Islam, dopo il referendum svizzero è tempo di una politica religiosa

– “A shocking result”. Con queste parole Alan Fisher corrispondente per Al Jazeera dall’Europa ha accolto l’esito del referendum che si è tenuto ieri in Svizzera ed ha decretato il divieto di costruzione di minareti sul suolo svizzero. Tariq Ramadan intervistato oggi da Repubblica ha utilizzato la stessa espressione. A nulla sono serviti gli appelli del Governo e di importanti personalità pubbliche, il popolo svizzero ha deciso ed il 57,5 per cento è contrario alla costruzione dei minareti. La stessa assemblea federale aveva ufficialmente invitato a votare contro. La vicenda è nota e sarebbe superfluo per una rivista come Libertiamo, che cerca di comprendere e di proporre, ribadirne i fatti. Gli interessati possono rifarsi al dossier di Le Temps o della Tribune de Geneve.
Veniamo quindi direttamente ad una rapida analisi, soprattutto nell’ottica del dibattito italiano relativo all’Islam.
Secondo Fisher il risultato di questo referendum pone un serio problema di compatibilità con il diritto di libertà religiosa così come protetto dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. L’analisi è pertinente, lo stesso Pierluigi Battista ha sollevato oggi sul Corriere il problema della tutela della libertà religiosa, ma riduttiva. Il problema non è solo giuridico, è politico.

La vicenda svizzera s’inserisce, infatti, nel più ampio dibattito sul ruolo dell’Islam in Europa, e quindi in Italia, e suggerisce alcune prime riflessioni dettate anche dall’urgenza del momento. Lo stesso Renzo Guolo ha sottolineato oggi su Repubblica come le implicazioni del referendum e la paura del “contagio” svizzero coinvolgano tutta l’Europa.
Non possiamo aspettare che siano i giudici a risolvere questo problema. Occorre un serio e concreto dibattito che non deve esser guidato ed indirizzato dai partiti estremisti. Purtroppo, per ciò che riguarda il contesto italiano, le posizioni della Lega Nord utilizzano strumentalmente la questione islamica e si caratterizzano per una totale assenza di politiche per la gestione del fenomeno. E’ stato infatti l’ostruzionismo della Lega, e del ministro Maroni, a decretare la sostanziale chiusura della Consulta per l’Islam e della Consulta giovanile per il pluralismo religioso. Questo paradossalmente rende la Lega Nord uno dei maggiori alleati dell’Islam pericoloso e fondamentalista.

La maggioranza tuttavia non se la passa meglio. La cedevolezza rispetto alle posizioni della Lega non paga. Ci sarebbero, volendo, gli strumenti per intervenire, pur senza intaccare la competenza in materia di confessioni religiose assegnata al ministero dell’Interno. Purtroppo le sporadiche iniziative fin qui proposte sono poco più che sparute stazioni di servizio su una strada che non porta da nessuna parte. E questo nella migliore della ipotesi.

Venuta meno con la fine del comunismo la dimensione verticale del conflitto sociale (lotta di classe) resta la lotta per le identità nella sua dimensione orizzontale. Il compito delle istituzioni pubbliche non è quello di negare l’esistenza del conflitto nascondendo la testa sotto la sabbia. Nessuno sembra averlo capito.


Autore: Pasquale Annicchino

Nato a Maratea (PZ) il 13 Dicembre 1982, vive a Firenze. Fellow del Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell'European University Institute. Ha insegnato e tenuto seminari in numerose università italiane ed internazionali: Siena, Alessandria, Como, Salerno, Tallin, Berkeley Law School, Brigham Young University School of Law. E’ stato Editor in Chief della University College London Human Rights Law Review ed è membro della redazione dei Quaderni di diritto e politica ecclesiastica del Mulino. Ha pubblicato saggi scientifici su varie riviste fra cui: Ecclesiastical Law Journal, George Washington International Law Review, University College London Human Rights Law Review, Studi e Note di Economia, Droit et Religions.

18 Responses to “Islam, dopo il referendum svizzero è tempo di una politica religiosa”

  1. Claudio Saragozza ha detto:

    Il titolo di Libertiamo mi aveva un po’ incuriosito;vuoi vedere che l’autore dell’articolo sta proponendo qualcosa di serio,di alternativo?Leggendo l’articolo la mia curiosità svaniva subito:capivo che c’era solo il vuoto,in perfetto stile politicamente corretto.
    L’autore contesta alla Lega Nord e al suo ostruzionismo la chiusura della Consulta islamica;ma anche qui per gli addetti ai lavori la cosa fa un po’ sorridere. La Consulta figlia e ostaggio dell’UCOI partorita da Pisanu fu archiviata oltre che da un noto esponente della sinistra, soprattutto dai veri moderati islamici e dalla violenza delle proposte illiberali che l’Ucoi proponeva. Ma visto che l’autore glissa sull’argomento, lasciamo pure perdere ,altrimenti si dovrebbe scavare ancora più a fondo.
    Mi stupisce invece assistere per l’ennesima volta al teatrino dei nuovi sacerdoti radical chic,gli stessi che ieri brindavano alla sentenza del No al Crocifisso (ma li la libertà di religione e il rispetto delle proprie radici era un optional),e che adesso invece si strappano i capelli per il No ai minareti. Dimenticando un semplice particolare : nel primo caso a deciderlo erano dei giudici mentre nel caso caso,quello relativo ai minareti ,sono stati i cittadini,il popolo:la democrazia.
    Insisto ancora nel ricordare che l’islam non è una religione come le altre,inclusa quella cattolica che si spaccia per movimento politico,ma è un movimento politico che si spaccia per religione. Il fatto di non capire la sfida che abbiamo di fronte ,la stessa battaglia che fecero i nostri padri nobili del liberalismo contro la chiesa,e che oggi si chiama islam,siamo destinati a scomparire:siamo destinati a fare un salto indietro di 1000 anni.

  2. Marianna Mascioletti ha detto:

    Saragozza, tanto per chiarire: la linea editoriale e politica di Libertiamo non è quella di far “teatrini” (magari ci fosse tempo per i teatrini) né quella di inneggiare ai crocifissi tolti dalle aule.
    Aggiungo che personalmente mi ritengo uno degli esseri umani meno radical-chic dell’universo, ma questo immagino lasci il tempo che trova.

  3. Giampaolo Mercanzin ha detto:

    A me hanno insegnato che la Religione è l’oppio dei popoli. Credo che il “nostro” profeta non si riferisse solo alla religione cattolica. Ciao

  4. Lucio Scudiero ha detto:

    Io brindisi alla sentenza che ha statuito il No al Crocifisso non ne ho visti da queste parti. Anzi. Si era, e si è, seriamente preoccupati dell’escalation religioso/nazionalista che sta imperversando nel dibattito pubblico italiano ed europeo. A mio parere, se oggi accettassimo una deroga alla libertà di religione per contrastare l’Islam, apriremmo una crepa nella considerazione della libertà individuale destinata ad allargarsi in futuro. Ciò che ci differenzia dall’Islam (sia come cattolici, sia come liberali) è la preminenza attribuita alla persona, all’individuo e alla sua libertà (o libero arbitrio, cristianamente parlando). Per cui io mi chiedo: quale messaggio di superiorità morale e civile daremmo a quel singolo musulmano che si vedesse ostacolato nell’esercizio della propria fede? Nessuno. Anzi, tenderebbe ad equiparare la sua cultura alla nostra e risponderebbe con risentimento e violenza. E ciò non fa onore nè al liberalismo, nè al cristianesimo. Detto fuori dai denti: siamo meglio dell’Islam. Lasciamo perciò ai musulmani la possibilità di accorgersene. Il benessere, la libertà e l’edonismo li corromperà più di quanto possano fare cento referendum svizzeri. Perciò tiriamoli nella rete, resteranno imbrigliati.
    P.s. si sarà capito che del politicamente corretto ci preoccupiamo poco, da queste parti.

  5. Leonard ha detto:

    Oddio, se dobbiamo prendere in considerazione Tariq Ramadam stiamo a posto! Costui, non va dimenticato, proclama: “L’islam è la soluzione” celebra l’uomo musulmano, seduce gli europei con la perfezione geometrica della sharia, invoca le piscine separate, la donna essere inferiore e quindi sottomessa. L’ha ascoltato una volta con Cardini, mi è bastato.- Ottimo affabulatore. Eppoi ora che facciamo? la gradazione del principio della democrazia diretta? ma dove sta lo scandalo? si vuole abolire il referendum?
    Non so cosa c’entri la libertà religiosa con chi armeggia con coltelli e bombe al solfato, non so cosa c’entri la libertà con chi invoca la mutilazione genitale, con chi raccomanda di non mettere piede nelle discoteche…(per esempio…)

  6. Luciano Dell'Aglio ha detto:

    E’ vero che la decisione referendaria è espressione di democrazia e va rispettata, tuttavia è lecito, anzi doveroso, interrogarsi, nell’ambito del dibattito pubblico, sulle problematiche connesse alla questione. E aggiungerei sul sentimento, spesso plebiscitario e violentemente nazionalista, che sta imperversando in Europa quando si parla di alcune religioni, prima fra tutte quella islamica. E’ doveroso parlare delle campagne di discredito e di manipolazione che possono fare la politica e l’informazione mediatica, quando si arroccano su posizioni stupidamente conservatrici e poco rivolte all’integrazione e all’apertura (in tutti i sensi).
    Credo che per parlarne occorra tanta competenza, perchè non è materia semplice e il rischio di scadere nei facili ideologismi, più che nel politically correct, è sempre in agguato per tutti noi. Trovo che la conclusione dell’articolo sia esemplare in questo senso…

    Lucio, l’illusione che la ”contaminazione” (non è forse più adeguato di ”corruzione”?) fra le culture avvenga ad una via, è un delirio di controllo e superiorità, che la storia smentisce da sempre. Non attireremo alcunchè nella rete, che alla fine non cambierà anche noi ”pescatori”. Si può anche correre il rischio di fagocitare una cultura e inglobarla totalmente, ma a quale prezzo? Una chiave di lettura del fondamentalismo islamico, potrebbe venire proprio da queste considerazioni…
    Giusto una parentesi che non riesco proprio a tenermi: ma quando associamo il cristianesmo alla ”preminenza attribuita alla persona, all’individuo e alla sua libertà”, stiamo parlando della religione cristiana o di un’ideologia liberal-cattolica, che si è sviluppata tutta in seno alla nostra cultura? Ovviamente io penso alla seconda, perchè basterebbe aprire la Bibbia e leggerla con un minimo di criticismo per capire che quando difendiamo i crocifissi come tutto ciò che religiosamente non rappresentano e parliamo di religione cristiana senza averla compresa, stiamo facendo integralismo anche noi.

  7. Mi permetto umilmente di far notare all’utente Claudio Saragozza, che pure Hitler & Mussolini furono regolarmente eletti dai loro rispettivi popoli…
    Proprio per questo, tra l’altro, furono creati organizzazioni sovra-nazionali, quali le Nazioni Unite, e, più di recente, proprio grazie al Partito Radicale Transnazionale, oragnismi quali il “Tribunale Internazionale per il Rispetto dei Diritti Umani”, onde porre un limite alle angherie, sia pur democraticamente decise, che un popolo ha il diritto di compiere nei confronti di individui &/o minoranze all’interno della propria “sovranità”…

  8. Tommaso ha detto:

    Secondo me le religioni sono tutte uguali solo agli occhi di chi non crede, o non ha mai creduto. Se pigliassimo dei valori fondamentali, che so, “Libertà dell’Individuo” “Parità Uomo-Donna” “Dignità della persona in quanto tale”, siamo davvero sicuri sicuri che tutte le Confessioni su questa terra le abbraccino? Incondizionatamente? E se la risposta fosse “no”, come ci dovremmo comportare verso queste date religioni?
    Gli Svizzeri non hanno fatto un referendum sulla libertà religiosa ma sui minareti. Non penso sia un caso.
    Per il resto, d’accordo con Claudio Saragozza: il testo dell’articolo è, spiace dirlo, fumoso e l’UCOI non era garanzia di nulla.
    Grazie, ciao

  9. Claudio ha detto:

    @Alessandro Meli Lupi di Soragna: Al di là del fatto che le elezioni “vinte” da Mussolini non erano certo regolari, sarebbe bello che questi organismi internazionali contrastassero veramente certe angherie, peccato che in realtà facciano in nome del politically correct continuamente le pulci alle democrazie, intervenendo per ogni sciocchezza (limitando così la loro sovranità nazionale), mentre rimangono del tutto inattivi nei confronti di quelle dittature dove i diritti umani vengono violati regolarmente.
    Anzi, spesso tra i membri di queste organizzazioni siedono proprio i rappresentanti di regimi piuttosto autoritari, vogliamo parlare per esempio del Consiglio ONU per i Diritti umani fra i cui membri figurano i rappresentanti di Cina, Russia, Cuba, Arabia Saudita (dove è bene ricordarlo, non solo è vietata la costruzione di luoghi di culto non islamici, ma è addirittura vietato pregare in pubblico per una religione che non sia l’Islam o portare crocifissi al collo)?

  10. Claudio ha detto:

    Faccio presente all’utente Alessandro Meli Lupi di Soragna che se anche gli ho risposto, non sono l’utente Claudio Saragozza, pur avendo lo stesso nome di battesimo.

  11. @Claudio: grazie per la precisazione.
    La tua osservazione sull’infficienza degli organismi internazionali non è sbagliata, purtroppo, ma si dà il caso che, ovviamente, la condanna d’un tribunale solo può aver effetto su un paese intenzionato a mantenere la legalità, una volta infranta la quale, solo l’uso della forza, l’impiego di truppe militari, può sortire effetti, non certo un “pezzo di carta”, è vero. Ma il Tribunale Internazionale, purtroppo, e per fortuna, di truppe proprie, non ne ha…
    Il fatto, comunque, che, in metafora, un rapinatore di banche, giunto al suo decimo omicidio, possa tranquillamente pemettersi di non pagare la multa eventualmente elevatagli per divieto di sosta da un vigile, all’auto rubata che aveva parcheggiato di fronte ad una delle banche rapinate, durante una delle rapine, senza peggiorare granché la propria posizione, non fa, tuttavia, del rapinatore, una brava persona, mi spiego? Forse, non si potrà arrestarlo, ma impedirgli, almeno, di dare lezioni di legalità agli altri, questo sì, perbacco! Non credi?

  12. elenasofia ha detto:

    Alessandro Meli Lupi di Soragna scrive:

    <<<<<Mi permetto umilmente di far notare all’utente Claudio Saragozza, che pure Hitler & Mussolini furono regolarmente eletti dai loro rispettivi popoli…
    Proprio per questo, tra l’altro, furono creati organizzazioni sovra-nazionali, quali le Nazioni Unite, e, più di recente, proprio grazie al Partito Radicale Transnazionale, oragnismi quali il “Tribunale Internazionale per il Rispetto dei Diritti Umani”, onde porre un limite alle angherie, sia pur democraticamente decise, che un popolo ha il diritto di compiere nei confronti di individui &/o minoranze all’interno della propria “sovranità”…<<<<<<

    Qui gli Hitler della situazione sono i dirigenti iraniani e i talebani, perché non li denunciate a questo Tribunale Internazionale per la mancanza di rispetto dei diritti umani, per l'incitamento all'odio e alla violenza? Per il programma di sterminio degli israeliani?

    Ma perché non volete aprire gli occhi e vedere che questa religione è contraria ai nostri principi costituzionali? Voi che siete contro ogni oppressione, perché siete insensibili alla condizione di avvilimento in cui sono tenute le donne musulmane?

  13. @elenasofia: dove erano i Talebani, ora sono le nostre truppe, infatti!
    Dove sono i violatori della libertà di parola, espressione, religione, GARANTITE DALLA NOSTRA COSTITUZIONE, vi sono le “patrie galere”, pronte ad accoglierli!
    Serve altro?

  14. elenasofia ha detto:

    Alessandro Meli Lupi di Soragna ha scritto:

    >>>>Dove sono i violatori della libertà di parola, espressione, religione, GARANTITE DALLA NOSTRA COSTITUZIONE, vi sono le “patrie galere”, pronte ad accoglierli!
    Serve altro?>>>>

    Sì:
    se le nostre leggi condannano le associazioni sovversive, per cui vengono fatti chiudere i locali dove svolgono le loro attività, non capisco perché invece si debbano tenere aperte le moschee, dove si predica l’odio per gli infedeli, si inneggia alla guerra santa e si glorificano i terroristi.
    Oltre che ribadire l’inferiorità della donna.
    E ritenere giusta la poligamia, che in Italia è (era?) reato.

  15. Infatti, non è necessario capirla. Solo tollerarla, reprimendo, eventualmente, i SIGOLI REATI COMMESSI, ovvio, ma NON SU BASE IDEOLOGICA, bensì giurica!
    Io, ritengo giusta la legalizzazione del mercato degli stupefacenti, ad esempio. Ma, finché concretamente non vengo sorpreso a spacciar droga (impossibile, ovvio, non facendolo), mica possono arrestarmi, solo per la mia opinione, perchè ritengo giusta, o sbagliata, una cosa…mi spiego?
    Tu, ritieni giusto chiudere i minareti, ad esempio, ma, finchè non provi a FARLO, ne hai tutto il diritto, per cartà…

  16. elenasofia ha detto:

    Negare la Shoah è un reato, l’apologia del fascismo è un reato … anche queste sono opinioni …
    quando si vuole, anche le opinioni son un reato ….

  17. Si, in effetti, queste sono 2 notevoli “eccezioni” alla regola, vero.
    Dovute al forte trauma che questi 2 eventi storici causarono al nostro paese, e non solo.
    Però, l’atteggiamento “giusto”, scusami, resta la “regola”, e non l’irrazionale, per quanto comprensibile, reazione ad un REALE trauma…
    In generale, un regime che trasforma un’opinione in reato, come si definisce, comunque?
    Ti aiuto io, elenasofia: fascista, comunista, assolutista, teocratico, oscurantista…
    Sei sicura che ci vivresti bene? Io, per quanto mi riguarda, sono certissimo di no, e son pronto a battermi, anche fino allo scontro fisico, onde impedire che ciò accada, sorry…

  18. Andres ha detto:

    Propongo la visione di un video che parla di numeri e statistiche circa il panorama islamico/europeo in particolare. Sono dell’avviso che, trattandosi di matematica, vi siano spunti di riflessione a sufficienza, e che posso facilmente capire come mai il suddetto referendum abbia avuto l’esito di cui tuttora si discute. Ecco il link al video:

    http://www.youtube.com/watch?v=utpUfll1rpg

    Inoltre vorrei sottoporre all’attenzione la ricerca e lettura di alcuni “profetici” personaggi come Oriana Fallaci e Padre Samir, che hanno scritto e detto parecchie cose che poi si sono realmente verificate in era odierna..

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