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Non nascondere i diritti sotto il tappeto del conformismo

– Ci sono temi che dovrebbero interessare tutti e dividere gli interessati secondo uno schema inedito e originale. Non sempre le soluzioni sono “di destra” o “di sinistra”, e i problemi, comunque, non lo sono mai. Chi spaccia un qualsiasi argomento come “roba nostra”, o “roba di altri”, non solo ragiona con parametri vecchi e desueti, ma non ha certo a cuore lo spirito del confronto.

Parliamo di diritti, dunque. Non me ne vorrà Benedetto Della Vedova, ma io non “scommetto sui laici”, scommetto su tutti quelli a cui non va bene la semplificazione che certa élite del Paese, di destra come di sinistra, propina ad opinione pubblica intesa come massa e soprattutto come massa di manovra. Perché questo è il modo più semplice, diretto, efficace, ma peggiore, per arrivare a tutti; ovviamente con l’aiuto di questi mezzi d’informazione, di questa stampa e con questo giornalismo. Quella massa, però, è composta da singoli individui che sentono, vivono, lavorano fuori dalla semplificazione e, soprattutto, riflettono, vogliono riflettere e capire – di fronte ad un problema aperto  – la reale portata di una riforma o le conseguenze della mancanza di questa. E sono persone a cui la massificazione e la militarizzazione della discussione politica non fa un buon servizio. La domanda, dunque, potrebbe essere: c’è spazio per un dibattito ed un confronto interno alla maggioranza su temi quali la vita, la famiglia, la procreazione, la morte, la società?

Su questi temi la palla è nelle mani del Pdl. Per ragioni di forza, ma anche di responsabilità propria e di debolezza e di irresponsabilità altrui. Solo la volontà del Pdl e dei suoi esponenti può colmare questo vuoto di discussione aperta e ripristinare le condizioni per un confronto non militarizzato sulla mutazione sociale ed antropologica in atto nel nostro Paese. Quanto questi cambiamenti, che viviamo ormai da decenni, sono assecondati dalla legislazione? Quanto è accettabile che i cambiamenti spontanei, che dipendono dall’evoluzione della società e dal “gioco” delle libertà, siano contrastati dalla politica e la discussione su di essi interdetta da minoranze potenti e influenti? E a chi nel Pdl teme che questa discussione porterebbe via tempo, esacerbando gli animi, dividendo il Paese e distraendo dalle responsabilità di governo, cosa possiamo rispondere? Che i problemi possono essere elusi ma non dissolti. Che lasciandone il monopolio ad altri, inevitabilmente li si espone ad un uso strumentale e fazioso. Una maggioranza che si fa piccina e sterile per paura di parlare in libertà della trasformazione ormai in atto, e inarrestabile, della società mostra di avere poco respiro e poco interesse e passione per il futuro.

Lo scorso 8 ottobre abbiamo assistito presso la Camera dei Deputati al tentativo di far partecipare la politica, tutta, al dibattito sulle proposte di “Amore Civile” , progetto di riforma globale del diritto di famiglia. Progetto che meriterebbe maggior attenzione dal mondo della politica, se questo non fosse ossessionato dalla paura del confronto e delle differenze interne agli schieramenti e ai partiti.
Al convegno hanno partecipato eletti nelle liste della maggioranza come dell’opposizione. Ma quando si potrà vedere qualcosa di simile, organizzato e “partecipato” da questa maggioranza? Quando il Pdl deciderà di guardarsi dentro e discutere di sé, del suo popolo, dei suoi elettori e dei suoi eletti, in rapporto a temi che oggi semplicemente addebita (a differenza di tutti gli altri grandi partiti del PPE) ai difetti della sinistra “relativista”?  Quando sarà possibile un confronto che possa delineare quelle differenze che già emergono all’interno della maggioranza, ma che ancora non hanno trovato lo spazio per essere dibattute in modo approfondito e per offrire spunti e idee da condividere e confrontare con altri?
Non mi importa qualificare le posizioni del Pdl, mi interesserebbe molto vedere cosa succederebbe all’interno del Pdl se questo decidesse di non nascondere la “polvere” dei diritti sotto il tappeto del conformismo e aprisse una discussione simile a quella che attraversa il suo elettorato.


Autore: Diego Sabatinelli

- 40 anni, laureato in Giurisprudenza, dipendente pubblico, è Segretario della Lega Italiana per il Divorzio Breve dal 2007. Più volte membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, è stato componente della Giunta di Radicali Italiani, revisore dei conti del PRNTT, segretario dell’associazione Radicali Roma e coordinatore della Rosa Nel Pugno per il Lazio.

9 Responses to “Non nascondere i diritti sotto il tappeto del conformismo”

  1. Ghino di Tacco ha detto:

    Per riformare il diritto di famiglia ci vuole un clima politico che oggi in Italia non c’è. Le grandi riforme hanno bisogno di una classe politica con un orizzonte di una generazione. Oggi l’orizzonte non supera questa legislatura.

  2. Alessandro Caforio ha detto:

    A me pare che il centrodestra possa dormire sonni tranquilli almeno per una decina d’anni. Non è una generazione ma insomma…

  3. alessandro cascone ha detto:

    sì, in effetti il centrodestra sta dormendo visto come ha affrontato la crisi e ultimamente i sonni non sono nemmeno tanto tranquilli….fischia il vento, un vento troppo strano per il centrodestra :-D

  4. Diego Sabatinelli ha detto:

    Mi è sufficiente, al momento, che se ne parli, si discuta, ci si confronti. Il terreno per le riforme si prepara arando e seminando. Basterebbero pochi parlamentari eletti nelle liste di maggioranza per cominicare l’opera. Chi se ne occupa?

  5. Alessandro Caforio ha detto:

    Alessandro, dipende dai punti di vista. Io mi riferisco al fatto che Berlusconi non molla e, qualora si ritirasse a vita privata, ci sarebbero almeno un paio di accreditati pretendenti. Dico “sonni tranquilli” perchè, ad oggi, di avversari politici nemmeno l’ombra: troppo impegnati a guardare tra le lenzuola per fare politica :-(

  6. alessandro cascone ha detto:

    Alessandro, sicuramente l’analisi di una realtà socio-politica, seppur caratterizzata da elementi e/o dati oggettivi, si presta sempre alla soggettività di chi la fa. Detto ciò, pur conscio di rimanere nel ambito soggettivo, osservo che non raramente due analisi diverse (a volte addirittura antitetiche) di una stessa realtà sono tali solo per la diversa scansione temporale in cui vengono fatte.
    Mi spiego.
    Se consideriamo il futuro (anche prossimo venturo), la possibilità di vedere proiettati almeno un paio di accreditati pretendenti del centrodestra nel firmamento della politica di sostanza e di interesse per la collettività è evidente, e questo marcato soprattutto dall’altrettanta evidente mancanza, almeno ad oggi, di pretendenti di uguale valore del centrosinistra. Nulla questio, pertanto.
    Se consideriamo invece il presente (anche futuro prossimo ?), la possibilità di cui sopra si scontra, di fatto, con la proiezione sullo schermo di tanta pubblicità a cui non segue però alcun film interessante. Tale constatazione, pur rimanendo sempre nell’ambito soggettivo di cui in premessa, sembra largamente condivisa anche da alcune menti illuminate del centrodestra quali Benedetto Della Vedova che in una recente trasmissione televisiva, L’Infedele di Gad Lerner, prendeva le distanze, seppur in maniera diplomatica, dalla politica economica dell’attuale Governo.

  7. Alessandro Caforio ha detto:

    Alessandro, la mia era una “analisi”, più modestamente una battuta, sulla “quantità” del centrodestra nel tempo prossimo venturo che io stimo in almeno 10 anni. Sulla “qualità” della legislazione, in economia come sulla riforma del diritto di famiglia, si può, si deve discutere.

  8. Andrea de Liberato ha detto:

    Come scrive giustamente Diego, è del tutto inaccettabile (particolarmente da un punto di vista libertario) che vi siano minoranze ideologiche capaci di distorcere completamente la reale volontà dei cittadini, che si manifesta innanzitutto attraverso i comportamenti quotidiani… Mi vengono in mente, oltre al diritto di famiglia, tanti temi, eutanasia, droghe…

  9. Diego Sabatinelli ha detto:

    Per chi volesse approfondire le tematiche affrontate nell’articolo dal 7 novembre è possibile trovare in libreria il volume “Amore Civile”, ed. MIMESIS collana sx – Quaderni Loris Fortuna, anche on-line nei principali siti per l’acquisto di libri.

    http://www.radicali.it/view.php?id=148516

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