Berlusconi, Spatuzza e la mafia. La sinistra vende l’anima al diavolo di Brancaccio

Quanti rimangono appesi alle parole dell’oracolo Spatuzza, un collaborante di cui al momento è chiara solo la mafiosità del collaborare, non è la “verità”, con ogni evidenza, che stanno cercando.
Non è il culto intransigente della legalità quello che sta portando un pezzo d’Italia a rovistare furiosamente nelle mafioserie di questo diavolo di Brancaccio, a cui la sinistra sta vendendo l’anima, non per sapere cosa ha davvero fatto il Caimano, ma per scoprire se nei veleni della famiglia Graviano c’è qualcosa che lo possa ammazzare.

Dei messaggi in codice, degli avvertimenti, e delle rivelazioni a rate e per conto terzi, la magistratura deve certo occuparsi. E deve farlo innanzitutto per quanti da Spatuzza sono accusati ed esigono che ne siano sbugiardate le accuse. A Palermo, Milano, Firenze e ovunque abbia recapitato i suoi pizzini, i magistrati devono indagare seguendo le piste e i depistaggi lungo cui Spatuzza si sta portando appresso metà dell’informazione italiana.

Ma di tutta questa materia, in cui, se c’è del vero, è di sicuro mischiato a molto di falso, e se c’è del bene a troppo di male, si potrà politicamente parlare a bocce ferme o quando sarà chiaro quali e di chi siano le bocce che sono in movimento.
Ma non si può – da parte dell’opinione pubblica, dei media, del sistema politico –  apprezzare preventivamente per vero o verosimile il contenuto delle confidenze del mafioso di lungo corso, prima di avere compreso se servono ad altro che ad avvelenare i pozzi della verità giudiziaria e a inquinare le fonti della verità storica.

Per chiunque altro non fosse Berlusconi, le tardive e spettacolari rivelazioni di Spatuzza sarebbero valutate come probabili diffamazioni, millanterie destinate a trovare assai più smentite che riscontri. Se così non sarà, non lo dimostreranno certo gli impazienti tentativi di fiaccare il buon umore e la resistenza del Cavaliere, dando voce e credito alle parole dell’assassino di Don Puglisi e del piccolo Giuseppe Di Matteo.  Berlusconi va difeso non perché è Berlusconi (o perché questa è la “linea” del Pdl, come va dicendo comicamente qualcuno), ma perché chiunque fosse al suo posto, pur senza incarichi istituzionali, dovrebbe trovare una scontata “protezione”, salvo prova contraria, dalle parole di piombo di un professionista della violenza e forse anche della delazione.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

4 Responses to “Berlusconi, Spatuzza e la mafia. La sinistra vende l’anima al diavolo di Brancaccio”

  1. Si disse che beato era il Paese che potesse fare a meno di eroi. Figuriamoci se gli “eroi” sono le “spatuzze”.
    Questo Paese che assiste per lo meno indifferente a che il suo inno nazionale, opportunamente reso sensuale da un cambio di metro musicale, venga usato per fare pubblicità a delle calze da donna, che assiste con assoluta indifferenza alle reiterate – e concretissime – manifestazioni di chi usa lo strumento della democrazia rappresentativa per demolirne anche la parvenza di unità non ha bisogno di eroi, ha bisogno di ritrovare sé stesso e le ragioni stesse dello stare insieme.
    Il tutto si riduce invece ad una guerra per bande, senza pudore e ritegno alcuno e senza visione non dico lunga ma che almeno arrivi alla fine del proprio naso.
    Il mio amatissimo avo paterno, che era nato quando l’Italia era ancora in sostanziale formazione ed aveva vissuto il trionfo del 18 e lo sfascio del 43/45, era solito dire (lo ricordo con assoluta precisione) commentando le vicende politiche di allora, in special modo le varie democristianerie, che “una Repubblica nata da brogli non potrà che morire di imbrogli”. Era monarchico e non vedeva chiaro che anche la Monarchia unitaria era giuridicamente nata dai brogli dei plebisciti, ma vedeva chiaro il futuro di una Italia in mano all’antistato democristiano e marxista.
    Forse Bossi ha ragione quando esprime il desiderio sordo e diffuso di una parte del Paese, quella che produce la fetta di maggioranza relativa del PIL, di non avere più a che fare con brogli ed imbrogli e demagogie di ogni genere e tipo.
    Certo è però che il fatto che nessuno si alzi e ponga il Paese difronte alla serietà del rischio di dissoluzione senza avere pronta l’alternativa, il disegno completo di un nuovo e cogente contratto sociale fa disperare del futuro, anche immediato.
    Non ci si può meravigliare se l’ “eroe” di turno, in questa guerra per bande, sia lo Spatuzza, sia un juke box che a pagamento prima operava efferati killeraggi anche di bambini e poi magari, smessa l’arma omicida perché non più al momento conveniente, ne utilizzi un’altra, più sotf, da colletto bianco.
    Certo, se i riscontri fossero assolutamente, totalmente, inequivocabilmente – e sono tutti termini che finiscono in mente, mente, mente – allora sì che avremmo una bella esplosione nucleare che dissolverà tutto e tutti, altro che otto settembre.
    L’Europa ci commissionerà? Il Papa Re avrà finalmente dopo tanta forza di secoli raggiunto lo scopo di fare dell’Italia tutta il giardinetto privato del Beatissimo Padre?
    Che qualcuno ponga sotto esame, mentre mi accingo a delibarle, la misura della banane per vedere se sono ammissibili alla masticazione o che mi bolli di reprobo se non introduco in me dalla bocca ogni mattina un pò di azzimo non è prospettiva allettante.
    Di Statisti, purtroppo, non se ne vedono all’orizzonte.

  2. giuseppe de simone ha detto:

    questo tentativo della magistratura politicizzata di infangare il nome di Berlusconi e di tutto il p d l che si riconosce perfettamente nelle sue idee è assolutamente ridicolo.Questo pentito spatuzza che oltretutto fa rivelazioni dopo 16 anni non ha alcuna credibilità e solo di pietro e il suo partito giustizialista possono crederci,in buona compagnia con gli statalisti ed i fannulloni.

  3. Silvana Bononcini ha detto:

    Condivido pienamente!

  4. forsecisiamo ha detto:

    borsellino ne parlo’ gia 16 anni fa vergogna pdl

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