Soft law: emendamento tecnicamente solido e politicamente saggio. Risposta a Mina Welby

– Mina Welby, commentando l’emendamento alla proposta di legge Calabrò che ho presentato con altri deputati del PdL, ammette che è una “soluzione contro una cattiva legge”. La ringrazio, anzitutto per essere una lettrice d’eccezione di Libertiamo e poi perchè, da osservatrice attenta e partecipe, annovera la mia proposta tra le possibili soluzioni e non tra i complicati problemi legati a una legislazione sul fine vita approssimativa e presuntuosa.

Mi rendo conto che la linea emendativa che abbiamo scelto appaia spiazzante, visto che siamo usciti dalla logica delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento: in assenza di una valutazione ampiamente concorde, se non unanime, della portata di questo strumento, abbiamo ritenuto che il Parlamento fosse comunque destinato a “pasticciare” e ad accrescere l’incertezza del diritto su di una materia in cui, di per sé, l’incertezza regna sovrana.

Inoltre, essendo partiti da un testo che, come ho già denunciato, usa le DAT per fare una legge contro le DAT (e nel far questo, investe aspetti della regolamentazione deontologica che, fino ad oggi, erano pacifici), abbiamo ritenuto che il principale problema normativo fosse quello di presidiare le disposizioni del Codice di Deontologia Medica. Quelle che già disciplinano – in forma non esaustiva, ma assai più chiara di quanto non faccia la proposta di legge Calabrò –  le relazioni di cura, sia quando il paziente è capace, sia quando versa in uno stato di incapacità temporanea o permanente.

Mi rendo conto che l’emendamento che ho proposto, non annunciando particolari passi avanti, possa apparire sgradito a quanti preferirebbero una legislazione più rigidamente auto-deterministica. Se approvato, questo emendamento però impedirebbe passi indietro nella direzione opposta. Rebus sic stantibus, non mi pare ci sia spazio per altro che per una proposta di tregua e di compromesso (di “disarmo bilaterale”, l’abbiamo chiamata). E confido che anche la “maggioranza della maggioranza” lo capisca. In caso contrario, ho già depositato insieme a Flavia Perina e Enzo Raisi degli emendamenti che puntualmente, articolo per articolo, presentano alternative alle “norme Calabrò” e che sono frutto del lavoro di un nutrito drappello di bio-eticisti e giuristi cattolici, i quali con robusta dottrina e con autentica sensibilità giuridica, hanno articolato una posizione alternativa a quella sostenuta ufficialmente dalla Chiesa e dalla Cei.

Per tornare all’emendamento di “disarmo bilaterale”, è chiaro che in assenza di DAT, la rappresentanza della volontà delle persone minori, inabilitate, interdette, o, per qualunque ragione, incapaci rispecchia l’attuale regolamentazione civilistica. In particolare, per un’ipotetica “Eluana” la rappresentanza spetterebbe ai familiari (nell’ordine indicato dall’art. 417 del Codice Civile) e, quando nominato, dall’amministratore di sostegno. In questo quadro, dopo un’attenta istruttoria, abbiamo ritenuto che, senza istituire le DAT come strumento, non vi fosse giuridicamente spazio per inserire figure, come quelle del fiduciario o del mandatario, che alle DAT sono indissolubilmente legate. Anche da questo punto di vista, la nostra proposta non si discosta minimamente dalle previsioni del Codice di Deontologia Medica, che molti considerano, sbagliando, un argine troppo soft e che, invece, al momento è la più solida barriera ad una legislazione pericolosamente arbitraria.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

2 Responses to “Soft law: emendamento tecnicamente solido e politicamente saggio. Risposta a Mina Welby”

  1. Silvana Bononcini ha detto:

    Ecco perchè io ho stima per Benedetto Della Vedova, e mi piace la sua tenacia!

  2. Silvana Bononcini ha detto:

    Per chi ci legge una notizia che mi rende particolarmente felice è che giovedì 26 novembre sarà in libreria un secondo libro di

    Piero Welby

    “L’oceano terminale”

    Castelvecchi editore

    Ovviamente postumo… ed è stata una gran fatica trovare chi volesse pubblicarlo!

    BUONA LETTURA!

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