Maroni chiede di più, ma il problema della sicurezza in Italia non è né di soldi né di uomini

Ieri, ennesimo show-down sulla sicurezza. E chi li tiene, parlamentari e Ministri, quando c’è di mezzo la sicurezza dei cittadini. La sicurezza è al primo posto. Certo! La sicurezza è un dovere. Chi è contrario? La sicurezza, però, è anche il tema su cui ci si esprime nel modo più insicuro e approssimativo, un tanto al chilo, tanto basta l’intenzione e il pensiero. Anche se a volte, i fatti e i numeri consiglierebbero maggiore ponderatezza e prudenza.

Dunque, ieri Maroni proprio sulla sicurezza ha minacciato non la crisi politica del Governo, ma la sedizione parlamentare del Carroccio, di cui il Ministro dell’Interno ha assicurato la disponibilità a votare con l’opposizione eventuali emendamenti per rimpinguare le casse del Viminale. Poi è intervenuto Bossi, ha ripreso il suo Ministro e gli ha ordinato bruscamente di tacere e di obbedire alle sue disposizioni. Fine del siparietto.

La premessa di tutto ciò – dell’insofferenza del Ministro dell’Interno e della lealtà governativa del leader leghista – dovrebbe essere in teoria questa: le risorse per la sicurezza sono poche e anche il Viminale deve (secondo Bossi), ma non può (secondo Maroni) tirare la cinghia. Peccato che la premessa non stia in piedi e non faccia stare in piedi neppure la conseguenza.

Il problema della sicurezza in Italia non è né di soldi né di uomini. L’Italia è l’unico paese europeo con la Gran Bretagna che spenda a questo fine più del 2% del Pil (fonte: Rapporto Eurispes 2009): il 2,1% per l’esattezza, contro il 2,5% dei britannici, mentre i francesi spendono circa la metà (1,2%) e i tedeschi circa un quinto in meno (1,7%). Gli italiani spendono ogni anno per la sicurezza 500 euro pro-capite. Inoltre gli addetti alla sicurezza in Italia sono 328.368 unità effettive tra Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato e Polizia Penitenziaria. Quindi, con 571 addetti ogni 100.000 abitanti, il nostro Paese dispone di organici assai più larghi di Germania (321), Gran Bretagna (268), Francia (227) e Spagna (210).

I problemi di organizzazione e di efficienza delle politiche e dei servizi di sicurezza e ordine pubblico vanno  dunque cercati altrove. Dove, veda il Ministro, ma non nel bilancio pubblico. Le critiche contro i tagli che “lasciano ferme le macchine della polizia nei garage” bisognerebbe lasciarle all’opposizione e neppure alla migliore.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

7 Responses to “Maroni chiede di più, ma il problema della sicurezza in Italia non è né di soldi né di uomini”

  1. Giordano Masini ha detto:

    Perfettamente d’accordo, Carmelo.
    Forse aveva ragione il solito Brunetta quando lamentava troppi “poliziotti panzoni dietro le scrivanie”?

  2. Carmelo Palma ha detto:

    Tranne per il “panzoni” (che, per tante ragioni, si poteva risparmiare), penso che Brunetta avesse e abbia su questo ragioni da vendere.

  3. andrea rubiu ha detto:

    Il ministro dell’interno Roberto Maroni, dopo la proposta delle ronde, torna sui suoi passi e chiede al ministro dell’economia Tremonti, la possibilità di indirizzare dei fondi per la polizia di stato, affinché essi abbiano più mezzi per garantire la pubblica sicurezza. Ciò dimostra che anche il ministro ha constatato il fatto che le ronde si sono rivelate un vero flop e perciò sente la necessità di rafforzare i mezzi che lo Stato italiano ha a disposizione, cioè le Forze dell’ordine. L’idea di incrementare risorse per maggiore sicurezza non può che essere ottima e perciò, anche il leader dell’UDC Casini si trova a favore e inoltre afferma che il tema della sicurezza va sottratto allo scontro politico e dalle speculazioni altrimenti si rischia di aggravare la situazione. Rimane solo da sperare che Roberto Maroni passi dalle parole ai fatti e l’UDC è pronto ad appoggiare la proposta. Il Senatur, ovvero Bossi, bacchetta il ministro dell’interno, perciò non ci resta che attendere se Maroni sia anche lui comandato da Bossi, oppure riesca a mettere in atto la fondamentale proposta

  4. Marco ha detto:

    Da poliziotto concordo pienamente che ci siano troppi poliziotti in rapporto alla popolazione e per di più pagati meno che in germania.
    Sarebbe utile capire come vengono impiegati i poliziotti negli altri paesi e quindi dove vanno a finire i soldi che si spendono in più in italia e che sicuramente non vanno a finire nelle tasche dei poliziotti. Forse saranno nelle innumerevoli scorte? negli uffici? o perchè se si fà un oktober fest in italia si impiegherebbero il quadruplo dei poliziotti della germania con sicuri problemi di ordine pubblico? In germania fatto curioso se uno si permette di creare problemi in quttro e quattrotto và in galera e la massa, compreso le migliaia di italiani che ci vanno, ci pensano non una, non due, ma venti volte a creare problemi, pur se ubriaco, in italia non sarebbe così, vedasi negli stadi. risultato meno poliziotti e meno problemi. Sarei poi curioso capire se nel conteggio dei poliziotti nei vari paesi si contino anche i municipali, perchè ho l’impressione che altrove ai “poliziotti” statali non sono riservati compiti territoriali come da noi. Resta il fatto che non siamo pagati come all’estero, senza mezzi efficenti ne tecnologicamente avanzati e senza benzina.

  5. Silvana Bononcini ha detto:

    I numeri sono numeri!

  6. Marta Romano ha detto:

    Dopo un anno e mezzo, i nodi vengono al pettine. Bisogna osservare 2 aspetti fondamentali:
    1- Le ronde, volute dalla lega, sono state un vero e proprio fallimento, riconosciuto implicitamente dallo stesso Maroni. Quindi, come diceva l’UDC da mesi e mesi, le ronde non sono la soluzione per la giustizia, ma è la dimostrazione che lo Stato si arrende alla criminalità, dicendo ai cittadini di difendersi da soli;
    2- La Lega, poichè Berlusconi le ha dato piena libertà, sente di poter pretendere tutto, con estrema arroganza e presunzione. Pretende di avere lo scettro del potere, lo scettro del Governo, nelle proprie mani, e poter stabilire il programma dell’esecutivo. Questa sicurezza gliel’ha data Berlusconi, e ora se ne pente. Ma noi l’avevamo previsto molto tempo prima, e abbiamo fatto appena in tempo ad uscire dalla PDL, e ad andare da soli, piuttosto che perdere la nostra libertà, a causa della Lega,e del partito-scatolone. Credo che la gente premierà la nostra scelta.
    Marta

  7. Paulin ha detto:

    E’ chiaro a tutti ormai che le ronde ossia la “sicurezza fai-da-te” hanno fato flop. Basta leggee i dti delle prefetture che dicono che le squadre che si sono formalemnte iscritte alle liste delle prefetture per volgere una sorveglianza non armata del errritorio sono solo 68 in tutto il paese! In regioni come Calabria, Basilicata e Molise non esiste NESSUNA RONDA REGOLARE! E nemmeno nelle regioni leghste questo progetto ha avuto un granchè successo: in Veneto (dove al Lega sfia il 30% d consensi) le ronde legalizzate sono appena 10! Nella popolosissima ombardia appena 17! E verò che hanno tempo a richiedere l’aurorizzazione fino a Febbraio 2010, ma ormai l’effetto annuncio del provvediemnto è svanito ed è inutibile che il numero non cambierà di molt (col fedo poi voglio vedere se la gente si muove di casa la sera!
    Le ronde allora sono state utili solo ai fanatici di destra che così hanno potuto finalmente indossare le loro amate divise, con i loro simboli ricordanti il fascismo, come per il nuovo MSI di Saya, e per i fanatci di sinistra c’è stata un’ occasione in più per scontrarsi con i rival dell’estrema destra. Risulatato: disrdini e disagi per i cittadini e sicurezza zero (anzi se vogliamo c’era pure il pericolo di trovarsi in mezzo e buscarsi pure le botte!)
    Ora Maroni si è accorto che senza soldi ( checchè faccia finta che le ragioni siano altre…)alle forze dell’ordine si rischia che il paese cada preda della criminalità e dell’illegalità dilagante e sempre inagguato. BELLA SCOPERTA!
    C’è chi all’opposizione già in campagna elettorlae aveva candidato esponenti del maggiore sindacato della polizia (come Oronzo Cosi dell’UDC) per porre in primo piano la carenza di fondi alle forze dell’ordine. E ora Maroni minaccia di votare assieme all’opposizione contro quel tacagno di Tremonti che tiene sretti i cordoni della borsa…IN CHE ABBIAMO DEI DILETTANTI CHE CI GOVERNANO!

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