Categorized | Biopolitica, Comunicati

Biotestamento, gli emendamenti di Di Virgilio ininfluenti

– Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl

Apprezzo lo sforzo del relatore Di Virgilio di rendersi disponibile a modificare la legge sul biotestamento. Ma lo sforzo non ha prodotto risultati apprezzabili, lasciando intatta la sostanza del testo Calabrò; e dimostrando, a mio avviso, la necessità di passare ad una soft law in cui tutti si possano riconoscere. Per altro, mi risulta (e mi dispiace) che continuino le pressioni sui colleghi per il ritiro delle firme sul mio emendamento che va in quella direzione.

Veniamo al merito degli emendamenti Di Virgilio.

Un primo emendamento si limita a correggere un errore, visto che nel testo licenziato dal Senato lo “stato vegetativo”  veniva impropriamente confuso con lo “stato di incapacità” inteso in senso generale (di cui invece rappresenta una specie e neppure la più diffusa). Non viene risolta la contraddizione di fondo, per cui da una parte si istituiscono le Dat, e dall’altra non si precisa per quali ragioni le dichiarazioni anticipate di volontà debbano essere ottemperate o, al contrario, derogate da parte dei medici.

Un altro emendamento prevede che nel caso  di assenza del fiduciario il suo ruolo venga svolto dai familiari. Bene, ma il ruolo dei familiari resta del tutto subordinato a quello del medico: essi sono quelli cui il medico riferisce le proprie decisioni, non coloro che, in quanto depositari della volontà del congiunto, decidono col medico sulle cure proposte.

Due emendamenti affrontano i punti centrali. Idratazione e alimentazione da una parte, rapporto tra la volontà del paziente e dei familiari da una parte e quella del medico dall’altra. Su questi fronti, nella sostanza, non cambia nulla.

L’articolo 5 su idratazione e alimentazione mantiene il divieto di  inserirle nelle DAT. Si specifica invece che idratazione e alimentazione possono essere eccezionalmente sospese quando “non più efficaci nel fornire fattori nutrizionali necessari alle funzioni essenziali del corpo”: e ci mancherebbe altro! Idratare e alimentare forzatamente un corpo che non assimila più sarebbe una tortura degna del dott. Mengele.

L’emendamento all’articolo 7 prevede che nel caso di contrasti tra fiduciario e medico si passi ad una collegio medico – come era nel testo precedente – che nella nuova versione del testo esprime però un parere vincolante anche per il medico. Prima, l’ultima parola spettava ad un solo medico, ora ai quattro del collegio: a prescindere dal fatto che resta oscuro il meccanismo di decisione (a maggioranza nel collegio? E in caso di “parità”?), la decisione continua a non spettare al paziente attraverso le DAT e neppure ai familiari, ma ai medici.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

Comments are closed.