Islam: Discriminazione non favorisce convivenza, Lega getta benzina sul fuoco

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl

Bisogna scongiurare e non alimentare l’uso propagandistico del referendum svizzero sui minareti. La Lega fa malissimo a gettare benzina sul fuoco e il PdL ha il dovere di spegnere sul nascere una polemica destinata ad alimentare tensioni e incomprensioni e a rafforzare le posizioni del fanatismo islamista.
La presenza di milioni di immigrati islamici nei paesi europei crea obiettivi problemi di adattamento, a cui la politica deve rispondere in modo responsabile, non imponendo discriminazioni arbitrarie. Non si può palesemente violare il diritto alla libertà religiosa e di culto e insieme esigere da parte degli immigrati il pieno rispetto dei valori civili e costituzionali della democrazia e dello stato di diritto.
La strada per la convivenza con gli immigrati di religione islamica è quella opposta: uguali diritti e uguali doveri.

Roma,  30 novembre 2009


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

6 Responses to “Islam: Discriminazione non favorisce convivenza, Lega getta benzina sul fuoco”

  1. Luigi ha detto:

    Condivido pienamente ma bisognerebbe cominciare a chiedersi quanti voti perderebbe la Lega se abbandonasse la sua quasi sempre becera propaganda anti-immigrati. Dalle mie parti, temo molti, moltissimi.

  2. ccirus ha detto:

    Mi sembra che troppi, ad iniziare da fini e lei, parlino senza sapere di cosa parlano (succede quando si parla troppo)

    In svizzera si è votato per dire no alla costruzione di nuovi minareti, non la possibilità di aver luoghi di culto. non vi è alcuna violazione della libertà di culto quindi.

    E’ come se da noi, in tanti paesini dove si è deciso di non far suonare le campane all’alba si dicesse che si viola la libertà di culto.

    Si diceva che per scrivere un libro bisognerebbe averne letti prima mille, facciamo la stessa cosa anche per chi scrive post sui blog.

  3. elenasofia ha detto:

    Io penso che il problema della costruzione di moschee e di minareti è secondario rispetto al quesito che dobbiamo porci:

    L’islam predica norme contrarie alle nostre costituzioni europee basate sui principi di libertà e uguaglianza ?

    Se la risposta è no, il problema dei minareti diventa una questione di tutela del paesaggio, questione non irrilevante (basti pensare alle regole rigide che alcune nazioni impongono, perché le nuove costruzioni si uniformino a quelle tradizionali -colombages in Normandia, baite in Tirolo ecc.-) ma risolvibile.

    Se la risposta è sì, quella religione non può essere ammessa, quindi il problema non si pone: niente moschee, niente minareti.

  4. libertyfighter ha detto:

    Il “diritto alla discriminazione” invece è un diritto fondamentale della libertà. Io scelgo QUEL negozio invece di QUELL’ALTRO. Facendolo discrimino le due attività. Per motivi vari che possono andare dal razzismo (il negoziante è nero), a semplici antipatie, a scelte in merito alla qualità dei prodotti.
    Quando poi un popolo decide che sulla SUA TERRA bisogna smetterla di fare minareti, è solamente un popolo che esercita i suoi diritti e decide che a casa SUA ci si comporta come dice lui. La libertà senza discriminazione non esiste, caro Benedetto e mi stupisce che questa cosa Le giunga nuova. Quel che invece fa spavento è la cordata di benpensanti dell’integrazione forzata che si ritengono talmente superiori da sindacare una decisione autonoma di un POPOLO SOVRANO.
    Si rammentino i signori politicanti che secondo la cosiddetta DEMOCRAZIA, la loro opinione vale meno di zero, in confronto all’opinione della massa. Non importa quel che pensi la UE, l’Italia, Berlusconi, Di Pietro, o il presidente Svizzero. Quel che conta è quel che ha deciso il popolo, unico proprietario del terreno della Confederazione Elvetica.
    Che se domani votasse per il divieto di immigrazione per negri e albini, eserciterebbe solo un suo diritto. I politici, invece di giocare a fare gli ingegneri sociali, dovrebbero interrogarsi su come i loro deliri sociali, il loro mondo immaginario non funzioni, non sia applicabile, o semplicemente non piaccia alla gente.

  5. elenasofia ha detto:

    Mi sembra che certi liberali si siano dimenticati che il principio fondante di ogni convivenza civile è il rispetto delle leggi.

    La civiltà occidentale contemporanea, dopo secoli di lotte e di persecuzioni, è arrivata a stabilire principi di libertà, di uguaglianza e di tolleranza che ritiene debbano essere alla base della varie costituzioni statali (Infatti non viene ammesso nella Comunità Europea chi non accetta questi principi).

    Se certe religioni non accettano questi principi (come l’islam che ammette la schiavitù, considera le donne quasi prive di diritti e inneggia alla lotta contro gli “infedeli”), si pongono automaticamente fuori dalla nostra società; è nostro compito non permettere loro di divulgare insegnamenti che vanno contro le nostre costituzioni. Le moschee sono centri di raccolta e indottrinamento contro di noi e contro le nostre leggi.

  6. Luca Cesana ha detto:

    solo una battuta chè non vorrei essere accusato di parlare troppo…
    @ Luigi, certo che la lega perderebbe un sacco di voti se fosse un pò meno rozza e mi pare un’ottima ragione per condividere la tesi di Benedetto
    vista anche l’ora tarda non mi addentro nella questione, pur interessante, sollevata da elenasofia; ne parlerò in una prossima occasione sempre che la cosa non disturbi troppo ccirus:)

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