Quelli che danno ragione alla Lega perché darle torto sarebbe peggio

– La Lega è un partito a fortissima vocazione elettorale. Usa così anche la finanziaria e ci appiccica coi post-it emendamenti arrangiati alla meglio per lanciare messaggi al proprio elettorato. Ieri, l’emendamento Fugatti sulla cassa integrazione ridotta per gli stranieri non era una proposta normativa, anzi non era neppure una proposta. Era appunto un post-it, che, staccato dai fogli della finanziaria, finirà esibito nelle fiere del Carroccio come prova di rango e di durezza leghista: “Fugatti (il capogruppo leghista alla Commissione Finanze di Montecitorio, ndr), quello sì che c’ha ragione, ché gli immigrati ci rubano anche la cassa integrazione, oltre al lavoro e alla pensione.”

Ovviamente, ci sarà chi spiegherà che le fughe all’indietro della Lega sono risposte alle fughe in avanti di Fini. Così, con la teoria degli opposti estremismi, si confermerà che la politica sull’immigrazione “responsabile” è quella che prende atto dei rapporti di forza, della popolarità della Lega, dei sentimenti dell’opinione pubblica… Quindi si può dire no a Fugatti (che peraltro neppure voleva che qualcuno gli dicesse sì), ma non si può dire no a Maroni, quando impone che le quote sull’immigrazione “autorizzata” siano sostanzialmente azzerate (anche se ridurle al di sotto delle necessità delle imprese serve solo ad incentivare l’immigrazione irregolare).

Su uno dei temi più delicati dell’azione di governo, dunque, la “responsabilità” non coincide con la qualità e la civiltà delle proposte, ma con un’incerta e discutibile popolarità. Che le proposte della Lega siano in genere esibizioni di analfabetismo economico e giuridico sembra non rilevare, ai fini del giudizio.

Mutatis mutandis, sulla Lega si sostiene da destra ciò che non solo da sinistra si era accettato tra la fine della prima Repubblica e l’inizio della seconda: che occorreva “responsabilmente” dare ragione a Di Pietro, per non isolarsi dalla masse e dai sentimenti profondi dell’opinione pubblica. Che quel “sentimento” di cui il p.m. si faceva piazzista smerdasse l’idea stessa della giustizia e impedisse di amministrarla in modo civile, se pure fosse stato vero, non sarebbe stato “responsabile” sostenerlo. Infatti pochissimi lo sostennero. Dare ragione a Di Pietro, per contenerlo. Dare ragione alla Lega, per non regalarle il Nord. Tutto già visto.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

11 Responses to “Quelli che danno ragione alla Lega perché darle torto sarebbe peggio”

  1. Claudio B. ha detto:

    Certo che se delle immigrazioni di massa si evidenziano solamente gli aspetti positivi ma si negano ostinatamente le problematiche, evitando quindi di affrontarle (come fa certa pseudo-destra finiana) stiamo certi che la Lega nonostante la sua rozzezza continuerà a crescere…

    Ma poi siamo sicuri che in questo periodo di crisi economica con casse-integrazioni, fallimenti e licenziamenti le imprese abbiano davvero bisogno di nuova manodopera extra-comunitaria?

    Teniamo poi presente che ad ogni decreto flussi si verificano numerosi abusi, ovvero famiglie e imprese di italiani (o spesso di stranieri) che assumono badanti o colf di cui non sentono minimamente l’esigenza solo per poter regolarizzare amici o parenti, gente cioè che subito dopo aver ricevuto il permesso di soggiorno darà le dimissioni e si cercherà un nuovo lavoro…

    Infine c’è da ricordare che con l’entrata della Romania nell’UE, molti potenziali lavoratori rumeni (che costituiscono la prima comunità etnica in Italia) possono tranquillamente trasferirsi da noi senza alcun decreto flussi.

  2. stranamore ha detto:

    A mio parere paragonare la Lega a Di Pietro è una cosa insulsa. Il vero problema è che qualcuno nel PdL preferirebbe fare a meno della Lega magari correndo il probabile rischio di regalare il governo al socialismo in salsa tangentara del PD. Francamente questa contrapposizione finiani vs Lega non ha alcun senso e non porta a nulla di buono. Se veramente i riformisti di libertiamo e i finiani avesero a cuore le riforme probabilmente si preoccuperebbero di convincere la Lega e invece fanno a gara su chi ha ragione come i bimbetti dell’asilo. Per esempio: l’abolizione delle provincie. Se è vero che questo porterebbe risparmi per 9-10 miliardi ricorrenti, perbacco la ragione sta certamente con gli abolizionisti. E se questi soldi fossero usati per abbassare le tasse ai cittadini (N.B.: ai cittadini, non a qualche barone svizzero di confindustria, come gli Agnelli e i De Benedetti), la cosa avrebbe anche il consenso della gente. E allora perchè non convincere la Lega su una riforma che porterebbe consensi e benefici? Ma piuttosto che dialogare e condividere i meriti e i guadagni i nostri politici riformisti fanno a gara sul chi ha ragione. Che non scappi loro il merito esclusivo di una riforma! E’ allora da stupirsi che la Lega si arrocchi? E che dire poi delle riforme che non hanno alcun senso? Tipo la “riforma” per dare la cittadinanza facile agli immigrati. Che dire sul fatto che in Svizzera, in un paese in cui cioè l’integrazione funziona, l’ottenimento della cittadinanza subisce restrizioni ben maggiori che da noi? Che dire sul fatto che i modelli di riferimento dei finiani siano modelli fallimentari? Che dire poi sul fatto che questa riforma è impopolare fa perdere voti al cdx? Dobbiamo forse applaudire e osannare gli amici finiani che si spendono per simili risultati? Cari riformisti, cari finiani, se proprio volete fare qualcosa di buono rinunciate alle proposte stupide e fatte solo per infastidire la Lega. Puntate piuttosto su proposte che potete condividere con la Lega nel consenso e nei benefici elettorali. Sempre che la Lega non vi sia troppo a schifo, naturalmente.

  3. Carmelo Palma ha detto:

    @stanamore – Dici: lasciate stare l’immigrazione e andate avanti su temi del programma come l’abolizione delle province e su questi stanate la Lega. Bene, hai citato l’ennesimo caso in cui la Lega ha detto niet, e il Pdl ha detto sì vabbè…oltre a citare una delle prime (non così pretestuose a quanto pare) polemiche finiane

    http://www.funzionepubblica.it/ministro/pdf/03-corsera-05(1).pdf

  4. Marco Maiocco ha detto:

    Io dico solo che non si può stare in un governo con la Lega e con Berlusconi. I motivi li puoi leggere tutti i giorni su questo stesso sito (incluso il tuo articolo).

  5. stranamore ha detto:

    @Carmelo
    Se la Lega si ostina a non volere eliminare le province, allora sbaglia, posto naturalmente che i presunti risparmi di spesa siano effettivamente realizzabili. Ma questo è un argomento su cui vale la pena che lavoriate perchè vi porta consenso. Sul tema cittadinanza agli immigrati invece ho l’impressione che stiate facendo un involontario favore a Bossi e soci.

    @Maiocco
    Caro Marco, pensi che Fini e Della Vedova possano creare un’ennesima formazione politica? E poi con chi si alleano? Posto che l’operazione scissione riesca, alla fine gli interlocutori non cambierebbero. A meno che caro Marco, tu non proponga di fare causa comune con il “socialismo” di Bassolino e D’alema. Ah ma in questo caso la vetero socialista Polverini è una scelta quanto mai azzeccata.

  6. Marco Maiocco ha detto:

    Stranamore,
    penso che sarebbe ora che Della Vedova prendesse atto che la scelta del 2006 sia stata una sciocchezza. Uno che va in Bielorussia a lodare il locale dittatore (ex?) comunista non è sicuramente meglio di Bassolino…

  7. stranamore ha detto:

    Caro Maiocco a me della presunta dittatura in Bieolorussia non frega un tubo. E per quanto mi riguarda il caro Berlusconi può anche incontrare e lodare Satanasso in persona, e rimarrebbe sempre mille volte meglio del socialismo paleo comunista in salsa tangentara di Prodi, Visco, Bassolino e via dicendo.

  8. Luca Cesana ha detto:

    “La lega è un partito a forte vocazione elettorale”: splendida, Carmelo!
    Il paragone con Di Pietro ci sta tutto
    chi prende voti oggi in Italia, al di fuori dei due grossi (non grandi) partiti?
    Chi grida (legaioli da una parte, manettari dall’altra) e l’Udc con l’eredità dei voti clientelari del meridione ex Dc.
    Stranamore, il nickname che ti sei scelto mi pare perfettamente in linea con le tesi che sostieni…
    “Presunta” la dittatura in Bielorussia? Poco importa, tanto non te ne “frega un tubo”.
    Una curiosità: non ti frega nulla neppure del “presunto” Olocausto?
    O dei “presunti” omicidi commissionati dall’amico Vladimir?
    Quanto alle Province che il programma del cdx prometteva di abolire, provvedimento bloccato dal veto leghista, costano più di 16 miliardi di euro all’anno, non 10-12.
    Non ho alcun problema nell’aggiungere che, sì, la lega mi fa schifo e che è più partitocratica e poltronista di tutta la prima Repubblica messa insieme.
    Io vivo a Lecco, Lombardia, non a Molfetta, tanto per chiarire.
    Per finire, trovo francamente irritante lo stile degli ultrà berlusconiani di basare le proprie valutazioni politiche esclusivamente sulla base dei, questi sì, presunti vantaggi o svantaggi elettorali che comporterebbero.
    Anche questo modo di ragionare, si dice per dire, mi fa un pò schifo.

  9. stranamore ha detto:

    Caro Cesana, a me non frega un tubo della presunta dittatura in Bielorussia per il semplice fatto che secondo me è un fatto irrilevante nelle scelte di diplomazia internazionale, scelte che dovrebbero essere ispirate dagli interessi commerciali italiani. E inoltre scommetto che i bielorussi si tengono ben stretti la loro attuale condizione piuttosto che tornare ad essere governati dai comunisti. Secondo il tuo ragionamento caro Cesana l’Italia dovrebbe aprire le ostilità diplomatiche con mezzo mondo Cina compresa. Ridicolo. Quanto all’olocausto, è un fatto “storico” di cui francamente non ho grande interesse. Certo se provassi scandalo ed indignazione per quei trascorsi, chissà quale rabbia dovrei nutrire contro i tuoi amici o parenti ebrei, caro Cesana, che oggi nel 21emo secolo torturano e opprimono il popolo palestinese. Per non parlare di tutta l’ipocrisia e degli affari sporchi dello stato israeliano.

  10. Carmelo Palma ha detto:

    @stranamore: siamo (troppo) tolleranti con i troll, ma farci editori contro noi stessi di una serie crescente di insolenze provocatorie è un po’ troppo. quindi, lascia perdere, vai a cantare in un altro cortile. oppure intervieni normalmente, se ti riesce. risparmiaci la fatica di bannarti.

  11. Luca Cesana ha detto:

    @ carmelo, ti ringrazio ma io resto sulla linea di lasciare agli idioti lo spazio per lanciare la loro merda che poi il vento cambia direzione con gli effetti conseguenti…
    poi il delirio va in costante crescendo e ben rivela la natura del personaggio
    siamo passati dal “non me ne frega nulla dei dittatori”, ergo neppure delle loro vittime a non me ne frega un cazzo manco della Shoa fino ai deliri antisemiti
    a casa mia si chiamano autogol, quando siamo particolarmente pazienti
    per mera cronaca non ho parenti ebrei e me ne dipiaccio, fortunatamente nemmeno del tuo livello e lascia pure perdere il “caro”, grazie

Trackbacks/Pingbacks