Schifani: ‘Facebook più pericoloso dei gruppi anni 70’. Si sbaglia, Presidente

– “Facebook è più pericoloso dei gruppi degli anni 70”. Pare non avere dubbi il Presidente del Senato, Renato Schifani, durante la cerimonia di auguri a Palazzo Giustiniani: “Si leggono dei veri e propri inni all’istigazione alla violenza. Negli anni 70, che pure furono pericolosi, non c’erano questi momenti aggregativi che ci sono su questi siti. Così si rischia di autoalimentare l’odio che alligna in alcune frange“.

Le preoccupazioni del presidente del Senato riflettono una realtà che non esiste, banalmente perché Facebook non è ciò che Schifani pensa che sia. Facebook non è un “altrove” virtuale rispetto alla realtà, ciò che la gente scrive sul social network non è diverso – nel bene e nel male – da ciò che pensa e dice nei bar, nelle strade, nelle piazze, nei luoghi di lavoro. Ci sono tante parole sul web, molte cose intelligenti e molte cose stupide, ma sono sempre e soltanto parole, che tutti possono leggere e che tutti possono segnalare alle autorità, se si ritiene che rappresentino un’istigazione alla violenza o un’apologia di reato. Dire che Facebook (non alcuni gruppi di Facebook, ma proprio Facebook!) è pericoloso significa sostenere che è pericolosa la libertà di comunicare e scambiarsi idee. A ritenere pericolosi i social network sono i regimi totalitari, non le democrazie come la nostra.


13 Responses to “Schifani: ‘Facebook più pericoloso dei gruppi anni 70’. Si sbaglia, Presidente”

  1. Ugo Salem ha detto:

    Da un cittadino antiberlusconiano come me vorrei che giungesse un forte grazie per il vostro articolo, che ho trovato intelligente e completamente “sul pezzo”.
    Sebbene “di sinistra” (ma certo non a favore del PD o peggio della sinistra ormai e finalmente extraparlamentare), troverei onorevole e produttivo se ad alternarsi al governo del mio paese ci fossero decenti rappresentanti della mia parte politica e persone come voi, dall'”altra parte”. Solo su intelligenza e cultura, come voi avete manifestato in questo vostro articolo, può basarsi la vera dialettica politica tra avversari e non tra nemici.

  2. Piercamillo Falasca ha detto:

    @Ugo Salem: grazie mille per le belle parole. Io credo che sia davvero venuto il momento della dialettica, come dice lei, ma soprattutto credo che sia giunto il momento di una politica in contatto con la società reale. Quando la politica è un mondo autoreferenziale, che si nutre di se stessa, che si “ricapitalizza” a volontà, il rischio è la fine del circuito democratico sano. E allora, per restare in sella, la politica ha bisogno dello stato emergenziale, del commissariamento della realtà, del nemico da abbattere. Oggi è Facebook, domani chissà…

  3. Cactus ha detto:

    Boccaccia mia statti zitta!!!
    Mi limito solo a scrivere: Ma il presidente del Senato, in che mondo vive? O meglio, in che nazione?
    “Caro” presidente siamo in Italia, non in Cina…e anche li un pò alla volta si stanno evolvendo.

  4. Leonardo Armando Iarrusso ha detto:

    Non posso che apprezzare le sue parole!
    Non sostengo il PDL ma spero che ci siano più persone come lei, consce di quella che è la realtà dei fatti.

  5. Luca Cesana ha detto:

    Schifani Presidente del Senato: ottima metafora dell’inarrestabile degrado delle Istituzioni (oddio, dopo la pivetta e scogna leverei l’ “inarrestabile”, diciamo degrado e basta…)

  6. filipporiccio ha detto:

    Non siamo in Cina, ma penso che sotto sotto molti politici vorrebbero esserci (come membri del Partito).

  7. Edmondo Dantes ha detto:

    Le Parole di Schifani offendono le vittime del terrorismo degli anni 70[ nel caso specifico] perche’ se non lo sapesse, e spero che lo sappia, fra i gruppi extraparlamentari che sfociarono nella lotta armata ci stanno le BRIGATE ROSSE e PRIMA LINEA…

  8. bagnascus ha detto:

    è l’ennesima dimostrazione che nel centro destra non c’è una solida cultura liberale ma cattopopulista

  9. Lauro ha detto:

    Facebook e’ attaccato, ingiustamente e vilmente da politici, che hanno peccato! Facebook da’ la possibilita’ a chiunque..di noi mortali, quella di poter pubblicare l’indubbio discontento v politici. E dubbio non v’e’ che’, troppi uomini di governo si sentono soprannaturali, e se pur autosantificati (contro il volere della Chiesa) sono incapaci di miracolizzare, per salvare la nostra bella Italia: dal baratro della vergogna istituzionale, che offende tutti gli “italiani, anche quelli all’estro”.
    Evvero, qualche commento e’ di cattivo gusto, ma se paragoniamo detti commenti a crimini commessi (da gruppi di eletti)durante il mandato parlamentare, i comenti su Facebook, si dissolvono, ma il crimine resta, e si dovrebbe perseguire secondo il codice di p.p….altro che “lodi”, qui l’offesa alle leggi, alla Costituzione e all’onesto cittadino, che costretto “paga piu’ che lauta remunerazione”.
    L’istante cittadino della stessa Repubblica, ha chiesto e gli e’ stato negato un ubi consistam, al governo Berlusconi, e’ resta nel limbo della quasi prigionia, dell’asilo coatto, in qualita’ di primo Rifugiato politico degli anni 2000! E in supporto ai guasti politici…il ministero rincasa la dose di abuso..decretando la “morte civile”. Qui c’e’ il pericolo per i diritti del cittadino, indi la mera offesa, caro Shifani. Anche tu, malgrado i titoli altisonanti eccetti, hai perferito ingnorarmi, e palesemente ledendo ulteriormente tutta la mia famiglia (vittima del tritolo)e in meri effetti, cagionando danno all’interesse generale nazionale. Amor di patria, o dissarizio con la pubblica pecunia. Sostanzialmente, non si puo’ impunemente puntare il dito accusatorio, e se qualcuno si risente da commenti su “Facebook” ha solo da farsi il mea culpa e dimettersi dall’incarico, evitandosi future “bollature e vergogna” che purtroppo saranno inevitabili. Non ho paura di azioni per diffamazione, sono protetto inter alia, da indiscutibile probativa prova penale, contro gruppi di persone (legge europea) terroristipoliticimafiosi, e collusi magistrati di carriera, che non ubbidiscono (dal 1986 ad oggi) alle legiferate leggi e Costituzione Repubblicana! Gli altarini prima o poi si apriranno, e sara l’ultimo atto politico del governo Berlusconi, che insabbio’: “L’Appello ale masime autorita’ delo Stato, ma che grazie a “Statisti quali Ciampi e Napolitano, sono al vaglio del CSM. poi sara’ la volta della DDA, DIA e AG competente a salvaguardare gli interessi di giustizia!
    Dalle mie (quasi prigioni) per rispetto istituzionale ovvio, non diretto a persone che ostano il corso della “giustizia” porgo la maxima debertur referentia.
    Il Paladino dei poveri.

  10. Lauro ha detto:

    In relazione al precedente commento, mi scuso, per gli errori ortografici. Cio’ e’ dovuto alla mancanza di patronanza della mano sx e vista! Il collegmento alla menomazione e dovuta ai seguenti fatti:
    Esistino tre processi penali insabbiati da collusi giudici che intascavano tangenti, affinche’ non celebrassero gli emarginati processi in assolo patrocinati in due Procure della Repubblica, il primo processo, nei confronti di un comune, inter alia, reo di falso e abuso in atto d’ufficio, false residenze anagrafiche (pilotamento il voto politico) ivi incluso il suicidio dell’uff. dello stato civile, involato su falsa pista casalinga, delitti di un ex presidente della provincia, pluriincriminato e mafioso, che incompetente in materia amministrativa e’ la mera causa di codesta saga, e se non bastasse e’ un usurpatore di titolo universitario; il secondo processo v giunta regionale(collegamento al caso De Magistris)con la truffa nel settore contributi di prima sistemazione e immigrazione; il terzo processo “riunito con il primo” consistente in una mega tangenti nel settore case popolari, ove spartivano le tangenti non solo negli appalti, ma mazzette per l’assegnazione di alloggi economico e popolare, da qui la conseguenzile cruenta morte di tre persone, proprietari terrieri (anche qui in depistamento mafioso, quando in verita’ gli omicidi si ordinarono dall’IACP); truffe v fisco e INPS ecc.ecc. Per tapparmi la bocca, e visto che nella mia liberta’ non accettavo compromessi e future posizioni alla provincia o regione….alla sequela di delitti quotidiani, tra i quali l’aggressione fin dentro il domicilio domestico..da parte di un finanziere colluso con la mafia, l’amministrazione comunale decreto’ la mia morte a mezzo di materiale splodente. Indi, per salvare la “vita” della giovine famiglia, in dirispetto al dettato costituzionale e leggi della Repubblica, avendo lo Stato di diritto “omesso la dovuta protezione – a danno del popolo, concessa ai collaboratori di giustizia” non resto’ che sparire, e approdare piu’ miti lidi. Adesso l’allaccio alla malattia. Patrocinato i pertinenti processi per il riconoscimento dello status di Rifugiato; la continua tortura psicologica, la rabbia e stress..anche vedendo via etere che l”italia e’ oggetto di aggressione dei mercanti (e qui accuso Gesu’, che non usa la frusta per schiacciarli) il blocco (17 anni) della pensione, atto astanarmi e rimettere in essere la sentenza di morte emanata dalla P.A. dello Stato; il contratto significante debito per vivere, e altre connesse vicissitudini, cusarono: infarti e, poi il decesso. Ma il buon Dio, mi risuscito’ dalla valle della morte…e se pur acciaccato da postumi, la causa di errori non voluti…. attacco chiunque si sente inattaccabile o homo homini lupus, e alla Cicerone dico: est modus in rebus, quousque tandem, …….., abutere patientia nostra? Datemi un punto d’appoggio…un ubi consistam nel buon nome dell’Italia onesta!
    Il Paladino dei poveri.

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