Il Pdl e i diritti civili, ora o mai più. È il momento di vedersi e di capirsi

– “Il PdL tenendosi distante e contrario alla tematica dei diritti civili avrà seri problemi non solo in Italia ma anche nel Partito Popolare Europeo.” Questa frase netta e illuminante è stata pronunciata dall’onorevole Benedetto Della Vedova, presidente di Libertiamo, nel corso del congresso nazionale di GayLib, tenutosi lo scorso sabato a Milano.
Due realtà, Libertiamo e GayLib, che proprio sui diritti civili convergono ma, dopo il congresso che ha eletto chi scrive segretario nazionale – possiamo dirlo – vi sono tutte le ragioni e le possibilità vive per giungere a un ulteriore e forte aggancio all’interno del Popolo della Libertà.

Il saluto cordiale e sostanziale che il presidente della Camera, Gianfranco Fini ha inviato all’assemblea, definita  come un “contributo a una società fondata su rispetto e uguaglianza”, così come quello del ministro della Gioventù, Giorgia Meloni che è andata oltre definendo GayLib una “risorsa per il centrodestra” e del ministro Gianfranco Rotondi che ha dato all’appuntamento congressuale la patente di “iniziativa volta a coniugare diritti liberali e centralità della persona umana nel solco della nostra ispirazione cristiana” hanno fatto sì che tesserati, soci e simpatizzanti di GayLib,  forse per la prima volta, si siano sentiti davvero a pieno titolo parte del PdL.

Una sensazione purtroppo effimera. Non tanto e non solo, infatti, per la pessima immagine offerta dai rappresentanti della Camera dei Deputati di entrambi gli schieramenti i quali, evidentemente, hanno messo gli interessi e le beghe di parte al di sopra del bene dei cittadini, quanto per i commenti che si sono letti sulla stampa all’indomani della bocciatura della proposta di legge antiomofobia.

Leggendo, infatti, i giornali di ieri mattina, l’affermazione di Della Vedova riportata all’inizio, sembra di fatto e definitivamente capovolta. Unanimemente i nove coerenti e coraggiosi “libertari” del Pdl, che si sono espressi contro le eccezioni di incostituzionalità dell’Udc e a favore di un “terzo tempo” in Commissione, vengono definiti al pari di “dissidenti”.  Fabrizio Dell’Orefice, notista de “Il Tempo” va addirittura oltre e parla in prima pagina di una “nuova maggioranza etica” (come se già non fossimo troppo vicini all’Iran o alle marche afgano-pakistane ancora soggiogate dai talebani).

Il sedicente gayfriendly Pier Luigi Diaco sulle pagine di Libero con l’abituale tono da maestrino (non sbagliando in realtà del tutto la mira, anzi) ironizzava sull’Italia che non è un gay-crazia ma una democrazia, partendo dai rischi legati alla legge Concia, quella di avere, dopo i professionisti dell’Antimafia, quelli dell’antiomofobia, senza in realtà ottenere alcun risultato.

E’dunque evidente a tutti, crediamo, che ieri per la battaglia sui diritti civili sia stata una vera e propria Caporetto. Ora, tuttavia, l’impegno dei gay liberali di centrodestra deve necessariamente andare verso l’unica direzione che a nostro giudizio pare possibile: l’ampliamento della cosiddetta piattaforma delle rivendicazioni (scusate il sindacalese, ma tant’è…) chiedendo al PdL e non ad altri l’effettiva parificazione dei diritti e dei doveri per le persone e le coppie omoaffettive. Vogliamo  farlo, certamente all’unisono con Libertiamo, in una data prossima allo scempio avvenuto l’altro ieri. Con l’obiettivo, ripartendo dai nove “congiurati” per i diritti civili, di aprire a 360 gradi nel PdL il dibattito su questo importante tema.

L’altro ieri abbiamo avuto la prova del nove, infatti, che con le mezze misure, le leggine e i compromessi (troppo) al ribasso non si va da nessuna parte. Molto bello sarebbe, da ultimo, se l’ospite d’onore di questo incontro fosse il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, magari con il suo testo di legge contro l’omofobia che, speriamo, il Governo voglia sostenere e approvare, partendo però, stavolta, dal grande tavolo del Consiglio dei Ministri. Il titolo per l’appuntamento che qui vogliamo convocare c’è già e non potrebbe essercene uno migliore: “Il PdL e i Diritti Civili”. Esserci sarà una chiara scelta di coscienza oltre che un forte segnale di volontà politica di cui, mai come oggi, la più numerosa minoranza del Paese ha un fortissimo bisogno per non sentirsi davvero e definitivamente orfana e straniera a casa propria.


Autore: Daniele Priori

Nato a Marino (Rm) il 27 marzo 1982. Giornalista, è segretario politico dell’associazione GayLib. Tra i primi tesserati dei Riformatori Liberali dall’autunno 2005, è tra i soci fondatori di Libertiamo. Collabora col “Secolo d’Italia” e con riviste locali e nazionali. E’ direttore di collana presso l’editrice Anemone Purpurea di Roma per la quale ha pubblicato, insieme a Massimo Consoli, il libro “Diario di un mostro – Omaggio insolito a Dario Bellezza”

20 Responses to “Il Pdl e i diritti civili, ora o mai più. È il momento di vedersi e di capirsi”

  1. tommaso de gregorio ha detto:

    MAI PIU’

  2. alex ha detto:

    Aria fritta. Purtroppo alla fine l’avrete vinta voi. Il centro destra traballa su tutto e non tiene il punto, anzi rilancia. La buona Carfagna è stata così pesantemente insultata, hanno talmente infierito e ironizzato sulle sue capacità che pare avere un disperato bisogno di sdoganarsi a sinistra, un fac simile della sindrome di Stoccolma. Finora va bene perché all’opposizione è di gran lunga peggio. Gli omosessuali sono già tutelati in caso di aggressioni con l’aggravante del motivo abietto. Questa ricerca del politicamente corretto grappa, si sta trasformando nel suo contrario. E’ il conformismo degli anticonformisti. E’ così bello stare dalla parte giusta, è così bello sentirsi comprensivi, buoni e più avanti degli altri, come i bravi europei del nord… Ma mi faccia il piacere, diceva Totò

  3. tommaso de gregorio ha detto:

    Bravo Alex, sulla Carfagna la strategia dell’insulto e la diffamazione come forma efficace di intimidazione, quando paga prepara l’aggressione fisica, come nel caso dell’ascesa del nazismo.
    Per gli omosex si parli solo di aggravante dei futili motivi o appunto motivi abbietti. Quelli tra loro che fanno i piagnoni sono solo patetici e infelici, sessualmente e/o affettivamente forse ma sono affari loro. Siano felici e attendano realisticamente i tempi politici e culturali per la loro rivoluzione antropologica se ci credono davvero. Non facciano le suffragettes di inizio novecento. Ne ho tanti tra i miei amici, alcuni sono sereni altri no, non certo per la possibilità o meno di sposarsi, ma per un cammino di maturazione compiuto o mai iniziato.
    Hanno bisogno solo della loro autostima ma quella se la possono dare solo loro, anche volendo noi non potremmo e tanto meno il Parlamento.
    Questa involuzione finiana sul politicamente corretto sta rovinando “Libertiamo”. Facciamo una “corrente” minoritaria che si autonomizzi dalle legittime aspirazioni di carriera dei pur ottimi Della Vedova, Palma e Falasca . Non sono i soli libertari del centrodestra, né i soli liberali, né i soli liberisti. Organizziamoci. Ciao

  4. Diego Sabatinelli ha detto:

    E’ sicuramente necessario un momento di dibattito interno al PDL sui diritti civili, soprattutto per un nuovo diritto di famiglia. Una seria analisi sull’evoluzione della società italiana che non è assecondata dalla norma dovrebbe essere il prossimo passo dei parlamentari eletti nella maggioranza, quelli che ci stanno. Ma subito, altrimenti non si perde solo questo treno, e a breve ce ne saranno altri, forse più importanti.

    http://www.divorziobreve.it

  5. Gabbiano ha detto:

    nuovo diritto di famiglia? ma in che modo? perchè se diamo a tutti la maniera di farsi una famiglia “custom” – a piacimento – aspettetavi un fiorire di neo-formazioni. anche la poligamia, diventerà un termine senza senso….. Perchè poi fermarsi alla “coppia”? se a qualcuno piacerà vivere in 3 o 4? chi potrà impedirlo? potrò io sostenere che secondo me NON é giusto che una coppia di “luxurie” arrivino ad avere il diritto di adozione per portare il pargoletto al gay-pride? o sto già commettendo il reato di OMOFOBIA? vorrei saperlo, perchè in tal caso “non mi sento in linea” con la visione dei “politicamente corretti” di libertiamo…
    saluti

  6. iulbrinner ha detto:

    Quello che mi sembra non capiscano neanche i libertari di questo sito – benché non di sinistra – è che il “reato d’opinione” è espressione di una tirannia culturale e ideologica.
    Io ne faccio volentieri a meno e ritengo di poter pensare ciò che voglio, in piena e assoluta libertà, allo stesso tempo nel più assoluto rispetto per le persone, dell’omosessualità e delle sue pretese.

  7. Paolo Colombati ha detto:

    Credo che per combattere efficacemente la violenza contro le minoranze, di qualsivoglia tipo, religione, razza, colore della pelle, genere, etc., occorra agire sul piano culturale. La tolleranza, il rispetto per l’altro, come la buona educazione, non possono essere ottenute per legge. sono indici di civiltà.

    Credo inoltre che il diritto penale sia uno strumento da usare con molta prudenza e cautela. E’ stato probabilmente un errore creare un reato specifico per reprimere la violenza commessa negli stadi. Sarebbe un errore peggiore creare un reato specifico per reprimere la violenza contro gli omosessuali, così come sarebbe un errore creare un reato specifico per punire la violenza contro gli ambientalisti, gli animalisti, etc. etc. Peggiore, perchè mentre lo stadio è un luogo ben preciso, l’essere omosessuali, ambientalisti, animalisti, implica un giudizio, un’opinione.

    Il codice penale punisce la violenza contro ogni vittima, e aggrava la pena se il reato è commesso per motivi futili e/o abbietti. E’ esattamente quello che occorre per combattere sul piano penale la violenza contro gli omosessuali. Se la pena per l’aggravante no n appare congrua, la si aumenti, ma per tutti.

    Paolo Colombati

  8. Carmelo Palma ha detto:

    Proviamo a rispondere alle questioni poste con delle domande (attendo risposta):

    a) A proposito dell’equiparazione della discriminazione sessuale a quella etnica, nazionale e religiosa (secondo la logica della legge Mancino) mettiamola così: io penso che non debba porsi giuridicamente limite alla libera espressione di opinioni o convinzioni morali che fanno da premessa logica e ideologica alle pratiche discriminatorie. Se uno pensa che i neri sono meno intelligenti, gli ebrei più perfidi, gli italiani più ladri, lo può dire liberamente (nel senso che non deve esserci sanzione)…ed è, per quanto ignominioso, puro mercato delle idee. Ma è la stessa cosa chiedere al direttore dell’asilo di allontanare il maestro nero, o all’allenatore della squadra di pallacanestro di emarginare il ragazzino ebreo, o al direttore di un supermercato di impedire l’accesso agli avventori italiani? E perchè per i gay potrebbe o dovrebbe essere diverso?

    b) Posto il diritto di dire quello che si vuole, conta ciò che si dice? Conta dico sostanzialmente qualcosa? Lo stereotipo dell’ebreo avido non è uguale a quello del frocio lascivo? Qual è la differenza tra questi due stereotipi oltraggiosi? Il diritto di dire, insomma, non esaurisce la questione di quanto si dice: io difendo il diritto di parola di Tariq Ramadan, ma le cose che dice, la sua ipocrisia untuosa, il suo doppiopesimo mi fanno moralmente schifo e politicamente vergogna. A voi chi gioca a confondere costantemente omosessualità e pedofilia, ad esempio, che impressione vi fa?

  9. Gabbiano ha detto:

    libertà di pensare e dire MA NON di fare?
    sarebbe un discreto bilanciamento, ma mica sono tutti uguali…
    si vede che lasciare libertà di propaganda religiosa – tanto per saltare ad un’altra questione – può essere molto pericoloso.
    sul piano culturale va combattuta la vulgata che dipinge l’omosessualità come una malattia, ma altrettanto ritengo molto sbagliato riconoscere il diritto giuridico di “ugualianza” ai gay, per avere il pargoletto da portare al gay pride…
    è un diritto concesso a tavolino per qualcosa che NON hanno. Certo hanno diritto di vivere la LORO vita come credono, senza discriminazione sul lavoro o in altri ambiti, ma non al matrimonio.

    Trovo che NON sia UGUALE tra il fare insinuazioni denigratorie su ebrei o neri, e rilevare che è più corretto trovarsi a proprio agio nel proprio corpo: quando hai necessità di cambiarlo, con ormoni e chirurgia, qualche problematica C’E’, rispetto a chi va bene così com’è. essere daltonici non è una colpa, nè un reato, ma qualche problema lo solleva.
    anche la definizione “orientamento sessuale” è ambiguo, i sessi sono due, gli orientamenti sono molteplici e NON TUTTI così equilibrati come sembra scontato. anche questo andrebbe considerato. come si possa pesare tutto questo con una “legge” io non lo so…. anche perchè chi fa bandiera della sua CONDIZIONE SESSUALE mi risulta urticante, che sia macho, trans, gay, scambista o sadomaso….

    un saluto

  10. Marianna Mascioletti ha detto:

    Gentile signor Gabbiano,
    io non credo che la questione al centro dell’articolo che stiamo commentando sia il “far bandiera” della propria condizione sessuale.

    Il punto, IMHO, è questo: non si è mai data nella storia una discriminazione della categoria sociale dei “macho” (tanto per riprendere il Suo esempio), mentre sono esistiti numerosi e non isolati casi di omosessuali discriminati in quanto tali. Omosessuali che non andavano “sbandierando” proprio niente, che spesso, a causa del condizionamento della società, erano i primi a sentirsi sbagliati o anormali, che magari tentavano anche di nascondere le proprie scelte sessuali, ma quando venivano scoperti venivano portati nei campi di concentramento con un triangolo rosa cucito alla divisa, o ricoverati a forza in clinica psichiatrica per essere “guariti”, o addirittura condannati a morte – come succede tuttora, ad esempio, in Iran – , o interdetti dai pubblici uffici.

    L’esempio di quanto accaduto, secondo me, dimostra che l’individuo omosessuale – al pari, per riprendere il discorso di Carmelo Palma, del nero o dell’ebreo – è stato ed è tuttora a rischio di essere discriminato in quanto tale, di essere, com’è successo ieri quasi contemporaneamente a Napoli e a Londra, aggredito per strada in quanto tale, di subire umiliazioni che chi ha la “fortuna” di nascere etero non si sogna neanche.

    Le leggi, nei Paesi civili (l’Italia lo è? Lo lascio decidere a Lei), dovrebbero servire anche a proteggere le persone più deboli dalle pulsioni irrazionali di odio verso il “diverso” che esistono praticamente in tutte le società umane: mi sembra che legiferare in maniera chiara e precisa contro l’omofobia vada esattamente in questa direzione. Senza sbandierare proprio niente.

    Umile parere di un’umile cronista (cit.).

  11. Charlie ha detto:

    Buona questa dei motivi futili e abbietti in cui ricomprendere l’aggravante per reati motivati da omofobia!
    Ma come?
    Per affossare la legge Concia si è spaccato il capello in otto contestando la non determinazione del significato di “orientamento sessuale”, ritenendo che la formula si prestasse ad un’ ambigua interpretazione da parte del giudice e adesso si vuol dar per scontato che il 1° comma dell’art. 61 C.P. sia di univoca interpretazione in sede giudiziaria?
    La coerenza pare un optional!
    mi si spieghi, a questo punto, la necessità della legge Mancino nel nostro ordinamento che peraltro il PDL non ha voluto estendere ai casi di omofobia come se esistessero discriminazioni di serie A e altre di serie B
    Ovvero violenze contro le quali è giusto dare un forte segnale deterrente da parte delle istituzioni ed altre non meritevoli di uguale stigma, verso cui si può lasciar correre, impipandosene di tutte le raccomandazioni e direttive europee e della Costituzione italiana
    che dire?
    Le destre europee sono tutt’altra cosa rispetto a quella italiana e non considerano la tutela dei diritti dell’ individuo appartenente alla minoranza futili questioni attinenti al politically correct
    Ma soprattutto sono svincolate da diktat confessionali

    Saluti

  12. Gabbiano ha detto:

    Marianna: l’italia non è l’iran, grazie alla nostra cultura… E cercherei di parlare del presente, perche per le discriminazioni passate possiamo fare ben poco.
    ma non è che prevedere un’aggravante per chi picchia un gay, toglierà di mezzo questi atti – perchè degli idioti in giro ce ne saranno sempre. Io mi chiedo se sia così utile mettere i gay in un regime di “tutela speciale” per cui se uno picchia un gay commette un reato peggiore di quello che viene picchiato DAL gay. non so se mi sono spiegato. (il preambolo che ho fatto prima è stato solo per dare una panoramica più ampia di come la penso sulla questione). spero di essere stato più chiaro….

  13. Giulio Becattini ha detto:

    In un partito di destra e soprattutto liberale figlio della cultura illuministica non dovrebbe esistere discriminazione tra gli individui: questa è l’unica formuletta che deve essere messa come postulato. Proprio per questo la legge Concia era una sconceria. Allora il moralismo lo possiamo far fare a qualcun altro. Io gli omosessuali non li considero diversi pertanto non vedo perché lo debba fare la legge italiana.
    Per il mobbing, per reati effettuati per futili motivi c’è già una legge in Italia. Basta e… non avanza, è sufficiente.

  14. libertyfighter ha detto:

    Signori miei. Innanzi tutto mi dispiace che la corrente cosiddetta “libertaria” perda tempo, e sottolineo perda tempo, con i diritti positivi da accordare alle minoranze (leggasi anche prebende per voti), piuttosto che dedicarsi alla difesa dei diritti NEGATIVI che sono continuamente distrutti dallo Stato Italiano. In particolare mi chiedo se questi sedicenti libertari vogliano effettivamente fare qualcosa per far scendere la pressione fiscale (e si, anche tutti i servizi prodotti dallo stato) dall’attuale 70% a qualcosa meno del 30%.
    I sedicenti libertari dovrebbero avere bene in mente che senza la libertà economica, le altre libertà non hanno senso. Mises questo lo ha scritto,spiegato, dimostrato. E’ il solito problema dei radicali. Guarda un pò la libertà DALLE TASSE se la sono dimenticata da un pò.

    Riguardo gli omosessuali ed in genere le minoranze, no. Non mi sta bene un aggravante perché qualcuno pesta un omosessuale, un nero o un ebreo. Che facciamo mettiamo uno Status di minoranza riconosciuta dallo Stato, che abbia leggi particolari?
    Picchiare un nero, un omosessuale, un gay oppure libertyfighter DEVE essere lo stesso, perché gli uomini dovrebbero essere tutti uguali di fronte alla legge. Non interessano le minoranze e le maggioranze. Se gli uomini sono tutti uguali, leggi che favoriscono una categoria rispetto ad un’altra, e includo anche le parecchie leggi femministe del panorama legislativo italiano, sono discriminatorie verso gli altri. Quelli che nessuno ha voluto mettere all’interno di una categoria. Altrimenti facciamo di ogni uomo una minoranza e facciamogli leggi su misura.
    Per quanto riguarda infine i diritti positivi (che ai libertari ricordo che NON SONO DIRITTI MA PRIVILEGI A SPESE DI ALTRI, visto che i libertari in questione spesso lo dimenticano), faccio notare che gli omosessuali sulla carta hanno tutti i diritti negativi che vogliono in Italia. Quello che non hanno è una equiparazione ai PRIVILEGI concessi alla famiglia eterosessuale. Ma il problema casomai è la concessione ingiustificata e ingiustificabile di PRIVILEGI alla famiglia eterosessuale, ovviamente pagati tramite l’estorsione fiscale.

  15. Marianna Mascioletti ha detto:

    @ Gabbiano: eh no, non possiamo cascare dalle nuvole dicendo (all’incirca) “la nostra storia recentissima non ci riguarda, quello che accade oggi in Iran e in altre dittature nemmeno”.
    Se fino al 17 maggio 1990 l’OMS (mica la Binetti, l’OMS) ha mantenuto l’omosessualità nell’elenco delle malattie, noi, nel 2009, passati solo 19 anni da quella data, non possiamo raccontarci la favoletta che gli omosessuali sono pienamente accettati come tali, mai discriminati, mai aggrediti per aver osato mostrarsi in pubblico in atteggiamento affettuoso con una persona del proprio stesso sesso.

    Prova ne sia, tra le tante, il fatto che, non solo nel vocabolario dei più ignoranti fra di noi, la parola “Frocio” (come “Negro” o “Ebreo”, d’altronde) costituisce ancora un insulto. Ora, non è che io voglia proibire alla gente di insultarsi come vuole o sia una invasata che vuole mandare la gente alla forca per reati d’opinione: però sostengo che, se non si avvia, anche da parte delle istituzioni, un processo di cambiamento della mentalità, per cui si sancisce una volta per tutte che la discriminazione e il razzismo SONO SBAGLIATI, resteremo sempre a dover fare i conti con la paura del diverso e con una società in cui tutti restano arroccati nei propri pregiudizi.

    Volendo poi discutere del fatto che, probabilmente, una legge come la proposta Concia non servirebbe a fermare le aggressioni, io chiuderei l’argomento sostenendo che in Italia, ormai, visto lo stato della giustizia, nessuna legge è più un deterrente per nessun tipo di reato. Purtroppo. Ma questo è un problema che va ben al di là dello specifico su cui stiamo cercando, non so con quanto successo, di discutere.

  16. Marianna Mascioletti ha detto:

    Post Scriptum: “La discriminazione e il razzismo SONO SBAGLIATI” da intendersi come “E’ sbagliato discriminare una persona, a parità di condizioni, solo per ciò che è (es. nero invece che bianco, omosessuale invece che eterosessuale etc.)”

  17. libertyfighter ha detto:

    E vogliamo allora parlare della discriminazione per censo? Il fatto che uno che guadagna 100000 euro all’anno debba pagare più soldi di uno che ne guadagna 5000 è una discriminazione per censo. Quello paga di più perché é più ricco. E’ analogo a fare una legge per raddoppiare le tasse agli ebrei. E invece la “progressività fiscale” viene da tutti ritenuta cosa buona e giusta.

  18. Gabbiano ha detto:

    ma quale “cascare dalle nuvole”: in iran li impiccano.
    quali sono le leggi in italia che “discriminano” chi è gay ?(sempre che pure questo non sia un grimaldello per arrivare alla parità di matrimonio e adozione). poi ci sarà sempre chi se la prende con una donna, un gay, un anziano o un ebreo…..
    ma c’è qualche professione che è impedita ai gay?

    ma chiamarla legge contro l’omofobia, è una fesseria. è un’aggravante per chi commette quel tipo di reato, e quindi li rende PIU’ tutelati di altri. e altrettanto idiota l’ONU che accusa noi di aver fatto passi indietro. si occupassero dei paesi dove ancora vengono appesi per il collo che mi pare più urgente….
    saluti

  19. Huysmans ha detto:

    Ho letto tutti i commenti con molto interesse ma non voglio parlare della proposta di legge Concia per stimolare invece la discussione sulla giustezza di leggi ad hoc a difesa di specifiche categorie di cittadini. Credo che tutto si concentri su questo dubbio di fondo. Da un punto di vista meramente teorico io direi di no, perché le leggi dovrebbe concentrarsi sulle azioni senza riferimenti a categorie specifiche. Però, in una società nella quale sopravvivono ancora discriminazioni che esplondono in atti così violenti, leggi specifiche renderebbero più efficace la repressione di questi fenomeni. Dobbiamo sempre immedesimarci nel più debole e da lì valutare se la nostra legislazione è efficacie. Le leggi troppo generiche, scolpite indelebilmente nel marmo bianchissimo rischiano di non raggiungere il loro vero fine che è la realizzazione di una società giusta nella quale tutti possano vivere, quando sono rispettosi dei diritti degli altri, in assoluta tranquillità e libertà. Perché ogni singola aggressione deve pesare come un macigno sulle nostre coscienze! Alla fine potremo anche dire che le leggi odierne sono sufficienti ma ciò non toglie che abbiamo il dovere morale di chiederci se si può fare di più e di meglio per rendere il nostro paese un posto migliore… direi anche che vorrei tanto che l’Italia diventasse IL posto migliore dove vivere!

  20. Gabbiano ha detto:

    ma anche a dare la pena di morte per aggressione si arriverebbe comunque ad avere di questi casi. Ma le “discriminazioni” sono dovute a statuti dello stato o a problemi culturali dei SINGOLI? se ci sono storture legislative è bene correggerle, ma inserire, conferire uno “status speciale” alla categoria gay non mi pare la maniera migliore. se non altro perchè prevedo che poi ci saranno persone che sfrutteranno quello status speciale, per avere altre concessioni.
    va represso con fermezza qualsiasi atto di aggressione, contro chiunque.

Trackbacks/Pingbacks