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Urso dice cose intelligenti, non va regalato l’Islam italiano agli estremisti

– Una quota crescente di popolazione residente in Italia professa la fede islamica, ma non sembra ancora esistere un’idea realistica del rapporto che l’ Islam italiano deve stringere con la cultura civile del Paese e con le sue istituzioni. Il viceministro Urso ha dato oggi una prima risposta a questo quesito ed è una risposta intelligente.

Alle istituzioni pubbliche è richiesto il massimo del rigore e dell’equilibrio. Ciò comporta il massimo dell’intransigenza, rispetto al tentativo di trasformare i luoghi di culto in cellule di un nuovo e inammissibile separatismo civile, o di replicare (innanzitutto rispetto alle donne) modelli di vita familiare incompatibili con i nostri principi costituzionali. Al contempo, questa intransigenza esige il massimo della coerenza, cioè di garanzia alla minoranza musulmana degli stessi diritti di cui gode la maggioranza cristiana. Questo è il patto repubblicano, su cui costruire una buona integrazione.

Essere contro il burqa non significa essere contro l’Islam. In Italia non possono esistere donne di serie B, ma non può neppure esistere una religione di serie B. E accogliere nelle scuole pubbliche l’insegnamento della religione islamica significherebbe contendere l’Islam italiano al controllo di scuole coraniche di dubbia ispirazione e di scarsa affidabilità. Fare dell’Islam una religione normale, di cui si può parlare nelle scuole pubbliche frequentate da centinaia di migliaia di figli di famiglie islamiche, è il modo migliore per arginare e controllare le derive estremiste, e per non fare avvertire alla maggioranza dei musulmani moderati l’impressione che loro religione sia negletta e discriminata.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

43 Responses to “Urso dice cose intelligenti, non va regalato l’Islam italiano agli estremisti”

  1. roberto ha detto:

    Ottimo intervento.

  2. Giordano Masini ha detto:

    Non sono d’accordo. Neanche un po’.
    Vorrei vedere sparire i privilegi, non li vorrei vedere moltiplicarsi.
    Vorrei che la scuola (e lo stato) smettesse di ficcare il naso nella coscienza degli individui.
    Vorrei che ci si ricordasse che di fronte a uno stato di diritto tutti i cittadini sono uguali, e che le convinzioni religiose di uno hanno la stessa dignità di quelle di mille o di un milione.
    Vorrei che si smettesse di considerare l’integrazione un problema di equilibrio tra “noi” e “loro”, dando per scontato che “noi” siamo tutti cattolici apostolici e “loro” sono tutti musulmani, e si cominciasse a parlare di individui, dei loro diritti, doveri e responsabilità.
    Ma vedo che invece oggi il cardinale Martino, aprendo alla proposta, ha dichiarato: “Se si ammettono gli immigrati, essi vengono con la loro cultura e la loro religione e devono inculturarsi nel paese dove arrivano a meno che non scelgano di convertirsi al cristianesimo. Se scelgono di conservare la loro religione hanno diritto ad istruirsi nella loro religione”.
    Mi devo aspettare che qualcuno, all’inizio del prossimo anno scolastico, chiederà a mio figlio, che già non si avvale dell’insegnamento della religione cattiolica, a quale delle due grandi religioni dell’Eurabia Dalle Radici Cristiane vuole convertirsi?

  3. Giovanni ha detto:

    Giordano, sono totalmente d’accordo con lei. La scuola deve unire non dividere gli individui per appartenenza o religione. Soltanto il mantenimento di una scuola laica può favorire l’integrazione.

  4. Marco del Ciello ha detto:

    Condivido le obiezioni di principio di Giordano e Giovanni e ne aggiungo una ulteriore di carattere pratico: dove e come reclutare gli insegnanti di religione islamica? Lo stato italiano dovrebbe aprire delle madrasa per istruirli oppure dovremmo affidarci ai “consigli” di autorità religiose straniere?

  5. Fabio ha detto:

    Neanch’io sono d’accordo, nel senso che andrebbe abolita l’ora di religione, non raddoppiata.Poi scusate, se “regaliamo” l’ora di religione agli islamici, perchè non alle comunità ebraica, alle chiese protestanti, alle religioni ortodosse, ai culti orientali?? Inoltre, anche tra coloro che scelgono l’insegnamento alternativo ci sono almeno 2 categorie, gli agnostici e gli atei: che si fa, 2 insegnamenti distinti anche per loro?? Sarebbe molto meglio sostituire quest’ora con un’ ora di storia in più, da dedicare all’ educazione civica e alla storia delle religioni. Ne guadagnerebbero le casse dello stato, la cultura generale degli studenti e l’intero processo di integrazione…

  6. Carmelo Palma ha detto:

    In linea teorica l’obiezione per cui la pluriconfessionalizzazione dell’ora di religione non risolve il problema, ma lo duplica, è molto solida. Ma è un’obiezione all’ora di religione in sè.

    Al contempo, mi pare difficile sostenere che la logica che assicura un ancoraggio confessionale all’insegnamento della religione, in forza della sua rilevanza culturale e sociale, debba valere solo per i cattolici. E’ come per il Concordato. Che “nazionalizza” e istituzionalizza i rapporti tra Stato e Chiesa, ma apre la strada ad intese con ebrei, valdesi….E’ come per l’8 per mille, per altro verso.

    E’ chiaro che se l’insegnamento delle religione uscisse dalla logica concordataria (e l’insegnamento diventasse puramente “professionale” e non confessionale) allora la proposta di Urso non avrebbe senso, ma ora ce l’ha.

    Quanto al merito, sono d’accordo con Benedetto. Il problema politico è quello del patto repubblicano con l’Islam italiano. E questa proposta, al di là dei purismi astratti, spiazza sia gli anti-islamici che gli islamisti, per la serie: tutti uguali, ma tutti uguali davvero.

  7. Luca Pozzoni ha detto:

    A me pare che questa proposta finisca per spiazzare pure i cattolici. Oppure per mettere in piazza tante, troppe incongruenze. Per evitare che ci siano religioni di serie B, c’è un unico modo: evitare che continui ad essercene una di serie A.
    Inoltre, siamo proprio sicuri che la statalizzazione dell’insegnamento islamico (albo, nomine, formazione…) risolva il rischio di trasmissione di idee estremiste? I figli di famiglie con un orientamento fondamentalista, potranno avvalersi del diritto di rifiutare l’ora di Corano “corretta”, made in Italy, o verrà imposta la “coranizzazzione” giusta, quella con l’imprimatur dello Stato? A me pare un delirio…

  8. Giordano Masini ha detto:

    Carmelo, ma questo non significa riconoscere diritti (o privilegi) alle comunità o alle confessioni solo sulla base della loro vera o presunta “rumorosità” o “pericolosità sociale”? E se anche i cinesi (che non sono pochi) si mettessero a fa’ caciara?
    Secondo me l’integrazione deve fondarsi su altri presupposti, e l’esempio delle intese e dell’8 per mille non mi sembrano illuminanti. “Nazionalizzare” è una parola che mi piace poco in generale, figuriamoci quando si riferisce a questioni di coscienza…
    Ho sempre poi la sensazione che lo stato voglia compensare la propria inefficienza elargendo privilegi (non sarebbe una novità in Italia): ti tocca passare per i centri di accoglienza, ma in cambio studierai l’islam a scuola, dormirai per terra sotto la pioggia di fronte a un ufficio per ottenere un documento, ma in cambio potrai sgozzare tutti i maiali che vuoi in mezzo alla strada, far girare tua moglie in niqab e predicare lo stermino degli ebrei…

  9. Giordano Masini ha detto:

    E di conseguenza, l’unica cosa che viene “nazionalizzata”, più che i rapporti tra stato e istituzioni religiose, sarebbe il costo dei disagi dell’inefficienza pubblica che verrebbe scaricato sulle spalle dei cittadini, di qualsiasi colore, provenienza o religione essi siano.

  10. Marco del Ciello ha detto:

    Da un punto di vista ideale ritengo che lo stato dovrebbe relazionarsi con i singoli individui e non con le comunità, ma mi rendo conto che questa posizione è effettivamente in contrasto con alcuni articoli della costituzione e con parte del nostro ordinamento giuridico.

    Da un punto di vista pratico, invece, mi chiedo, senza malizia, cosa si intenda per Islam italiano. Ci riferiamo con questo termine ai soli cittadini italiani di fede musulmana oppure a tutti i musulmani residenti sul territorio nazionale oppure ancora a tutti gli immigrati che provengono da paesi a maggioranza islamica?

    In ogni caso resta il problema di individuare autorità religiose che rappresentino in modo legittimo e riconosciuto i musulmani d’Italia. Continuo a vedere da parte di molti politici una certa superficialità nel considerare l’Islam una sorta di doppione del cattolicesimo, mentre da un punto di vista non tanto teologico ma proprio di sociologia della religione è una realtà molto diversa.

    P. S.: nell’ora di religione islamica si insegna anche la sharia?

  11. Sofia Ventura ha detto:

    Cari amici, mi dispiace ma nella proposta di Urso non vi è nulla di repubblicano! Semplicemente in questo modo si apre la strada al multiculturalismo, con tutte le conseguenze negative che esso comporta per la tenuta della società.

  12. Carmelo Palma ha detto:

    Penso che l’Islam italiano sia “tutti quelli che vivono in Italia e che professano la fede islamica”, come il cattolicesimo in cui, di fatto, non si distinguono i parroci (o i fedeli) asiatici, o africani o sudamericani da quelli nati in Italia.

    Giordano: hai perfettamente ragione, nel migliore dei mondi possibili. Ma qua stiamo, e né l’ora di religione né l’impianto sostanzialmente concordatario dei rapporti tra stato e confessioni religiose sarà superato nelle prossime settimane. Almeno mi pare.

    Marco: non credo. Non penso che si possa insegnare la sharia così come non si insegna nell’ora di religione cattolica che “non è ingiusta discriminazione” tener conto della tendenza omosessuale “nell’assunzione di insegnanti” (24 settembre 1992: “Alcune considerazioni concernenti la risposta a proposte di legge sulla non discriminazione delle persone omosessuali”, J. Ratzinger). Per la stessa ragione. Io ho fiducia nella società e negli individui, nell’idea che parlandosi, in un quadro MOLTO rigido di garanzie costituzionali, gli eccessi dottrinari si assorbono e metabolizzano. Così il Risorgimento (con il suo ideale di libertà religiosa) ha portato la Chiesa fino al Concilio Vaticano II, che non ha ripetuto esattamente le cose scritte nel Sillabo….:-)

  13. Marco Faraci ha detto:

    Sono anch’io fortemente contrario all’idea di un’ora di islam.
    Condivido le argomentazioni di chi mi ha preceduto e aggiungo due ulteriori spunti.
    Innanzitutto aumentare gli stakeholders dell’ora di religione non farà che diminuire le possibilità che essa sia soppressa (o meglio inquadrata come insegnamento “professionale”). E’ lo stesso principio per il quale l’introduzione dell’obiezione di coscienza ha ritardato di parecchi anni l’abolizione della leva, aumentando il numero di entità che benficiavano della presenza della leva: non più solo le gerarchie militari, ma con il tempo sempre più l’associazionismo che sfruttava il lavoro coatto e sottopagato degli obiettori di coscienza.
    Poi – e non mi stupiscono in tal senso le parole del cardinal Martino – la prospettiva di un patto di non aggressione tra le religioni, basata sul diritto di ogni religione di controllare i “propri”. In altre parole più poteri alla Chiesa sui nati cristiani, più poteri all’Islam sui nati musulmani.

  14. Sofia Ventura ha detto:

    Sottoscrivo le parole di Marco Faraci

  15. Giovanna Lauro ha detto:

    Non v’è dubbio che la presenza dell’ora di religione cattolica in una società composta non solo da cattolici, ma anche (e in misura crescente) da laici e diversamente credenti, rappresenti una situazione da sanare – anche, ma non solo, sotto la spinta dell’attuale dibattito sull’integrazione degli immigrati.

    Al tempo stesso, non credo che la soluzione consista nel riempire le nostre scuole di catechisti (cattolici o musulmani che siano). Ritengo, infatti, che iniziative superficialmente multiculturali – quali la proposta Urso, così come l’analoga proposta Pisanu del 2006 – sollevino più problemi di quanti ne risolvano. In primis, quale versione dell’Islam si vorrebbe insegnare (mi riferisco alle molteplici correnti dell’Islam moderato)? E in prospettiva futura, cosa dire alle altre minoranze religiose quando chiederanno di ottenere anch’esse il diritto alla “loro” ora di religione? O più banalmente, restando al presente, cosa fare degli alunni che scelgono di non partecipare ad alcuna ora di religione, e che fino ad ora sono stati per lo più lasciati a ciondolare nei corridoi delle scuole a causa della cronica carenza di fondi da destinare a iniziative alternative? (A tale proposito, mi chiedo dove si troverebbero i finanziamenti per una nuova ondata di catechisti)

    L’integrazione passa per i banchi di scuola, ma non nel senso formalistico inteso dalla proposta Urso (definita giustamente promotrice di una sorta di “par condicio dei catechismi”). Piuttosto che di dichiarazioni di intenti di sapore multiculturale, l’integrazione necessita di politiche (e risorse) concrete – quali, ad esempio, il finanziamento di iniziative atte all’effettivo rafforzamento delle competenze linguistiche dei minori di origine immigrata.

  16. Marco del Ciello ha detto:

    @ Carmelo: dal tuo ragionamento mi pare di dover ricavare che sarà il ministro dall’istruzione a stabilire con apposito decreto qual è l’ortodossia islamica (diciamo sunnita di scuola mutazilita?) e quali parti di tale ortodossia possono essere insegnati nelle scuole.

    Dato che la sharia trova i suoi fondamenti nel Corano, un’apposita commissione dovrà poi incaricarsi di censurare un bel po’ di sure. E resta sempre aperto il problema di dover aprire seminari teologici statali per formare gli ulema che andranno a insegnare nelle scuole.

    Dico questo non per spirito di polemica, ma per rendere la complessità di un problema che non può essere liquidato con una battuta per le agenzie di stampa, ma va approfondito con maggiore serietà.

  17. Carmelo Palma ha detto:

    Beh, vedo che l’idea di Urso spopola anche tra gli amici…:-)

    Fuor di celia: discutiamone. Io sono propenso a credere che le derive multiculturalistiche e multi-comunitariste, fino a forme di vero separatismo civile, siano accentuate dalla sostanziale emarginazione del culto, della professione di fede e della stessa tradizione islamica dallo spazio e dai luoghi pubblici. Vanno agganciati, tenuti fuori dal sommerso (anche familiare) in cui sguazzano gli agit prop del fanatismo, discussi apertamente, “contaminati”.

    Se l’Islam italiano diverrà solo un “fatto privato” di qualche milione di islamici, la vedo brutta, molto brutta.

  18. pasquale a. ha detto:

    Ho già avuto modo di segnalare la mia contrarietà a Carmelo. Oltre agli evidenti problemi tecnici che la proposta propone nell’ambito dell’ordinamento giuridico italiano, mi limito a segnalare come la Corte europea dei diritti dell’uomo abbia più volte sottolineato come “il dovere di neutralità dello Stato (…) sia incompatibile con qualsiasi potere da parte dello Stato di accertare la legittimità-validità di una credenza religiosa” (Metropolitan Church of Bessarabia v Moldova, 2001). Se lo Stato dovesse scegliere gli insegnanti di religione islamica questo semplice precetto sarebbe violato perchè le istituzioni pubbliche andrebbero a definire come “vera” una particolare interpretazione dell’Islam. Dopo lo Stato imprenditore lo Stato teologo?

  19. Piercamillo Falasca ha detto:

    Comprendo le ragioni dell’endorsement di Benedetto e Carmelo alla proposta di Urso, ma non riesco a condividerla nemmeno io.
    L’ora di religione dovrebbe essere trasformata in un’ora delle religioni, semmai, un’ora in cui un insegnate accorto e consapevole delle origini dei suoi alunni avvicina questi ultimi alla propria e alle religioni altrui, cercando di parlare il linguaggio della tolleranza e della laicità delle istituzioni.

  20. Sergio ha detto:

    Caro Benedetto,
    stavolta l’hai fatta proprio fuori dal vaso!
    Non bastava avere un’ora di religione e pagare una schiera di inutili “docenti” di religione Cattolica?
    Aggiungo:perchè solo per Cristianesimo e Islam e non tutte le altre religioni esistenti in Italia? Perché non un’ora di buddismo, di scintoismo, di induismo, di religione ebraica o Testimoni di Geova?
    Per farle tutte, è meglio non farne nessuna e controllare le moschee con la polizia e l’italiano obbligatorio durante le funzioni religiose.

    Meglio allora la proposta di Luca Zaia, ministro dell’agricoltura, fatta oggi a Venezia.
    ”L’ora di religione cattolica obbligatoria per i musulmani nelle nostre scuole serve a far capire loro perche’ noi siamo cosi’ e quali sono i risultati del cristianesimo e cattolicesimo profondamente radicati nella nostra societa”’.

    Monsignor Hiiboro Kussala, vescovo della diocesi di Tombura Yam­bio, nel Sud del Sudan: “il 13 agosto i ribelli sono entrati nella chiesa della mia parrocchia e hanno preso tante per­sone in ostaggio.
    Mentre fug­givano nella foresta, ne hanno uccise sette: li hanno croci­fissi agli alberi”.

    Può bastare come risposta?

  21. Sergio ha detto:

    Ti aggiungo queste utili letture.
    Sai, un vero credente musulmano DEVE rispettarle.

    «Uccidete gli idolatri dovunque li troviate (IX,5);
    «Coloro che credono combattono sulla via di Dio» (IV; 76);
    «Di’ a coloro che rifiutano la Fede che, se desisteranno, quel ch’è ormai passato sarà loro perdonato, ma se riattaccano, sappiano che già gli antichi ebbero punizione esemplare. Combatteteli dunque finché non vi sia più scandalo e il culto tutto sia reso a Dio» (VIII, 38-39).

    Coloro che muoiono combattendo per l’unica vera religione, l’islam, saranno ampiamente ricompensati nell’aldilà:

    «Combattano dunque sulla Via di Dio coloro che volentieri cambiano la vita terrena con l’Altra, ché a colui che combatte sulla via di Dio, ucciso o vincitore, daremo mercede immensa» (IV, 74).

    Tormento ai miscredenti (IV, 56)
    Solo l’islam è accettabile (III, 85)
    Nessun amico tra persone estranee alla Fede (III, 118)
    Nessun alleato tra giudei e cristiani (V, 51)

    Nessun alleato tra gli infedeli (III;28; IV, 144)

    Nessun alleato tra parenti se non sono credenti (IX, 23)
    Combattere i Negatori (IX, 123)
    Uccidete i miscredenti (IV, 89)
    Versetti antigiudaici (V, 82)
    Dio un “insidiatore” (VIII, 30)
    Uccidere gli idolatri (IX, 5)

    Gli idolatri sono sozzura solo perché idolatri (IX, 28)
    Costringere gli infedeli a pagare le tasse (IX, 29)
    Il tormento dell’inferno (XLIV, 43-58)
    Tutti, ebrei, cristiani, sabei, tranne i musulmani, andranno all’inferno (II, 62; V, 69)
    Diffondere il panico nel cuore, percuotere, le cervici, percuotere e spezzare le dita dei miscredenti (VIII, 12)
    Colpire le cervici ai miscredenti (XLVII, 4)
    Severa punizione per gli atei (X, 4); (V, 10); (V, 86)
    Severa punizione per i miscredenti (XXII 19-22); LXXII, 23); (XCVIII, 6)
    Punizione dei miscredenti nell’aldilà (XVII, 10)
    Punizione per chi rifiuta la fede (III, 91)
    I miscredenti vanno all’inferno (IV, 140; VII, 36)
    Anche coloro che credono parzialmente vanno all’inferno (IV, 150-151)
    Punizioni sadiche (LVI, 42-43)
    Punizione dell’apostata (XVI, 106);(III, 86-88); (III, 90); (IV, 137).
    Minaccia di punizione qualora non si vada in guerra (IX, 38-39); (XLVIII, 16)
    Dio fa sì che uno pecchi di più per punirlo di più (III, 178)
    Evitare intenzionalmente che i miscredenti non conoscano la verità (VI, 25); (VI, 110)
    Evitare che i miscredenti possano capire il Corano (XVII, 45-46)
    È Dio che fa peccare le persone ed è Lui che le punisce (XVII, 97)
    Dio poteva condurre sulla retta via, ma non lo ha fatto (VI, 35)
    Fare deviare chiunque egli voglia. (XIV, 4)
    Deviare intenzionalmente qualcuno (XVI, 93)
    Dio fa sbagliare gli uomini (IV, 143; VII, 178)
    Dio trae in inganno gli esseri umani (IV, 142)

  22. Marco del Ciello ha detto:

    Dopo la pars destruens, provo a dire anche qualcosa di costruttivo :-)

    Se ciò che ci interessa è l’integrazione degli immigrati, credo che sarebbe opportuno mettere tra parentesi la religione, che spesso è un fattore di divisione, e puntare sull’insegnamento della lingua italiana, come scrive anche Giovanna Lauro (e storici come Saskia Sassen e Pierre Milza), e delle leggi italiane, in primis la Costituzione.

    Se invece ci sta a cuore il dialogo tra religioni e culture diverse, si potrebbe riprendere la vecchia proposta di sostituire l’ora di religione cattolica con un insegnamento di storia delle religioni comparate. Non è facile da realizzare, ma se non altro permetterebbe di non separare gli studenti in base alla religione, come avviene oggi e come accadrebbe anche con la proposta Urso.

    Le due ipotesi naturalmente non sono incompatibili, ma complementari.

  23. elenasofia ha detto:

    Anche io esprimo il mio totale disaccordo con quanto sostenuto da Della Vedova per i motivi che già sono stati esposti molto bene e che quindi non ripeto.

    Ma non staremmo qui a porci tutti questi problemi, se solo in Italia si facessero rispettare le leggi.

    L’articolo 8 della Costituzione Italiana infatti recita:

    Tutte le confessioni religiose sono ugualmente libere davanti alla legge.
    Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.

  24. Chi ha fatto questa proposta non era, di tutta evidenza, alla ricerca di buona stampa a buon mercato nel centrodestra. Il che, e potrebbe essere oggetto di discussione, può porre un problema di opportunità politica.
    Il merito. In Italia vi sono oltre un milione di musulmani, molti giovani e giovanissimi. L’integrazione dei musulmani, non solo ma anche per ragioni relative al momento storico, è certamente problematica e richiede un surplus di attenzione “repubblicana”. Per fare un esempio riguardo un fatto di forte impatto simbolico: io penso che si debba trovare il modo per formulare giuridicamente un efficace divieto del burqa, come inaccettabile forma di segregazione o auto segregazione femminile, incompatibile con la Costituzione italiana.
    Gli immigrati islamici, comunque, hanno contribuito e contribuiscono all’economia del paese, che, come si sa, sperimenta un deficit demografico difficilmente superabile senza il contributo dei flussi migratori. Ma se anche domattina trovassimo il modo di interrompere l’immigrazione degli islamici – e solo quella – la presenza dei musulmani in questo paese continuerebbe per qualche lustro ad aumentare per ragioni demografiche (a meno che si ritenga realistico, oltreché auspicabile, un loro accelerato rientro nei luoghi d’origine).
    E’ ragionevole ritenere che un atteggiamento – che c’è, come c’è! – di ostilità o di ostruzionismo nei confronti del culto islamico in Italia sia quello più utile “alla Repubblica”? Questo favorisce o sfavorisce il radicarsi di un islam – sì, di “un” islam – compatibile con la piena cittadinanza italiana?
    A chi giova e a cosa porta impedire di realizzare una moschea “ufficiale” a Milano? Forse che i musulmani non si ritrovano comunque a pregare?
    E qui si inserisce la questione della scuola e dell’ora facoltativa – ore, a dir la verità: alle elementari si fanno due ore di religione e una di inglese a settimana – di islam come nella proposta di Urso.
    Chi aborre l’idea mi pare che possa trarre conforto dalle reazioni ☺….ma alcune cose vanno dette, per amore della discussione.
    Possiamo volare alto sulle ali dei principi: meglio togliere anche l’ora di religione cattolica! Mi andrebbe di discuterne, ma dubito che nei prossimi lustri possa accadere qualcosa in questa direzione; o no?
    Quindi, se resta l’ora di religione cattolica, vorrei capire, al di là dei riflessi emotivi e delle paure che ciò suscita a pelle: cosa abbiamo da perdere se centinaia di migliaia di bambini musulmani potranno seguire l’ora di Islam nelle aule delle scuole medie o elementari? Ciò li farà sentire meno o più “italiani”? Qualcuno pensa che se nella scuola statale non gli si parla della loro religione nella nostra lingua è più facile che crescendo diventino buoni cristiani o quantomeno agnostici? O che ne convincerà almeno una parte a “tornare a casa loro”? Parliamone. Ma parliamo anche del fatto che magari così le famiglie sentiranno un pò meno il richiamo delle scuole coraniche, più o meno clandestine, dove è più probabile che li si educhi all’islam antioccidentale.
    Altra obiezione: ma, allora, meglio l’ora di “religioni”, magari obbligatoria, con programmi ministeriali e insegnata da docenti che abbiano superato un pubblico concorso aperto a tutti. Vale quanto detto sull’ora di religione come la conosciamo oggi, ma, comunque, aprire la riflessione sull’”ora di Islam” potrebbe perfino spingere in quella direzione.
    Infine: non è nella nostra cultura, nella nostra tradizione. Vero e rassicurante, ma il discorso mi sembra meno semplice di quanto appaia. Il cristianesimo non è cambiato nei suoi fondamenti biblici e nei capisaldi della fede – ovviamente – ma la nostra identità civile pur rimanendo “cristiana”, negli ultimi secoli (compreso l’ultimo) mi pare profondamente mutata.
    E poi: il sentimento repubblicano lo dobbiamo riservare solo a quanti vivono nel solco della “nostra” tradizione (che, ripeto, è tutt’altro che immodificabile immodificata)? Sarebbe possibile? Sarebbe utile? Sarebbe saggio?
    Da ultimo: e le altre religioni? Giusto, figuriamoci! Occupiamocene. Ma ciò non toglie che individuare delle priorità, che si presentano come tali per ragioni di quantità e caratteristiche dei fenomeni, è proprio di una buona politica.
    Chiudo (sono già stato troppo lungo): quando qualcuno mi dice che la massiccia presenza islamica in Italia non presenta problemi particolari e che tutto si aggiusterà da solo, rispondo che io penso esattamente il contrario, da molti punti di vista. Ma le risposte della destra italiana non possono essere solamente, sul piano della discussione pubblica, quelle leghiste del “no”. Un no tanto consolatorio – e per questo popolarissimo – quanto scarsamente atto al progresso civile dell’Italia come è e sarà, non come si vorrebbe che fosse e non sarà.
    Insomma: discutiamo e critichiamo la “impopolare” proposta di Adolfo Urso, ma consideriamo anche le alternative; quelle concrete, però.

  25. Simone Brunetti ha detto:

    Non mi capita spesso, ma leggendo l’intervento di Messori sul Corriere di oggi non gli avrei tolto nemmeno uno iota… Lasciando stare i presupposti ideologici e le stesse finalità, la proposta di Urso è del tutto impraticabile. Mi pare, invece, che sia sempre più urgente articolare idee alternative all’ora di religione. Ma questo, forse, può essere fatto solo dentro una idea di scuola che, dai tempi del dicastero di Berlinguer in poi, ha aspettato invano una riforma complessiva ed è ultimamente oggetto di micro-riforme spesso discutibili. Ma queste riflessioni mi porterebbero fuori dal seminato.

  26. J1nz0 ha detto:

    Tempo fa mi sono imbattuto in un sondaggio pubblicato in Inghilterra su ciò che pensano i cittadini islamici che vivono oltre la manica. Le domande erano mirate a mettere in luce i lati oscuri della cultura islamica trasferita in occidente e le percentuali delle risposte risultanti presentavano risvolti davvero inquietanti.

    Il punto di fondo in tutto questo è che spesso si parla di islam moderato come un fenomeno di massa, ma credo che per il tipico buonismo occidentale si tenda a sovrastimare notevolmente le cifre.
    Io continuo a pensare che il vero islam moderato sia quello accompagnato dalla scorta…. Poi….

  27. Alessio Di Carlo ha detto:

    Caro Benedetto,
    a mio parere introdurre per arginare e controllare le derive estremiste o arginare il fenomeno delle scuole coraniche “di dubbia ispirazione e di scarsa affidabilità” è come applicare l’omeopatia alla politica.
    Un caro saluto
    Alessio

  28. Alessio Di Carlo ha detto:

    introdurre….l’ora di Islam, naturalmente :D

  29. grano ha detto:

    Gli immigrati musulmani sono tanti? Sì.
    L’insegnamento della religione da parte delle scuole coraniche autogestite è spesso o almeno alcune volte un canale per incitarli ad una sorta di fanatismo (o comunque funge spesso da ostacolo nei confronti dell’integrazione)? Sì (il che non è altrettanto vero per i luoghi d’insegnamento delle altre religioni, per cui l’islam va trattato, piaccia o non piaccia, come caso speciale)
    Si può pensare di cancellare per decreto le scuole coraniche o di controllarle tutte o si può sperare che di botto i ragazzini musulmani smettano di frequentarle? No (ci avevano provato gli imperatori romani con le chiese cristiane e le catacombe e la diffusione odierna del cristianesimo testimoniano in modo spettacolare come e quanto il tentativo fallì)
    In Gran Bretagna i pakistani di seconda generazione parlano tutti benissimo l’inglese. Ciò ha impedito alle scuole coraniche di essere un efficace veicolo perfino per il proselitismo jihadista? No
    Ergo il problema c’è ed è meglio trovare il modo di gestirlo in modo efficace lasciando stare le citazioni dei passi più truculenti del Corano e le statistiche sul rapporto integralisti/moderati che non ci fanno progredire di un millimetro.
    Più si riesce a togliere alle scuole coraniche e/o alle famiglie d’origine il monopolio dell’istruzione islamica ed a ricondurla almeno in parte sotto il controllo di strutture statali preposte all’istruzione (riconoscendo con ciò stesso che l’Islam non è un corpo estraneo ma è un dato di fatto della realtà italiana, il che ai fini dell’integrazione non guasta) e meglio è, anche perché nelle strutture statali si può pretendere e controllare che le lezioni si svolgano in italiano e cercare di inserirle in un quadro interdisciplinare di introduzione alla cittadinanza, nelle scuole coraniche, all’atto pratico, no.
    Che lo strumento più adeguato in termini di efficacia, gestibilità e praticabilità politica sia l’ora alternativa di religione islamica nelle scuole o qualche altra soluzione (quale? ci sono altri istituti diffusi in modo altrettanto capillare ed altrettanto controllabili?) è ovviamente tutto da valutare, ma il problema andava posto e Urso ha avuto il merito di porlo. Rigettarlo tout court significa solo ritrovarselo tra qualche tempo amplificato.
    Quanto poi alla proposta di Zaia, via, su un sito che si dichiara liberale mi stupisce che possa trovare seguito

  30. elenasofia ha detto:

    Benedetto Della Vedova ha scritto:

    “cosa abbiamo da perdere se centinaia di migliaia di bambini musulmani potranno seguire l’ora di Islam nelle aule delle scuole medie o elementari?”

    Abbiamo da perdere la credibilità dei principi fondanti della nostra democrazia, se si legalizza l’insegnamento di principi che li contraddicono (sottomissione della donna e obbligo del velo islamico, poligamia, schiavitù, odio per gli infedeli, e mi fermo qui) –

  31. Graziano ha detto:

    Io sarei anche favorevole alla proposta (naturalmente come ripiego alla pura e semplice abolizione dell’ora di religione – qualunque religione – dalla scuola pubblica), tuttavia operativamente credo che le cose non sarebbero facili, evidenzio l’articolo di Vittorio Messori sul Corriere http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_19/messori_a3b2e520-bc75-11de-9662-00144f02aabc.shtml la prima parte può essere tranquillamente saltata (la solita tiritera sulle radici cristiane eccetera), negli ultimi paragrafi però si evidenziano alcuni problemi non di poco conto a cui andrebbe incontro l’eventuale insegnamento dell’islam nella scuola pubblica.

  32. Sergio ha detto:

    Gesù Cristo ha detto che non si possono seguire contemporaneamente 2 padroni.

    Non possiamo rispettare contemporaneamente i DIRITTI UMANI e poi accettare che una donna sia considerata 1/2 di un uomo o accettare che un infedele sia considerato un nulla rispetto ad un musulmano.

    Benedetto Della Vedova, hai capito che un vero islamico, DEVE rispettare il Corano, se vuole considerarsi un credente?

    ABBIAMO IL DIRITTO DI NON ESSERE SCHIZZOFRENICI.

  33. grano ha detto:

    @sergio.
    Anche un cattolico, sulla carta, DEVE non usare il preservativo, se vuole considerarsi un credente.
    Poi io ne conosco tanti molto credenti ma che il preservativo lo usano eccome.
    Anche tra i musulmani, come tra i cristiani, ci sono gli ossessivi e quelli che affrontano le cose con buon senso.
    Uno Stato dovrebbe contribuire a far sì che i bambini delle persone di buon senso non cadano preda dei fanatici o integralisti e magari anche capire per tempo, tramite le sue antenne istituzionali, dove sta maturando il fanatismo o si annida l’integralismo più pericoloso. Se invece lascia l’esclusiva alle scuole coraniche, giunge le mani e spera che Dio gliela mandi buona.

  34. elenasofia ha detto:

    Ma insomma:

    Se un insegnante in classe proclamasse la superiorità di una razza su un’altra, sarebbe espulso –

    Allo stesso modo non deve essere permesso che un insegnate di religione predichi la superiorità di un sesso su un altro – e consideri normale il ridurre in schiavitù, cioè che possa inculcare principi contrari a quelli della nostra costituzione –

    Né è ammissibile che un insegnante in classe si permetta di predicare odio in base alla religione, qui non si tratta di chiudere un occhio sulla non osservanza di regole comportamentali, quali l’uso del preservativo o il bere alcool e mangiare carne di maiale, qui si vanno a demolire i principi su cui si fonda la nostra democrazia.

    Ma veramente vogliamo tornare al medio evo?

    Questo problema non si risolve illudendosi di edulcorare l’islam con l’istituzione dell’ora di religione islamica, ma facendo chiudere quelle scuole coraniche dove si predicano principi contrari alle nostre leggi.

  35. grano ha detto:

    Col solo pugno di ferro non si è mai risolto nulla, soprattutto là dove esso è comunque inevitabilmente ammorbidito dalle garanzie proprie di una democrazia liberale.
    E’ ovvio peraltro che l’insegnante non potrà predicare odio in base alla religione o la superiorità di un sesso sull’altro (o di una razza sull’altra), suvvia (in una scuola si può appunto controllare e sanzionare con l’espulsione), anzi contrastare questo passa proprio per quell’integrazione tra insegnamento dell’islam ed insegnamento di educazione civica italiana, storia etc. che solo in una struttura statale si potrebbe realizzare (o pensiamo di essere in grado di controllare tutte le scuole coraniche, che spesso sono clandestine, e di non essere invece in grado di controllare gli eventuali insegnanti di islam nelle scuole pubbliche, che si saprebbe benissimo dove sono?).
    E’ come per la droga: non volendo introdurre la somministrazione controllata dallo stato, la si lascia in mano ai criminali (e infatti Giovanardi adotta coerentemente lo stesso approccio suicida sia verso la droga sia verso l’islam)

  36. Andrea B ha detto:

    Giudico molto interessante il fatto che una tale proposta abbia trovato risposte in gran parte negative anche in un sito come “Libertiamo”
    Segno che forse qualche problema l’Islam lo dà, segno forse che chi si ritiene liberale (e non facendo politica per mestiere, dove -forse- qualche avvallo ad idee calate dall’ alto si deve dare) l’islam lo vede come il fumo negli occhi e non tollera l’idea che lo stato debba addirittura preoccuparsi di organizzarne l’insegnamento nelle sue scuole.
    Anche perchè qualcuno dubito fortemente che l’ ora di islam riescirebbe ad influire sul fenomeno dell’ integralismo.
    Rimarrebbe solo la componente simbolica di uno stato che dopo la macellazione islamica, il velo ,il burkini concede anche l’ insegnamento dell’ islam nelle sue scuole di ogni ordine e grado.

    L’ ora di religione cattolica sui banchi di scuola che influenza ha avuto sul messaggio ai fedeli ? Che influenza ha avuto sulle gerarchie ecclesiastiche ?
    Partiamo da questa considerazione, quando pensiamo che un’ ora alla settimana salverà i ragazzini dai mullah integralisti e addirittura farà del c.d. “islam italiano” una realtà moderata.

    Seguendo il dibattito generale sulla questione poi ho colto due segnali non proprio rassicurati: da una parte la Chiesa cattolica, che per bocca di alcuni suoi esponenti non ha bocciato la proposta perchè, interessata a che non venga messa in discussione la SUA ora di religione, non si schiera contro altre.
    Il secondo segnale, ancora più preoccupante, è venuto da realtà atee che, in odio alla religione cattolica, hanno subito detto “Perchè no ? Se ci sono i baciapile nelle scuole, ben vengano anche gli imam” … stolti che si scavano la fossa da soli con questo genere di aperture !

  37. Giovanni ha detto:

    Non riesco a trovare alternative che non siano piuttosto drastiche, e forse non ce ne sono, ma un eventuale ascesa del radicalismo islamico non lo si combatte certo “propagandando” l’islam nelle scuole visto che il male di questa ideologia si trova principalmente all’interno del Corano. La verità è che gli unici islamici davvero moderati sono quella minoranza che il Corano lo ha letto ben poco.

  38. Gabriele Martelli ha detto:

    Al di là di ogni visione o ideologia, io sono contrario perchè non risolve il problema, ma è rischiosa, perchè può accendere dei focolai pericolosi che possono sfociare nella guerra santa tra Integralisti cattolici e Islamici.

    In America non ci sono problemi come in Italia perchè? Will Smith è Islamico, tanti altri personaggi famosi sono Islamici e credo che ci si riferisca a queste correnti islamiche quando si parla di Islam moderato.

    Io Benedetto non lo vedo un grosso problema, perchè sono convinto che in un paio di generazioni sarà capitato quello che è già successo, cioè i giovani se ne fregheranno dell’estremismo religioso e frequenteranno meno la propria professione religiosa, e questo grazie ad un benessere raggiunto…il problema può sussistere in ambienti degradati, ma quello succede anche oggi da noi senza bisogno di tirare fuori le religioni.

    Le generazioni se ne fregano molto piu’ di chi ormai deve combattere per forza sempre qualcuno.
    Spero arrivino presto gli ALIENI, cosi il prossimo dopo Meridionali e Extracomunitari, saranno loro ^___^

  39. elenasofia ha detto:

    elenasofia ha scritto:
    20 ottobre 2009 alle 12:57

    Questo problema non si risolve illudendosi di edulcorare l’islam con l’istituzione dell’ora di religione islamica, ma facendo chiudere quelle scuole coraniche dove si predicano principi contrari alle nostre leggi.

    grano ha scritto:
    20 ottobre 2009 alle 16:07

    Col solo pugno di ferro non si è mai risolto nulla, soprattutto là dove esso è comunque inevitabilmente ammorbidito dalle garanzie proprie di una democrazia liberale.

    Rispondo:

    In Italia si scambia per pugno di ferro il far osservare le leggi. Sono due cose diverse.

    Nella nostra Costituzione è scritto esplicitamente che non sono ammesse religioni che “contrastino con l’ordinamento giuridico italiano” (art. 8).
    Le faccio solo un esempio: come può essere ammessa la predicazione della poligamia, se in Italia la poligamia è un reato?

    grano ha scritto:
    20 ottobre 2009 alle 16:07
    E’ ovvio peraltro che l’insegnante non potrà predicare odio in base alla religione o la superiorità di un sesso sull’altro (o di una razza sull’altra), suvvia (in una scuola si può appunto controllare e sanzionare con l’espulsione), anzi contrastare questo passa proprio per quell’integrazione tra insegnamento dell’islam ed insegnamento di educazione civica italiana, storia etc. che solo in una struttura statale si potrebbe realizzare (o pensiamo di essere in grado di controllare tutte le scuole coraniche, che spesso sono clandestine, e di non essere invece in grado di controllare gli eventuali insegnanti di islam nelle scuole pubbliche, che si saprebbe benissimo dove sono?).

    Rispondo:

    Lei ha letto il Corano?
    Un insegnate di religione islamica non può che insegnare il Corano
    e quindi dovrebbe essere espulso.
    Tutti gli insegnanti di religione islamica dovrebbero essere espulsi.
    Tanto vale non cominciare neppure.

  40. Mehdi ha detto:

    E’ incredibile leggere tutte queste obiezioni su una cosa cosi semplice.
    Caro Sergio, hai fatto la stessa cosa che fanno i terroristi per incitare i giovani a farsi esplodere!E’ una cosa molto stupida prendere delle frasi cosi come sono e mostrarle senza spiegare in quali condizioni esse venivano citate. Quelle frasi riguardavano pêriodi in cui i musulmani venivano uccisi e inseguiti dai popoli politeisti di nome Kuraish. E mi pare ovvio doversi difendere; oppure secondo lei i musulmani non possono difendersi altrimenti la gente li prederebbe per aggressori, anche se loro stessi vengono maltrattati, come avviene tra altro qui i Italia grazie ai mass media.

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  2. […] placidamente che 2+2 fa 5 perchè lo ha detto Allah, ecc… Dunque, di fronte a tutto ciò, la proposta di Urso mi sembra un tantino fuori luogo, mica perchè abbiamo necessità di convertire gli […]