Il drago e il cavaliere

– Le vignette satiriche, se sono capaci di far riflettere e se riescono a suscitare letture più approfondite che vadano oltre il sorriso, allora possono essere considerate come dei veri e propri editoriali. Sono cultura. Come nel caso della recente vignetta di Giorgio Forattini apparsa in prima pagina sul quotidiano “Il Giornale”, un disegno efficace in cui si ritrae il presidente della Camera con le sembianze di un drago e il presidente del Consiglio che, da uomo, senza scomporsi e con grande nonchalance, si accende una sigaretta utilizzando le fiamme sprigionate dal drago. Più che un disegno si tratta davvero di un quadro politico.
Ma per andare in profondità, è forse giunto il tempo di ricorrere agli archetipi. E’ necessario, cioè, tentare di leggere in modo anche originale il significato delle vicende politiche degli ultimi anni. Insomma, se intendiamo provare a chiarire o, almeno, a delineare meglio il profilo politico presente, se nasce l’urgenza di spiegare agli altri quello che vediamo di fronte a noi, allora è urgente semplificare, ricorrere alla narrativa, alla letteratura.

Bisogna riscoprire un linguaggio universale. E quello degli archetipi è un linguaggio universale, capace di parlare a tutti e che ci permette di capire.
La parola archetipo, è giusto ricordarlo, deriva dal greco antico e significa immagine. Il vocabolo, però, è composto dai due parti, da due termini: tipos (“modello”, “marchio”, “esemplare”) e arché (“originale”). Oggi, viene usato per indicare, in ambito filosofico, la forma preesistente e primitiva di un pensiero (ad esempio, l’idea platonica). Oppure viene utilizzato in psicoanalisi per indicare le idee innate e predeterminate dell’inconscio umano. In mitologia, invece, gli archetipi sono le forme primitive alla base delle espressioni mitico-religiose dell’uomo e, in letteratura, sono i personaggi primordiali immersi nella struttura della narrazione, per esempio: il re, la fata, il vecchio saggio, il cavaliere, il giovane apprendista, la maga, ecc.

Dietro le vicende della politica italiana, insomma, si nascondono tracce di un mondo composto da archetipi. Seguendo questa linea interpretativa, potremmo scoprire davvero che Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi sono, rispettivamente, un drago e un cavaliere. Non soltanto perché il presidente del Consiglio viene chiamato, non a caso, il Cavaliere, ma perché la corrispondenza tra il nome e l’appellativo è assai più indovinata e pertinente di quanto si possa immaginare. Lo dimostra anche il modo e la dignità con cui, a Milano, ha subito reagito al colpo ricevuto mostrandosi, addirittura, con il volto ferito ma pieno di coraggiosa umanità.

In piazza Duomo, Berlusconi, dopo l’aggressione, ha rialzato la testa con fierezza, seppur nel dolore e con il volto sanguinante e tumefatto. Si è rialzato immediatamente. Quasi a confermare lo slogan delle ultime elezioni politiche: “Rialzati Italia”. Il Cavaliere, perciò, da vero matador, è sceso dall’auto, in cui la scorta l’aveva rinchiuso per proteggerlo, come un torero scende nell’arena, cercando con lo sguardo il responsabile di quel gesto criminoso e folle. Per guardarlo in viso. Come avrebbe fatto un impavido cavaliere. E’ una conferma dell’indole del premier. E andrà approfondita.

A partire dalla vignetta di Giorgio Forattini, perciò, diventa doveroso cercare di svelare la rappresentazione iconografica e narrativa che si va delineando e che l’aggressione di Piazza Duomo conferma. Mi spiego meglio: se Fini è ritratto con le sembianze del drago, Berlusconi rappresenta l’uomo. Ma è un uomo di una stirpe particolare: quella dei matador, dei toreri, dei cavalieri. Non è un caso che il premier si sia più volte vantato di aver eliminato, se non addirittura sconfitto, uno ad uno,  tutti gli avversari che gli si sono parati davanti: da Occhetto a Veltroni, da Prodi a Rutelli, da Soru a Franceschini, da Amato a D’Alema. Come ogni matador, il Cavaliere sa catturare la simpatia del suo pubblico e mandare in visibilio gli spettatori dell’arena politica. Ma è sempre un uomo. Ed è quella la sua forza. Soprattutto ora che appare stanco e sofferente. Dovrebbe allora, proprio in questo momento, riscoprirsi uomo e mettere da parte l’immagine falsa di superuomo.

E’ sul significato del drago, però, come archetipo della forza e della fortuna, che bisogna soffermarci. Nella nostra cultura occidentale, infatti, se pensiamo a un drago, immaginiamo subito i tratti mostruosi di una bestia distruttrice e diabolica. Ma questa è soltanto la rappresentazione parziale di un archetipo che può assumere, invece, significati ben diversi e assai più interessanti. Il drago porta beneficio.

Gianfranco Fini, insomma, ha ragione Forattini, può essere un drago, ma di una specie diversa: forse quella degli uomini divenuti drago. Comunque, un drago è colui che sa accompagnare i grandi cambiamenti. Non un nemico aberrante, quindi, ma un valore aggiunto. Nel romanzo e nel film Il Signore degli Anelli, per esempio, il drago è Aragorn. Come sembra suggerire il nome stesso.

Per chi non conoscesse la saga di J.R.R. Tolkien, è bene ricordare che Aragorn è un diretto discendente di Elendil e Isildur (di cui è il trentanovesimo erede in linea diretta), fondatori e re delle terre di Gondor e di Arnor. Dopo la morte del padre Isildur, gli viene cambiato il nome in Estrel che in elfico significa “Speranza”. Vive senza sapere la sua vera identità fino all’età di 20 anni, quando Elrond gli consegna i frammenti della spada Narsil e l’anello di Barahir, segno della sua discendenza. Conosciuto il suo nome e le sue origini, Aragorn si distingue in varie battaglie contro i servi di Sauron durante gli anni successivi. Viaggiando per la Terra di Mezzo incontra Gandalf e diviene suo grande amico. Viene ingaggiato da lui per la cattura di Gollum e, portata a termine la missione torna a sorvegliare i confini della Contea. Qui, alla locanda del Puledro Impennato, con il nome di Grampasso (con questo nome è infatti conosciuto dagli Hobbit e dagli Uomini di Brea) incontra i quattro Hobbits tra cui Frodo.

Se ci riflettiamo bene, infatti, quella A iniziale di Aragorn, in realtà, è il carattere “delta” dell’alfabeto greco, scritto in maiuscolo: appunto il carattere Δ. Tale lettera, quindi, può essere facilmente confusa con la prima lettera del nostro alfabeto: la A. Il nome corretto potrebbe essere Δragorn (si legge Dragorn), in cui appare chiara in tutta la sua luminosità la radice del termine. Mentre Gandalf assomiglia molto a Marco Pannella quando afferma in una recente conferenza stampa: “Si va formando un accordo di potere sulle rovine della democrazia – denuncia Pannella – mentre noi pensiamo che Berlusconi non si deve toccare, ma battere con la democrazia e nella democrazia, da conquistare, e non nella partitocrazia attuale. Loro vogliono liberarsi da Berlusconi, noi dal regime partitocratico. Non esiste vera alternanza senza “alterità” politica, come dimostra la storia di questi sessant’anni”. La democrazia da ricomporre è Narsil, cioè la forza che si oppone al lato oscuro, anzi – meglio – all’Oscuro Signore. E Aragorn è, dunque, un drago. Infatti, quell’alterità che deve rinascere svela la storia futura della Compagnia dell’Anello, proprio come nel film omonimo, tratto dal romanzo di Tolkien. E se Forattini disegna il presidente della Camera come un drago, allora possiamo affermare che questo drago assomiglia molto ad Aragorn. E se Aragorn è un drago, Fini è come Aragorn.


Autore: Pier Paolo Segneri

Nato a Frosinone nel 1973, è laureato in Lettere Moderne presso l’Università La Sapienza, con una tesi su Leonardo Sciascia e la mafia. Scrittore, regista e autore teatrale, scrive editoriali per riviste e quotidiani. Nel 1997 è stato consigliere comunale di Frosinone. Diplomato presso la Scuola di Liberalismo di Roma, ideatore del progetto politico della Rosa nel Pugno, che ha anticipato nel 2004 con il suo pamphlet intitolato "La rosa è nel pugno". Dal 2000 è iscritto e militante dell'area radicale.

20 Responses to “Il drago e il cavaliere”

  1. stefano martufi ha detto:

    Domandone finale all’acuto Segneri: E Bossi? Bossi a chi somiglia?

  2. mirtillo ha detto:

    Noto che regolarmente su libertiamo compare un pezzo incensante Fini. Stavolta Fini è un prode eroe-drago da saga medievale.

  3. Luca Cesana ha detto:

    Forattini non azzecca una vignetta da anni: l’ultima che ricordo mi aveva divertito era quella di D’Alema che sbianchettava mi pare gli elenchi del Kgb;
    ma il Fanfani tappo dello champagne con un bel “No” come etichetta post referendum sul divorzio o quello del Berlinguer in pantafole e vestaglia, disturbato dal casino degli scioperanti è lontanissimo: ora mi pare un feltri che disegna
    con tutto il rispetto per un ex grande umorista

  4. Piercamillo Falasca ha detto:

    Spero che questo articolo di Segneri rappresenti il primo di una serie di riflessioni tolkeniane qui su Libertiamo…
    Sotto la scorza del liberale, in molti di noi si cela l’animo dell’abitante della Terra di Mezzo.

  5. DM ha detto:

    Se Gollum gestisce “il tesssoro”, arrivare all’identità di Frodo è un attimo. Gentile autore del pezzo, la prego, riveli le altre identità :)

  6. hobbit ha detto:

    A me pare che Fini ricordi più il traditore Saruman, furbastro e infingardo, piuttosto che l’eroe Aragorn.

  7. E’ incoraggiante per l’anno nuovo del PDL constatare che per una volta LIBERTIAMO è capace di una sia pur timida apertura di credito al nostro inquieto presidente della Camera…Falasca non sa più che inventarsi, ora anche Tolkien. Invece di cambiare cavallo cambia ippodromo…

  8. Luca Cesana ha detto:

    ma, mi domando, perchè questi lanciatori di merda (citazione Pannella, congresso inizio anni 80 mi pare) non se ne vanno sulle centinaia di siti ultra-ultra-ultra Berlusconiani e vengono qui a vomitare insulti?
    mi ricordano quel coglione che tappezzava il sito RL di citazioni capezzoniane, do you remember Piercamillo?
    chissà se ha svoltato a 360 come il capez…

  9. Piercamillo Falasca ha detto:

    Mi ricordo, caro Luca… d’altronde c’è chi ce lo fa ricordare anche qui su Libertiamo, ormai…

  10. Pier Paolo ha detto:

    Grazie a tutti per le riflessioni apportate!
    Trovo ciascun commento degno di interesse perché ognuno ha saputo arricchire un articolo in bilico tra fantasia e realtà.
    Mi piace l’idea proposta da DM di abdare a trovare le similitudini tra i personaggi di Tolkien e i politici nostrani.
    Personalmente, la mia parte l’ho fatta: Aragorn è Fini, Gandalf è Pannella, ma chi sarà Gollum? E chi Frodo? Ecco, mi sembra divertente dare un seguito a questo gioco, che ritengo intelligente e creativo. Ma mi piacerebbe che coinvolgesse tutti. Aspetto dagli altri eventuali accostamenti e suggerimenti. Stefano mi chiede a chi corrisponde Bossi, a voi la parola…
    Ha ragione anche Luca Cesana: Forattini, seppur bravissimo, ormai non azzecca una vignetrta da anni ma, stavolta, forse inconsapevolemente, ha centrato il punto. Sbagliando, ha indovinato!

  11. stefano martufi ha detto:

    Prego prendere in considerazione anche Gianni Letta.

  12. DM ha detto:

    Luca, non conosco gli eventi che condividi con Piercamillo, ma non starei a perder tempo sui “lanciatori di merda”. I troll hanno boomerang tra le mani…

    Un giorno, se mai ci sarà l’occasione, sarei curioso di sapere come mai c’è così tanto astio verso il mio omonimo. Da outsider mi sembrava una persona per bene, un tempo.

  13. Luca e Piercamillo voi i lanciatori li censurate, molto libertariamente, proprio come bei tempi del saluto romano, quello che il vostro profeta ha ammainato ad appena 43 anni. Ma non s’usa da voi rispondere invece di strillare “merdaaaa” come quelli dell’onda viola?

  14. Alessandro Caforio ha detto:

    @ Tommaso De Gregorio – Se non si tratta di uno “gioco” tra te Luca e Pieracmillo, questa storia delle “censure” di Libertiamo, leggo te ma anche altri in rete, è una sgradevole bufala che fa torto a chi ci lavora, ai tanti lettori, ai commentatori e all’intelligenza di chi questa bufala la scrive. Le “censure”, ad oggi :-), sono della “forma” e non dei “ceontenuti”. Chi esprime civilmente il suo dissenso lo vedrà sempre pubblicato. Ci sono dubbi? ‘notte

  15. goldrake ha detto:

    Sì Alessandro. Molti dubbi. Soprattutto perchè la forma che vi piace è un concetto arbitrario che piegate secondo convenienza.

  16. Non sono solo dunque, è una bella scoperta. Confermo: sono stati cancellati due miei commenti, duri, ma di contenuto. Non mi indigno più di tanto, non sono un noglobal, ma questo Luca, come gli stessi Piercamillo e Palma sono molto deludenti rispetto ai sogni e ai bisogni a cui questo spazio rispondeva. Invito tutti quelli che condividono dissensi o perplessità a incontrarci su Facebook, dove vorrei creare un osservatorio su Libertiamo.it. Non si è rozzi berlusconiani cretini solo perché si vorrebbe una parziale correzione di rotta politica, se oggi qui la politica politicata prevale nettamente sull’animazione culturale e sociale

  17. Alessandro Caforio ha detto:

    @ Tommaso – Vedo che sei in compagnia di Goldrake e quindi ho timore a darti torto :-). Ho verificato in redazione e confermo che non ci sono state censure rispetto ai tuoi commenti. La verifica non era complicata: in 8 mesi siamo stati costretti a bannare 2 utenti per linguaggio volgare e 1 per palese antisemitismo. C’è poi il sistema automatico di controllo dello spam che mette in moderazione i commenti con molti link o eccessivamente lunghi. Al netto dei problemi tecnici, sempre possibili e di mia competenza ( webmaster[at]libertiamo.it ), non c’è la volontà politico-editoriale di fare censure. Considerazioni “etiche” a parte, sarebbe un comportamento abbastanza stupido per chi vuole crescere e sta crescendo.
    http://www.libertiamo.it/2009/12/05/riepilogo-statistiche-novembre/

  18. mario raffaello ha detto:

    grande PP Segneri…HAI SCATENATO UN BEL DIBATTITO!!! BELL ARTICOLO VERAMENTE…MA DICCI… LA BELLA MARA…CHE IDENTITA’ HA?

  19. Senti caro Caforio sulle censure non ho alcun bisogno di strapparti una confessione. Vuol dire che riproporrò il commento in oggetto. Il più bel regalo di Natale che posso fare ad un gruppo come il vostro che “sta crescendo”, è di crearlo davvero un osservatorio FB sulla vostra rotta politica. In ogni caso la vostra linea politico-editoriale non credo risulti essere tra i primi cento problemi del paese e nemmeno tra i primi cinquanta del PDL. Quanto alla certificazione di non stupidità mi rimetto al vostro ottimismo. Il post “Il drago e il cavaliere” trasmette comunque una certa malinconia, legittima spero, come ogni stato d’animo, soprattutto in un habitat libertario.
    Buon Natale e sinceri auguri per un produttivo 2010, anche dai peones berluschini, umili e rozzi ma non completamente fessi vosti condomini.

  20. Alessandro Caforio ha detto:

    @ Tommaso – Se il commento fosse stato, più o meno, “Fighetti bocconiani, leccaculi di Fini” il sistema automatico lo avrebbe bloccato classificandolo, stupidamente, come spam di un sito pornografico ( per ovvi motivi ). Il webmaster che si fosse trovato a controllare nello spam, sicuramente, non avrebbe fatto la fatica di approvarlo ( anche qui per ovvi motivi ). Auguri veri.

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