Dalai Lama e Tibet: Congresso mondiale a Montecitorio – VIDEO

Il 12 novembre scorso, durante la presentazione del V Congresso Mondiale dei parlamentari per il Tibet, Benedetto Della Vedova, componente dell’Intergruppo Parlamentare per il Tibet, ha parlato dei rapporti commerciali dell’Italia, e in generale del mondo occidentale, con la Cina.

Il presidente di Libertiamo ha evidenziato come le relazioni commerciali e diplomatiche con la Cina non debbano essere acquisite e potenziate a prezzo del silenzio sulla grande questione, tuttora aperta, del rispetto dei diritti umani in Tibet e non solo; proprio quelle relazioni, invece, possono essere di stimolo perché l’argomento venga trattato anche con maggiore puntualità, senza stare al gioco degli “aut aut”. Di seguito, il video della presentazione, condotta dal presidente dell’Intergruppo parlamentare per il Tibet Matteo Mecacci, in cui, oltre a Della Vedova, sono intervenuti gli onorevoli Fabio Evangelisti e Giovanna Melandri, rispettivamente di Italia dei valori e Partito Democratico, e Penpa Tsering, presidente del Parlamento tibetano in esilio.

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Fonte Radioradicale.it Licenza 2.5 Ita


4 Responses to “Dalai Lama e Tibet: Congresso mondiale a Montecitorio – VIDEO”

  1. Mai stato più d’accordo con te di così, caro Benedetto!
    Tanto più, considerato che:
    – La nostra capacità di contribuire tanto positivamente, quanto concretamente ed efficacemente alla causa tibetana, dipende ovviamente dal “potere” che avremo nei confronti del governo cinese. Il quale è ovviamente una “funzione” (in senso matematico) del “peso ponderale” dei nostri scambi economici con la Cina.
    – La pregiudiziale dell’attuale governo cinese verso ogni possibile “apertura” di questa discussione è probabilmente molto più di carattere ideologico-culturale (insomma, probabilmente, sono i cinesi ad aver paura d’esser culturalmente colonizzati dai tibetani, qualora ne perdessero il controllo) e/o strategico-militare (chi controlla il Tibet, controlla l’accesso alla Cina, proprio sui 2 lati che più interessano la Cina stessa: quello russo, ed ancor più, quello indiano, interessato, pure, dal permanente stato formale di “guerra fredda”), che non strettamente economica. Infatti, dubito che il controllo dell’economia tibetana (abbastanza povera e di scarso rilievo) sia in sé un problema importante, per un gigante economico quale ormai la Cina già è.
    Se questo è vero, molto probabilmente, la convenienza della Cina ad “aprire”, se non proprio liberare il Tibet dipederà, in futuro, molto più dalla “spinta interna” conseguente al raggiungimento di un capitalismo avanzato da parte della stessa, che non dalle ridicole, fastidiose ed imbarazzanti “pseudo-minacce”, o “pressioni” d’una “pulce col raffreddore” quale (non facciamoci illusioni) noi siamo per la prima nazione della terra!
    ERGO: di fatto, quanto più contribuiremo allo sviluppo economico della Cina, quanto prima il Tibet tornerà libero.

  2. Jean Lafitte ha detto:

    visto la reticenza di della vedova ripropongo anche qui le domande.

    è vero o falso che le minoranze etniche in cina sono esonerate dalla politica del figlio unico?
    è vero che sono agevolati nell’accesso alle università e nei concorsi?
    è vero che pagano meno i servizi pubblici come sanità, scuola etc…
    è vero che ricevono borse di studio e che ricevono gratuitamente corsi di formazione che gli han non ricevono?
    è vero che pagano meno tasse?
    è vero che rappresentano il 12% all’interno dell’Assemblea nazionale del Popolo pur rappresentando solo il 9% della popolazione?
    è vero che hanno il 15% dei delegati del Comitato Permanente dell’Assemblea Nazionale del Popolo a fronte del fatto che rappresentano il 9% della popolazione?
    è vero che l’ambasciatrice cinese in Regno Unito è una signora di etnica mongola?
    è vero che un uiguro, il signor Ulanu negli anni 80 è stato vicepresidente della repubblica?
    è vero che l’attuale dalai lama negli anni 50 è stato vicepresidente dell’Assemblea Nazionale del Popolo?
    è vero che sono girate fotografie false raffiguranti soldati cinesi che si vestivano da monaci tibetani per fare da comparse in un film e sono state spacciate come prove del fatto che l’esercito cinese usasse agenti provocatori nelle fila dei ribelli tibetani?
    è vero che cnn, bbc e altri media hanno presentato immagini riguardanti manifestazioni represse nel sangue in Nepal come se venissero dal Tibet?
    è vero che ci sono stati diversi attentati dinamitardi che hanno provocato la morte di diversi agenti di polizia in Xinjiang?
    è vero che è morta una bambina del rogo suicida degli attivisti del Falun Gong?
    è vero che il leader del falun gong condanna l’omosessualità e le unioni interraziali e che ritiene alcune razze superiori ad altre?
    è vero che istiga al suicidio, al non rispettare le leggi, a rifiutare le cure mediche?
    è vero che è diventato miliardario?
    è vero che il dalai lama ha stretto forti legami con il gruppo neobuddhista Aum Shinrikyo, autori della strage della metropolitana di Tokyo?
    è vero che prendeva soldi dalla Cia?
    è vero che insieme alla Cina ha organizzato campi miliatari prima e il tentativo golpe del 1959?
    è vero che i Tibet fino al 1959 esisteva la schiavitù?
    è vero che gli uiguri e tibetani sono quadruplicati negli ultimi 60 anni e che invece gli han sono solo raddoppiati come numero?
    è vero che in tibet nelle scuole si insegna IN tibetano e il cinese è studiato solo come seconda lingua? che si usa il tibetano anche nella P.A. e nei tribunali come lingua ufficiale?
    è vero che sia il corrispondente dell’economist e i turisti presenti hanno riferito il fatto che gli scontri del 2008 non erano altro che attacchi da parte di tibetani contro han e hui?

    il Tibet è già libero!

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