Il giudice rinvia a gennaio, l’iniziativa di Fidenato sul sostituto d’imposta continua

Rinvio della discussione nel merito al 28 gennaio 2010. Questa è stata la decisione del Tribunale del lavoro di Pordenone relativamente alla causa riguardante Giorgio Fidenato ed Agricoltori Federati.
Come abbiamo già scritto su Libertiamo.it, i legali di Fidenato hanno chiesto al giudice di sollevare l’eccezione di costituzionalità circa il suo ruolo di sostituto d’imposta per conto dello Stato nei confronti dei suoi dipendenti (ai quali dal mese di gennaio di quest’anno l’imprenditore versa lo stipendio lordo in busta paga), in quanto – a loro avviso – fungere da sostituto d’imposta per lo Stato è un’obbligazione in contrasto con i principi della Costituzione.

“Ci aspettavamo il rinvio  – ha commentato  Fidenato, raggiunto telefonicamente da Piercamillo Falasca – non credo che ora ci saranno altre udienze istruttorie, il giudice ha in mano tutti gli elementi per arrivare ad una decisione”.
Insieme al rinvio, il Tribunale del lavoro ha sospeso l’esecutività delle cartelle esattoriali che l’Inps aveva inviato all’imprenditore. Sul punto, Fidenato non ha celato la sua soddisfazione: “E’ un elemento essenziale, il giudice si è reso conto che non c’è stato alcun illecito e che Agricoltori Federati ha effettivamente versato tasse e contributi ai dipendenti. La nostra iniziativa continua”.


10 Responses to “Il giudice rinvia a gennaio, l’iniziativa di Fidenato sul sostituto d’imposta continua”

  1. Me la caverò con un banalissimo “Forza Fidenato!” :-)

  2. Giordano Masini scrive:

    Fidenato for president!

  3. romain scrive:

    mi pare che Fidenato meriti più appoggio che quel poco che oggi riceve; il Governo, questo Governo, che bene o male si basa anche su ideali liberali e liberisti in economia, dovrebbe sostenerlo; Fidenato, come d’altronde tutti gli imprenditori (ed enti) italiani, lavorava gratuitamente per conto dello Stato, del fisco, dell’Inps, e questo onestamente non mi sembra molto costituzionale e nemmeno molto giusto; mi ricordo che diversi anni fa i Radicali, che allora erano ragionevoli e veramente liberali, fecero un referendum con lo scopo di ottenere quello che fa ora Fidenato, ma non sostenuti da nessuno fallirono il quorum dei votanti. Per dire..Ottimo dire Fidenato for President o Forza Fidenato, meglio di niente, ma ovviamente non basta. Ultima proposta: perchè non sentire al riguardo l’economista liberale-liberista On.Prof.Antonio Martino, del Pdl? Che ne dice “Libertiamo”?

  4. @romain: cosa ne pensa Libertiamo? Intanto Libertiamo.it sta seguendo la questione. Siamo in contatto con Fidenato e diamo ampio spazio alla sua battaglia.
    Come si può comprendere dai commenti all’articolo “La battaglia di Fidenato, la supponenza dell’avvocato”, all’interno dell’associazione Libertiamo abbiamo diverse posizioni sul tema. Mario Seminerio, in particolare, non sostiene l’abolizione del sostituto d’imposta, pensa che questo determinerebbe un aumento dei costi di compliance fiscale per i contribuenti e ha dubbi – in assenza di dati – sul fatto che le persone non sappiano distinguere il netto dal lordo (argomento di behavioural economics che corroborerebbe la tesi degli “abolizionisti”).

  5. PIETRO scrive:

    —– Original Message —–
    From: pietroancona@tin.it
    To: presidente@agricoltorifederati.it
    Cc: pane-rose@tiscali.it
    Sent: Thursday, November 26, 2009 2:40 PM
    Subject: Risposta

    Caro Signor Fidenato,
    lei sa benissimo di avere sollevato la questione del sostituto di imposta come grimaldello per scardinare qualcosa di ben più importante e cioè la fiscalità generale dello Stato. In atto lei corrisponde ai lavoratori il lordo ma ogni cosa ha un principio, una evoluzione, un assestamento generale. Non possiamo escludere che avendo in mano l’ammontare delle tasse che i lavoratori dovrebbero pagare i datori di lavoro decidano poi di trattenerli e di non darli nè ai lavoratori stessi nè allo Stato. Non sarebbe la prima volta che succede nel nostro Paese. Insomma, alla fine, la vostra idea è espressa quando, nel frontispizio del vostro sito, scrivete: “le tasse sono un furto.” Le tasse, che certamente vanno riviste abolendo alcune assurdità come gli studi di settori, se eque ed applicate con giustizia, sono il fondamento della coesione sociale e della convivenza civile. Se diventano troppo pesanti e vengono usate per foraggiare il parassitismo delle oligarchie politiche e le loro clientele, diventano pericolose per la democrazie. Il federalismo fiscale voluto dai leghisti porterà ad un appesantimento fiscale che potrebbe risultare insopportabile. Già paghiamo l’Irpef regionale e comunale in quasi tutte le regioni d’Italia e le Regioni sono costosissime con stipendi ai consiglieri regionali ed ai membri della giunta regionale di governo veramente scandalosi. Le privatizzazioni aumentano terribilmente i costi di gestione perchè si debbono mantenere presidenti e consiglieri di amministrazione a milioni di euro l’anno. Mi risulta che nel Veneto c’era, non so se ancora, un tratto di autostrada amministrato da due o tre consigli di amministrazione!
    Le tasse bisogna pagarle equamente ma dobbiamo pretendere che i soldi ricavati vengono utilizzati per il bene dei cittadini e della comunità. Cominciando a tagliare le spese della politica.
    Da giovane ho fatto il Consigliere Comunale della mia città. La carica era completamente gratuita. Tutto funzionava più o meno come ora e forse meglio. Ora il consigliere comunale percepisce uno stipendio di tremila euro al mese ed in più ha un budget per la segreteria più le consulenze che si offrono agli amici professionisti e che spesso non servono proprio a nulla. Vada a vedere quante consulenze ha la Regione Veneto e le sommi a quelle di tutte le amministrazioni pubbliche della regione. Vedrà che ammontano a centinaia e centinaia di milioni di euro che potrebbero essere risparmiate per abbassare le sue tasse e dare delle opportunità in più ai giovani….
    Vi invito anche a considerare che la proprietà è stata proposta diritto naturale da Locke nel sedicesimo secolo. Il Locke come sapete è fondatore dell’ideologia capitalistica, il liberalismo, e per fare quadrare tutta la piattaforma rivendicativa della borghesia nei confronti dell’aristocrazia che faceva derivare la proprietà soltanto da un dato di ereditarietà e da un diritto “divino” e legittimare
    una provenienza “volgare” della proprietà ( sfruttamento esseri umani, schiavitù, commercio, speculazioni in borsa etcc..) la classificò tra i diritti naturali. Ma la proprietà non è diritto naturale ma
    positivo regolato dalle leggi della comunità in cui si rivendica o se ne vuole la protezione.

    Pietro Ancona

    http://tarantula.ilcannocchiale.it/post/2213505.html
    Cordialmente
    Pietro Ancona

    ,

Trackbacks/Pingbacks

  1. PROGETTO MAYHEM scrive:

    [...] e la quasi totalità degli adempimenti di versamento e dichiarazione. Chiedetelo a Giorgio Fidenato…   Il governo che ha fatto sempre del "meno tasse" la propria bandiera sta insomma [...]