Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl
Le reazioni alla proposta del Viceministro Urso sono comprensibili e in certo modo scontate. Se un Paese che è stato la culla e la sede della cattolicità universale si scopre diverso, molto più complesso e variegato dal punto di vista demografico e religioso, le reazioni di chiusura sono inevitabili. Ma ciò non toglie che la storia va avanti e la politica non può continuare a guardare indietro.
La logica concordataria è stata estesa con le cosiddette “Intese” a tutti quelli che venivano considerati “culti ammessi”, l’8 per mille concepito per finanziare la Chiesa e le organizzazioni di culto e caritatevoli cattoliche oggi finanzia ebrei, valdesi e altre confessioni cristiane. Che nella scuola pubblica, in cui gli islamici diverranno milioni (tra insegnanti e studenti), si faccia spazio alla cultura e alla religione islamica, può sembrare discutibile ma è in realtà inevitabile. Pensare invece che il futuro del nostro paese veda meno residenti e cittadini islamici di oggi rischia di essere una illusione che impedisce di agire con prudente lungimiranza.
Occorre quindi organizzarsi per tempo, nel modo più intelligente e più laico, avendo cura di costruire una identità civile in cui siano chiare le libertà religiose, ma siano chiare e insuperabili i limiti costituzionali al loro legittimo esercizio.
_________________________________
Altri video -- Multimedia -- Podcast -- iTunes
