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Smog? Governo ladro

– Un tempo, forse anche a mo’ di scherno verso i brontolii tipici dei lamentosi e mai contenti anziani assiepati sulle panchine dei parchi pubblici a dar da mangiare ai piccioni (quando ancora alcuni solerti sindaci non erano intervenuti a vietare tale passatempo), andava di moda mutuare le battute di nonni e bisnonni secondo cui la responsabilità delle precipitazioni atmosferiche incombesse esclusivamente a carico dei membri dell’esecutivo in carica.Molti dei nostri avi, invero, si sentivano notevolmente appagati nell’attribuire la colpa delle piogge ai ministri di turno e magari andavano a nanna con la consapevolezza di aver individuato i cattivi ispiratori di Giove Pluvio.
Fino a qualche giorno fa si poteva invero restar convinti che nessuno avrebbe seriamente ipotizzato la sussistenza di un illecito a carico di qualche amministratore pubblico per le bizze del clima. Oggi – ed è angosciante constatarlo – quella sicurezza non c’è più.

Non c’è più e lo dimostra il fatto che la magistratura milanese ha, a seguito di un esposto, avviato un’indagine nei confronti del governatore lombardo Formigoni, del sindaco di Milano Moratti e del presidente della provincia di Milano Podestà (tutti e tre, ma sarà sicuramente un caso, esponenti del Popolo delle Libertà) per verificare se sia stato commesso il reato di getto pericoloso di cose, previsto e punito dall’articolo 674 del Codice Penale, in relazione al mancato controllo e all’asserito conseguente innalzamento dei livelli di inquinamento atmosferico nella capitale finanziaria d’Italia.

Ecco la contestualizzazione pratica di uno slogan, simile – quasi analogico – a quello delle ataviche descritte lagnanze: “Smog? Governo (locale, in questo caso) ladro!”. Peccato soltanto che l’indagine nasca viziata. Peccato non religioso (in uno Stato laico, forse, non avrebbe avuto rilevanza) ma economico, visto che, gravando il finanziamento dell’attività dei giudici esclusivamente su tutti gli altri cittadini contribuenti, è normale provare un certo fastidio quando si comprende che il prelievo fiscale sarà finalizzato ad attività prive di qualsivoglia fondamento.

L’infondatezza dell’attività di indagine della magistratura milanese è palesemente dimostrata da alcuni arresti giurisprudenziali di legittimità del tutto rimasti ignorati.
Sentenziava la Corte Suprema di Cassazione nel lontano 1994 che la responsabilità del pubblico amministratore locale per il reato ora in questione non può essere affermata sulla sola base dell’astratta inosservanza del dovere di vigilanza, in quanto ciò darebbe luogo a responsabilità oggettiva, estranea al diritto penale (sentenza del 15 novembre 1994 in “Cass. Pen.” 1996, pag 1161, n. 636).
Specificavano poi i togati di piazza Cavour, nel 1995 con la sentenza 3919, che il reato de quo giammai può essere integrato da una condotta omissiva.

Qualcuno ha espresso il sospetto che l’indagine, nata alla vigilia di consultazioni elettorali involgenti uno degli indagati, abbia finalità politiche. Che screanzato costui! Come pensare tanto? Nell’ordinamento giuridico vige il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale, seppure la stessa possa concludersi con un’archiviazione degli atti di impulso.

Tuttavia per neutralizzare i rischi di indagine politica forse varrebbe la pena di introdurre un nuovo illecito penale a carico del magistrato inquirente che non disponga l’archiviazione dell’atto di impulso di un’indagine nei confronti di un pubblico amministratore di cui sia dimostrata in seguito oltre ogni ragionevole dubbio l’infondatezza. Ciò, disincentivando indagini meramente politiche, si concilierebbe bene col dovere etico di dimissioni del pubblico amministratore indagato. Ma intanto resta lo smog ed è colpa del Governo (locale).


Autore: Mario Tocci

Nato nel 1979, è avvocato in Cosenza. Autore di pubblicazioni di carattere giuridico, è dottore di ricerca in “Impresa, Stato e Mercato” presso l’Università Statale degli Studi della Calabria e già membro del Consiglio Esecutivo Nazionale dell’Associazione degli Avvocati Giusconsumeristi Italiani.

3 Responses to “Smog? Governo ladro”

  1. Lorenzo Pastori ha detto:

    Molto interessante, ma rendere reato l’errore giudiziario a carico dell’amministratore pubblico mi sembra assai poco garantista… sarebbe forse meglio fare funzionare meccanismi di responsabilità civile in caso di colpe gravi, per incompetenza e imperizia.

  2. Davide Caminati ha detto:

    In quale caso sarebbe ipotizzabile procedere per inquinamento colposo nei confronti degli amministratori ?
    La legge prevede tale reato?
    quali sono le ammende per chi si macchia di tale reato?

    Grazie per l’eventuale approfondimento.

    Davide Caminati

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