticato le opinioni del ministro. Questa volta concordiamo pienamente con lui sul percorso indicato. E la riprova della bontà di questa “nuova” posizione di Sacconi va ritrovate nell’immediata e quasi istintiva reazione della Cgil, che con la segretaria confederale Susanna Camusso dichiara: “Non vedo nelle parole del ministro nessuna valorizzazione della cig e del suo eventuale allargamento. Mi sembra invece che lo spunto principale sia quello dell’indennità di disoccupazione”. Appunto, ed è davvero bene che sia così.


3 Responses to “Sacconi apre all’indennità di disoccupazione. Libertiamo applaude”

  1. Mario Seminerio ha detto:

    Sarà che sono naif e non capisco molto di politica, ma sinceramente mi sfugge il nesso che esiste tra un ddl o un ddl delega e una scadenza elettorale (marzo? Aprile? Maggio?). Temo che siamo in piena annunciocrazia, ma se mi sbaglio farò pubblica ammenda.

  2. Carmelo Palma ha detto:

    Bello, annunciocrazia. Ma non facciamo gli andreottiani, concludendo che a pensare male si fa peccato, ma ci si azzecca. Scommettiamo sul bene,e poi dopo, nel caso, condanniamo il male. Insomma (clima natalizio), facciamo i veri cristiani…:-)

  3. Annunciocrazia fa il paio con demagogia. Siamo alle solite. Il ministro, al quale non andeottianamente diamo atto di parlare senza malizia, certifica l’impotenza del suo governo il quale, come tutti quelli che lo hanno preceduto, all’usta elettorale entra in fibrillazione. E non servono certo i duomi di milano da getto a fungere da defibrillatori.

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