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Paranoia: ecco la causa dell’odio contro Berlusconi

– L’aggressore di Silvio Berlusconi era in cura psichiatrica da un decennio. Ma la malattia che ha portato all’aggressione in Piazza Duomo a Milano è collettiva e molto diffusa. E’ soprattutto per questo che non si può considerare quel singolo gesto come un atto unico ed eccezionale, ma come parte di un trend ben visibile in Italia da almeno due anni.

Tartaglia, a detta di suo padre, non si è mai impegnato in politica. Ma il clima che lo circondava, in quel momento, in Piazza Duomo, era carico di odio politico, era impregnato di una nube intossicante di ideologia che avrebbe spinto chiunque, soprattutto se influenzabile, a impugnare un’arma e ad usarla. Paradossalmente non hanno tutti i torti Antonio Di Pietro e Rosy Bindi quando, a botta calda, hanno dichiarato che Berlusconi ha creato un clima di odio. La loro diagnosi va semplicemente letta alla rovescia: sono i nemici di Berlusconi che stanno creando un clima di odio, sistematicamente, su tutti i fronti, da quando ha vinto le elezioni nel 2008. E questo fenomeno non è che l’ultima tappa di un crescendo di paranoia nei confronti del nostro sistema politico ed economico occidentale che sta montando da almeno mezzo secolo.

Questa paranoia è condivisa da persone di tutti i ceti sociali. Stiamo parlando di gente con un livello di istruzione molto alto, che non è in cura psichiatrica, che è clinicamente sana, ma vive in una realtà differente rispetto a quella che possiamo vedere e toccare con mano tutti i giorni. Ideologicamente sono più trasversali di quanto non si pensi: non solo sono comunisti, non sono solo cattocomunisti, né solo fascisti, perché molti di loro si sono sempre professati democratici. Però… l’Italia è una democrazia dal 1946, ma loro credono che, da allora ad oggi, viviamo in una dittatura mascherata. Credono che la democrazia sia solo una facciata formale, mentre i poteri reali sono nelle mani di poteri occulti, mafiosi, massonici, piduisti, militari. In Italia abbiamo un sistema sociale di mercato, caratterizzato da un forte interventismo statale e da concertazioni fra governo, sindacati e ordini professionali. Ma loro credono che pochi grandi capitalisti, sia stranieri che italiani, controllino tutti i nostri destini economici e che lo Stato sia solo una piccola rappresentazione formale di questi poteri finanziari. In Italia c’è una certa libertà di contratto, anche se imbrigliata da regole statali concordate, nel corso dei decenni, da governo e sindacati. Ma loro credono che una classe di “padroni” detti le proprie regole e crei una massa di precari indifesi per meglio controllare le masse. “Padroni” che, in base alle teorie economiche marxiste che studiamo sin dalle superiori, guadagnano il plusvalore alle nostre spalle, sfruttando il nostro lavoro. In Italia c’è libertà di espressione da quando, nel 1945, ci siamo liberati dal regime fascista. Ma loro credono che, con la nascita di televisioni private (che, dalla fine degli anni ‘70, hanno spezzato il monopolio di Stato) tutti noi italiani stiamo subendo un sistematico lavaggio del cervello da parte di una classe dirigente che ci vuole dominare, rendendoci degli imbecilli capaci solo di guardare le donnine nude. Sì, perché per questa gente l’uomo non è dotato di libero arbitrio: è solo una spugna che assorbe tutto quello che viene propinato dal video. Per loro non esistono persone che guardano la Tv per informarsi e divertirsi (e poi continuare a fare la propria vita e compiere le proprie scelte), ma solo gente che viene comandata a bacchetta dai programmi televisivi. In Italia abbiamo avuto un grosso problema di terrorismo, alimentato da gruppi rivoluzionari di estrema destra, di estrema sinistra e dalla criminalità organizzata. Ma loro credono che in Italia non ci sia mai stato terrorismo, bensì una precisa strategia di Stato: uccidere cittadini innocenti per seminare panico e giustificare l’affermazione di un regime autoritario. La chiamano “strategia del terrore”. L’Italia, dopo la liberazione dal dominio tedesco nel 1945, è uno Stato unito, indipendente e sovrano. Ma per buona parte di questa gente, l’Italia è una colonia degli Stati Uniti. Tutti costoro credono che l’Italia non sia entrata nella Nato per difendersi dall’Unione Sovietica e dal Patto di Varsavia, ma per obbedire a un sistema imperiale che vuole espandersi e sfruttare le risorse del pianeta. Molto spesso sono gli stessi che pensano che l’attacco dell’11 settembre a Washington e New York sia un complotto dei servizi segreti americani e israeliani per giustificare una nuova spinta imperiale.

Ripetiamo: non stiamo parlando di “malati”, sono persone clinicamente sanissime. Scrivono, lavorano, insegnano. Quando si sentono minacciati sparano o invitano altri a sparare. Semplicemente non credono a niente di quello che vedono, sentono, leggono. Credono solo alla loro ideologia, che ha già tutte le risposte pronte. Per tutti costoro, Berlusconi non è un leader scelto liberamente dalla maggioranza degli italiani, bensì l’incarnazione (o meglio: l’epifenomeno) dei poteri occulti che starebbero strangolando l’Italia dal dopoguerra ad oggi. Per loro è il responsabile del lavaggio del cervello televisivo, è artefice della “strategia del terrore” (nella fase delle stragi di mafia), è il rappresentante dei “padroni” ed è un imperialista convinto agli ordini di Washington. Ed è per questo che ignorano la realtà della democrazia: più Berlusconi vince le elezioni, più è popolare fra gli italiani, più loro si sentiranno minacciati. Per ora vivono in pace assieme a noi, al massimo organizzano manifestazioni pittoresche e predicano scenari apocalittici. Finché qualcuno di loro non si sentirà in dovere di “difendersi”.


Autore: Stefano Magni

Nato a Milano nel 1976, laureato in Scienze Politiche all’Università di Pavia, è redattore del quotidiano L’Opinione. Ha curato e tradotto l’antologia di studi di Rudolph Rummel, “Lo Stato, il democidio e la guerra” (Leonardo Facco 2003) e il classico della scienza politica “Death by Government” (“Stati assassini”, Rubbettino 2005).

61 Responses to “Paranoia: ecco la causa dell’odio contro Berlusconi”

  1. Veramente per me Berlusconi è solo uno che si definisce liberale, ma agisce solo nell’interesse delle rendite di posizione, dovrebbe lavorare per gli italiani, ma è troppo impegnato a curare solo le proprie questioni e affari personali. A me era sembrato il meno peggio, ma mi sono dovuto amaramente ricredere. Per me è uno che non mantiene nemmeno mezza promessa elettorale, una persona poco seria per un lavoro istituzionale. Può darsi che qualcuno lo odi, come che qualcuno lo ami, qui si entra un po’ nelle manie personali.

  2. Per me Berlusconi non è liberale. Non ha neanche molta simpatia per la democrazia così come la conoscono i paesi dell’occidente. Mi sembra, come stile e aspirazioni, più vicino a Chavez e Putin. Il suo comportamento mi spaventa davvero. Mi sembra anche usi un linguaggio carico di brutale ostilità nei confronti di chiunque non condivida il suo pensiero. Con tutto questo, e con estremo spavento, ho letto con orrore e dolore le deliranti affermazioni di chi irrideva al suo grave ferimento. Ho litigato con persone che credevo di conoscere, e le ho fatto uscire dal novero dei miei amici. Ho orrore di Di Pietro e Travaglio, penso che la Bindi dovrebbe dare le dimissioni. Ho anche trovato molte, moltissime persone come me, che pur non stimando Berlusconi, non lo odiano affatto. Che aspettano in questo paese gli spargitori d’odio, che sono dalle due parti (vi risparmio le citazioni), si rendano conto che ci stanno mandando alla rovina.

  3. Giampaolo Mercanzin scrive:

    @ Vezzola: Ma tu se avessi le disponibilità finanziarie di Berlusconi e la sua età, sprecheresti il tuo tempo in politica?,

  4. giuseppe vitale scrive:

    certo che “sprecherei” il mio tempo in politica, se a questa devo in grande misura la mia ricchezza e se, soprattutto, da questa dipende la stabilita’ del mio patrimonio!
    Non parliamo poi della possibilta’ che avrei, in caso malaugurato di pendenze processuali, di rifare i codici, di procedura e di merito, secondo le mie esigenze difensive!

  5. ma Magni, che risulta essere laureato in Scienza Politiche e redattore di un quotidiano, ha mai letto le carte processuali sulle stragi di Piazza Navona o di Piazza della Loggia o della strage di Bologna ??

    la cosiddetta “strategia del terrore” oltre che largamente condivisa da tutti, eccezion fatta per Magni e (forse) qualcun altro, è ampiamente documentata e argomentata da una notevole mole di carte processuali sulle quali quei “tutti” di cui sopra sono convinti del perchè vi fosse una precisa “strategia del terrore”.

    Consiglio a Magni di andarsi a leggere qualcosa e se mi consente di dargli il “la” può cominciare da una recentissima intervista a Giovanni Pellegrino, Presidente della Commissione bicamerale di inchiesta sulle stragi dal 1990 al 2001, rilasciata su Il Tempo in data 11/12/2009 (vedi link sotto) intitolata “Verità su Piazza Fontana” dove si chiede al Senato di rendere pubblici gli atti della Commissione che nonostante lui e gli altri membri avessero all’unanimità deliberato di pubblicarli, togliendo il segreto di Stato, fu tutto bloccato con il cambio al vertice della Commissione nel 2001 quando, a seguito della vittoria dell’allora Casa delle Libertà (FI, AN, UDC) fu nominato Paolo Guzzanti (ex PdL) nuovo Presidente.

    http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=OPYB4

  6. @ Mercanzin
    Ognuno ragioni per sé, io non faccio processi alle intenzioni rilevo quanto purtroppo avviene.

  7. Giordano Masini scrive:

    Sono d’accordo con l’analisi dell’articolo, per quanto riguarda la paranoia alla base dell’ideologia e dei pregiudizi di una parte maggioritaria della sinistra italiana. Sono d’accordo, soprattutto perchè ho condiviso la stessa paranoia per una buona parte della mia vita.
    Certo, Berlusconi non aiuta molto a scrollarsi di dosso certi pregiudizi…

  8. Giordano Masini scrive:

    @Alessandro: c’è stata una strage a piazza Navona? ;-)

  9. ovviamente voleva intendersi Piazza Fontana….capita

  10. gioegio scrive:

    “intossicante di ideologia che avrebbe spinto chiunque, soprattutto se influenzabile, a impugnare un’arma e ad usarla.” Ma vi rendete conto di quello che state dicendo? Sono proprio affermazioni così ad essere violente e a spingere all’odio. Non dico a prendere le armi perché è un’idiozia bella e buona.

  11. Stefano Magni scrive:

    @Alessandro Cascone: il teorema della “Strategia del terrore” è, appunto, un teorema. E non importa quanto sia “condiviso”: non ci sono prove, non ci sono fatti, non sono state accertate responsabilità del governo, né nella strage di Piazza Fontana, né nella scia di sangue lasciata dalle BR. Il teorema della “Strategia del terrore” ha la stessa attendibilità di quello, analogo, dell’auto-attentato americano nell’11 settembre. E’ una teoria cospirativa. Punto. E non sto parlando di indizi raccolti durante le indagini (che portano nelle direzioni più disparate, compresi KGB, libici e palestinesi dell’Olp), né di quel che affermano le Commissioni (che sono politiche e tali restano), ma sto parlando, semplicemente di mancanza di prove. Prove come: ordini scritti, direttive per la pianificazione della strategia, testimonianze ufficiali di chi l’avrebbe pianificata.

  12. Stefano Magni scrive:

    @Vittorio Vezzola: da liberale, anch’io trovo che Berlusconi non stia governando da liberale. Ma cosa c’entra questo con l’odio di chi lo teme come se fosse un dittatore? I contestatori di cui parlo non lo detestano certo perché non è abbastanza liberale. Anzi, se iniziasse (come spero) a tagliar tasse, riformare il lavoro, liberalizzare le professioni e riprendere le privatizzazioni, i contestatori sarebbero ancora più inferociti e violenti. Ci scommetto quello che volete.

  13. koteko scrive:

    Condivido in parte questa analisi, che tratteggia il profilo di una certa parte dei “no B.” inteso in senso lato. Forse la piu’ pericolosa, ma e’ un giudizio “grosso”…molti di loro non accetterebbero ne gradirebbero dei veri “anni di piombo”.

    Ma temo sia un’analisi parziale. Vi e’ un nutrito gruppo di persone (normali e non paranoiche) che si sentono insultate, minacciate e/o offese dagli atti e dalle parole di Berlusconi da quando e’ in politica.

    In questo contesto ritengo che il clima di odio sia bipartisan.

    In particolare ci sono due “richieste” da parte di queste persone. Che B.

    a) Smettesse di fare politica di “pancia”.

    Frasi come “chi vota a sinistra e’ un coglione”, monologhi da Vespa senza contraddittorio, insulti piu’ o meno scherzosi “di genere”, gaffe internazionali, attacchi alle istituzioni (dal presidente della repubblica alla magistratura passando per il parlamento e la costituzione) fanno parte di una dialettica politica che non aiuta assolutamente a “contrastare il clima di odio con l’amore”.

    Queste persone di cui parlo non pensano che B. sia l’unico, ne’ il primo ad usarle. Non vogliono che le usi Bossi, ne Di Pietro, ne i sindacati…ne il presidente del consiglio.

    b) Smettesse di difendersi DAI processi invece che NEI processi. Giusto o sbagliato che sia su un piano filosofico, le democrazie occidentali funzionano cosi’: se vieni condannato, sei colpevole e paghi.

    Il garantismo finisce il giorno del verdetto di Cassazione. Se Berlusconi, o un qualunque altro pinco pallino, vengono accusati di un qualche reato, devono difendersi NEI processi che li riguardano, con le leggi in vigore in QUEL MOMENTO.

    Cambiare le carte durante il gioco, anche se si e’ innocenti, e’ scorretto nei confronti di tutti gli altri, che non hanno la possibilita’ di entrare in politica per farlo.

    Mi scuso per la lunghezza, concludo:

    La violenza e’ un grosso errore, e dovremmo tutti, cittadini ma soprattutto i politici, partire dalla difesa delle istituzioni e del sistema democratico, che per quanto imperfetto e’ il migliore che abbiamo.

    Ma prima di gridare all'”istigatore” o all'”untore di odio”, sarebbe bene ricordarsi della famosa parobola della pagliuzza nell’occhio e della trave..

  14. Vittorio scrive:

    @ Stefano Magni: Non saprei immaginare le ragioni di chi odi seriamente Berlusconi (o che lo ami). Se, come asserisci si tratta di paranoici complottisti effettivamente il Cavaliere per storia personale e aspetti caratteriali può accendere le fantasie più sfrenate.
    Il mio, più che commentare direttamente il tuo articolo, era più modestamente uno sfogo. Se tagliasse davvero le tasse nelle misure annunciate in campagna elettorale penso che anche i complottisti rimarrebbero inebetiti dallo stupore per lungo tempo.

  15. Stefano Magni scrive:

    @Koteko: “Smettesse di fare politica di pancia…” e perché mai? Da quando la retorica politica aggressiva è diventata “pericolosa”? Anche grandi statisti come Churchill e Reagan hanno usato una retorica “di pancia”, capace di intercettare sentimenti popolari. Un conto è dare dei coglioni ai nemici politici, convincere l’elettorato che sei l’alternativa migliore, che se voti dall’altra parte avrai un governo del cavolo. Tutt’altro è l’istigazione alla violenza FISICA e l’attribuzione all’avversario politico di colpe da pagare col sangue o la galera. Cose che Berlusconi non ha mai detto, né fatto nei confronti dei suoi avversari.

    “Smettesse di difendersi DAI processi invece che NEI processi”, sì così basta fare un processo al mese per impedire a un premier di governare. Si torni piuttosto all’immunità parlamentare e si giudichi qualcuno solo previa autorizzazione a procedere. Mi sembrava un sistema molto più civile.

  16. @ Stefano Magni

    tu scrivi: “E’ una teoria cospirativa. Punto. E non sto parlando di indizi raccolti durante le indagini(…) ma sto parlando, semplicemente di mancanza di prove. Prove come: ordini scritti, direttive per la pianificazione della strategia, testimonianze ufficiali di chi l’avrebbe pianificata.”

    forse il problema è perchè vige ancora il segreto di Stato che la Commissione bicamerale di inchiesta presieduta da Pellegrino fino al 2001 voleva togliere ? non faceva meglio il governo di centrodestra, manu Guzzanti, a proseguire in tale direzione (e non viceversa a conservarlo) in modo da dimostrare che la “strategia del terrore” era solo un teorema infondato ??

    Solo per amor di cronaca ricordo a te e a chi pensa che i teoremi valgono solo in geometria e matematica che nel 1975, in piena emergenza terrorismo, veniva sciolto il nucleo antiterrorismo del generale Dalla Chiesa nato all’indomani delle prime azioni delle BR e che aveva dato ottimi risultati grazie al grande valore e fiuto di Dalla Chiesa, vedi per tutti l’operazione Sossi che riuscì addirittura a far infiltrare un suo uomo nel vertice delle BR, padre Girotto detto frate Mitra. Fu grazie a queste operazioni infatti che furono catturati Curcio e Franceschini. Nonostante tutto ciò il nucleo di Dalla Chiesa venne sciolto nonostante nel luglio 1975 un rapporto di uno dei massimi dirigenti dei Servizi, generale Maletti, al Ministro dell’Interno Gui “per avvertirlo che d’ora in poi gli eversori avrebbero inaugurato la tecnica dell’attentato alla persona, in particolare quella della sparatoria alle gambe”

    Diceva Andreotti (che non stimo né come uomo né come politico) a pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina…

  17. Euro Perozzi scrive:

    …Ho comunque l’impressione che l’articolo ha toccato uno scoglio sommerso e ci sono molte reazioni che dimostrano la fondatezza della tesi dell’articolo. La dissociazione dalla realtà è un problema diffuso. Ho anche paura che sia tipica di periodi di forte cambiamento… il non capire cosa succede scatena forme di attaccamento a schemi e abitudini vecchie. In realtà tutti cerchiamo semplificazioni più o meno cariche di ideologia. Vedo comunque due parti altrettanto immature e contrapposte. La prima “parte” è attaccata allo schema complottista e come un pugile suonato reagisce automaticamente ad ogni “provaocazione” non ha obbiettivi se non la “reazione” in se, la manifestazione. Stati avanzati della malattia portano alla lotta armata, poco probabile gli anticorpi creati negli anni ottanta sono ancora forti.
    La seconda “parte” è alla disperata ricerca di “leader” fidati e affidabili è disposta a sacrifici inumani pur di ricevere “una rotta”, un “si va di la” ha stomaco da vendere ed è disposta a perdonare molto a chiunque la prende a carico… ma non perdona le sconfitte!
    Anche se la seconda può apparire relativamente più matura non è affatto detto che sia la “parte vincente” la decadenza europea ha ampi spazi per cicli entropici.

  18. koteko scrive:

    @Stefano Magni: Berlusconi lo fa eccome. Che poi chi, come suggerisce Euro Perozzi nel commento precedente, sia disposto a minimizzare e perdonarglielo, e’ un altro discorso.

    Qui si trovano moltissime citazioni (con link) di Berlusconi negli anni. Non le ho lette tutte, e la maggior parte sono neutre o accettabili, per quanto “colorite” (non e’ un reato, e’ vero).

    Ma di frasi che potrebbero essere lette come istigazioni alla violenza, alla censura, all’odio (allo stesso modo delle dichiarazioni di Di Pietro), ce ne sono:

    http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/mafia-10/procura-nega-avvisi/procura-nega-avvisi.html

    http://www.corriere.it/politica/09_giugno_26/berlusconi_crisi_tappare_bocca_16af8380-626c-11de-8ba1-00144f02aabc.shtml

    http://archiviostorico.corriere.it/2009/aprile/03/Silvio_foto_con_leader_rimbrotto_co_9_090403019.shtml

    # I giudici di Palermo scherzano con il fuoco. (riguardo alla condanna di Marcello Dell’Utri a 9 anni in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, 11 dicembre 2004)

    # [Riferendosi a Prodi] Ho bisogno di un killer. Ma non c’è nessuno disposto a farlo, al momento. (da Libero, 21 novembre 2006)

    ————–

    Tralascio ovviamente tutte le declinazioni degli insulti legati al comunismo (verso magistrati, politici o giornali).

    Personalmente, ritengo queste esternazioni espressione di un modo di fare politica di “scontro”, che va oltre lo scontro elettorale.

    Piaccia o meno, e’ innegabile che quando si estremizzano gesti e parole per anni certe frange di popolazione si polarizzino e vadano oltre le intenzioni del politico.

    E questo vale sia per Berlusconi che per Di Pietro, che se dice “Questo puo’ far nascere episodi di violenza” non intende una minaccia (questo e’ mero complottismo), e non gli puo’ essere poi imputata la colpa del gesto di uno squilibrato.

    Anche se lo squilibrato in questione mostrava di apprezzare Berlusconi stesso.

    Io conosco gente che osanna Berlusconi ed e’ quasi criminale (criminali veri non ne conosco, per fortuna), sia per quello che dice che per quello che fa a ragazzi neanche diplomati, che sono ingenuamente ma pacificamente “comunisti”.

    Se la colpa di Tartaglia o chi sara’ la prossima volta (mi auguro non succeda ovviamente) e’ di Di Pietro, la colpa delle azioni criminali commesse da un qualsiasi silvio-lover (verso ragazzi, giovani e tranquilli, ma “di sinistra”) e’ di Berlusconi.

    Mi auguro siamo d’accordo nel considerare false entrambe le cose.

  19. Giovanni scrive:

    Spargere menzogne per criminalizzare l’avversario politico. Questa è la prima tassativa regola che la sinistra comunista perpetra da sempre. La verita in sè non ha nessuna importanza ciò che ha importanza sono gli effetti delle varie (cioè false) verità che vengono di volta in volta fabbricate per sostituire la verità vera.

    Si parla dell’odio ideologico rivesato sul Berlusconi e qualcuno se e esce con la strage di Bologna di ben 29 anni fa. Davvero assurdo e preoccupante ma serve ad avvalorare ancora di più la tesi di Stefano che condivido totalmente. Eppure ormai quasi tutti sanno che la strage di Bologna non è stata compiuta dai terroristi neri tutti sanno che si tratta d’altro, probabilmente, se non certamente, di una esplosione di matrice araba forse volontaria o forse involontaria (tesi di Cossiga). Ma tutti sanno anche che questa buffonata viene tenuta in piedi per due motivi: il primo è che se si ammette che la strage di Bologna non è e non è mai stata «nera», questa certificazione porterebbe vantaggio alla destra. Il secondo motivo è che se si ammetterebbe che la sentenza sulla strage è un tremendo errore giudiziario, per non dir peggio.

  20. koteko scrive:

    refuso notato adesso, scusate:

    “Anche se lo squilibrato in questione mostrava di apprezzare DI PIETRO stesso.”

  21. @ Giovanni & Euro Perozzi

    bhè, in questo caso “spargere menzogne per criminalizzare l’avversario politico” pare abbia contaggiato lo stesso avversario politico portandolo pero’ al paradosso di mentire contro se stesso

    http://www.parlamento.it/leg/13/BGT/Schede/BicameraliStoriche/4-00055.htm

    :-DD

  22. Giovanni scrive:

    Contro se stesso ?

  23. Giovanni bello, la Commissione, della quale ho riportato alcuni stralci, è composta, come mostrato al link riportato, per l’allora minoranza, da:

    MANCA (FI)
    PALOMBO (AN)
    CASTELLI (lEGA NORD)
    MANTICA (AN)
    PACE (AN)
    TONIOLLI (FI)
    VENTUCCI (FI)
    GAGLIARDI (FI)
    FRAGALA’ (AN)
    LEONE (FI)
    MAROTTA (FI)
    NAN(FI)

    e questo per rispondere anche a Stefano magni quando fa notare che la Commissione è politica. Certo, ma essendo una commissione di inchiesta parlamentare, equiripartita tra maggioranza e minoranza.

  24. ……..ovviamente ho omesso quei parlamentari del centro (CCD e PPI) equamente ripartiti tra maggioranza e opposizione dell’epoca

  25. pippolo scrive:

    “E questo fenomeno non è che l’ultima tappa di un crescendo di paranoia nei confronti del nostro sistema politico ed economico occidentale che sta montando da almeno mezzo secolo.” Ecco finalmente un post scevro da ogni ideologia. Il sistema economico occidentale. A quando il grande satana comunismo e altre cazzate simili?

  26. luigi zoppoli scrive:

    Che l’analisi abbia una sua ottica è tanto evidnte quanto legittimo Mi pare francamente che essa sia un tantino affrettata che non entra nella compessità del tema e dei fatti. E svicoli di qua e di là. Non posso né ho la pretesa di fare più approfondite osservazioni qui ed ora e neppure in un commento di necessità breve
    luigi

  27. Giovanni scrive:

    Alessandro caro il presidente Pellegrino era un esponente della sinistra e sappiamo bene quanto sia rilevante l’appartenenza politica di chi gestisce la commissione e poi se ricordo bene la stessa si concluse con la constatazione che non sussistevano elementi che consentivano di affermare che esponenti politici dell’ area di governo di allora (composto tralaltro da forze politiche che non esistono più) fossero rimasti coinvolti nelle varie trame eversive ne accertava che tutte le stragi erano fasciste, in realtà non accertava una emerita sega :-)

  28. @ Giovanni

    tu scrivi: “sappiamo bene quanto sia rilevante l’appartenenza politica di chi gestisce la commissione”

    che sos’è un altro teorema ? quoque tu a cadere nella malattia della “paranoia” di cui parla Magni e del quale “condividi totalmente” ??

    forse ha proprio ragione Magni: la paranoia è più diffusa di quanto si creda, e i malati, quando la malattia (eventualmente) riguarda loro, non ne riconoscono i sintomi ma li urlano agli altri. Della serie il toro che chiama cornuto l’asino

    :-D :-D

  29. Stefano Magni scrive:

    @Alessandro Cascone: vedo che non hai risposto alla mia obiezione, cioè: non ci sono prove. Tu citi Andreotti. Io preferisco citare Ockham: la risposta è la più semplice. Quindi se dei terroristi hanno messo bombe e sparato a gente dichiarando apertamente di farlo per fini rivoluzionari, se ne deduce che i colpevoli siano loro. Un mandante “occulto” (Cia, Kgb o lo Stato italiano) non è mai stato trovato, prove di un suo coinvolgimento, ripeto, non esistono. Lo stesso Pellegrino, nell’intervista che tu stesso mi hai segnalato, non accenna nemmeno a un ruolo diretto di mandanti esterni. Parla di “strumentalizzazione”, semmai, che vuol dire: approfittare del caos per emettere leggi più coercitive. Ma anche lo stesso Pellegrino parla di azioni pianificate all’interno di ambienti eversivi. Di destra, nel caso di Piazza Fontana.

  30. Euro Perozzi scrive:

    Per Alessandro Cascone,
    Non so se ho capito il tuo punto, e sinceramente avendo vissuto tutta la prima parte della mia vita a fianco a complottisti e paranoici mi risulta facilissimo credere a moltissime cose. Poi la vita ti insegna che la maggior parte delle ciambelle non vengono col buco ne al primo colpo ne mai e capisci che il caso è sempre comunque l’attore principale. Per quanto riguarda i parlamentari sono abbastanza convinto che come in molti altri settori non sono preoccupati della coerenza se non nell’istante in cui la Telecamera li inquadra. L’importante è il bonifico a fine mese. La telecamera personale che ognuno dovrebbe avere internamente è un lusso che la gente non si può più permettere: è spenta da quando il laicismo ha buttato l’acqua con il bambino: le religioni con la spiritualità…. ma questo è un altro discorso.

  31. Stefano Magni scrive:

    @koteko: ma le dichiarazioni di Berlusconi che mi hai citato ti sembrano “minacce” o atti di violenza? Ma stiamo scherzando? Lo “strozzerei chi ha fatto La Piovra” è palesemente una battuta, detta ridendo, da parte di un imprenditore che ha prodotto anche in prima persona film sulla mafia (perché fanno audience). Il “chiudere la bocca” a chi semina panico o getta fango è palesemente un invito a non fare catastrofismo, non una minaccia putiniana. Non mi risulta che in Italia ci siano giornalisti anti-berlusconiani minacciati, rapiti o uccisi. Quanto alla mancanza di “bon ton” negli incontri internazionali… beh, Berlusconi prende voti proprio perché si presenta come uomo qualunque e non come un sovrano. In ogni caso, nessuno, ma dico nessuno, degli esempi citati può essere paragonato a un invito a uccidere un avversario, a sbatterlo in galera, né a una statuina del duomo scagliata in faccia a un avversario politico. Tra le battute e le minacce c’è una differenza abissale, tra una minaccia e un atto di violenza c’è un altro salto di “qualità”. E’ impressionante che non si riescano a notare queste differenze.

  32. @ Stefano Magni

    forse è il caso che chiarisca meglio il mio punto di vista. Non mi ritrovo tra le file dei cosiddetti “complottisti” perchè sono sempre partito dal presupposto che una colpevolezza deve essere oltre che provata anche passare in giudicato. Se tutto questo non avviene io osservo soltanto i fatti, sollevo dei dubbi e/o delle riflessioni ma mi fermo un gradino prima di giudicare chichessia.

    Per quanto sopra messo in premessa, quando scrivo di “strategia del terrore”, personalmente, mi riferisco alla chiara e comprovata (carte processuali e giudizi di colpevolezza che mantengono ancora oggi in carcere personaggi come la Mambro e Fioravanti) strategia portata avanti da gruppi eversivi (Ordine Nuovo ad esempio) sul cui legame con apparati deviati dello Stato è tutto ancora da verificare in molte circostanza. Come daltronde, e giustamente fatto notare da Giovanni (così rispondo anche a lui), hanno stabilito le carte rese pubbliche proprio dalla Commissione di inchiesta di Pellegrino. Almeno fino a quando non sarà tolto il segreto di Stato sulla strage di Piazza Fontana come su Ustica e su tante altri stragi o “strani incidenti” a seconda di come la si voglia vedere (Ustica).

    In America nel 1971 dopo appena 7 anni dagli incidenti nel Golfo del Tonchino che diede inizio all’escalation della Guerra in Vietnam nella seconda tornata post-1954, quella USA, si scopri che il complotto c’era stato da parte della CIA proprio per giustificare la lotta al nemico rosso rappresentato in Indocina da Ho Chi Minh. Il presunto attacco dei vietcong alle navi USA, attraccate nel Golfo del Tonchino, nel 1964 si dimostro’ essere stato inventato sulla carta, a tavolino, per spingere il Congresso a deliberare l’escalation dell’intervento americano in Vietnam aprendo le ostilità contro il Vietnam del Nord e dando così inizio al peggior periodo della storia militare americana durato più di 10 anni con oltre 50.000 morti solo da parte americana.

    Questa è la differenza tra l’Italia e gli USA su come si affronta il problema dei teoremi in politica relativamente ad eventi storici di dubbia matrice e/o origine. E tutto ciò nonostante gli USA abbiano ancora tante carte secretate risalenti alla prima guerra mondiale.

  33. …..dimenticavo

    “Io preferisco citare Ockham: la risposta è la più semplice.”

    almeno da quello che leggo su Ochkam (non lo conoscevo, grazie per la dritta ;-) ) il cosiddetto “rasoio di Ochkam” è un principio probabilistico non una principio deterministico il che significa che è facile che la soluzione “possa essere” la più facile ma non è detto che sicuramente lo “è”. Particolare di non poco conto perchè lascia aperto il dubbio che possa essere vero quanto affermato.

  34. Alessandro scrive:

    Concordo a pieno con l’analisi dell’articolo e con il suo contrario.
    Esiste un odio verso Berlusconi equamente bilanciato da un odio verso l'”essere comunisti/di sinistra”. Nel mezzo ci si trova schiacciata una minoranza di persone stufe di sentire dibattiti su chi ha cominciato prima.

  35. Giovanni scrive:

    x Alessandro
    -“sappiamo bene quanto sia rilevante l’appartenenza politica di chi gestisce la commissione”
    che sos’è un altro teorema ? quoque tu a cadere nella malattia della “paranoia” di cui parla Magni e del quale “condividi totalmente” ??-

    Se fosse un teorama avrebbe necessariamente una logica, almeno in matematica, forse volevi dire qualcos’altro ma non importa. Quindi secondo te anche la commissione di Paolo Guzzanti con tanto di dossier Mitrokhin è da considerare assolutamente equiripartita e quindi secondo te credibile ? Mi fa davvero piacere.

  36. Giovanni scrive:

    “la paranoia è più diffusa di quanto si creda, e i malati, quando la malattia (eventualmente) riguarda loro, non ne riconoscono i sintomi ma li urlano agli altri. Della serie il toro che chiama cornuto l’asino”

    Ma mentre scrivevi ti stavi guardando allo specchio
    :-)? Non stai dimostrando nulla, non stai dicendo nulla, sei la prova provata di quanto siate manipolatori e saccenti. Ma cosa c’è di tanto importante in quella commissione politica che non si trovi esclusivamente nella tua testolina estremamente contorta ? E soprattutto, cosa c’entrava con l’odio ideologico che la sinistra da sempre riversa su chiunque l’abbia avversata polticamente, da De Gasperi fino a Berlusconi? Questo evidentemente hai il piacere di saperlo solo tu, cos’altro puoi fare se non goderne.

  37. siate manipolatori” ??

    bhè, tutto al più “sono manipolatore” ! visto che sono solo. Mica crederai ad un complotto su libertiamo ? di nuovo la paranoia che incombe ?? qui ho l’impressione che l’eventuale mia testolina contorta sia in buona compagnia, a prescindere se avere o meno uno specchio davanti mentre si scrive :-D

    …..e questo mi fa dire che ha ragione Alessandro quando scrive che “Esiste un odio verso Berlusconi equamente bilanciato da un odio verso l’”essere comunisti/di sinistra”. Peccato che Berlusconi sia un soggetto reale e i comunisti non più se non come oggetto di strategia di marketing dello stesso premier e nella mente dei tanti suoi pappagalli in giro per l’Italia. A questo punto dico: “e per fortuna che Fini c’è !! “

  38. koteko scrive:

    Stefano, speravo che il concetto fosse semplice ma evidentemente mi sono spiegato male.

    Un presidente del Consiglio che attacca continuamente istituzioni, giornali (quelli che non sono dalla sua parte) e magistrati NON contribuisce a creare un clima d’amore, di pace e di rispetto reciproco, come Bondi, Bonaiuti & co. cercano di farci credere.

    In particolare contesto questa frase del tuo articolo:

    “Paradossalmente non hanno tutti i torti Antonio Di Pietro e Rosy Bindi quando, a botta calda, hanno dichiarato che Berlusconi ha creato un clima di odio. La loro diagnosi va semplicemente letta alla rovescia: sono i nemici di Berlusconi che stanno creando un clima di odio, sistematicamente, su tutti i fronti, da quando ha vinto le elezioni nel 2008.”

    Alessandro ha saputo mostrare meglio di me, in modo sicuramente piu’ conciso e diretto, quello che credo sia il tuo “errore di prospettiva” (dal basso della mia ignoranza, ovviamente, senza ambire a convincere nessuno):

    “Concordo a pieno con l’analisi dell’articolo e con il suo contrario.
    Esiste un odio verso Berlusconi equamente bilanciato da un odio verso l’”essere comunisti/di sinistra”. Nel mezzo ci si trova schiacciata una minoranza di persone stufe di sentire dibattiti su chi ha cominciato prima.”

  39. Euro Perozzi scrive:

    Cioè, continuando a parlare in politichese facciamo del “cerchibottismo”!?… non torniamo indiatro! l’articolo è un passo più in alto i complottisti-paranoici esistono e non sono solo a sinistra…pensateci un po’. La politica stessa tende implicitamente a formare dei paranoici che funzionano per “tribù”. “Leader” è invece chi riesce a vedere oltre la gens…

  40. @ Euro perozzi

    questa volta concorde con te. Ma di leader al momento non ce ne sono perchè l’unico che ha i presupposti per esserlo ha meno del 30%

  41. Euro Perozzi scrive:

    “Cerchiobottismo”, ops!
    dietro il “complottismo” sotto sotto c’è il veccio discorso della politica cosa sporca, del qualunquismo che una volta viaggiava a destra ora non si sa più… o parliamo delle basi del leghismo… Eh poi chi pensando a D’alema non si scopre un po’ complottista.
    P.S.: certa gente è quando non la senti più che devi cominciare a preoccuparti… :)

  42. gregorio marchi scrive:

    1.Il lanciatore, ad un paio di metri di distanza da Berlusconi, tiene l’oggetto in alto a lungo e prende la mira completamente indisturbato dalle guardie del corpo presenti.
    2.L’oggetto non cambia traiettoria al momento dell’impatto.
    3.Il volto di Berlusconi non presenta alcuna lesione subito dopo l’impatto.
    4.Berlusconi si copre immediatamente il viso con un sacchetto di plastica nero che teneva gia` in mano.
    5.Viene caricato immediatamente in auto dalle guardie del corpo, con il viso ancora coperto dal sacchetto.
    6.Nell’auto, un individuo stringe in mano un cilindretto argentato vicino al volto di Berlusconi.
    7.Dopo qualche minuto Berlusconi esce dall’auto per mostrare il volto insanguinato al pubblico.
    8.Nonostante meta` volto ora sia insanguinato ed il referto medico, piu` tardi, quantifichi la perdita di sangue in circa mezzo litro, la camicia rimane immacolata.
    9.Berlusconi viene immediatamente portato nella clinica del suo medico di fiducia, che era presente al suo fianco in Piazza Duomo al momento dell’aggressione.
    10.Riceve i visitatori in penombra e con il viso bendato.

  43. Teoria interessante, senza dubbio! Mi permetto, tuttavia, di ricordare all’autore, che anche la sua “teoria della paranoia”, così come la “strategia del terrore”, o qualsiasi altra, dev’essere corredata di prove, per esser credibile. Diversamente, diventa pure lecito parlare di “paranoia dell’altrui paranoia”, perchè no?
    Certo, in questo caso, trattandosi di dover provare una “stato clinico” per ogni persona, una per una, giacché collettivamente, non ha senso alcuno, tratterebbesi di “probazio diabolica”, ne convengo… ;-)

  44. Marco T scrive:

    Analisi inaccurata e totalmente personala di una persona che non si è nemmeno preoccupata di indagare chiedendo l’opinione di qualche esperto, a mio parere.
    Come detto da piu parti, nei giorni scorsi, al di la di chi ha instaurato questo clima d’odio (e vorrei comunque ricordare che i primi a usare il metodo di screditare l’avversario son stati i pubblicitari, e non serve proseguire oltre), è insito in una figura accentratrice e carismatica come quella di Berlusconi attirare su di se gli amori e gli odii.

  45. bill scrive:

    Io vorrei dire una cosa: sono 16 anni circa che Berlusconi, da imprenditore con fedina penale immacolata, è diventato, tracchete, il più grande criminale della storia.
    Ora, siamo a Natale e si può credere ancha alla befana, però che lui sia: pedofilo, corruttore, mafioso, mandante di stragi (piduista è vero, come è altrettanto vero che lo fu il gen. Dalla Chiesa: eversore pure lui?), beh, ognuno si regoli come vuole.
    Fatto sta che gli Italiani, che non sono bambocci ma che se lo fossero voterebbero in massa a sinistra, dato che le trasmissioni di approfondimento politico nel 90% dei casi sono condotte da opinionisti di sinistra, evidentemente non credono che Berluskoni sia un mostro.
    Ora: in un paese normale ci si farebbe processare. Io chiedo: è normale un paese dove un processo può durare anni e anni? E’ normale che Berlusconi sia impedito a fare politica, quando magari viene assolto dopo 10 anni? Vorrei ricordare che Leone si dovette dimettere da presidente della repubblica per fatti, allora cavalcati alla grandissima dal PCI, TOTALMENTE inesistenti. Vorrei ricordare i tanti che, messi in galera e lì rimasti per tot tempo dai vari Di Pietro, De Magistris (che non ha mai vinto un dibattimento) e Woodcock e poi scarcerati (e senza scuse..). E’ normale un paese in cui uno dei pm indaganti va in tv a dire che Berlusconi deve dimettersi Per me no: è invece un paese in mano a nomenklature e corporazioni che nessuno può permettersi neppure di giudicare, dove si fa carriera per anzianità e non per merito (il pm che inquisì Tortota è arrivato ai massimi della carriera giudiziaria), che non è neppure civilmente responsabile degli innumerevoli danni che può procurare. Tutto ciò non è normale, ma proprio per niente.
    Perciò, amici, il Cav può essere simpatico o meno, la sua politica può piacere o no, ma la vera anomalia di questo paese è lo stato, pietoso ed incredibile, in cui versa la giustizia. Basta avere un diverbio condominiale per rendersene conto.
    PS: noto con piacere che c’è chi dice che non ci sono più comunisti, se non nella testa del Cav. E’ un’ottima notizia per tutti. L’unico quesito è: ma sono tutti morti? No, perchè io di solenni abiure non ne ho sentite mai; perchè il nome di quel partito, fra lacrime e singhiozzi vari, lo hanno cambiato costretti dal crollo del Muro di Berlino. E ricordo che fino a pochi mesi fa al governo sedevano ministri che si proclamavano orgogliosamente comunisti, grazie all’intuizione geniale di Prodi e compagnia cantante di stare con questi “vicino vicino”.
    Ma comunque non è che non essere comunisti implichi automaticamente l’essere a posto: Di Pietro comunista non è (penso che non sappia neanche di che si tratti, troppo complicato..), ma un pericolo per la sanità mentale, e culturale, del paese sicuramente sì.

  46. Vittorio scrive:

    Bill, I processi a Berlusconi sono iniziati nei primi anni ’80. L’iscrizione a Propaganda 2 non so quando sia avvenuta, ma gli elenchi degli iscritti sono stati resi pubblici nel 1981.

  47. Giovanni scrive:

    x Alessandro
    Eh caro mio, il muro di Berlino è caduto ma i marxisti hanno avuto l’accortezza di scanzarsi in tempo per poi rifarsi un trucco che li rendesse ancora “potabili” e infini prostituirsi ai peggiori fascisti alla Di Pietro con i quali hanno in comune soprattutto la smania di potere. La loro forza oltre al trasformismo ? Il settarismo, necessario per arrivare a presidiare la quasi totalità delle istituzioni e associazioni e inoltre, e questo riguarda per fortuna pochi frequentatori del sito, conoscono bene come creare in serie milioni di individui da contrapporre con le loro fesserie a chi è ancora cosciente.

  48. @ Giovanni

    La loro forza olre al trasformismo

    forse non sai che il padre del trasformismo in politica è stato proprio un liberale di nome Giovanni Giolitti, presidente del Consiglio del Regno per oltre vent’anni (non continui) e proprio per questo tanto osteggiato da quei partiti di sinistra dell’epoca tra cui l’allora PSI sia nell’area riformista (Turati) sia quella rivoluzionaria (Mussolini). E’ opinione condivisa che la causa dell’avvento del fascismo ai primi degli anni ’20 sia addebitabile, per buona parte (anche se non esclusiva) proprio a questo carattere trasformistico della politica liberale dell’epoca.
    E tu scrivi su un sito di politica liberale. Bellissimo ! :-D

  49. Giovanni scrive:

    Davvero ridicolo addebitare a Giolitti l’avvento del fascismo, chissà da quali autori di fantascienza lo hai appreso ? probabilmente al posto dei fascisti neri avrebbero preferito avessero preso il sopravvento quelli rossi. Per il resto ti fa comodo equivocare: Giolitti non abbandono nè rinnego ( e perchè mai avrebbe dovuto farlo ) la sua tradizione dialettica nè smise di seguire nel limite del possibile i precetti della propria dottrina, usò per necessità metodi trasformistici ma ci voleva tutta la sua abilità per destreggiarsi nell’intricato mondo politico di allora composto in buona parte da massimalisti di destra e di sinistra. Il trasformismo dei nipotini di Stalin è ben altra cosa, di fronte al crollo della loro ideologia assassina si sono dovuti “travestire” qualche compagno ha capito male e si è messo a praticare pure quelli veri ma il loro razzismo ideologico è immutato, la loro filosofia parassita è ancora liberticida, settaria, i loro schemi mentali precostituiti sono rimasti intanti e tu ne sei un esempio, mi fa ridere la tua spocchia :-) la tua puerile illusione di infallibilità sono l’antitesi del pensiero liberale.

  50. destreggiarsi nell’intricato mondo politico di allora composto in buona parte da massimalisti di destra e di sinistra

    ti sbagli, la buona parte di cui era formato il mondo politico dell’epoca, pre-1919 (prima del biennio rosso per intenderci), preludio al fascismo, era formato non dai massimalisti ma dai minimalisti, praticamente tutti di sinistra (PSI di Turati).
    Non è illusione di infallibilità ma conoscenza dei fatti storici ricostruiti attraverso testimonianze dirette (degli interessati) e indirette (carteggi vari) riportati dai vari Villari, Colarizi, De Felice, Gentile (Emilio), Romeo, De Rosa, Pavone, Spriano, ecc. ecc.

  51. ….poi un consiglio, leggi il bene il mio post precedente, quello su Giolitti, con calma e senza paranoia (Magni docet), e capirai da solo di avermi addebitato gratuitamente delle corbellerie da me non scritte ;-)

  52. cmq visto che siamo prossimi a Natale voglio fare una buona azione verso Giovanni: contribuire a ridurre la sua paranoia: non sono e non sono mai stato comunista. Forse sono più liberale di quanto Giovanni possa credere :-)

  53. per quanto poi riguarda l’altra paranoia di Giovanni: massimalisti=opportunisti, gli voglio ricordare, con il permesso di Carmelo e gli altri di libertiamo, cosa scriveva Gramsci su L’Unità nel 1925: http://www.antoniogramsci.com/estremis.htm

  54. orlando damiani scrive:

    Caro Stefanoa Magni dopo aver svolto il tuo bravo compitino per spiegarci le paranoie degli antiberlusconiani, ti suggerisco di farne un altro spiegandoci le paranoie della maggioranza degli italiani che ama Berlusconi. Senza polemica ma per dovere di onestà.

  55. Giovanni scrive:

    Magari dovresti entrare nello specifico per capire se si tratta di banalità, certo molti di quei nomi portano a pensare a verità di comodo. Stiamo ai fatti accertati: E’ certo che Turati, Treves come tutta la corrente riformista dopo la rivoluzione russa dell’ottobre 1917 che aveva totalmente sconvolto il socialismo di tutti i paesi avevano perso gran parte del loro potere e della loro credibilità all’interno del proprio partito dovendo immediatamente fare i conti con la parte rivoluzionaria ( i massimalisti). Gia allora quindi si prospettava certo il trionfo della frazione bolscevica del partito socialdemocratico quella per intenderci dei Gramsci , Togliatti, Terracini, Bordiga tutta quell’ala intransigente che inneggiava alla rivoluzione.

  56. Caro Giovanni tu continui a confondere.I massimalisti del vecchio PSI non hanno nulla a che vedere con i comunsiti da te citati essendo i primi sempre stati, paradossalmente, più rivoluzionari dei secondi. Oltre a rileggere l’articolo di Gramsci che ti ho postato ti ricordo che lo stesso Togliatti frenò in più di un occasione la corsa a prendere le armi del popolo comunista: nel 1946 durante il referendum Monarchia/Repubblica ma soprattutto nel 1948 a seguito dell’attentato allo stesso. E ancora a cavalo del 1953 a seguito della Legge Truffa di Scelba. Questo ovviamente non vuol dire negare l’esistenza del “doppio binario” della politica comunista di Togliatti ma di fatto proprio nei periodi più caldi e pericolosi del dopoguerra fu sapientemente messa da parte e questo in èerfetto accordo con la politica di De Gasperi che teneva il timone al centro grazie ad una abile e sapiente politica del compromesso sulle alleanze tra i partiti di destra e di sinistra (PSDI di Saragat), eccezion fatta per il PCI.

    Ritornando poi a Giolitti e al suo trasformismo ti ricordo che fu proprio Giolitti e il suo governo liberale, l’ultimo della storia italiana, a consentire nel 1923 a Mussolini di portare in Parlamento e di far approvare la legge Acerbo che consenti alle successive elezioni al PNF di avere la maggioranza in Parlamento, e questo nonostante fino al 1923 il PNF avesse una rappresentanza parlamentare ridicola. Giolitti ha sperato fino all’ultimo nella parlamentarizzazione del fascismo. Errore gravissimo. Ma l’errore è cominciato già prima del 1915 consentendo agli interventisti, futuri fascisti, di portare l’Italia in guerra facendosi ridicolizzare da un D’Annunzio sulla filosofia del “parecchio”

    Giusto per non fare torto a Stefano Magni vorrei riportare il discorso sul tema dell’articolo dell’autore che comunque mette in evidenza una realtà oggettiva: l’odio verso Berlusconi.

    L’odio politico in Italia ha sempre accompagnato la scena politica e di conseguenza quella sociale e civile che raggiunse i livelli più alti tra l’ottobre 1943 e il giugno 1945 con la guerra civile tra repubblini e antifascisti. L’odio nasce, a mio avviso, dalla miscela di due componenti altamente infiammabili: gli interessi legittimi e i diritti soggettivi. In diritto i secondi possono essere degradati ai primi in presenza di una ragione superiore di interesse per la collettività e sempre e solo a mezzo di una norma avente forza e valore di legge. Quando tale degradazione non avviene secondo tali criteri scoppia l’odio. Affermare che la gente odia Berlusconi perchè invidiosa del suo successo e dei suoi soldi è ipocrita oltre che falso per il semplice fatto che l’invidia è un sentimento negativo che non coinvolge solo chi lo prova ma anche chi ne è oggetto. Quando non sussiste la corrispondenza biunivoca di solito si parla di sentimenti meno abietti. Cosa sarebbe stato Berlusconi senza l’appoggio di Craxi negli anni ’80 ? Cosa sarebbe successo nei primi anni ’90, prima di tangentopoli, se non ci fosse stato Craxi quando la Fininvest era a rischio fallimento ? Tutte paranoie ?

  57. Giovanni scrive:

    Oddio che pastrocchio! Ometti quello che non ti fa comodo. La situazione di allora era totalmente cambiata sia il partito liberale che quello popolare erano divisi al loro interno, ormai Giolitti non era più in grado di manovrare un bel nulla. Mussolini era già a capo del governo e la legge appartiene ad un suo segretario, Giacomo Acerbi, per l’appunto, e venne approvata solo con un voto di fiducia chiesto dal governo che fece leva sui spargimenti di sangue e i disordini fomentati dai comunisti e non certo da Turati il quale sosteneva che soltanto abolendo la dannosa tattica reazionaria si potesse raggiungere un rapporto prolifero tra capitali e lavoro e considerava invece necessario affiancare le forze progressiste del paese. Il disprezzo contro tutti gli altri partiti come organismi infetti da lue borghese apparteneva soltanto all’ala comunista che sobillava l’odio tra le classi sociali e appoggiavano gli scontri.

    Accidenti a internet, mi dispiace soltanto che pur discutendo con te mi riesca impossibile attaccarti questa maledetta influenza.

  58. credo sia abbastanza fedele alla verità:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Acerbo

    poi ti consiglio di leggere il seguente articolo:

    Giovanni Sabbatucci
    “Il ‘suicidio’ della classe dirigente liberale. La legge Acerbo 1923-1924”, in: Italia Contemporanea, n. 174, marzo 1989, pp. 57-80

    Poi, giusto per amor della verità storica, facilmente documentabile, mentre i disordini venivano fomentati dai comunisti e dai massimalisti del PSI, gli spargimenti di sangue erano ad opera delle forze governative che avevano l’abitudine di intervenire con il pugno di ferro, e non solo, contro le manifestazioni sindacali e questo già all’epoca dei fasci siciliani nel periodo 1897-1898, sempre sotto i liberali, sia di destra (Sonnino) sia di sinistra (Giolitti).

    Per l’influenza desisti, anche vedendoci di persona (perchè no !) ho un battaglione di anticorpi ;-D

  59. ….circa poi il reale potere o meno di Giolitti ti rimando, con il permesso di Carmelo e gli altri di libertiamo al seguente link:

    http://www.frillieditori.com/books/receconquistamaggioranza.htm

  60. Francesco scrive:

    Sono uno di quelli da te descritti nell’articolo. Come al solito si esagera per ridicolizzare,è un’interpretazione molto di parte.Quando vedo che alcune notizie a mio avviso molto importanti sono nascoste dai principali mezzi di informazione nazionale (nessuno dice che la gente sia stupida ma se si tolgono gli elementi su cui valutare ovviamente si manipolano in qualche modo le opinioni),quando vado all’estero e confronto la loro informazione televisiva con la mia notando differenze abissali,quando in Danimarca,Spagna,Portogallo,Polonia,Austria gente del posto mi chiede ma come diavolo fate a votare Berlusconi,quando partecipo a manifestazioni con un numero enorme di persone ed ai tg non viene dedicato neanche un secondo mandando invece servizi su un orango,quando parlo con mio padre 60enne che si informa solo con la tv e noto che è diventato uno xenofobo razzista quando probabilmente nel paese dove vive forse non ha neanche mai visto di persona un immigrato,quando leggo i blog di gente dell’Aquila che fa capire la differenza con quello detto in tv,quando provo a parlare con un filoberlusconiano e vengo bollato comunista e non riesco mai ad ottenere scambi costruttivi di opinione e argomentazioni valide,quando sento discutere per mesi di leggi di cui non c’è nessuna urgenza ma che farebbero molto comodo solo ad alcuni,quando un presidente del consiglio chiama “coglioni” chi non la pensa come lui ed insulta a profusione chiamando il suo partito il partito dell’amore…
    Allora il mio spirito critico si sveglia, e provo un senso di ribrezzo per chi attualmente ci governa.

    Francesco

  61. marcello scrive:

    Io so che Berlusconi ha sempre sollevato un clima di polemiche quando attacca, molte volte parlando a ruota libera dalle sue televisioni, le istituzioni come la magistratura o la Corte Costituzionale o il Presidente della Repubblica. O quando non va ai processi e fa delle leggi per non essere processato. O quando parla del dialogo con le opposizioni ma poi in parlamento decide da solo con le questioni di fiducia o facendo i decreti legge.
    C’è stato Veltroni che l’ha risollevato nel 2007 e lui ha voluto subito riavere la poltrona e quando, al giorno dell’insediamento al governo, ha risposto all’esponente democratico, che ancora credeva nella redenzione, che si potevano fare le riforme istituzionali, dopo 2 anni dice che la Costituzione va cambiata senza il contributo dell’opposizione.

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