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	<title>Commenti a: La Robin Tax sale ancora, ma non è un aggravio a costo zero</title>
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	<description>La politica nel Popolo della Libertà</description>
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		<title>Di: pier carlo de cesaris</title>
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		<dc:creator>pier carlo de cesaris</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 07:19:33 +0000</pubDate>
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		<description>Testo del tutto condivisibile.La &quot;testa marxista&quot; ha fatto danni incommensurabili in ogni dove e continuerà a farne, purtroppo, specie dove gli animi sono deboli e dove la soluzione preferita è sempre la scorciatoia furbetta (furbo vien dal francese e significa ladro). La &quot;maggioranza&quot; votata anche ed in modo massivo da teste non marxiste aveva fatto sperare che la componente socialista in essa molto ben rappresentata potesse essere temperata da una robusta e sostanziale dose di liberalesimo. Così non è. E se il titolare dell&#039;economia, quello del lavoro, quello della funzione pubblica, per non parlare di quello della cultura, sono oriundi socialisti capitati in terre, almeno a parole liberali, bongré malgré, gratta gratta, l&#039;impostazione di base esce fuori alle volte evidentissima. Stimolare un ciclo espansivo o lo si fa con misure keynesiane o lo si agevola ed incentiva riducendo la pressione fiscale, non certo aumentandola. Un mix delle due azioni riesce sempre difficilissimo e, comunque, presuppone una assoluta chiarezza di visione anche a medio termine ed una assoluta fermezza nell&#039;incidere sulla quantità ma soprattutto sulla qualità della spesa. La difesa di Tremonti da parte di chi difende , per calcoluzzi di bottega, il mantenimento dell&#039;istituzione Provincia la dice assai lunga sulla qualità della azione di governo. Sarebbe interessante calcolare quante finanziarie ci risparmierebbe tale abolizione e quante finanziarie abbiamo gettato al vento per assoluta mancanza di visione strategica negli ultimi decenni. Il caso dell&#039;energia - devastata dal dissennato abbandono del nucleare - è costato al sistema produttivo ed alle famiglie una montagna imponente di risorse le quali, se impiegate, ad esempio per la difesa del territorio e la sua messa in salvaguardia avrebbero potuto non solo risparmiarci diffuse ed irritanti lamentazioni ex post ma creare anche un indotto imponente di attività economiche virtuose con benefici sostanziali di ritorno anche sulle finanze pubbliche. E così via.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Testo del tutto condivisibile.La &#8220;testa marxista&#8221; ha fatto danni incommensurabili in ogni dove e continuerà a farne, purtroppo, specie dove gli animi sono deboli e dove la soluzione preferita è sempre la scorciatoia furbetta (furbo vien dal francese e significa ladro). La &#8220;maggioranza&#8221; votata anche ed in modo massivo da teste non marxiste aveva fatto sperare che la componente socialista in essa molto ben rappresentata potesse essere temperata da una robusta e sostanziale dose di liberalesimo. Così non è. E se il titolare dell&#8217;economia, quello del lavoro, quello della funzione pubblica, per non parlare di quello della cultura, sono oriundi socialisti capitati in terre, almeno a parole liberali, bongré malgré, gratta gratta, l&#8217;impostazione di base esce fuori alle volte evidentissima. Stimolare un ciclo espansivo o lo si fa con misure keynesiane o lo si agevola ed incentiva riducendo la pressione fiscale, non certo aumentandola. Un mix delle due azioni riesce sempre difficilissimo e, comunque, presuppone una assoluta chiarezza di visione anche a medio termine ed una assoluta fermezza nell&#8217;incidere sulla quantità ma soprattutto sulla qualità della spesa. La difesa di Tremonti da parte di chi difende , per calcoluzzi di bottega, il mantenimento dell&#8217;istituzione Provincia la dice assai lunga sulla qualità della azione di governo. Sarebbe interessante calcolare quante finanziarie ci risparmierebbe tale abolizione e quante finanziarie abbiamo gettato al vento per assoluta mancanza di visione strategica negli ultimi decenni. Il caso dell&#8217;energia &#8211; devastata dal dissennato abbandono del nucleare &#8211; è costato al sistema produttivo ed alle famiglie una montagna imponente di risorse le quali, se impiegate, ad esempio per la difesa del territorio e la sua messa in salvaguardia avrebbero potuto non solo risparmiarci diffuse ed irritanti lamentazioni ex post ma creare anche un indotto imponente di attività economiche virtuose con benefici sostanziali di ritorno anche sulle finanze pubbliche. E così via.</p>
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		<title>Di: Luca Cesana</title>
		<link>http://www.libertiamo.it/2009/11/23/la-robin-tax-sale-ancora-ma-non-e-un-aggravio-a-costo-zero/comment-page-1/#comment-8473</link>
		<dc:creator>Luca Cesana</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 17:48:38 +0000</pubDate>
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		<description>Ottimo testo, bravo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ottimo testo, bravo!</p>
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