Rinnovare la convenzione con Radio Radicale – AUDIO

– Dopo 33 anni che Radio Radicale, per generale riconoscimento, ha svolto e svolge un servizio pubblico senza precedenti e senza confronti possibili, si è forse sul punto di impedirle proprio questa funzione e proprio nell’attuale contesto della comunicazione e della democrazia in Italia.

Perché quante più persone possibili, anche nella classe dirigente, conoscano gli elementi oggettivi di tale situazione, intendiamo urgentemente informare su questo pericolo incombente.

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Fonte Radioradicale.it Licenza 2.5 Ita


4 Responses to “Rinnovare la convenzione con Radio Radicale – AUDIO”

  1. Condivido Alessandro!

  2. DM scrive:

    Alessandro, ci sono novità a riguardo? Ho letto del finanziamento e pensavo fosse cosa già certa. Inutile scriverlo, tienici aggiornati.

  3. Francesco O scrive:

    Mi sembra che si cerchi di eludere il nodo centrale della questione. Se sono ben informato (mi si corregga se sbaglio) Radio Radicale ha goduto per molti anni di finanziamento pubblico, riuscendo a garantire la trasmissione delle sedute parlamentari al minimo costo fra tutte le diverse opzioni. E’ chiaro che il giorno in cui le suddette trasmissioni potessero essere garantite a un costo più basso, da altre emittenti o magari attraverso la rete, sarebbe del tutto naturale l’interruzione del finanziamento a Radio Radicale. La questione è solo in questi termini, e mi sembra anche molto semplice. La qualità delle trasmissioni dell’emittente pannelliana non c’entrano nulla col diritto al finanziamento pubblico, e penso che nessuno più di un Liberale potrebbe concordare su questo punto. Dico comunque, per inciso, che del finanziamento pubblico si poteva certamente fare miglior uso, visto che la condizione di privilegio garantita dallo Stato IN ESCLUSIVA a un partito politico, ovvero la possibilità di poter comunicare a chiunque interessato 24 ore su 24 (tolti appena i tempi di trasmissione dal Parlamento), non ha portato certamente i Radicali ad essere il primo partito italiano; per di più, poichè non c’è limite all’impudenza e al paradosso, ci è toccato pure assistere a un vittimismo pannelliano lagnante di “censura” (proprio così!) “da parte del Sistema”. Il cattivo gusto di farlo strumentalizzando perfino simboli legati alla tragedia di un genocidio renderebbe forse ora pure auspicabile che una decisione legata a fattori contingenti producesse l’effetto collaterale di “staccare la spina” a un partito ormai agonizzante, che nonostante i principii e le idee illuminati non ha mai saputo (o voluto) compiere un salto di qualità decisivo, e questo unicamente per l’incapacità del suo leader storico.

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