Stranieri: Bene Fini, linea Pdl non può coincidere con posizioni Calderoli

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl

ll Presidente della Camera ha fatto bene a ribadire che non è possibile ancorare ogni scelta politica della maggioranza e dell’esecutivo ai veti e ai dicktat della Lega. Quindi non è accettabile la modifica dell’accordo raggiunto tra il Presidente della Camera e il Presidente del Consiglio in materia di processo breve ed escludere dai benefici previsti il reato di immigrazione clandestina.
Sui temi dell’immigrazione l’esigenza che il rigore si sposi all’equilibrio è essenziale perché la politica dell’esecutivo non solo sia, ma appaia quella di una coalizione responsabile, impegnata a governare le paure e non a cavalcarle e a fomentarle.
Sarebbe paradossale che le posizioni del Presidente della Camera, che riecheggiano quelle proprie della tradizione popolare e liberale europea, fossero  giudicate fuori dalla linea del PdL, e le scelte della maggioranza finissero per coincidere con quelle della Lega e del Ministro Calderoli.

Roma, 7 dicembre 2009


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

3 Responses to “Stranieri: Bene Fini, linea Pdl non può coincidere con posizioni Calderoli”

  1. Claudio ha detto:

    Bah, più reati sono esclusi da questa porcata del processo breve meglio è…

  2. DM ha detto:

    L’incertezza del presente non giustifica l’odio.

    Sono tempi difficili, inutile negarlo. La crisi del lavoro, una crescente e diffusa povertà, l’assenza di fiducia e speranza nel futuro. In questa condizione è facile seguire determinate strade, dare spazio a comportamenti e reazioni d’istinto, urlare sulle urla degli altri.

    Quando si ha poco da perdere, il cambiamento è una minaccia, un rischio che mina la stabilità già precaria di una situazione famigliare o di un singolo individuo.

    E’ bene agire per arginare situazioni di disagio, ma resta un grave errore seguire direzioni che guidano verso la violenza. Un errore già visto in passato, un errore da evitare.

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