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Per allontanarsi dalla china pericolosa, servirebbe un patto tra PdL e PD

– Assistiamo in modo sostanzialmente passivo a un progressivo declino del dibattito politico degenerato in uno scontro dai toni sempre più alti tra opposte tifoserie scevre da ogni ragionevolezza, dubbio e laicità.
Le imprevedibili (quanto numericamente impressionati) avanzate della Lega da una parte e dei Di Pietri dall’altra rappresentano un segnale preoccupante dei rischi che corre la parvenza di democrazia liberale che resta in Italia.
Paradossalmente i leader dei due grossi partiti, in un continuo folle inseguimento delle derive più becere e xeno-fascistoidi dell’opinione pubblica, ottengono l’unico risultato di perdere consensi in favore degli estremismi che non fanno parte del loro DNA, ma dei quali hanno paura.
Per chiarire. Il Pd non riesce o non sa liberarsi dell’abbraccio mortale del giustizialismo e, nel timore di vedersi scavalcato e perdere consensi, ottiene un risultato esattamente opposto, per un motivo abbastanza ovvio: chi preferisce cento innocenti in galera che un criminale in libertà… perché dovrebbe dare il proprio voto a un tentennante Pd piuttosto che a un “duro e puro” sostenitore della manetta facile?
Allo stesso modo, chi ritiene gli immigrati un pericolo da combattere a ogni costo per quale ragione dovrebbe votare PdL e non Lega?

La leadership, intesa come capacità di (con)vincere, non esiste più. La politica che dovrebbe comportare l’assunzione di responsabilità e guardare oltre l’immediato si è ridotta ad un acritico adeguarsi agli ondivaghi e istintivi umori della “ggente” fotografati dai sondaggi, assurti al livello di testi sacri.
L’effetto perverso è quello di accrescere la forza ricattatoria di chi si intendeva depotenziare.
Nessuno oggi ha più il “coraggio di essere impopolare per non essere antipopolare“, per dirla con Pannella.
La politica del cavalcare gli istinti più animaleschi prodotti dal ventre molle delle masse, non solo porta a risultati perdenti, ma sottovaluta irresponsabilmente le potenziali drammatiche conseguenze.
Può apparire iperbolico il paragone, ma chi scrive intravede il rischio di nuova Pace di Monaco dove, per scongiurare il pericolo Hitler, si scelse di neutralizzarlo con qualche “bocconcino”, nella miope illusione che sarebbe stato sufficiente a sfamare la belva. “Potevano scegliere tra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore e avranno la guerra“; l’amaro commento dell’inascoltata Cassandra Winston Churchill pare quanto mai attuale.

Esagerato? Forse pessimista. Ma se date uno sguardo all’intervista di Gian Antonio Stella su Ffwebmagazine i miei timori assumono una veste meno paranoica.
«Ho cominciato a scrivere il mio nuovo libro preoccupato e l’ho finito spaventato», confessa l’editorialista e inviato del Corriere della Sera. Il giornalista racconta di essersi dedicato alla stesura di Negri froci giudei & Co. L’eterna guerra contro l’altro (Rizzoli), mosso anche dalla constatazione che in Europa “tira un’aria pessima, c’è un’ondata razzista e xenofoba terribile. Figurarsi che nella Repubblica ceca c’è un partito che propone la soluzione finale del problema degli zingari“. L’episodio cui si riferisce fa pensare a una rimozione dei drammi provocati dal razzismo che hanno attraversato la storia. Si è persa la memoria di tutto ciò?
Stiamo correndo il rischio che avvenga, credo che si stia esaurendo il senso di colpa collettivo per l’olocausto degli ebrei, per l’uccisione degli omosessuali. Invece, non si può dimenticare per non ricadere in alcuni errori, anche in Italia. In un paese che ha avuto le leggi razziali, per esempio, non ci si può permettere di usare parole come quelle del sindaco Gentilini che – a Treviso, dove le cronache antiche raccontano di omosessuali trucidati  – parla di ‘pulizia etnica dei culattoni’-”.
Quindi, paranoico pure Stella? Paranoico pure Israele che vede in Amhadinejad l’Hitler del XXI secolo. Paranoici tutti come Churchill ottant’anni orsono.

Ma torniamo alle vicende nazionali: come allontanarci dalla china cui ci stiamo avvicinando con la medesima superficiale allegria dei passeggeri del Titanic che continuavano a danzare incuranti della nave che affondava?
Riesco a immaginare una sola soluzione: difficile, brutta (per chi come il sottoscritto ha sempre detestato il cosiddetto “arco costituzionale”), forse necessaria.
Un patto in cui PdL e Pd s’impegnino solennemente e reciprocamente a rompere ogni alleanza (a tutti i livelli, nazionale e territoriale) con Lega, Idv e antagonisti vari.
Sono assolutamente consapevole che il medesimo risultato si otterrebbe in modo più limpido ed efficace con una semplice modifica del sistema elettorale in senso uninomimale secco di modello anglosassone.
Ma viviamo nel paese dei tecnicismi e ne prendo pragmaticamente atto.


Autore: Luca Cesana

42 anni, libero professionista; è stato per circa vent’anni segretario dell’associazione “Radicali Lecco”, poi tra i fondatori dei Riformatori Liberali ed attualmente è presidente di “Lecco Liberale” nonché portavoce del circolo "Generazione Italia - Lecco liberale".

31 Responses to “Per allontanarsi dalla china pericolosa, servirebbe un patto tra PdL e PD”

  1. Enrico C ha detto:

    Spesso gli intellettuali si lanciano in sofisticatissime elucubrazioni mentali spesso tralasciando particolari importanti della vita reale. In questo specifico caso, posto che l’analisi ha una sua logica, ci sono alcuni punti da porre in evidenza, ossia:

    1) La deriva xenofoba deriva dal fatto che gli immigrati sono oggettivamente troppi, troppi inutili e mal gestiti.
    2) Come già detto in altre sedi, la cultura garantista occidentale non riesce a percepire la differenza tra un tipo di immigrato (Esempio: un filippino) e un altro tipo più pericoloso (Esempio: un mussulmano). Sappiamo tutti che il secondo è potenzialmente più pericoloso ma nessuno si azzarda a dirlo.

    Detto ciò, è inutile che si arrivi ad un arco costituzionale con relativi patti di non belligeranza se poi il cittadino medio percepisce un pericolo che intellettuali e governo non percepiscono perché spesso ben lontani dai luoghi in cui il fenomeno si manifesta.

    Oltre a questo, un patto tra una maggioranza governata da un leader odiato praticamente dall’intera opposizione, che oramai da 20 anni gli fa una campagna di un’aggressività mai vista in un paese che si può definire democratico (in teoria naturalmente), è attualmente improponibile, senza infiammare ulteriormente gli animi dei cani che certa sinistra ha scatenato. Il guinzaglio è sciolto oramai. Il patto doveva essere siglato all’indomani della vittoria del PDL e proseguire con un governo ombra, cosa che poi, sappiamo tutti non è avvenuta. Ciò avrebbe garantito alla sinistra una possibilità di alternanza con la possibilità di avere, al turno successivo un nuovo leader di centro destra. L’aggressività livorosa e giustizialista dei leader di sinistra assettati di potere (Perché tanto non ci crede nessuno alla favola che siano meglio di Berlusconi, anche perché son tutte facce già viste tra, transessuali, frequentatori di transessuali ecc)…
    E’ logico che la gente di rifugi dove crede di essere tutelata. Sta accadendo in tutto il mondo. Non è più un fenomeno italiano. La gente percepisce un pericolo che evidentemente i fautori del multiculturalismo/multirazzialità/multireligione (Imposti a forza anche a chi non li vuole..perché è questo che si vuole fare in sintesi), non può che creare una profonda crepa a livello interno, A PRESCINDERE dai patti che poi i partiti fanno. In sostanza, il popolo non è così bue come lo si vuole dipingere…..e se si vede in pericolo tende a fare da se. Questo sta accadendo in Italia e temo partiti politici e la maggior parte degli intellettuali non abbiano la capacità di tastare il polso del volere popolare ma anche di quello che gli immigrati CI STANNO FACENDO come italiani, con una parzialità che spesso lascia allibiti.

    Basta entrare in alcuni forum di immigrati per leggere quali siano le loro considerazioni per gli italiani. Alcuni in particolare (non mi ripeto ma sono sempre quelli che arrivano da una certa parte del mondo e che praticano una certa religione), animati da profondi complessi di SUPERIORITA’ e livore che travalicano le nostre comiche diatribe politiche tra nani e transessuali. A volte mi trattengo ore a leggere, quali siano le opinioni di certi personaggi nei confronti del paese che li ospita e mi convinco sempre più del grave errore che tutta l’Europa ha fatto a credere nel multiculturalismo/multireligiosità tout court. Lo dissi in tempi non sospetti a dei conoscenti inglesi, i quali risero di certe mie considerazioni, mostrandomi come, secondo loro, l’Inghilterra, l’Olanda ecc. fossero esempi lampanti dei miei errori. Oggi quelle stesse persone non ridono più……oggi si rendono conto dell’errore madornale.
    E’ sbagliato ridurre tutto ad un misero “Arco Istituzionale” (peraltro inutile in Italia conoscendo i nostri politici), anche perché il problema immigrazione, pur controllato nell’alveo di un ipotetico arco istituzionale non risolverebbe i problemi creati da immigrati che delinquono, dall’home grown terrorism, dai morti viventi che vagano nei nostri semafori, nei parcheggi, ecc, spesso minacciando la gente. Come si può ragionare con gente che pensa esclusivamente in maniera garantista nei confronti di qualunque criminale?

    Risultato, la Lega crescerà……IDV prima o poi imploderà a causa delle lotte di potere interne, senza contare il fatto, che a mia modestissima e umilissima opinione, è l’ennesimo bluff. In Italia non ci sono partiti onesti….per cui ritenere che ce ne sia uno moralmente superiore è illusorio o strumentale. IDV non fa eccezione, ma questa resta un’opinione.

    E’ evidente che

  2. Giorgio ha detto:

    Il clima non è dei migliori, ma trovo sia profondamente antidemocratico voler cambiare legge elettorale solo per eliminare i partiti scomodi, così facendo la scelta degli elettori sarebbe ridotta a soli due partiti (votare qualcun altro equivarrebbe ad un voto perso), il prossimo passo quale sarà, accettare alle elezioni un solo partito politico che possa così meglio tutelare i valori democratici dalle pulsioni xeno-fascistoidi del popolo?

  3. Liberale ha detto:

    Luca non condivido una virgola del tuo cerchiobottismo. Per me Fini è stato squallido quanto Casini ( ci ricordiamo le frasi sibiliine di Fini dello “Statte quieto, al monarca gli tagliarono la testa”….) quindi siccome capisco dove vuoi andare a parare; nn è il momento delle CONVERGENZE PARALLELE..meno di 2 giorni fa. Che tu lo voglia o meno.

  4. Liberale ha detto:

    LUCA: Parafrasando l’articolo di Benedetto, noto un’ INTOLLERABILE equidistanza tra l’aggredito ( Berlusconi ) e l’aggressore..BASTA! BASTA! un pò di umana comprensione e politica solidarietà richiederebbe più tatto anche da chi nn condivide le scelte della stragrande maggioranza del partito di cui volente o nolente fai parte. Io non voglio una caserma ( come Alleanza Nazionale ai tempi di Fini e dei conciliaboli al buffet dei colonnelli ) ma neanche un bordello menefreghista. Sei fuori tempo massimo…rileggendoti colgo un voler giustificare sentimenti mal celati in questi mesi di imbarazzo, mi sembra di notare la stessa sindrome o complesso che noto in Fini, quel voler così tanto apparire diverso e lontano anni luce da Berlusconi, quel voler appeal ( compiacere ) chi ti fa sentire a disagio per il tuo essere dalla parte di Belzebù..in questo momento il tuo articolo stona. Che tristezza…tieniti i tuoi complessi verso i forum stranieri per te stesso, ma abbi un minimo di dignità

  5. Liberale ha detto:

    Scusa per la durezza, ma il politcamente corretto si è definitivamente andato a farsi benedire dietro una randellata in faccia

  6. Un vero peccato, dover constatare come, malgrado noi, e non ostante tutto, alla fine, un solo, stupido, gesto di violenza, valga più, quanto ad efficacia, di mille parole, mille articoli “intelligenti”…
    Ma non è forse innanzitutto questa, la ragion per cui civiltà, stato & leggi, videro la luce?
    Certo, il Presidente del Consiglio, forse, qualche “bodyguard” in più, poteva anche permettersela! O qualcuna in meno, ma un pò più sveglia, almeno!
    Inutile piangere sul sangue versato, ormai: tutto è male, quel che finisce…peggio! :-(

  7. Andrea ha detto:

    Purtroppo Liberale ha ragione, e lo dico sconsolato. Il Pdl avrebbe davvero la forza di sopravvivere ad un divorzio con la Lega? No. Ormai nell’elettorato di centrodestra si vedono questi partiti come uno solo, il fatto che molti votino ancora Pdl è dovuto solo al carisma di Berlusconi. Tolto Berlsuconi, e tra qualche anno si dovrà fare i conti con questo, verrà fuori cos’è il Pdl, un contenitore elettorale vuoto. Fini sta cercando di dare contenuti di una destra liberale europea, ma il suo sforzo è destinato a fallire, proprio perchè è minoranza tra gli elettori. Non resta che restare liberali e migrare verso nuovi lidi.

  8. alberto ha detto:

    Non so cosa mi fa più schifo. Se la sinistra o questi finiani che per opportunismo si lanciano contro la lega. Poveretti non sanno convincere la “ggente” coma la chiamano loro! E allora propongono di restringere il panorama politico per avere una bella conversione forzata. Bahh più fate questi discorsi, più mi viene il voltastomaco.

  9. Liberale ha detto:

    Bravo Alberto..il bello è che la ggente come la chiamano con spocchia alto borghesuccia ora ( alla stessa maniera di quei benestanti che erano filmati ieri a urlare insulti di tutti i tipi a Berlusconi ) è la stessa ggente a cui prima strizzavano l’occhio con slogan anche peggiori di quelli della Lega Nord di ora. Provo un voltastomaco totale e spero vivamente che facciate la valigia e emigriate fra i vostri IPOCRITI sodali, moralisti in puro stile cattocom italico, censori alla Marrazzo e alla Travaglio. Io credo che qui non ci si renda conto della gravità della situazione, tanto è stato il MONARCA PAZZO ALLE COMICHE FINALI Silvio ad essere colpito…non un politico austero e gonfiato. Che pena.

  10. roberto ha detto:

    E questi sarebbero gli “intellettuali” di Fini? I discorsi intelligenti? Una cagata di articolo come questa fa sbellicare dalle risate per quanta ipocrisia contiene. L’unica cosa che viene dimostrata è l’assoluta arroganza nei confronti proprio di quella “ggente” a cui si chiede il voto. Bravi. La stessa arroganza dimostrata dalla sinistra di Prodi. A questo punto meglio che ve ne andiate con la Rosy Bindi e con Visco.

  11. grano ha detto:

    Bestia… Se su un sito come Libertiamo si trovano opinioni come queste (e non parlo di quella di Luca Cesana, forse discutibile in alcuni punti ma tutto sommato ragionevole) siamo proprio messi male!

    P.S. @Liberale: Prima di darsi abusivamente dei nom de plume così impegnativi, sarebbe il caso di ripassarne ed interiorizzarne meglio il significato (liberale non equivale ad anarcocapitalista)

  12. Alessandro Caforio ha detto:

    Signori, vi ritengo tutti impegnati a mantenere il dibattito all’interno del civile scambio di opinioni. Nonostante i tempi…

  13. Liberale ha detto:

    Scusa Alessandro..e ha ragione Grano :) Ma in effetti ormai sono affezionato a questo nick.

  14. Liberale ha detto:

    Com’è strana la vita però..mi trovo più sulle posizioni dell’ultimo articolo sulla prima pagina del sito di Dagospia stavolta che su certe considerazioni che leggo qui. Vabè fra un pò è Natale, volemose bene.

  15. Giordano Masini ha detto:

    Calma, cerchiamo di rimanere in tema…
    Luca ha ragione, per quel che riguarda la deriva che sia il PD che il PdL stanno prendendo, per paura e vigliaccheria.
    Sulle soluzioni che propone, ho qualche dubbio anch’io. Penso che la strada da percorrere sia quella delle riforme istituzionali. La sola riforma della legge elettorale non è abbastanza, anche se sarebbe già qualcosa, perché lascerebbe troppe questioni irrisolte sul tappeto, prima fra tutte la voragine aperta tra “costituzione formale” e “costituzione materiale”. Per fare la riforma istituzionale sarebbe sì necessario un accordo con l’opposizione (e non credo di essere un illuso se ritengo che il PD non aspetti altro per tirarsi fuori dal pantano), ma credo che sia legittimo aspettarsi che questo governo continui a governare. Mentre credo che un patto come quello prospettato nell’articolo porterebbe direttamente alla crisi e ad elezioni anticipate, e gli esiti sarebbero, a mio avviso, totalmente opposti a quelli auspicati, perché forse sarebbero proprio gli estremi ad avvantagiarsi della situazione: sia la Lega che l’IdV al momento supererebbero tranquillamente lo sbarramento (soprattutto se c’è aria di inciuci), e sta a vedere che poi oltre al summenzionato patto non ci toccherebe anche un governo di salvezza nazionale…

  16. Luca Cesana ha detto:

    Il testo era volutamente e dichiaratamente provocatorio, quindi mi aspettavo parecchie reazioni (se non vado errato un luogo di discussione serve, appunto, a discutere).
    Non intendo replicare a chi utlizza l’insulto come unica argomentazione, per l’evidente ragione che ne è privo ( mi riferisco al sedicente “liberale” – ma tieniti pure il nick – tanto l’aggettivo è sputtanato e non solo a lui) ma ad alcune precisazioni ci terrei, se non è di troppo disturbo.
    Cerchiobottista??? Spiega, se sei in grado, in che senso grazie.
    Le tue opinioni su Fini sono esattamente l’opposto delle mie (legittime, entrambe penso).
    Mi dispiace ma non hai capito assolutamente nulla di quello che dico e, peraltro, non “voglio andare a parare” da nessunissima parte.
    Sono abituato a dire quello che penso in modo trasparente e lascio volentieri ad altri interpretazioni dietrologiche.
    NON propongo, NON sottintendo, NON voglio alcuna convergenza parallela! Da sempre reputo il compromesso storico una delle pagine peggiori della storia recente e figuriamoci se ho la minima intenzione di riproporlo in versione riveduta e corretta.
    Ho duramente polemizzato con Di Pietro (su Fb) e postato la dichiarazione di Benedetto che condivido in toto.
    Non ho alcun tipo di complesso e parecchia dignità e in ogni caso non accetto lezioni di buon gusto da persone della tua levatura.
    Roberto e Alberto non meriterebbero alcuna replica, al limite una sonora pernacchia (Alberto il provocare “schifo” a persone come te mi onora; Roberto “cagata” dillo pure a tua sorella e “sbellicati pure dalle risate” ma le barzellette le racconta il tuo idolo, o, e avrebbe una sua logica, ridevi di te stesso? quanto all’ipocrisia attribuirla al sottoscritto, questo sì, fa “sbellicare dalle ristate: non sai chi sono, non conosci la mia storia politica nè le mie idee, come ti permetti di darmi di ipocrita, cafone?)
    Quanto alla “ggente” (termine, se ben ricordo, coniato da Giuliano Ferrara) anche qui non avete capito nulla: il riferimento era proprio al “popolo” dei grillanti, alle “piazze virtuali” di Santoro, alle travagliate varie. Esattamente il contrario di come l’avete interpretato quindi.
    Passo ai pochi (purtroppo) interventi seri, dove per seri intendo suffragati da argomenti, non che condividano necessariamente la mia tesi.
    @ Giordano, condivido pienamente le tue perplessità, che sono anche le mie, infatti ho testualmente parlato di “soluzione difficile e brutta” indicando la strada maestra molto più limpida ed efficace di una riforma elettorale uninominale secca, che, certo, anche qui concordo con te, andrebbe accompagnata da alcune riforme istituzionali.
    @ Giorgio, del tuo commento apprezzo la civiltà ma non lo condivido nel merito: sono, come diversi altri, da anni un sostenitore del modello anglosasssone e non già per liquidare qualcuno, ma in base alla convinzione che scopo principale del voto sia il poter scegliere chi governa non essere “rappresentato”; tieni presente che ho quasi sempre votato per un partito che oscillava tra l’1.2 e il 3%. Negli USA ci sono due partiti, in Gran Bretagna due e mezzo, in Francia tre o quattro, in Spagna sostanzialmente due. Il Partito Unico c’è a Cuba, in Iran, nella Bielorussia recentemente sdoganata dall’attuale Premier (primo e si spera unico tra i leader occidentali), di fatto nella Russia dell'”amico Vladimir”. Il bibartitismo non è un passaggio verso il monopartitismo; negli States ci sono due partiti da sempre e non mi pare di aver assistito nemmeno a potenziali rischi di derive dittatoriali (se dico l’ennesima “cagata” correggimi pure, Roberto).
    @ Enrico, premesso che non sono nè voglio essere un “intellettuale”e non pretendo che le mie umili parole costituiscano “sofisticatissime elaborazioni” (manco sofisticate):
    – sulla deriva xenofoba ti rimando alle parole che ho citato di Stella; sono ben lungi dal non affrontare il pericolo degli estremisti islamici (ero favorevole all’intervento in Iraq, sono per la linea dura con l’Iran – non si dialoga con i novelli Hitler) ma sto molto attento a non confondere i musulmani con i fanatici, ogni generalizzazione, in particolare se in senso negativo, è razzista; sono assolutamente contrario al multi-culturalismo sul modello olandese e altrettanto favorevole alla multietnicità (multirazzialità? brutta parola) all’americana;
    – sull’arco costituzionale ho già chiarito il mio pensiero
    – diffido profondamente dagli Onesti con la “o” maiuscola, come dai Puri con la “p” maiuscola e via maiuscolando… quindi su questo la penso come te, anche se, pur nella mia ipocrisia ormai palese, non ho alcun problema a dire chiaramente che l’idv è tutt’altro che puro e onesto
    – su altri punti che tocchi non mi dilungo anche se sono interessanti chè non voglio occupare troppo spazio (cosa che sto già facendo…)
    @ Andrea, sono perfettamente conscio che al 99,9% la mia piccola idea rimarrà tale e l’ho pure scritto, esattamente come so delle difficoltà che Fini incontrerà nel suo nobile obiettivo di dare vita ad una destra europea; al tempo stesso questa destra xenofoba, neo-statalista e clericale non mi piace per nulla e intendo dare, consapevole dei miei limiti, un piccolissimo contributo perchè quel tenativo, ai limiti dell’impossibile, si realizzi;
    non mi pare proprio però che sia così in minoranza tra gli elettori, come affermi, perchè tutti i sondaggi ci dicono che la grande maggioranza, anche tra chi vota cdx, sul caso-Eluana, come su Welby, come sul testamento biologico e potrei proseguire la pensa come noi, laici e liberali.
    Poi vota PdL perchè è il meno peggio e perchè, come in tutto il mondo, vota col portafoglio (sacrosanto, ma le riforme economiche, i tagli fiscali, il mercato del lavoro, le pensioni? Cosa ha fatto, al di là degli slogan elettorali, di concreto il centro-destra? Nulla mi pare).
    Quindi potrebbe arrivare il momento in cui i laici, i liberal-liberisti, i federalisti veri ne avranno le scatole piene di votare a naso turato; e quel momento, a mio modestissimo parere, è meno lontano di quello che sembra.
    Concludo (davvero…) con un chiarimento: mi sento sicuramente più berlusconiano che anti, ma non ho alcuna intenzione di rinunciare alla mia libertà e al mio senso critico in omaggio agli imbecilli che lanciano sassi o alle persecuzioni giustizialiste (che tali sono e non lo dico da oggi).
    Ringrazio molto sinceramente chi ha voluto dedicarmi un pò del suo tempo e prendo tristemente atto che anche in questa sede il dibattito politico va assumendo toni da bar sport e di scontro tra opposte tifoserie, come stigmatizzavo all’inizio del mio pezzo.
    PS “liberale”, anch’io aborro il politically correct quindi, su questo lato, no problem:)

  17. genovese ha detto:

    non condivido l’equidistanza tra Lega e idv.Costituire un centro destra sena La lega significa votarsi al suicidio.E Berlusconi-pur con tutt i suoi difetti- è l’unico in grado diesercitare un collante con la Lega.IL bipartitismo cui si aspira come sistema politico è inclusivonon discriminatorio.( e funziona con metodo maggioritario all’interno di ciscun partito)Nel partito repubblicano americano convivono le poisizioni più disparate. Queste affermazioni di escludere le estreme sono più vicine ad un centrismo stile Casini che a quelle di un bipolarista convinto.

  18. Enrico C ha detto:

    Ciao Luca,

    E grazie per il commento. Mi scuso anticipatamente se hai frainteso e mi rendo conto che il mio scritto, fatto di getto, può dare adito a fraintendimenti. Il mio riferimento agli intellettuali era del tutto generico e significava che troppi in Italia, pure culturalmente preparati, sono talmente distanti dalla realtà da non percepirne la reale essenza ed entità.
    Per il resto, il mio problema non è essere di destra o di sinistra (Risiedo tra Asia e Italia e spesso neppure voto, trai da te le tue conclusioni :-) ), il problema è che OGNI SINGOLO problema, anche il più pericoloso (Immigrazione, Riforme della giustizia ecc,) Vengono oramai trattati con una superficialità e una faziosità tali da non dare adito ad alcuna speranza. L’unico reale punto in cui mi trovo in disaccordo è la possibilità di un arco istituzionale o patto che dir si voglia perché data la situazione (Lega in crescita esponenziale, PDL che inizia leggermente a perdere colpi sia per il fatto che suo leader inizia ad accusare qualche colpo, Fini che passa da una mutazione all’altra per puro opportunismo, la sinistra in blocco IDV in testa che giocano con queste campagne di allarmismi continui) non solo non vi è alcuna possibilità di patti o accordi (Che poi neppure gli elettori, oramai sovraeccitati vorrebbero), ma al contrario c’è un clima da guerra civile simile alla Germania pre-nazista.
    1) Disoccupazione
    2) Corruzione elevata
    3) Immigrazione incontrollata con l’aggiunta degli islamici di cui nessuno si cura veramente (E per i quali ci vorrebbero misure ad hoc a mia umilissima opinione, nonostante l’apparente connotazione razzista dell’idea)
    4) La chiara percezione che non si stia andando da nessuna parte con una generazione o due (La mia da 39enne e quelle successive) che sono oramai condannate alla precarietà e all’emigrazione, spesso sostituiti da immigrati che, dicono, non vogliamo più fare certi lavori…….
    5) La congiuntura economica internazionale e la crisi attuale, ben lungi dal finire nonostante l’ottimismo forzato
    6) La globalizzazione e il ruolo di questa Europa né carne né pesce che più che meriti ha tante colpe e di cui la gente si sta stufando (In tutta Europa), al punto tale da far mettere in dubbio persino chi la voglia.

    E’ chiaro che la situazione attuale, vuoi per i fattori esterni ed interni di cui sopra, vuoi per il punto a cui siamo oramai arrivati, non consente alcun patto (E anche se ci fosse, bisogna sempre considerare la base degli elettori). Lo spostamento massiccio verso la Lega (che continuerà) la dice lunga su dove stiamo puntando e mi dispiace dirlo, ma gli italiani che votano LEga non hanno tutti i torti perché degli altri c’è da aver paura, anzi più paura, in quanto incapaci di garantire alcuna forma di sicurezza. E non parlo da lombardo…parlo da sardo.

    Saluti

  19. Giorgio ha detto:

    @Luca Cesana: Personalmente come sistema elettorale ho sempre preferito il proporzionale al maggioritario (con i dovuti correttivi, cioè sbarramento e premio di maggioranza), penso sia più democratico, garantisce la vittoria elettorale a chi effettivamente prende più voti e permette anche a partiti minori, ma pur sempre con un certo seguito elettorale, di avere una rappresentanza parlamentare ( lasciare privi di rappresentanza partiti che prendono per esempio il 6-7% non mi sembra il massimo della democrazia) inoltre trovo che i collegi uninominali non siano adatti alla realtà italiana, dove si vota tipicamente il partito e non la persona (al contrario di come accade per esempio negli USA) dulcis in fundo trovo che la scelta tra soli due partiti sia assolutamente limitante.
    Ovviamente poi si può pensarla diversamente ed essere favorevoli al maggioritario, ma la mia critica nei tuoi confronti riguardava le tue motivazioni, mi sembrava (magari sbagliando) che tu auspicassi il maggioritario solo per “eliminare” partiti come Lega ed IDV, motivazione che a mio parere è antidemocratica. Poi va beh, la mia uscita sul partito unico era chiaramente un’iperbole…

  20. Giorgio ha detto:

    Sull’Immigrazione do ragione a Enrico, molti giornalisti ed intellettuali, fra i quali Gian Antonio Stella, si preoccupano ed evidenziano continuamente l’aumento di razzismo e xenofobia in Europa senza però rendersi conto di come questo razzismo sia ANCHE causato da un’ immigrazione indiscriminata e mal regolamentata che i governi europei non riescono efficacemente a fronteggiare.
    Se Gian Antonio Stella & C. si preoccupassero di più delle problematiche derivanti dalle immigrazioni di massa ed evitassero di opporsi, tacciando come “razzista” ogni intervento che cerca di imporre un certo rigore in materia, magari contribuirebbero maggiormente a non alimentarlo questo razzismo.

  21. bill ha detto:

    Stella non mi convince affatto. Intendo in generale: lui in una trasmissione televisiva dava la colpa delle scarse vendite dei quotidiani..indovinate a chi? Al Berluska, che con le tv si papperebbe il grosso della torta della pubblicità. E’ un’analisi completamente, a mio avviso, farlocca: chiedersi magari se i giornali, che per fare un piccolo esempio hanno prime pagine interscambiabili, siano fatti bene o meno; o come stia cambiando il mondo dei media col prograsso tecnologico non sarebbe meglio? No, troppa fatica: dagli al Cav, e per carità non togliete i soldi pubblici…
    Vabbeh, detto questo sul razzismo sarebbe bene dire che la (non) poltica sull’immigrazione cui abbiamo assistito per vent’anni ha portato alla luce anche tensioni xenofobe. Ma si può fare di tutto, fuorchè meravigliarsi: se si abitasse in certi quartieri periferici, prima di pontificare sul bene e sul male, magari ci si renderebbe conto di quale sia la situazione.
    Onde per cui, generalizzare dicendo che la Lega è tout court un movimento xenofobo non mi sembra esaustivo e corretto: le nuove norme, penso ai respingimenti, secondo me sono sacrosante; come il semplice fatto che in Italia non ci si stia clandestinamente. E trovo assurdo indagare i militari che le hanno attuate (sempre che non ci siano state inutili violenze, cosa che non risulta).
    Su Fini: qui si dice che voglia modernizzare la destra. Ora, io mi ritengo liberista e libertario, ed anche a me possono non piacere certe posizioni spintamente clericali, ed ancor peggio stataliste. Ma mi chiedo: da quando Fini è liberista? Non fu lui, assieme a Casini, ad osteggiare fino alla fine il taglio delle tasse promesso da Berlusconi ai tempi dell’altra esperienza governativa? Sbaglio, o Fini ha da sempre rappresentato una destra centralista e statalista? E infatti, la sua contrarietà al federalismo, che per me bisognerebbe invece impegnarsi ad attuare nella maniera più intelligente ed efficace possibile, trovo faccia parte della partita fondamentalmente immobilista che Fini sta portando avanti in questo periodo.
    Per questi motivi l’apparentamento fra i (pochi) deputati liberisti, come Della Vedova che personalmente apprezzo, e i cosiddetti “finiani” non penso che, nel medio termine, possa sbocciare in qualcosa di più che una certa sintonia sui temi etici. Ma solo con questi non si fa una politica.

  22. Enrico C ha detto:

    @ bill,

    Esatto. La Lega non è solamente quello. La Lega incarna quello che nessun italiano vuole dire chiaramente per paura di essere tacciato di razzismo ma che poi, nel segreto delle urne, esprime chiaramente con un voto. La Lega è un catalizzatore o un punto di aggregazione, se vogliamo. Se non ci fosse la Lega forse ci sarebbe di peggio, e non così palesato (Sappiamo bene come finisce quando una parte del popolo non ha voce e quelli che non vogliono immigrati o ne vogliono meno con tutte le sfumature del caso, al momento sono nettamente più di quelli che li vorrebbero), perché il problema immigrazione è talmente evidente in certe aree d’Italia che ci si chiede come si possa anche lontanamente pensare di risolverlo con cittadinanze e altre amenità simili o cercando di prendersi gioco con chi vede coi propri occhi quello che accade e deve sopportare le vessazioni quotidiane di intere tribù di immigrati aggressivi e ostili. Quello che i nostri politici non hanno capito è che con la globalizzazione il mondo è cambiato e servono nuove regole e che l’accoglienza va dosata. Un minimo di apertura serve naturalmente ma questa accoglienza che non prevede distinguo tra chi è pericoloso e chi no non è una cosa intelligente. Così come non è intelligente dare la cittadinanza a certi tipi di immigrati, specialmente quando culturalmente talmente diversi da noi e spesso restii ad integrarsi che non ha alcun senso. Così come non ha alcun senso prevedere un tempo massimo o minimo. Stiamo solo dimostrando di non aver capito che bisogna aprire gli occhi e rendersi conto che se c’è gente che dopo tre generazioni ancora va a farsi esplodere allora c’è un problema serio e la cittadinanza (con l’home grown terrorism e tutto quello che ne deriva) rappresenta solo un’ulteriore regalo a chi è potenzialmente un pericolo. E l’immigrazione incontrollata ne è la causa prima, assieme al garantismo e alla totale incapacità dei governi di una parte e dell’altra di far rispettare le leggi per cui all’invasione incontrollata si aggiunge il fatto che quando commettono crimini, anziché mostrare solidarietà a chi ha sofferto, ci si trova a dover osservare gente che va a far visita ai criminali per assicurarsi che ne vengano tutelati di diritti. Siamo al paradosso.
    Nonostante molti cittadini siano ben lungi dall’elaborare i nostri sofismi politici, si rendono chiaramente conto del problema, come si rendono conto che specifici tipi di immigrati sono un pericolo a prescindere. E da qui nasce quello che molti definiscono razzismo.
    Ponendo dei limiti chiari all’immigrazione, eliminando gli immigrati inutili che vagano per le strade (Un unicum in Europa e nel mondo, dato che in altri posti li prelevano e li mandano via), e ponendo in condizioni di sicurezza le questioni religiose dei mussulmani (Alcuni dei quali non di risparmiano nel dirci chiaramente che il loro intento è quello di islamizzarci, nella totale indifferenza di media e governo), non ci sarà pace. Eliminando la Lega (Il sogno di molti illusi), non si farà altro che creare un sottobosco di movimenti di estrema destra, quelli si veramente razzisti, semiclandestini e fuori dall’alveo istituzionale e da li poi sappiamo come andrà a finire.
    Paradossalmente la Lega funge da cuscinetto al confine tra la legalità e l’illegalità in cui molti potrebbero scivolare in sua assenza.
    Non si può nascondere lo sporco sotto il tappeto pensando che non ci sia, perché ci sarà sempre qualcuno che lo nota o che ne sente l’odore….e in Italia al momento di sporco sotto il tappeto c’è n’è proprio troppo.

    Questo è il senso.

  23. Luca Cesana ha detto:

    noto, con sincero piacere che hanno contro-replicato solo le persone che avevano già nel primo intervento ragionato argomentando e con rispetto ed educazione e non chi non avendo argomentazioni utilzza l’insulto, in qualche caso anche diffamatorio, per esprimere le proprie, si dice per dire, idee…
    è con altrettanto piacere che proverò a replicare
    @Enrico, innanzitutto non hai nulla di cui scusarti: intellettuale non è certo un termine che reputo offensivo, solo chiarivo di non esserlo e di non avere l’ambizione di diventarlo (non mi offende, ma non mi piace…); sono solo una persona che ragiona e spero non vaneggia…
    nel merito:
    – sui concetti di sx e dx li ritengo da anni anacronistici e morti insieme alle ideologie che li accompagnavano; penso che oggi la differenza sia tra conservatori e riformatori, tra liberisti e statalisti, tra laici e clericali (cosa ben diversa dall’essere o meno credenti
    – forse ancora più tristemente attuale il discrimine tra chi ragiona e chi fa il tifoso e, se ci fai caso, è forse il concetto più importante che ho cercato di esprimere: trovo drammatico (ma siamo in Italia, meglio dire grottesco) l’appiattimento del dibattito politico ad un livello da bar dello sport e, ancor peggio, l’involuzione dell’idea di leadership dalla capacità di con-vincere e di assumere quando lo si reputa necessario scelte impopolari nel breve periodo ma fruttuose nel medio-lungo a una mera trasposizione dei risultati che emergono dai sondaggi in decisioni di governo
    – sulla lega, non ho mai detto (per l’ottima ragione che non lo penso) che TUTTI i loro elettori siano xenofobi e non solo perchè, come ti ho già detto, detesto le generalizzazioni; dico che la Lega (in quanto partito) sia “pericolosa” (le virgolette non sono casuali) perchè incarna e stimola gli istinti peggiori che ognuno di noi, me compreso ovviamente, ha
    quanto alla sicurezza, e ti parlo da lombardo…, ti garantisco che la Lega, esattamente come l’idv e qui sta la ragione del mio assimilarli, ha una sorta di doppia identità con una radicale frattura tra ciò che è e ciò che vorrebbe apparire; ti garantisco, da lombardo che fa politica, per passione, da oltre vent’anni – mica sono vecchio, ho iniziato da giovane, nè… – che alla stragrande maggioranza dei dirigenti padani non importa nulla del federalismo, che utilizzano la paura degli immigrati come sostitutivo propagandistico dell’odio verso i “terroni” che non tirava più, che la loro improvvisa conversione al cattolicesimo più integralista è altrettanto strumentale e che il dio Po, i matrimoni celtici e altre puttanate simili le hanno riposte nell’armadio pronti a riesumarle nel momento in cui lo ritenessero elettoralmente utile; ti garantisco – credimi – che tutta la Prima Repubblica sommata era meno partitocratica e lottizatrice di quanto non siano questi signori che gridano “Roma ladrona” ma a Roma si trovano benissimo; a suffragio di quanto vado dicendo ti inviterei ad osservare che le, non moltissime persone valide che stavano nella lega, se ne sono uscite o sono stati buttati fuori a calci (qualche nome: Pagliarini, Miglio – prima della morte – dopo, altro malcostume italico, è stato santificato più altre ottime persone che non cito non avendo notorietà nazionale)
    – chiudo sulla questione immigrati, in particolare quelli di religione musulmana, sò di essere stato lungo ma hai sollevato molti temi interessanti che non voglio liquidare con una battuta, come già dicevo sono il primo a non coniderare irrilevante il pericolo “islamista”, accennavo alcuni esempi che lo dimostrano, vi aggiungo la grande stima che nutro per Pym Fortuyn, la cui identità, tutt’altro che razzista o reazionaria, è stata letteralmente fatta a pezzi dai mass media internazionali e che io considero una vittima eroica del fanatismo religioso esattamente come Theo Van Gogh o Ayaan Hirs Ali che fortunatamente non è stata assassinata ma è costretta a vivere in totale isolamento;
    il discorso sulla questione islamica meriterebbe molti approfondimenti, ad esempio sulla vittoria della corrente sostenitrice di un’applicazione letterale del Corano su quella che intendeva interpretarlo e attualizzarlo, ma ruberei troppo spazio per cui mi limito a suggerirti la lettura di un ottimo ed esaustivo testo di Carlo Panella (non esattamente filo-Islam..): “Il libro nero dei regimi islamici”-Rizzoli.
    – un ultimo cenno su cittadinanza e globalizzazione: sulla prima sono pienamente d’accordo con te: la cittadinanza non va data in base agli anni di residenza in Italia ma sulla base di una sufficiente conoscenza della nostra lingua, della nostra storia e anche un poco della nostra geografia oltre all’ovvio divieto di pratiche barbariche quali l’infibulazione che peraltro non ha nulla a che fare col Corano (queste, solo per chiarire, sono le stesse identiche tesi sostenute da Gianfranco Fini); la globalizzazzione è una realtà per cui ritengo inutile una discussione sull’essere pro o contro, sarebbe come dividersi tra chi vuole che domani ci sia il sole e chi preferirebbe piovesse; la globalizzazione c’è, offre rischi ma anche vantaggi, si tratta di governarla in modo da far prevalere i secondi
    @ Giorgio, sempre che tu abbia resistito a leggere fin qui…, è ovviamente legittimo preferire il sistema proporzionale: io mi limito a ribadire che il voto deve servire a decidere chi governa e a garantirgli di governare senza i veti e i ricatti connaturali ad una maggioranza di coalizione per poi valutare se ha operato bene e rivotarlo o il contrario; solo apparentemente è più “democratico” un sistema elettorale che sia uno specchio delle diverse opinioni presenti; si possono tranquillamente condurre battaglie politiche e raggiungere importanti obbiettivi senza avere quattro o cinque parlamentari (ne sono una prova lampante i radicali in Italia e i think-tank negli USA)
    il problema è che il proporzionale porta a Governi che durano pochi mesi e quindi a Governi che non governano; quanto ai collegi uninominali non sono per nulla d’accordo che non siano compatibili con la realtà italiana (questa argomentazione è l’alibi usato da chi vuole sempre inventarsi soluzioni italiane, piuttosto che applicare metodi che hanno già dimostrato di funzionare bene altrove, con gli straordinari risultati di produrre pastrocchi tipo “mattarellum” o porcate come la legge elettorale vigente in cui non ci sono eletti ma nominati); poi, pur continuando a preferire il modello anglosassone, posso “venirti incontro” dicendoti che mia andrebbe bene anche il sistema spagnolo che non posso illustrare nel dettaglio, ma sostanzialmente garantisce sia la governabilità che la rappresentanza di forze significative anche se solo in ambito territoriale (il partito catalano in Spagna, la mia tanto amata lega in Italia); ti assicuro che il mio sostegno al maggioritario non ha alcun legame con l’obiettivo di eliminare nessuno e lo dimostra il fatto che questa convinzione risale a diverso tempo prima della comparsa della Lega e, ancor di più come è ovvio, dell’Idv
    – un ultimissima cosa su Fini e prometto che mi taccio…
    carissimo Bill, anch’io ho sempre pensato che avesse fatto molti, importanti passi avanti, ad esempio sui temi della laicità (temi non del tutto irrilevanti direi) ma ne dovesse compiere altrettanti sulla poltica economica; ho letto il suo libro uscito di recente e ti dico che mi ha molto sorpreso positivamente anche su questo aspetto: se ti va, leggilo e poi ne parliamo.
    Ciao a tutti e scusate se non ho affrontato alcuni temi ma sono già stato troppo lungo e, anzi, un ringraziamento particolare a chi ha avuto il coraggio e la pazienza di sopportarmi fino alla fine:)

  24. roberto ha detto:

    Signor Cesana, non vedo cosa dovrei replicare ad un finiano ipocrita che mi da del cafone. Non crederai davvero che valga la pena da parte mia spendere altre righe sui tuoi deliranti discorsi?

  25. Liberale ha detto:

    Luca, il fatto che non abbia replicato non significa che non credi in quello che affermo. Ritengo opportuno però un confronto più pacato, sebbene nei contenuti mi ritengo anni luce lontano dalle tue affermazioni e dalla tua visione politica seppur sincera ( non nutrendo minimamente la stessa convinzione riguardo al Presidente della Camera ). L’unica cosa che vorrei ricordarti è ancora una volta il tempismo del suo articolo TOTALMENTE fuori luogo a mio modo di vedere. Vedi, qui non stiamo parlando di una aggressione subita magari da un’immigrato da parte di un simpatizzante della Lega ci terrei a ricordarglielo..ma del Presidente del Consiglio di un governo di cui la Lega Nord fa con pari dignità parte e senza la quale non esisterebbe ( forse è questo quello a cui te miri ) da parte di un elettore del PD. Ci terrei a sottolineare questo aspetto perchè forse non ti è chiaro.

  26. Liberale ha detto:

    A volte ti do del Lei a volte le do del Tu. :)

  27. Enrico C ha detto:

    Salve Luca,

    Avevo capito l’idea di fondo. Ero solo disilluso sulla fattibilità di ipotetici archi. Io mi sono deideologizzato da tempo, pur proveniendo da una lunga tradizione familiare di centro destra (Che in altri termini era DC o Fiamma nel nostro caso). Ma avendo 39 anni son quasi figlio della seconda repubblica, nella quale a malapena riesco a identificarmi in qualcosa dato il fatto che la persistente presenza di forti correnti ideologiche impedisce ancora il dialogo e di conseguenza l’attuazione di politiche e programmi realmente razionali. Per intenderci, a me quando sono in Italia mi capita di sentirmi dare del razzista per le mie idee sui mussulmani (Le cui motivazioni, prive d’odio nei loro confronti, sono ampiamente giustificate e documentabili), per poi sentirmi dare del comunista se mi permetto di dire che bisognerebbe dare uno stipendio alle casalinghe per A)ricompattare la famiglia/seguire i figli sempre più abbandonati a se stessi e B) dare indipendenza economica a chi decide di stare a casa anziché lavorare (Peraltro liberando preziosi posti di lavoro). Per cui ho rinunciato a esprimere le mie opinioni per massima parte.
    Su Fini, io penso ci siano da un lato scelte strategiche e dall’altro questioni di prestigio personale (L’uomo che ha traghettato e sdoganato la destra fascista italiana). Non è la prima volta che lo fa. Certo che non ne posso condividere le idee al momento dato che le sue idee su cittadinanza e compagnia bella arrivano proprio nel momento peggiore, come le sue affermazioni sui minareti ecc. Io non dico che le idee di Fini siano prive di logica….però nel caso dei mussulmani le trovo troppo pericolosamente indulgenti e di vecchio stampo. Per me è chiaro che non ha percepito chiaramente il pericolo. Vedi, se mi parli di rumeni, albanesi, russi ecc. ti dico…sono integrabilissimi….questione di una o due generazioni e avremo molti meno problemi. Ma permettimi di dire che con africani e mussulmani non è possibile ragionare così. Lo dico dopo 7 lunghi anni di vita tra Londra e Parigi e ora in Asia. Per certi immigrati servono norme diverse ma siccome la nostra società è basata sull’uguaglianza di diritti e doveri ecco che sorge l’inghippo. Ecco perché dico che troppi politici e le nostre norme (Parlo dell’Europa intera) non sono più adeguati ad affrontare questo problema, che va visto da un’altra prospettiva ossia in virtù non dei crimini commessi ma, basandosi su ciò che fanno (o non fanno) sui potenziali rischi di conferire a questa gente cittadinanze, assegni familiari per mogli multiple (UK docet, perché sono riusciti a farsi dare l’assegno familiare per tutte le mogli che hanno) e costante inserimento, goccia a goccia di elementi shariaci nelle normative dei paesi europei (Germania e UK in primis). Ma allora, vedendo ciò che accade, negli altri paesi un Fini fa queste uscite e la gente che deve pensare?
    E’ logico che gli si eroderà la base….a lui come al PDL, che assieme al PD in tale senso vivono nell’immobilismo più assoluto. In realtà, è la prima volta nella storia italiana in cui il dibattito politico viene condotto esclusivamente da due partiti minori dei due opposti schieramenti, LEGA e IDV, l’una che cavalca i malumori anti immigrati della stragrande maggioranza degli italiani, e l’altro che cerca (in qualche modo a me sconosciuto dati i personaggi)di apparire come l’unica alternativa reale e concreta alla corruzione dilagante. Sono d’accordo con te sulla Lega e sulle varie considerazioni. Certe mutazioni non sono passate inosservate, come assumo che gran parte della base elettorale imprenditoriale in realtà li appoggi anche grazie ai rapidi favori che riescono a ottenere ecc ecc. Ma ritengo anche che la Lega sia in qualche modo cresciuta e non sempre in senso negativo.
    Il problema IDV invece consiste nel fatto che ha fatto del giustizialismo e della supposta integrità dei suoi componenti il suo punto di forza…..ed è proprio questo che lo rende più a rischio implosioni. Sappiamo tutti quale sia la qualità dei nostri politici in Italia per cui cercare di vendere un partito come moralmente integro in tutte le sue componenti mi pare una truffa e quando qualcuno scoprirà qualcosa (come già accaduto con l’articolo di Micromega su IDV), scoppierà la bomba….per IDV è solo questione di tempo…prima o poi scoppierà lo scandalo, me questa è solo una mia teoria.

    Di fatto c’è che l’Italia, ora come ora, è ingovernabile.

    Ah grazie per il titolo del libro…lo acquisterò. Posto che io girando parecchio preferisco osservare la realtà con i miei occhi (cosa possibile dato che passo anche anni nei paesi in cui mi sposto), gradisco sempre una lettura stimolante.

    Ne approfitto per consigliarti anche io un testo appena uscito e già abbastanza famoso che si intitola “Muslim Mafia: Inside the Secret Underworld That’s Conspiring to Islamize America” , scritto da P. David Gaubatz e Paul Sperry.

    Il libro illustra come l’islamizzazione dell’Occidente non sia affatto un evento casuale ma bensì un piano preciso e programmato. Il libro tratta il problema negli USA ma in Europa accade lo stesso…naturalmente nessuno ne parla.

    Un saluto

    Enrico

  28. Luca Cesana ha detto:

    Signor Roberto, lei è un cafone e ,mi spiace, pure un enorme idiota; continui pure a darmi di ipocrita senza sapere nulla di me, tanto non è mia abitudine querealare per diffamazione gli imbecilli nè gli ignoranti categorie cui palesemente appartiene.
    Liberale, puoi tranquillamente darmi del tu (mi sento vecchio quando mi si da del lei..)
    Enrico, il tuo intervento si contaddistingue ancora una volta per i toni civili e l’argomentare intelligente (spesso le due cose vanno di pari passo). possiamo avere diverse su diversi argomenti ma discuterne in modo dialogante e reciprocamente rispettoso.
    Con altri evidentemente è impossibile.

  29. bill ha detto:

    Molto brevemente: io abito a Bologna, dove la Lega è sì cresciuta, ma è ancora lontana dall’avere posizioni di potere. Non voto, nè ho mai votato Lega. Considero che è un partito, e non faccio fatica a credere che, alla pari di tutti gli altri, i suoi uomini si comportino da partitocrati. Per cui, ben lungi dal dare sotto questo aspetto patenti di santità: è di solito la sinistra che sprizza superiorità antropologica da tutti i pori, ma assicuro che mi sforzo per non confrontarmici con lo stesso atteggiamento (cosa che mi viene naturale appena vedo un sopracciglio che si alza, classica smorfia dell’ uomo di sinistra doc).
    Detto questo, da non leghista noto due cose: la prima è che in molti luoghi dove localmente governano, gli amministratori leghisti vengono confermati, e questo senza pogrom di immigrati e senza ritenere che quelle lande siano abitate esclusivamente da buzzurri cafoni razzisti (ce ne saranno quanti nella rossa Emilia, I suppose..).
    La seconda è che diversi uomini di governo leghisti siano, a mio modesto parere, bravi. Penso a Maroni e a Castelli in particolare.
    Ciò non mi spinge a votare Lega, che ha le sue origini confuse e i suoi mutevoli slogans come tutti gli altri partiti, ma fa sì che non riesca ad inquadrarla come un partito di estremisti pericolosi.
    Aggiungo, tanto per smentirmi sulla iniziale promessa di brevità, che tutto sommato il federalismo, oggi più o meno digerito da tutte le forze politiche, è stata l’unica novità (ancora inespressa, lo so) della seconda repubblica, insieme al bipolarismo (da cui spero non si torni indietro, per non assistere nuovamente a quello scippo della sovranità popolare che contraddistingueva la prima repubblica, coi suoi mille partituncoli e i governicchi che duravano qualche mese).
    Certo: per la rivoluzione liberale, rischiamo di andare in pensione senza vederla..ammesso che in un paese con una forte mentalità socialista come il nostro possa mai avvenire.

  30. Luca Cesana ha detto:

    Carissimo Bill, non faccio fatica ad immaginare (ho pure parecchi amici bolognesi) il clima di insopportabile ed arrogante “superiority complex” della sinistra unita allo strapotere delle cooperative; un mio grandissimo amico si è candidato come Sindaco a Livorno che è pure peggio, molto peggio…
    Inutile aggiungere che se vivessi a Bologna piuttosto che in altre città rosse da cinquant’anni il mio voto andrebbe dall’altra parte quasi automaticamente (quantomeno in omaggio al principio di alternanza).
    Sulla lega, preciso meglio: non solo il mio giudizio è relativo a capi e capetti vari e non certo agli elettori ma, anche per i primi, non sostengo siano tutti (nemmeno quasi tutti) xenofobi e cafoni. Dico che, gridando a “Roma ladrona”, si attaccano come zecche a qualunque poltoncina di potere o di sotto-potere intravedano (non in Emilia, dove non ne avrebbero la possibilità, ovunque ce l’abbiano).
    E’ vero che molti sindaci leghisti ottengono un secondo mandato, come è vero per la grande maggioranza dei sindaci uscenti.
    Che governino bene è altra cosa: io vivo a Lecco e ti garantisco che da tre legislature hanno malgovernato (piccola dimostrazione che le mie non sono considerazioni a priori: ho una grande stima nei confronti del primo Sindaco legista – ex leghista, ma sarà una coincidenza – con cui ho vissuto la mia unica esperienza di “governo. La stessa persona esprime giudizi anche più critici dei miei sulle ultime giunte (per la cronaca: non accettò una seconda candidatura che naturalmente gli fu offerta). Se qualcuno fosse interessato stiamo lavorando insieme per una lista civica, ma vado fuori tema:)

  31. Enrico C ha detto:

    Io non ho preconcetti sulle liste civiche ma l’esperienza mi insegna che muoiono i simboli ma restano le ideologie spesso e volentieri, così spesso ci si trova in una lista in cui c’è tutto e il contrario di tutto e anche vincendo le elezioni si finisce sempre per arroccarsi su posizioni diverse e spesso non convergenti, neppure con compromessi. E’ del tutto naturale in una nazione fortemente pregna di ideologia come l’Italia. Capitato in Sardegna alle ultime elezioni in un piccolo paese. Candidati pressoché tutti di centrodestra con candidato sindaco comunista (non Unionista o altro pur militante Unione ma con idee fortemente comuniste). Risultato: 300 voti contro circa 750 andati all’altra lista. Per inciso nessuno avrebbe voluto l’altra lista ma la presenza di un elemento così fortemente ideologizzato in un gruppo pressoché tutto di centrodestra ha fatto spostare anche gli elettori di destra verso un gruppo opposto ma comunque più coerente. Perché accade questo? Perché a discapito dell’apparente deideologizzazione le idee di moltissimi le loro idee restano fortemente condizionate da anni e anni di militanza (Anche in soggetti giovani o addirittura giovanissimi) che non consentono di operare in condizioni di reale obiettività. Da qui, oltre ai personalismi, alle ambizioni personali che costantemente si sovrappongono al bene comune, nonché ai rischi di corruzione latenti in moltissime situazioni legate alla pubblica amministrazione causano problemi di governabilità enormi. I leghisti non sono un eccezione. L’aspetto che li contraddistingue è il fatto che alle caratteristiche negative degli altri partiti uniscono almeno tre elementi fondamentali.
    1) Presenza su base locale e forte capacità di ascolto con grande attenzione alle necessità.
    2) Chiare idee anti immigrazione che catalizzano l’attenzione di tutti quelli che delusi da tutti gli altri partiti non sanno più a che santo votarsi.
    3) Capacità di tradurre i programmi in realtà nel bene o nel male. Aspetto quest’ultimo che manca totalmente a partiti, sindacati, movimenti, organizzazioni ecc ecc. L’ITalia è la nazione dei piani che non funzionano…dei programmi elettorali pro-forma che stanno sulla carta e che non prendono mai forma e le cui responsabilità non sono mai imputabili a nessuno.

    Ecco perché la Lega cresce e continuerà a crescere nonostante le sue contraddizioni.

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