Mahmoud Vahidnia ha mostrato che l’Ayatollah è nudo. E se lo invitassimo in Italia?

– Le ultime notizie su Mahmoud Vahidnia, lo studente iraniano di matematica che la scorsa settimana ha contestato in pubblico la Guida Suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, lo danno in buona salute, non in stato d’arresto e soddisfatto dello scambio di battute – “costruttivo”, avrebbe detto lo stesso Mahmoud, secondo l’agenzia stampa in lingua persiana Alef – con la Guida Suprema. Sarà vero, per ora conviene crederlo, ma è opportuno che da Occidente si tenga alta l’attenzione: cosa farà il regime iraniano, quando le luci dei riflettori si saranno spente sulla vicenda, resta un’incognita pericolosa.

Mahmoud Vahidnia, il genietto della matematica, ha l’aria simpatica di un “secchione”. La sua abilità è stata quella di mostrare, nelle sue parole, una moderazione degna di un politico navigato: “Io penso che se loro (i responsabili della Tv di regime, nda) pubblicassero le critiche contro di Lei, dei semplici problemi non verrebbero amplificato e non condurrebbo a spaccature, divisioni e odio”. E ancora: “Quando una semplice critica non trova il contesto per essere espressa, poi gradualmente si tinge di cattive intenzioni”.

Quel suo “Io non ho mai visto nessuno criticarla pubblicamente”, rivolo a Khamenei, richiama alla mente quella famosa fiaba di Andersen, in cui un re nudo si aggira per la città, accompagnato dagli elogi di cortigiani e sudditi che lodano la qualità delle sue vesti, finchè un bambino non grida a tutti la verità: che il re è nudo. Che il regime degli Ayatollah e di Ahmadinejad sia nudo, o comunque poco vestito, è chiaro agli occhi di milioni e milioni di cittadini iraniani, soprattutto giovani (in Iran i due terzi della popolazione ha meno di trenta anni). Questo pezzo enorme della società iraniana è assetata di cambiamento, di modernità e di libertà, come hanno dimostrato i “moti” (si diceva così un tempo, no?) dello scorso giugno.

Mentre Mahmoud parlava, la Tv di Stato – a cui gli strali dello studente erano rivolti – ha pensato bene di interrompere la diretta dell’evento pubblico, confermando nei fatti ciò che Mahmoud stava denunciando: la visione del mondo che la televisione di regime consegna agli iraniani è distorta, parziale, “mediata” dal potere teocratico. Ma ciò che la Tv non ha voluto, hanno potuto le nuove tecnologie, i videofonini, i blog e Youtube. E il discorso di Vahidnia è rimbalzato da computer a computer, in Iran e fuori dall’Iran, tanto che  l’ayatollah ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco, replicando allo studente che “non ci sono obiezioni alle critiche”, che “scegliere i responsabili della Tv di Stato non significa approvarne tutte le scelte” e così via.

Il re è nudo, ma non basta la voce di uno studente ad aprire gli occhi e le menti di una società così complessa e contraddittoria come quella iraniana. Ci vuole molto di più: il mondo libero o supposto tale non può esimersi dal dare man forte ai tanti Mahmoud di Teheran e dintorni. Qualcuno ha proposto di invitare il giovane in Italia: perchè no?


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

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