– Beccato: il premio Nobel Joseph Stiglitiz sperava forse che quel suo errore da penna blu passasse inosservato, ma qualcuno (l’economista libertario Pierre Lemieux) se n’è accorto. E ringraziamo Carlo Lottieri, direttore del Dipartimento di Teoria Politica dell’Istituto Bruno Leoni, per averlo segnalato ai lettori italiani su Chicago-Blog.

Nel 2002, insieme Jonathan Orszag e Peter Orszag, Stiglitz pubblicò un paper che riguardava le due agenzie Fannie Mae e Freddie Mac impegnate nell’erogazione di mutui ipotecari, le quali sarebbero poi travolte dalla crisi finanziaria e quindi salvate dall’Amministrazione Usa nel luglio del 2008. A detta degli autori dello studio del 2002, le due istituzioni si trovavano in una botte di ferro e non avrebbero mai avuto bisogno di un “bailout” pubblico: i risultati di un portentoso modello econometrico sviluppato nel testo suggerivano infatti che, sulla base dell’evidenza storica, il rischio di un crollo di queste “sponsored government enterprises” era praticamente nullo.

“Il testo – ha scritto Lottieri – non è più disponibile nel sito di Fannie Mae, che dopo aver commissionato il lavoro forse non è ne più tanto soddisfatta. Anche nel sito personale di Stiglitz non c’è traccia dell’articolo, che pure analizza una questione non secondaria nella complessiva vicenda della crisi”. L’imbarazzo per le tesi sostenute allora ha indotto l’economista ad occultare le prove?
Ahinoi, ormai c’è Internet e le tracce di ciò che è stato detto restano: il paper di Stiglitz e soci è scaricabile qui. Stia attenta anche la politica alla potenza della Rete…