“Questa della D’Addario è la storia vera, che si trovò a palazzo quella sera…” cantava ieri Checco Zalone, sulle note della “Canzone di Marinella”, durante un seguitissimo one man show trasmesso in seconda serata da Canale 5 (17% di share, 3,3 milioni di spettatori). E non è stata, a quanto pare, l’unica performance ispirata alla liaison dell’anno.

Se questo è il regime, possiamo stare tranquilli. Il Cavaliere furioso non riesce neppure a censurare le sue Tv su cui imperversa liberamente uno showman di grande talento che, per la soddisfazione degli inserzionisti,  fa il pieno di ascolti sbertucciando e sputtanando il premier. Senza grande riguardo e senza alcun understatement.

Checco Zalone è un presidio democratico, che sbugiarda una sinistra parruccona e le sue accuse di “regime”, e dovrebbe forse dare un po’ di coraggio e di irriverenza a quanti nel centro-destra pensano che il modo migliore per sostenere il premier sia indignarsi moralisticamente e gridare alla congiura dei poteri forti.

I commenti in rete della sinistra “militante” sostengono ovviamente che con il Checco Zalone Show Piersilvio Berlusconi ha voluto restituire una verginità democratica al padre o addirittura nascondere, dietro la storia pecoreccia, le più importanti accuse di collusione mafiosa… La mamma dei masochisti è sempre incinta. Speriamo solo che la satira sul tema che transita dai canali Rai non venga, da destra, giudicata più inammissibile di quella che dilaga, liberamente, sui canali Mediaset.

Di seguito, un video tratto dal “Checco Zalone Show”.