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Solo per ribadire qual è la destra moderna in cui crediamo

– da Ffwebmagazine.it – Sì, l’ho detto, «non scivoliamo troppo a sinistra», e al Predellino si sono commossi, la Ventura si ravvede, mentre il solito Campi proprio non vuole stare a sentire. Battute di una partitella a ping pong. Naturalmente, nessun “ravvedimento”, solo una riflessione, seria. Una riflessione su come comunicare un tentativo di dare forma a una destra laica, liberale e repubblicana in un mondo che cambia e che richiede fantasia e innovazione.

Per noi il pericolo, più che quello di “scivolare a sinistra” è quello  di essere fraintesi e dare l’impressione di essere caduti nel “politicamente corretto”. Non è così. Abbiamo messo l’accento su cosa non ci piace di un certo modo di fare politica a destra; era e rimane necessario. Ma non dobbiamo dimenticare di ribadire una serie di “ma”….

Un breve, incompleto, elenco. Guardiamo con rispetto alla Costituzione e alle sue regole e crediamo che tale rispetto debba essere ogni giorno ribadito con le parole e i comportamenti da chi detiene ruoli di autorità,  ma non riteniamo che volerla riformare costituisca un attentato alla democrazia; per questo non amiamo i “sacerdoti della Costituzione” nostalgici dei tempi in cui le oligarchie dei partiti decidevano delle sorti del paese incuranti degli elettori.

Non ci piace che dal consenso si faccia derivare non solo il legittimo diritto/dovere di governare ma anche una sorta di potere “assoluto”, ma crediamo nell’utilità della leadership e siamo convinti che l’elezione diretta del presidente in un contesto semi-presidenziale aiuterebbe il consolidamento del nostro sistema (e per questo non gridiamo al pericolo di “derive leaderistiche”).

Riteniamo che il Parlamento debba poter “lavorare” per rendere migliore la nostra legislazione e efficace il controllo sul governo, ma non rimpiangiamo la “centralità del Parlamento” (ovvero l’assemblearismo) della Prima Repubblica.

Crediamo che di fronte all’immigrazione sia necessario un atteggiamento aperto e pragmatico e non ci piace che si inseguano le paure dei cittadini senza dare a esse risposte serie e razionali, ma non dimentichiamo che i nuovi arrivati devono imparare a rispettare le nostre regole e che non vi deve essere spazio nel nostro paese per una segmentazione multiculturale; le culture si devono incontrare, nel rispetto dei fondamenti del nostro vivere civile.

Si potrebbe continuare, ma forse è sufficiente ricordare che il nostro desiderio di una destra più aperta e simile alle altre destre europee (dunque non confessionale, protezionista  e anti-modernista) non ci ha resi cultori del “pensiero debole”, semplicemente ci costringe continuamente a pensare piuttosto che a “obbedire”, tenendo ben presente il nostro orizzonte di principi. Ricordiamo però a noi stessi che è bene ricordarlo ogni tanto anche agli altri.


Autore: Sofia Ventura

Nata a Casalecchio di Reno nel 1964, Professore associato presso l’Università di Bologna, dove insegna Scienza Politica e Sistemi Federali Comparati. Studiosa dei sistemi politici in chiave comparata, ha dedicato la sua più recente attività di ricerca ai temi del federalismo, delle istituzioni politiche della V Repubblica francese, della leadership e della comunicazione politica.

16 Responses to “Solo per ribadire qual è la destra moderna in cui crediamo”

  1. come sempre pieno apprezzamento per le parole della professoressa ventura

  2. merkwuerdigliebe ha detto:

    L’idea che vi siano dei modelli di destre europee da inseguire non mi sembra molto positiva. Quali sarebbero queste destre europee da emulare? In realtà ogni paese ha le sue peculiarità e non si costruisce un partito isolandosi dalle aspirazioni della gente che si intende rappresentare. Io non sono uno storico ma penso che una destra non confessionale come quella francese abbia ragione d’essere soprattutto per ragioni storiche. E i repubblicani americani? Non si può certo dire che rappresentino sempre istanze laiche. In Italia, bene o male che questo sia, ha sede la Chiesa Cattolica e questo non può non avere anche ripercussioni politiche. La questione poi sulla cittadinanza agli immigrati è quanto mai discutibile. Il caro Granata che modello di riferimento ha preso? Proprio quello francese che non funziona? Non sarebbe meglio prendere quello svizzero, che fra l’altro ben si accorda con le pulsioni dell’elettorato leghista? Fra queste proposte nel frattempo affonda l’unica proposizione di libertiamo che per l’Italia risulta veramente innovativa e ormai necessaria: il liberismo nell’ambito economico. E in mezzo a tutto questo trovo molto discutibile prendere a riferimento le destre europee. Alla fine è lo stesso errore che fa la sinistra quando vagheggia soluzioni svedesi in salsa italica. E se proprio vogliamo giocare a questo gioco allora, piuttosto che la Francia o la Germania o gli Stati Uniti o la Svezia, molto meglio prendere a riferimento un paese come la Svizzera, che ha avuto modo di covare il suo modello di democrazia e sviluppo fin dai tempi in cui nei paesi vicini regnavano signorotti feudali francesi, tedeschi ed italiani. A dire la verità qualche maligno suggerisce pure che le cose alla fine non siano poi molto cambiate dalla fine del medioevo ad oggi.
    Ma tornando alla discussione con questo non voglio dire che si faccia male a discutere nel PdL. Direi anzi che è un bene perchè posizioni troppo oltranziste alla fine sono deleterie in un senso o nell’altro. Però se portate avanti mille fronti alla fine non farete nulla. Secondo me dovreste concentrarvi sui temi liberisti: sono quelli su cui potete ottenere più consenso dagli stessi elettori e su cui il resto della maggioranza avrebbe più difficoltà a trovare argomenti contrari. E non ultimo probabilmente sono anche le cose più necessarie all’Italia.

  3. Fabio ha detto:

    La prof. Ventura ha messo, secondo me, il dito nella piaga. Va benissimo cercare di creare una destra moderna (siamo qui per questo). Ma a volte FareFuturo (libertiamo.com molto meno) dà l’impressione di non essere tanto interessato a costruire, quanto di voler distruggere ogni legame con il proprio passato. Anche a costo di scadere nella provocazione banale e fine a sè stessa, e di andare a ripescare argomenti che la stessa sinistra (quella + evoluta almeno) ha abbandonato da tempo. Insomma, va benissimo dare una svecchiata al centrodestra italiano, a patto che nel centrodestra in qualche modo si rimanga.

  4. Antonluca Cuoco ha detto:

    perfetta sofia ed ottimo il commento di seminerio su phastidio…fa il paio con le riflessioni e riporta il tema centrale : the real issue is the economy!

  5. Luca Cesana ha detto:

    ottimo pezzo Sofia, detto da un iper-finiano!!!
    oggettivamente c’è un rischio di cadere nel buonismo e sarebbe un vero peccato perchè Fini resta, a mio parere, l’ultima possibilità di una destra liberale e riformatrice;
    come tutti i cento-destra europei: non solo la Francia, ma Spagna, Germania, Gran Bretagna; l’ Europa che conta; guardare alla Svizzera (non che io conosca il cdx svizzero, cosa della quale non mi vanto ma nemmeno mi vergogno più di tanto) mi pare francamente un poco sterile: a proposito del cdx lussemburghese qualcuno ha notizie?!?

  6. Liberale ha detto:

    Non vedo l’ora che costruiscano l’ammucchiata catto-com-social-chiesarott-radical-fascist in salsa di pietresca-verde-girotondina-intellettual-fancazzist anti Berlusconi. Con i vari personaggi in cerca di autore Casini Rutelli Bersani Franceschini D’alema Fini Follini Tabacci Bindi Bocchino Di Pietro De Magistris Bongiorno Binetti Pannella Bonino Cofferati Montezemolo insieme appassionatamente. Così qui dentro continueranno in molti a parlare delle convergenze parallele mentre la vecchia Italia tutta si troverà ( in puro stile gattopardesco ) a trovarsi di nuovo al potere. NON aspetto altro. Io fieramente sarò sempre dalla parte di Silvio finchè lui durerà, senza vergogna alcuna..perchè è l’unica speranza per dare fastidio a questa congrega di “statisti”. Ciao Benedetto, spero da domani di nn trovarmi ad essere tuo avversario, ma dopotutto se è così che deve andare, almeno avrò un avversario degno di esser chiamato tale.

  7. Fabio ha detto:

    ecco, devo ammetterlo, pur con tristezza: se dovesse avere ragione Liberale, ovvero se dovessero presentarsi ” i vari personaggi in cerca di autore Casini Rutelli Bersani Franceschini D’alema Fini Follini Tabacci Bindi Bocchino Di Pietro De Magistris Bongiorno Binetti Pannella Bonino Cofferati Montezemolo insieme appassionatamente” io starei per forza dalla parte di Berlusconi. Prego che Fini non sia così pazzo da imbarcarsi in una follia simile!

  8. ZulieOfficial ha detto:

    Adoro questa donna! Ancor di più perchè nel partito possono fartene una colpa x questo…

    Complimenti professoressa, continui così. E’ (anche) merito suo se abbiamo il miglior Fini della Seconda Repubblica. Quello che mi ha fatto sognare ai tempi del Referendum sulla Procreazione Assistita, quello che veniva “sabotato” dai colonnelli e dai giovani aennini, dai quali sono per questo uscito.

    Un Fini “nuovo”, per una Destra Nuova, per un’Italia migliore.

  9. Liberale ha detto:

    Io di “nuovo” non vedo nulla…ANSA: Ferrero, piuttosto che battere Berlusconi ci alleeremmo anche con il Diavolo…Il nuovo che avanza! Mi ero scordato Ferrero e i compagni di merende nella lista precedente :)

  10. Liberale ha detto:

    Quanto i giovani aennini, io ero un giovane elettore di AN e ricordo bene cosa diceva chi di AN faceva parte attivamente del totalitarismo Finiano in seno ad AN…o la pensavi come lui in quel momento ( e quindi andavi dietro alle sue vicissitudini ideologic-esistenziali ) oppure eri FUORI:

    http://www.repubblica.it/online/sessi_stili/fini/gay/gay.html

    Fini le idee le usa, è in questo l’emblema del politico italico.

  11. Alessandro Polcri ha detto:

    @ merkwuerdigliebe

    bravo la tua analisi, è la migliore … in Italia, questa laicità mascherata da laicismo, non fà andare da nessuna parte … meglio, per maturità nostra, come elettori del pdl, spingerci su tematiche economiche, quelle poi che, in fin dei conti, interessando tutti

  12. Vittorio Gentili ha detto:

    E le tematiche economiche sarebbero i tagli alla scuola pubblica rimpinguando le casse delle scuole privatea ogni finanziaria? Mi piacerebbe proprio capirle le tematiche economiche. Il debito pubblico alle stelle, la spesa corrente fuori controllo, le tasse che non scendono. Quali sono le tematiche economiche? Spiegare, illustrare.

    “Riteniamo che il Parlamento debba poter “lavorare” per rendere migliore la nostra legislazione e efficace il controllo sul governo, ma non rimpiangiamo la “centralità del Parlamento” (ovvero l’assemblearismo) della Prima Repubblica.” Il controllo del Parlamento sul Governo sarebbe la reiterata fiducia che l’Onorevole Vito reclama a ogni decreto?

    Mi sembra che qui si faccia accademia, ma fuori dalla realtà dei fatti.

  13. bill ha detto:

    Tutti begli argomenti nel post. Però però..
    Secondo me c’è modo e modo per portare avanti le discussioni. Se si sceglie un certo modo, si può benissimo preventivare che effetti e che reazioni ciò può produrre. Alcuni esempi:
    1)Il “cesarismo” nel PdL. Fini rimarca di esserne il cofondatore (a mio avviso obtorto collo, ma è un altro discorso..). E allora, non è in quell’ambito che si deve portare avanti il discorso, ammesso e non concesso che evidentemente in sede di stesura dello statuto del partito ci si fosse distratti, non prevedendo organi decisionali allargati? Cosa facevano, dormivano?
    2)Centralità del parlamento. E perchè non dovrebbe valere, al di là delle posizioni personali, per le leggi sulla procreazione assistita piuttosto che sul fine vita? Che importanza ha se Fini non le approva, dalla via che le ha approvate proprio il parlamento? E allo stesso modo: in tantissimi paesi la finanziaria non è emendabile (come è logico, sennò sarebbe un pastrocchio come tante volte abbiamo visto). E infatti, negli ultimi anni governi di destra e governi di sinistra hanno messo la fiducia. A cosa serve discutere emendamenti in aula, quando si è discusso mesi in commissione? Non è vero che la legge sia blindata: la si può bocciare. Nel qual caso, sarebbe bene che il gpoverno si dimettesse. Sennò, che senso avrebbe rispondere politicamente di una finanziaria diversa da quella proposta?
    3)Tutti si ammantano della parola “liberale”. Ma io vorrei capire una cosa: cosa ha di liberale un provvedimento come quello adottato da Sarkozy riguardo gli aiuti economici all’industria dell’auto francese? Perfettamente niente, è anzi statalismo puro. Allora, andiamoci piano con la destra”europea”. Cosa c’è di liberale nella pervicacia più volte dimostrata di non volere abbassare la tasse (che, amici miei, è il primissimo dei problemi di questo paese)?
    Lo volete capire che se non riformate, e con tagli pesanti, il sistema fiscale ve ne andate tutti a casa?
    4)Infine: mi fate capire, per cortesia, questa insistenza sul rispetto fra istituzioni? Perchè o viviamo qui e ora, in Italia a fine 2009, o siamo degli alieni. I comportamenti della parte politicizzata della magistratura e della Corte Costituzionale sono sotto gli occhi di tutti. La prima è protagonista, da 16 anni, di un accanimento giudiziario verso Berlusconi che non ha uguali nel mondo; la seconda sul Lodo Alfano si è comportata in modo che non esito a definire ignobile, causando oltretutto conseguenze che oggi vediamo benissimo. Dov’è in questo il rispetto istituzionale? Bisognerebbe fare finta di niente, non criticare queste mostruosità, in nome del bon ton istituzionale? O bisognerebbe, visto che c’è una certa fetta di signorini che non accetta Berlusconi tout court, ignorare il semplice fatto che le urne hanno dimostrato che questo non è il pensiero della maggioranza degli Italiani? E perchè bisognerebbe sottostare a questo perenne ricatto?
    5)Invece di straparlare di “bombe atomiche” con toni ammiccanti (e non veniteci a dire che è tutto normale: non fate una bella figura..), non sarebbe meglio adoperarsi da un lato per assicurare il non stravolgimento del verdetto elettorale, e dall’altro per una riforma della magistratura vera e seria? Possibilmente senza intimorirsi per il semplice fatto che CSM e ANM non la vogliono?

  14. Claudio ha detto:

    Mi dispiace, ma il web magazine di FareFuturo, non da solo l’impressione, è proprio il tempio del pensiero unico politicamente corretto, un magazine dove a farla da padrone è la retorica: retorica immigrazionista, retorica sui diritti umani, retorica sul patriottismo costituzionale ecc.
    Si è succubi del pensiero liberal-progressista-politically correct anche dal punto di vista culturale, basti solo leggere le entusiastiche recensioni di libri o film decisamente di sinistra (proprio oggi ho letto un articolo sul recente film “Welcome” in cui si critica pesantemente le politiche in materia di immigrazione effettutate da Sarkozy, politiche che nell’articolo vengono addirittura definite autoritarie e reazionarie, alla faccia di chi vuol farci credere di ispirarsi alla destra europea…).
    Comunque, i propositi qui espressi da Sofia Ventura sono in parte condivisibili, tuttavia sarà ovviamente importante verificare come tali principi verranno applicati alla nostra realtà politica.

    Infine un’annotazione, trovo profondamente sbagliato sostenere la necessità un atteggiamento aperto nei confronti dell’incessante immigrazione di massa che subiamo (verso la quale aperti lo siamo già fin troppo), dobbiamo essere aperti nei confronti degli immigrati onesti che qui risiedono regolarmente, tuttavia è bene rendersi conto che il nostro paese non è in grado di accogliere ed integrare tutti i poveracci di questo mondo, ergo una severa e rigorosa normativa per la regolamentazione degli ingressi è necessaria.

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  1. Phastidio.net ha detto:

    Non scivoliamo troppo a sinistra…

    Opportune considerazioni di Sofia Ventura, su Libertiamo e in una intervista all’Espresso. Di quest’ultima (tutta da leggere, a nostro giudizio) c’è un passaggio che sottoscriviamo integralmente:
    «A sinistra fanno questo giochino con …