Editori contro Google News: facimm’ ammuina, ma perché?

C’è molta confusione riguardo alla polemica “Editori contro Google News”, che negli ultimi mesi ha occupato dapprima soltanto alcuni blog e giornali specializzati, per arrivare poi sulle prime pagine dei principali quotidiani d’informazione del nostro Paese.
L’impressione è quella di un generale “facite ammuìna“, una situazione in cui tutti si muovono disordinatamente per motivi incomprensibili.

Il contenzioso nasce, in sostanza, da un’argomentazione abbastanza opinabile: Google, e la sua sottosezione Google News, linka contenuti non propri, e per questo dovrebbe pagare gli editori che pubblicano – a proprie spese e nei propri siti – tali contenuti. Da co-amministratrice di Libertiamo.it, chi scrive potrebbe, se fosse in vena di polemiche, ricordare la fatica che insieme al webmaster ha dovuto fare, in termini di impegno e di tempo, per rendere possibile l’indicizzazione in Google News di questo sito, e chiedere agli editori che cos’altro vorrebbero, e perché non basta loro il consistente flusso di utenti che dal motore di ricerca si riversa quotidianamente sulle loro pagine.

Dalle parti di Murdoch (ma anche di De Benedetti, per dire), a quest’obiezione si ribatte che i motori di ricerca – di cui Google è signore più o meno incontrastato – sono come vampiri, che si appropriano indegnamente del lavoro di professionisti non pagati da loro e lo mettono gratuitamente a disposizione per chiunque voglia sfruttarlo in qualunque modo. Google replica che nessuno obbliga gli editori a pubblicare i loro contenuti su Google News, gli editori per tutta risposta prendono accordi con Bing-Microsoft, Google, almeno apparentemente, “cede” alla possibilità di far pagare l’accesso alle news dopo le prime cinque gratuite.

Insomma, ribadiamo, soprattutto per i non addetti ai lavori, la sensazione è quella di una questione di lana caprina, di un Google “vampiro”, di editori incontentabili, non si capisce da che parte stare, non si capiscono neanche bene gli interessi delle due parti.
Quello che emerge con chiarezza è che i grandi editori (soprattutto quelli della carta stampata, i quali giocoforza si sono dovuti almeno in parte, e spesso di malavoglia, “convertire” al web) sentono di perdere sempre più terreno nei confronti di uno strumento come Google, che rivoluziona i tradizionali rapporti tra chi pubblica e chi legge.

A nostro parere basterebbe una dimostrazione di buona volontà da entrambe le parti: sarebbe opportuno che Google studiasse un sistema per evitare che gli utenti, tramite la ricerca, riescano a leggere gratis notizie che dovrebbero essere a pagamento (e su questo, riconosciamo, il colosso di Mountain View si è dimostrato apparentemente molto disponibile); sarebbe opportuno anche, però, che i grandi editori, da parte loro, non pretendessero più di quanto possono avere e riconoscessero il ruolo che Google News svolge nel portar loro nuovi lettori, normalmente magari non interessati a quel tipo di stampa.

L’autrice dell’articolo ringrazia sentitamente Google News per averla aiutata a trovare articoli inerenti al tema della sua ricerca, altrettanto sentitamente gli autori di detti articoli per essere stati molto chiari nello spiegare la vexata quaestio, più sentitamente ancora gli editori per averle gentilmente permesso di dare un’occhiata agli articoli e farsi un’idea della situazione.


4 Responses to “Editori contro Google News: facimm’ ammuina, ma perché?”

  1. Sandro kensan scrive:

    La notizia dei cinque click è falsa come dimostrato da Mantellini su Manteblog e dai commenti sidewiki che ho messo sui vari articoli di Repubblica, Corriere e Giornale:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Google_Sidewiki

    poi se la qualità del giornalismo è quella di pubblicare notizie false allora si capisce del perché i giornali non vogliono farsi pagare: perderebbero tutti i lettori. Certe notizie poco attendibili si leggono solo gratis.

  2. Marianna Mascioletti scrive:

    @ Sandro: Il mio “Almeno apparentemente” infatti si riferisce proprio a questo!
    Comunque, grazie al Suo commento sto leggendo Manteblog. (anzi, quasi quasi sull'”apparentemente” ora metto proprio il link all’articolo di Mantellini che se non sbaglio dovrebbe essere questo).

  3. Ascanio scrive:

    E’ sempre un’esperienza bellissima ed ogni volta nuova, vedere come le notizie possano essere trasmesse in modo, quanto meno, opinabile.

    Io spero che la notizia a cui ci si riferisce non sia questa:
    http://googlenewsblog.blogspot.com/2009/12/update-to-first-click-free.html

    perche’ in caso contrario, l’unica cosa che si evince è che c’è una pessima lettura della notizia rilasciata da google.

  4. Marianna Mascioletti scrive:

    @ Ascanio: “ci si riferisce” chi?
    “C’è una pessima lettura” dove?

    Grazie.

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